Storia e Memoria
NON RIMUOVETE LA GHOST BIKE
Bologna, 15 novembre 2009
Al Presidente del Quartiere Saragozza
Alla Sua Cortese Attenzione
Il 14 novembre alcuni ciclisti hanno riposizionato, in via Saragozza
angolo via Audinot, una “ghost- bike”: una bici bianca per ricordare la
morte di Paride, un ragazzo di 24 anni investito da un'automobile proprio
in quel punto. E' un segno della volontà di non dimenticare Paride Emanuele
Idda e di non dimenticare come è morto.
Non crediamo che anche un solo morto sia un prezzo ineluttabile da pagare
sull'altare della mobilità e non crediamo che non ci siano soluzioni a
questa mattanza.
Per queste ragioni Le chiediamo, innanzitutto, di adoperarsi per non far
rimuovere la bici bianca, che è un segno per fermarsi a pensare che lì è
morto (prima ancora che un ciclista) un uomo o una donna. Che non potrà più
sorridere: come Paride.
Brigate Internazionali in Spagna: fanno ancora paura !!!!
Il 13 Novembre 09, si dovrebbe tenere a Trieste presso la Casa del Pop. TINA MODOTTI (assoc. che riunisce realtà di derivaz. Prc, Com.It, e più a sin...) una mostra-convegno dedicata agli internazionalisti che combatterono il fascio in Spagna nella guerra del 1936/39: in maggioranaza è noto che i 55mila c.a volontari delle Brigate Internazionali o Milizie Popolari furono comunisti e anarchici e che tra la sinistra di allora, complice la malapianta staliniana, si ebbero lacerazioni terrificanti.
Dopo 70'anni da quella cupa e raggiante (insieme) stagione, non restano più "garibaldini di Spagna" viventi: ci hanno tutti lasciato per ovvie ragioni anagrafiche.
Decisa da molto, l'iniziativa di cui sopra che avrebbe visto, come principale NOVITA' che rompesse con la retorica puramente celebrativa, la presenza di alcuni compagni vestire una sorta di 'museo vivente', con -uniformi- dell'epoca, giubbe delle milizie, equipaggiamenti delle 'colonne', documenti, tutto materiale anche in parte originale del tempo.
concerto in omaggio a Ivan Della Mea
In occasione del 65esimo anniversario della battaglia di portalame
l'archivio storico del canzoniere delle Lame presenta un
concerto in omaggio a Ivan Della Mea
Paolo Ciarchi (nuovo canzoniere italiano, Milano)
Claudio Cormio (nuovo canzoniere italiano, Milano)
Sandra Boninelli (nuovo canzoniere di Bergamo)
Franco fabbri, Umberto Fiori e Tommaso leddi (Stormy Six)
Antonio Catacchio ed Ezio Cuppone (Milano)
Chiara Stanghellini (canzoniere delle lame, Bologna)
Rudi Assuntino (cantautore)
Laboratorio di canto sociale dell’Archivio Storico del Canzoniere delle Lame di Bologna ( a cura di Barbara Valentino e Salvatore Panu)
Fuori dal coro (XM24)


Proiezione del film "The Edukators. Vivere liberi e ribelli"
La Casa del Popolo di Ponticelli "La Casona" e l'Associazione Primo Moroni
invitano
iscritti/e e simpatizzanti alla rassegna
Quale memoria per gli anni settanta?
Proiezione The Edukators. Vivere liberi e ribelli (Germania, 2004, 117
min).
Tutti gli incontri saranno seguiti/preceduti da una cena (sottoscrizione
€5): per prenotare chiama Findus 3485180851 o Andrea Hajek 3389254291.
Per ulteriori
informazioni e/o aggiornamenti sul programma puoi anche scrivere a
primomoroni@hotmail.itoppure andrea.hajek@hotmail.com.
4 novembre, non c'è nulla da festeggiare
Via tutti i governi di guerra e la loro retorica “nazionalista”
Ci chiediamo come si possa festeggiare a distanza di 91 anni una “vittoria” pagata con il sangue di lavoratori mandati in trincea per una guerra che non volevano e combattuta per volere dei pescecani capitalisti!
Quei proletari mandati a morire, non volevano essere carne da cannone, non intendevano pagare i costi di una guerra imposta dagli industriali; eppure oggi si vorrebbe celebrare sul loro sangue l'idea di “coesione sociale”!
Per quanto ci riguarda, ci sottraiamo a questa ipocrisia.
Quei proletari che allora vennero sacrificati sull'altare del profitto in nome della “patria”, seppero opporsi ripetutamente al grido di “pace tra gli oppressi e guerra agli oppressori”.
Noi oggi, ricordiamo quei proletari che con le loro azioni militanti costruirono un'opposizione sociale che tentò di evitare all'umanità di piangere lutti insensati.
E lo ricordiamo recuperando quel patrimonio storico di lotta.
Oggi come allora, noi, rivendichiamo la parola d'ordine di “guerra di classe alla guerra del capitale”.
Perché oggi come allora, lo Stato imperialista italiano al servizio dei grandi potentati economici nazionali, continua la mattanza in nome del profitto.
L'Italia con oltre 20 miliardi di euro annui, è all'ottavo posto al mondo per spese militari.
Alla classe operaia, ai lavoratori, ai popoli oppressi del mondo
Cari compagni ed amici,
inviamo in allegato la versione italiana del documento adottato dalla Conferenza Internazionale di Organizzazioni e Partiti Marxisti-Leninisti (CIPOML) in occasione del 20° anniversario della caduta del muro di Berlino.
Tutti gli organismi politici e sociali che intendono aderire alla presente dichiarazione possono comunicarlo all'indirizzo email teoriaeprassi@yahoo.it
Il sito web della CIPOML è visitabile all’indirizzo www.cipoml.org
Saluti fraterni. Piattaforma Comunista
www.piattaformacomunista.com
e-mail: teoriaeprassi@yahoo.it
Alla classe operaia, ai lavoratori, ai popoli oppressi di tutto il mondo!
Si avvicina il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e la borghesia va allestendo
l’ennesimo attacco anticomunista e antioperaio, condito dalle più logore falsificazioni storiche.
Sono ormai venti anni che la classe dominante pretende di sequestrare le necessità e le aspirazioni di
cambiamento della classe operaia e dei popoli con le demagogiche promesse di “un nuovo ordine
mondiale” e le menzogne sulla “fine del socialismo”, per impedire ogni tentativo di resistenza, di
rivolta, di messa in discussione del sistema capitalistico.
Dopo gli avvenimenti del 1989 i propagandisti dell’imperialismo annunciarono che era finita la
storia, che le ideologie non servivano più (tranne quella borghese, ovviamente), che la rivoluzione era
una cosa del passato, e che perciò esisteva un solo orizzonte per l'umanità: quello fondato sulla
proprietà privata dei mezzi di produzione sociali.
La strage di Marzabotto negli occhi dell’innocenza
CINEMA «Vorrei che questo film fosse l’occasione per riportare l’attenzione sulla difesa della vita come primo obiettivo dell’umanità». A colloquio con Giorgio Diritti, regista di “L’uomo che verrà”, uno dei film in concorso al Festival cinematografico di Roma che si sta svolgendo in questi giorni.
A Monte Sole, non lontano da Bologna, Martina, una bambina di 8 anni aspetta che nasca il fratellino. È l’inverno del 1943. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre il bambino nasce, ma contemporaneamente i nazisti entrano in paese per rastrellare la popolazione. L’eccidio di Marzabotto, dove persero la vita 770 persone, è la storia che viene raccontata da Giorgio Diritti nel film L’uomo che verrà. Una delle tre pellicole italiane in concorso al Festival internazionale del film di Roma. Regista rivelazione nel 2005 con una poetica opera prima, Il vento fa il suo giro, sulla diffidenza e la paura dell’altro, con questo ultimo film il regista indaga su uno dei crimini più efferati commessi contro la popolazione civile da parte dell’esercito nazifascista, durante la Seconda guerra mondiale.
Ci può spiegare il significato del titolo del film?
L’uomo che verrà fa riferimento a due significati. Da una parte, nel film c’è l’attesa dell’arrivo di un nuovo fratellino, ma dall’altro rappresenta la volontà di guardare oltre e chiedersi, dopo vicende come questa, che umanità sarebbe nata.
Lei ha detto che L’uomo che verrà vuole essere anche una riflessione sul presente. In che senso è attuale un film come questo?
Quale memoria per gli anni settanta?
La Casa del Popolo di Ponticelli "La Casona" e l'Associazione Primo
Moroni
invitano
iscritti/e e simpatizzanti alla seconda parte del seminario
Quale memoria per gli anni settanta?
Memoria e didattica con Cinzia Venturoli (Università di Bologna). Segue
spettacolo teatrale ‘Per me l’uomo nero è la strage’ di Cecilia
Ghidotti.
Tutti gli incontri saranno seguiti/preceduti da una cena (sottoscrizione
€5): per prenotare chiama Findus 3485180851 o Andrea Hajek 3389254291.
Per ulteriori
informazioni e/o aggiornamenti sul programma puoi anche scrivere a
Il Rap al tempo della crisi
Articolo tratto da globalproject.info:
Voi che ne pensate di questo botta e risposta?
Ieri ricevo un sms amico che mi dice: i Club Dogo hanno fatto un rap in cui ti mandano “affanculo”. Vado ad ascoltare la canzone su Youtube e trovo questo turpiloquio che mi riguarda e che un po’ fa ridere e un po’ mette tristezza. Si chiama “XL Rockit dissing”.
Non me l’aspettavo perché arriva a freddo. Rifletto qualche secondo in silenzio, poi penso che nel mondo del rap la polemica è sale e può diventare crescita collettiva se indirizzata in un verso positivo. Così scrivo queste righe per il movimento.





