Resistenza
[PR] Impedito sfratto
Nella mattinata di oggi, circa una ventina di attivisti della Rete diritti in casa hanno impedito l’esecuzione dello sfratto della famiglia Badia, composta da due adulti e due bambini (di cui una nata da poco) e di un anziano invalido.
Dalle 7.00, ora nella quale si prevedeva l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per rendere effettivo lo sgombero dell’appartamento di via Jenner, la Rete ha presidiato la strada dinanzi all’abitazione comunicando agli abitanti del quartiere ciò che a breve poteva avvenire: l’ennesimo atto di forza istituzionale verso una emergenza sociale.
Forte è stata la solidarietà ricevuta dai passanti, che esprimevano tutto il loro sdegno per un caso che sottolinea l’incapacità dell’amministrazione di far fronte alle difficoltà che i propri cittadini stanno affrontando. Un caso come tanti, quello di una famiglia ridotta al lastrico dalla crisi economica e costretta a difendersi autonomamente senza l’aiuto dei Servizi sociali del Comune di Parma.
Senza l’aiuto dei servizi appunto.
Infatti
già nei giorni precedenti la famiglia Badia e la Rete diritti in casa avevano portato all’attenzione dell’amministrazione e dei media la problematicità della situazione, cercando garanzie da parte dei servizi per concordare un’uscita dallo stabile in cambio di una sistemazione dignitosa per il nucleo familiare.
Brigate Internazionali in Spagna: fanno ancora paura !!!!
Il 13 Novembre 09, si dovrebbe tenere a Trieste presso la Casa del Pop. TINA MODOTTI (assoc. che riunisce realtà di derivaz. Prc, Com.It, e più a sin...) una mostra-convegno dedicata agli internazionalisti che combatterono il fascio in Spagna nella guerra del 1936/39: in maggioranaza è noto che i 55mila c.a volontari delle Brigate Internazionali o Milizie Popolari furono comunisti e anarchici e che tra la sinistra di allora, complice la malapianta staliniana, si ebbero lacerazioni terrificanti.
Dopo 70'anni da quella cupa e raggiante (insieme) stagione, non restano più "garibaldini di Spagna" viventi: ci hanno tutti lasciato per ovvie ragioni anagrafiche.
Decisa da molto, l'iniziativa di cui sopra che avrebbe visto, come principale NOVITA' che rompesse con la retorica puramente celebrativa, la presenza di alcuni compagni vestire una sorta di 'museo vivente', con -uniformi- dell'epoca, giubbe delle milizie, equipaggiamenti delle 'colonne', documenti, tutto materiale anche in parte originale del tempo.





