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livello 57

Una vittoria consapevole. Livello57

-Un documento di lotta e di denuncia-

Il 24 luglio 2009 si è concluso il processo di 1°grado contro il Livello 57, con la piena assoluzione per tutti gli attivisti del centro sociale dall'art. 79 legge 309/90: imputati per aver adibito il locale ad uso abituale di consumo e spaccio di sostanze stupefacenti e tre attivisti alla condanna a 6 mesi con pena sospesa e non menzione per l'attività denominata coffee-shop svolta nell'ambito delle iniziative antiproibizioniste.

Questa sentenza ha riconosciuto la legittimità dell'attività politica antiproibizionista condotta dal Livello 57 per più di 10 anni, ha fatto chiarezza sulla montatura orchestrata dai carabiniere e dalla Procura di Bologna con l'unico obbiettivo di chiuderci e mettere a tacere una realtà antiproibizionista e autogestita.

Il Livello 57 nella sua attività antiproibizionista, ha provocato ragionamenti, ha realizzato pratiche e laboratori, ha stimolato discussioni e comportamenti per ottenere, attraverso la collaborazione sociale diffusa, una sempre più ampia conoscenza e consapevolezza sulle sostanze stupefacenti e sui consumatori.

Chieste pesanti condanne a cinque attivisti del Livello57

Il PM al processo contro l’ex Centro Sociale di via Muggia ha calato il pugno di ferro. Se passasse la tesi dell'accusa un'intera esperienza di antiproibizionismo e di riduzione del danno nei confronti dei consumatori di sostanze verrebbe criminalizzata.

3 luglio 2009

Durante l’udienza di oggi, il PM Giuseppe Di Giorgio ha chiesto cinque condanne e un’assoluzione nei confronti di sei attivisti del Livello 57. Le accuse che vengono rivolte ai cinque livellini sono spaccio di stupefacenti e agevolazione dello spaccio. I fatti risalgono al 25 maggio 2006, quando i Carabinieri perquisirono all’alba il centro sociale di via Stalingrado, eseguendone poi la chiusura su mandato dell’autorità giudiziaria.
Nello specifico, le richieste sono di quattro anni e tre mesi e 20 mila euro per Rosario Piccolo, Alessandro Pancaldi e Michele Manca, tre anni e dieci mesi e 14 mila euro per Maria Pia Scarciglia e Alessandro Sponsiello.
Maria Pia Scarciglia, che fu arrestata la mattina della perquisizione, dopo diversi mesi di arresti domiciliari, fu assolta nel gennaio 2007 dall’accusa di aver gettato dalla finestra un panetto di hascisc.
Per tutti gli imputati gli avvocati difensori hanno chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
La sentenza è stata annunciata dal presidente del Tribunale per il 24 luglio.

da zic: http://www.zic.it/zic/articles/art_4929.html

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