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Migranti

Ora basta! Presidio contro i CIE! 14/05/09

e-mail:
scheggia@canaglie.ne
Autore:
schegge impazzite

PESTAGGI NEL CIE DI VIA MATTEI…
…IL SILENZIO E’ COMPLICITA’!

Lunedì 4 maggio verso le 14.00 Raya, una delle ragazze migranti rinchiuse nel CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione ex CPT) di via Mattei a Bologna, viene picchiata da un poliziotto in abiti civili. Viene picchiata perché si intrufola in infermeria. Viene picchiata a mani nude, sviene ed è lasciata sul pavimento. Viene picchiata sotto gli occhi indifferenti degli operatori della Misericordia (l’ente che gestisce il CIE) che non intervengono in nessun modo.
Al telefono voci spaventate e rabbiose ci parlano di vestiti strappati, di continui insulti e sberloni anche nei giorni successivi. Un ragazzo si fa male ad un ginocchio, eppure in infermeria non gli danno nessun medicinale nonostante le sue pressanti richieste. Ci chiama e chiede di mandare un medico insieme all’avvocato. “Qui non ci curano! Ci trattano come animali!”
Nessuno si lascia intimorire troppo dalla situazione e l’avvocato di Raya, giovedì 8 maggio presenta una querela contro ignoti per il pestaggio subito dalla donna - “Aveva abrasioni su uno zigomo, in fronte e in altre parti del corpo”.

14 novembre Day of action - Bologna, Pordenone, Torino, Parma...

Autore:
Anarchico della FAI

Questo è un primo elenco di iniziative in occasione del Day of Action promosso dall'IFA (internazionale di federazioni anarchiche) per il 14 novembre contro i CIE.

In italia la mobilitazione è più generale contro le politiche razziste.

BOLOGNA
14 NOVEMBRE 2009 ORE 11.00 P.Nettuno
Le realtà federate dell’Emilia-Romagna lanciano un appello alla manifestazione contro gli autoritarismi e le politiche razziste, securitarie e segregazioniste che caratterizzano i governi di questo fosco inizio di secolo.

PORDENONE
14 NOVEMBRE 2009 ore 17.00 P.tta Cavour
per la campagna DAY OF ACTION promossa dall'IFA (Internazionale di Federazione
Anarchiche)
A tutte le realtà antirazziste che in questi anni hanno lottato al fianco dei
migranti e contro tutte le discriminazioni;
a tutte le individualità che ritengono la libertà di circolazione delle persone più
importante di quella delle merci e del capitale, che ritengono ogni uomo, donna e
bambino eguale per bisogni e libero di ricercare la propria libertà e seguire i
propri sogni ovunque;
a tutti coloro che sono consapevoli che la vera sicurezza sta in una società senza
ricatti economici e sociali dove tutti possano studiare, curarsi, lavorare e vivere
in pace e non dove le città sono sempre più militarizzate, dove regna una politica
repressiva e dove le leggi servono a salvaguardare pochi e persguitare la gran parte
a partire dai più deboli, dove le guerre e i massacri impongono ancora oggi in molta
parte della terra il dominio della violenza dell'apartheid.

Roma: Picchiano a sangue un bengalese identificati e indagati 5 minorenni

ROMA - «Bastardi, andate via da qui». Stavano chiacchierando seduti sulla panchina di un parco in via Lilloni, a San Giorgio di Acilia, quando ad un tratto, domenica verso le 19, quattro cittadini del Bangladesh sono stati accerchiati e picchiati da un gruppo di una decina di persone, tutti ragazzi attorno ai diciott'anni, che inizialmente li avevano avvicinati per apostrofarli con frasi razziste del tenore di «Siete tutti negri». Tre dei bengalesi sono riusciti a scappare, mentre un quarto, di 29 anni, è stato malmenato con calci e pugni. Medicato più tardi al pronto soccorso del Grassi di Ostia, è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni per una frattura al setto nasale.

PESTAGGIO PREMEDITATO - Secondo il racconto che l’extracomunitario ha fatto ai carabinieri, si è trattato di un’azione premeditata, un vero e proprio agguato. Uno degli aggressori si sarebbe avvicinato, spalleggiato da un gruppetto di tre o quattro persone, con un pretesto, quello di chiedere una sigaretta. Nello stesso momento, da dietro, sono spuntati altri cinque o sei ragazzi. Tutti si sono avvicinanti minacciosamente al quartetto di asiatici.

ANCORA UN PRESIDIO ITINERANTE VERSO IL CIE DI VIA MATTEI

Autore:
Femministee lesbiche

ANCORA UN PRESIDIO ITINERANTE VERSO IL CIE DI VIA MATTEI

Mercoledì 4 novembre torniamo sotto al Cie di via Mattei, come femministe e lesbiche, per denunciare le violenze e gli stupri che avvengono in quei lager di stato.
Ci torniamo per ribadire quello che abbiamo già detto il 13 ottobre, in occasione della sentenza per la rivolta nel Cie milanese di via Corelli: IN QUEI LAGER SI STUPRA E NOI NON VOGLIAMO FAR FINTA DI NULLA E DIVENTARE COMPLICI DI QUELLE VIOLENZE E DEL RAZZISMO ISTITUZIONALE!
Invitiamo tutte le compagne, femministe e lesbiche a partecipare al presidio.
L'appuntamento è per mercoledì 4 novembre, alle 16.00 (puntuali), alla fermata del bus 14A in via Rizzoli, O, PER CHI NON PUO’, DIRETTAMENTE SOTTO IL CIE DALLE 17.

Day of Acton presidio contro i C.I.E. a Parma

15/11/2009 - 10:00
15/11/2009 - 13:00
Luogo:
Piazzale Matteotti Parma
e-mail:
atelibparma@hotmail.com

Presidio contro i C.I.E (Centri di Identificazione ed Espulsione, ex-CPT) e il
Pacchetto Sicurezza

Un’Europa di muri e di gabbie.

Muri per fermare profughi
e migranti, gabbie per rinchiuderli.

È tempo di rompere il silenzio

Se non
ora, quando? Se non io, chi?

Una giornata d’azione coordinata per dare una
risposta contro le nuove norme razziali, le mistificazioni securitarie e la
militarizzazione dei territori.

Per la creazione di una rete solidale, capace
di opporsi alla guerra tra poveri che, dall’alto, si cerca di costruire.

DOMENICA 15 NOVEMBRE
DALLE ORE 10 PIAZZALE MATTEOTTI PARMA

Il Day of
Action è indetto dall’IFA-
l’Internazionale di Federazioni Anarchiche

cell.333 8277726 email: atelibparma@hotmail.com

gruppo anarchico A.Cieri / Fai Parma

per adesioni atelibparma@hotmail.com

Stop deportation day in Belgio - azione internazionale contro la fortezza Europa

Dalle sei di mattina di Sabato 30 Novembre i cancelli di 2 dei 4 quattro centri di detenzione presenti in Belgio (Brugge e Vottem) sono stati bloccati da circa 150 attivisti provenienti da diverse parti D'Europa.Lo scopo dell' azione è bloccare la macchina delle espulsioni per una giornata, per rivendicare libertadi movimento per tutti e tutte. Gli attivisti si sono incatenati ai cancelli e hanno opposto resistenza non-violenta all'intervento delle forze del disordine.Il bilancio della giornata è estremamente positivo: il blocco a Vottem è durato sino alle 13.00, il blocco di Brugge è durato sino alle 18.00.Entambi i blocchi si sono conclusi dopo l'intervento di un corpo speciale di polizia che ha tagliato i lock-ons con i quali gli attivisti erano incatenati. Nessun migrante è stata espulso durante la giornata. Gran parte degli attivisti sono stati arrestati, per poi essere rilasciati in giornata senza conseguenze giuridiche.Per maggiori informazioni:

in Francese http://www.cemab.be/ http://liege.indymedia.org/

in Olandese http://ovl.indymedia.org/news/2009/10/28362_comment.php#28377

NO BORDERS, NO NATIONS, STOP DEPORTATIONS!

Con le proprie gambe

Autore:
da macerie

Torino. Lo hanno liberato di nascosto, all’interno di un’ambulanza. Per nascondere agli altri reclusi che da corso Brunelleschi si può uscire con le proprie gambe, lottando con determinazione. Dopo due mesi e 10 giorni di reclusione B. A. ha iniziato uno sciopero della fame e della sete ad oltranza. Dopo otto giorni, ieri ha accettato di farsi visitare dal medico, che si è accorto che i suoi reni si stavano deteriorando. Portato in ospedale d’urgenza, hanno cercato di fargli una flebo di soluzione fisiologica, ma lui se l’è strappata di dosso. Quindi lo hanno riportato al Centro, dove in fretta e furia gli hanno firmato un foglio di via dall’Italia e lo hanno lasciato andare, in serata. Qualcuno abbastanza in alto non vuole sentir più parlare di morti all’interno del suo Cie, e chissà come mai… Ma non è automatico che chi è disposto a morire venga liberato. Un recluso minorenne due giorni fa ha “fatto la corda”, ha tentato di impiccarsi. Per rianimarlo, i militari lo hanno portato nella sala d’aspetto del barbiere (una stanza senza telecamere) e lo hanno riempito di botte. Questo sì, capita abbastanza spesso.

Milano, volantino minaccia gli immigrati "Non costringeteci a usare i bastoni"

Non ne possono più dei quindici senza tetto africani che «dormono, urinano, si ubriacano e fanno sesso» in galleria Buenos Aires, sotto le loro case. A Milano scenderanno in piazza i residenti di via Masera, assieme ai commercianti di corso Buenos Aires, per chiedere «l’intervento del sindaco e del prefetto», prima che qualcuno «decida di risolvere il problema con quattro bastoni», come è scritto nel volantino shock che annuncia la manifestazione. Si protesta anche per la presenza sul corso di venditori abusivi, «mai numerosi come oggi», come dice Luigi Ferrario, presidente della associazione dei negozianti Buenos Aires Futura. Al “presidio per la sicurezza” di mercoledì prossimo, alle 11 in corso Buenos Aires 36, ci saranno anche esponenti politici e dei partiti: dalla Lega al Pdl, fino alla lista Ferrante, all’opposizione a Palazzo Marino.

La vergogna e le parole

Autore:
da macerie

È passato esattamente un mese da quando, su Macerie (e storie di Torino) e su altri siti e poi addirittura sulla prima pagina di un quotidiano nazionale, hanno cominciato a circolare le immagini del massacro nel Cie di Gradisca d’Isonzo del 21 settembre scorso. A occhio e croce, solo nelle differenti riproposizioni apparse su youtube, almeno diecimila persone hanno potuto vedere i feriti distesi a terra in mezzo al sangue, gli occhi gonfi, i segni delle manganellate, i soldati coi caschi e con gli scudi che caricano senza pietà della gente chiusa dentro a quella specie di pollaio infernale costruito e tenuto aperto con il beneplacito di tutti gli schieramenti politici.

FLASH: Diciannovenne sfrattata si getta dalla finestra del sindaco di Budrio!!!

Bologna, 24 ottobre 2009 - Una ragazza marocchina di 19 anni si è lanciata, questa mattina, dalla finestra dell'ufficio del sindaco di Budrio, comune del bolognese, dove si era recata per chiedere un'eventuale disponibilità di alloggio per la sua famiglia sfrattata da una settimana.

La giovane non è in pericolo di vita ed è stata portata all'ospedale Maggiore di Bologna. Mentre il sindaco, Carlo Castelli, stava parlando al telefono, d'improvviso la ragazza notando la finestra aperta (l'ufficio si trova al primo piano) si è gettata di sotto cadendo per circa 7 metri ma, fortunatamente, non ha riportato gravi lesioni. La famiglia marocchina (padre, madre e tre figli) dopo aver ricevuto lo sfratto è ospitata, momentaneamente, da amici. Sono intervenuti i carabinieri.

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