Migranti
Ora basta! Presidio contro i CIE! 14/05/09
PESTAGGI NEL CIE DI VIA MATTEI…
…IL SILENZIO E’ COMPLICITA’!
Lunedì 4 maggio verso le 14.00 Raya, una delle ragazze migranti rinchiuse nel CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione ex CPT) di via Mattei a Bologna, viene picchiata da un poliziotto in abiti civili. Viene picchiata perché si intrufola in infermeria. Viene picchiata a mani nude, sviene ed è lasciata sul pavimento. Viene picchiata sotto gli occhi indifferenti degli operatori della Misericordia (l’ente che gestisce il CIE) che non intervengono in nessun modo.
Al telefono voci spaventate e rabbiose ci parlano di vestiti strappati, di continui insulti e sberloni anche nei giorni successivi. Un ragazzo si fa male ad un ginocchio, eppure in infermeria non gli danno nessun medicinale nonostante le sue pressanti richieste. Ci chiama e chiede di mandare un medico insieme all’avvocato. “Qui non ci curano! Ci trattano come animali!”
Nessuno si lascia intimorire troppo dalla situazione e l’avvocato di Raya, giovedì 8 maggio presenta una querela contro ignoti per il pestaggio subito dalla donna - “Aveva abrasioni su uno zigomo, in fronte e in altre parti del corpo”.
25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne - Chiudere tutti i lager!
25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Chiudere tutti i lager!
Scorribanda informativa in centro e presidio di femministe e lesbiche sotto il Cie di via Mattei
ore 17, piazza del Nettuno, distribuzione del dossier Noi non siamo complici!, sulla violenza contro le donne migranti
ore 18 appuntamento alla fermata del 14A in via Rizzoli
ore 18.30 presidio sotto il Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei
http://noinonsiamocomplici.noblogs.org
complici@anche no
[PR] Assolto Kouame, era accusato dai "soliti" vigili urbani
Accusato di resistenza, rispondeva di essere stato picchiato e insultato.
Oggi è stato assolto, Lucien Aka Kouame, coinvolto circa due anni in un altro episodio increscioso che vede coinvolti i vigili urbani di Parma ed in particolare tale Andrea Sinisi, che evidentemente deve aver scambiato la divisa da vigili per una sorta di autorizzazione al pestaggio sistematico di chiunque gli si metta contro.
E' coinvolto anche nel caso di Emmanuel Bonsu e accusato di aver rotto il naso ad un 30enne in una rissa in via Farini.
Tornando ai fatti riguardanti Kouame, il suo racconto, anche se meno noto di quello di Emmanuel, è altrettanto inquietante.
Sarebbe infatti stato fermato alla guida di uno scooter e, dopo una breve discussione con una vigilessa, arrestato dal "solito" gruppetto di vigili, malmenato e insultato.
Le condizioni di Lucien Kouame furono accertate al pronto soccorso dopo che lo stesso si è sentito male sul posto di lavoro il giorno successivo al fermo.
Sul referto la prognosi è di 15 giorni per contusioni abrase al braccio sinistro, alla mano destra e alla gamba sinistra e si chiude con il rilevamento di “shock emotivo”. Alla voce prescrizioni si legge poi delle applicazioni di ghiaccio, somministrazioni di antidolorifici ma, soprattutto, di tenere sotto osservazione il trauma cranio facciale per la vastità e l’eventuale pericolosità dell’evento.
La guerra in casa
mercoledì 18 novembre
ore 19.00
proiezioni, interventi e discussione
su pace e sicurezza... ovvero la guerra esterna e interna.
bombardamenti, stragi, saccheggi...
soldati in città, militarizzazione, leggi speciali, leggi antiterrorismo, pacchetti d'emergenza, decreti anti-crisi, cie, espulsioni, respingimenti, megacarceri, basi militari, centrali nucleari...
dal CIE di caltanisetta
c'è qualcun* che ha notizie più dettagliate?
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ROMA (Reuters) - Un gruppo di extracomunitari, detenuti nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Caltanisetta, ha cercato questa notte di sfondare il cancello e ha poi appiccato il fuoco ai materassi all'interno dei padiglioni. La rivolta è stata sedata senza che ci siano stati feriti tra gli immigrati e tra gli agenti.
Lo ha detto stamani la questura di Caltanisetta.
La rivolta è iniziata verso le due di notte, quando alcuni immigrati "dopo aver divelto il piano superiore in cemento armato di un tavolo dalla mensa, si portava dinanzi uno dei cancelli laterali del Cie e, utilizzando il tavolo come ariete, tentava con ripetuti colpi di sfondarlo", si legge in una nota della polizia.
L'intervento degli agenti di pubblica sicurezza e dell'esercito ha impedito il tentativo di fuga, ma i rivoltosi si sono spostati in tre padiglioni dormitorio appiccando il fuoco a tutti i materassi ed altri oggetti, ha detto la polizia.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono arrivati rinforzi di polizia e soldati che hanno "riportato, poco dopo, la situazione alla calma".
Un'inchiesta è in corso per identificare i responsabili della rivolta.
DONNE, VIOLENZE E STUPRI dal colonialismo ai Cie - incontro all'Iqbal Masih
AMAZORA E LE RAGAZZE DEL CIRCOLO IQBAL MASIH
organizzano
DONNE, VIOLENZE E STUPRI
dal colonialismo ai Cie
martedì 17 novembre 09, ore 19.00
Circolo Iqbal Masih, via della barca 24, Bologna
In preparazione all'iniziativa di compagne, femministe e lesbiche contro i Cie indetta per il prossimo 25 novembre, ci troviamo per discutere di violenze coloniali e neocoloniali con Nicoletta Poidimani, autrice di "Difendere la 'razza'. Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini" (Sensibili alle foglie, 2009).
La mentalità coloniale con cui l'Italia non ha mai voluto fare i conti si ripresenta, oggi, tanto nella retorica che accompagna le missioni militari all'estero quanto nell'intreccio di razzismo e sessismo.
Legittimati dal senso di onnipotenza e di impunità, gli uomini italiani sono tra i principali foraggiatori del business del turismo sessuale così come ritengono a propria disposizione le donne "straniere" immigrate in Italia.
Le donne immigrate sono, infatti, considerate il bottino di una guerra interna che si serve anche del "genocidio" sistematico di migranti in mare e nei luoghi di lavoro grazie al DdL sulla "sicurezza". In questa guerra interna, i Cie sono un luogo privilegiato della violenza neocoloniale, soprattutto contro le donne: la condizione di isolamento e ricattabilità, la disumanizzazione operata dal razzismo diffuso e la certezza dell'espulsione, rendono le migranti rinchiuse nei lager di stato "carne da macello" per le perversioni dei loro guardiani.

Day of action internazionale contro i CIE

Il 14 novembre ci sarà la giornata di azione internazionale contro i CIE, i famigerati lager in cui vengono rinchiusi i migranti trovati privi di permesso di soggiorno. Dopo le rivolte di quest'estate la situazione continua ad essere incandescente:
in diversi centri continuano scioperi della fame, rivolte, tentativi di evasione, violenze contro i reclusi.
Ordinaria amministrazione quando si va a creare una vera e proprio struttura concetrazionaria, in cui gli internati (come tutti gli internati) sono privati di tutti i diritti.
Per dire no a questa società che condanna uomini e donne alla deportazione perchè privi di pezzi di carta:
Sabato 14 Novembre Presidio in Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri) a Bologna.
Domenica 15 Novembre a Parma, in Piazzale Matteotti, presidio dalle 10
I contenuti sui CIE su IMC Emilia Romagna
Uomo ucciso in rissa nel Teramano Violenze contro i rom dopo la fiaccolata
ALBA ADRIATICA (Teramo) - Un commerciante di 37 anni, Emanuele Fadani, è morto nella notte ad Alba Adriatica, provincia di Teramo, per i colpi ricevuti durante una rissa con alcuni nomadi italiani del posto.
La rissa sarebbe scoppiata per futili motivi verso le 2-2.30 di notte all'esterno di un bar di Alba, in viale Mazzini: ci sarebbe stata una discussione, poi l’uomo è stato colpito. Soccorso dal 118, è morto prima di arrivare all’ospedale di Giulianova.
FERMATI DUE NOMADI - La magistratura ha emesso tre provvedimenti di fermo per concorso in omicidio volontario. Due provvedimenti - nei confronti di cugini - sono già stati eseguiti; la terza persona viene ricercata. Uno dei fermati è lo zio di uno dei minorenni arrestati per l'omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso a Martinsicuro (Teramo). De Meo fu ucciso con un pugno sempre da due nomadi italiani, però minorenni.
Day of action Emilia-Romagna
Day of action contro i centri di detenzione per immigrati
Giornata promossa dall’IFA – l’Internazionale di Federazioni Anarchiche
Un’Europa di muri, per fermare profughi e migranti, e di gabbie, per rinchiuderli.
L’ultimo anno è stato terribile. Alle frontiere d’Europa si combatte ogni giorno. E, ogni giorno, qualcuno muore. Nelle intercapedini dei Tir, nelle gallerie ferroviarie e nei mari, dove le onde sono più pietose di militari e trafficanti d’uomini.
Il meccanismo è semplice e atroce. La selezione avviene nei paesi d’origine: solo i più giovani, i più forti, quelli in grado di attraversare il deserto, lavorare come bestie per pagare il viaggio, reggere la traversata, arrivano. Poi ci penserà il mercato a scegliere quelli più flessibili, utili, obbedienti, adattabili.
In Italia chi non ha un contratto di lavoro non ha il diritto a risiedere legalmente nel nostro paese. Così cantieri, fabbriche, campi, case si sono riempiti di gente di ogni dove che lavora come in Europa non si lavorava più: sono i braccianti schiavi, gli operai senza tutele, i badanti senza orario…
E per quelli che non possono o non vogliono stare alle regole, o, semplicemente “sono di troppo” ecco la galera amministrativa e poi la deportazione.
Leggi razziste sono state emanate dai paesi ricchi per fermare, imbrigliare, tenere sotto ricatto i poveri in fuga dalla miseria, dalla fame, dalle persecuzioni, dalle guerre. L’Italia, confine sud della fortezza europea, è ormai da lunghi anni in prima fila.
Day of action contro i centri di detenzione per immigrati
Giornata promossa dall’IFA – l’Internazionale delle Federazioni Anarchiche
Un’Europa di muri e di gabbie. Muri per fermare profughi e migranti, gabbie per rinchiuderli.
L’ultimo anno è stato terribile. Alle frontiere d’Europa si combatte ogni giorno. E, ogni giorno, qualcuno muore. Nelle intercapedini dei Tir, nelle gallerie ferroviarie e nei mari, dove le onde sono più pietose di militari e trafficanti d’uomini.
Il meccanismo è semplice e atroce. In ultima analisi lo stesso dei nazisti. La selezione avviene nei paesi d’origine: solo i più giovani, i più forti, quelli in grado di attraversare il deserto, lavorare come bestie per pagare il viaggio, reggere la traversata, arrivano. Poi ci penserà il mercato a scegliere quelli più flessibili, utili, obbedienti, adattabili.
In Italia chi non ha un contratto di lavoro non ha il diritto a risiedere legalmente nel nostro paese. Così cantieri, fabbriche, campi, case si sono riempiti di gente di ogni dove che lavora come in Europa non si lavorava più: sono i braccianti schiavi, gli operai senza tutele, i badanti senza orario…
E per quelli che non possono o non vogliono stare alle regole, o, semplicemente “sono di troppo” ecco la galera amministrativa e poi la deportazione.
Leggi razziste sono state emanate dai paesi ricchi per fermare, imbrigliare, tenere sotto ricatto i poveri in fuga dalla miseria, dalla fame, dalle persecuzioni, dalle guerre. L’Italia, confine sud della fortezza europea, è ormai da lunghi anni in prima fila.





