Storia e Memoria
A Torino per boicottare la cultura dell'oppressione
Sabato 10 maggio si terrà a Torino, in occasione della Fiera del Libro, la manifestazione nazionale contraria alle tematiche filo-israeliane proposte dagli organizzatori della Fiera.
Sono due le questioni fondamentali attorno a cui numerosi collettivi politici italiani promuovono la manifestazione: il boicottaggio di un evento culturale che non tiene in considerazione molte figure importanti di letterati, sia palestinesi che ebraici, critici nei confronti dello Stato di Israele e la volontà di commemorare i 60 anni della Nakba, cioè della morte e della dispersione di centinaia di migliaia di profughi palestinaesi all'indomani della proclamazione dello Stato di Israele, proclamazione che invece è al centro delle celebrazioni per la Fiera del Libro.
Uno scrittore critico prende la parola
Uno scrittore critico prende la parola
Il Salone di Torino contestato
di Valerio Evangelisti*
Questo intervento coinvolge solo chi lo firma.
Altri redattori di Carmilla, con cui non è stato discusso, hanno forse
punti di vista e opinioni divergenti.
Il 10 maggio ci sarà, a Torino, una manifestazione nazionale contro il
Salone del Libro di Torino. Credo che sia la prima volta che viene indetto
un corteo contro una fiera letteraria. Eppure, prima di chiedersi se ciò
abbia un senso, ci si dovrebbe domandare quanto di effettivamente
letterario ci sia nel Salone del Libro, e quanto invece vi sia di politico.
La scelta della Salone del Libro di Torino di celebrare la nascita dello
Stato di Israele, alla base della protesta, ha origini sospette e contenuti
ambigui.
Non è normale che a proporre (imporre?) l'evento alla Fiera del Libro di
Torino e al Salone del Libro di Parigi sia stato lo stesso governo
israeliano. Di solito, eventi del genere sono proposti dal Ministero della
Cultura di un paese, dall'associazione degli editori o da organi simili.
Non è normale che gli autori invitati, per partecipare al Salone di
Parigi, abbiano dovuto sottoscrivere una dichiarazione con la quale si
impegnavano a non criticare il loro governo (vedi qui).
Non è normale fingere di ignorare che la data del 1948 celebra sia la
nascita di Israele che la cacciata di centinaia di migliaia di palestinesi,
con il terrore, dai luoghi in cui vivevano da secoli. Ciò è stato
ampiamente documentato, tra gli altri, dallo storico Benny Morris (per
sconfitta
sconfitta in Inghilterra
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Il modello Blair è fallito in Italia ed in Inghilterra. Il
travestimento liberista del socialismo non salva dalla catastrofe di
un elettorato di sinistra travolto dalla globalizzazione e privo di
punti di riferimento e di resistenza.
Bisogna ricominciare dal socialismo. Dalla tanto
disprezzata "ideologia"
oietroancona
www.spazioamico.it
Ciao Sbancor. Abbiamo appreso da meno di un'ora della morte di Sbancor...
A SBANCOR
Abbiamo appreso da meno di un'ora della morte di Sbancor.
Era - e per quel che ci riguarda rimane - collaboratore di Carmilla, autore di libri ("Diario di guerra", 2000, e "American Nightmare", 2003), mediattivista e militante anarchico, esperto di economia e finanza, persona appassionata. Suoi interventi sono apparsi, oltre che su questo sito, su Rekombinant, Indymedia e Giap.
Sbancor è per noi la voce sferica e baritonale che, mesi prima dell'11 Settembre 2001, diede forma a una previsione: la guerra contro l'Afghanistan.
Da allora, non abbiamo mai sottovalutato un suo giudizio, una sua intuizione, finanche una sua battuta.
Risalgono al 2002 questi suoi "aforismi sul movimento":
Muovendosi cambia. Solo a questa condizione un movimento produce un mutamento.
Il movimento è la sottrazione dell'intelligenza all'organizzazione sociale del consenso. Il che la rende più deficiente. Probabilmente anche più cattiva. L'intelligenza sottratta al sistema di organizzazione sociale è intelligenza libera. L'intelligenza libera è destinata al nihilismo.
Fermare questo ciclo del "samsara" è il "mantra" dei mutamenti. L'unico soggetto che appartiene a questo scenario è "l'io sono tutti i nomi della Storia" di Nietzsche.
La persona che adottava lo pseudonimo non desiderava fosse usato il suo vero nome.
Certamente nei prossimi giorni potrete leggerlo, su qualche giornale o nei ricordi di chi gli ha voluto bene.
Ma per ora, per oggi, qui su Carmilla, noi lo chiameremo soltanto "Sbancor".
Liberazione - Bologna ricorda polacchi e gurka
Erano le 6 del mattino del 21 aprile 1945 quando i polacchi giunsero a Porta Mazzini per entrare, lungo Strada Maggiore, in centro a Bologna e liberare così la città.
Sessantatre anni dopo la città ricorda quei fatti con una mostra al Museo della Resistenza presso l´Istituto Parri di via Sant´Isaia 20 «Polacchi a Bologna. Il 2° Corpo Polacco in Emilia-Romagna 1945-1946», aperta fino al 14 maggio (dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19; il sabato, dalle 10 alle 13).
Promossa dall´Associazione culturale italo-polacca Malwina Ogonowska, l´iniziativa propone un percorso fotografico inedito, arricchito da filmati anch´essi poco noti in Italia, per raccontare la vicenda della prima unità alleata ad entrare a Bologna dopo la fuga dei tedeschi.
Al Centro sociale Croce del Biacco (via Rivani 1) c´è la mappa interattiva «La Resistenza a San Viatle», mentre presso la sala consiliare del Quartiere San Donato (via Garavaglia 7) la mostra fotografica di Luca Villa «Arrivano i Gurkha - dall´Himalaya all´Emilia Romagna: storia della Brigata nepalese al servizio della Gran Bretagna».
PRIMAVERA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA
Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima.
(B.Brecht)
Sono trascorsi 63 anni, e purtroppo si sentono tutti. Dall'amnistia per i fascisti a una costituzione ampiamente disattesa si arriva alla situazione attuale: un numero impressionante di morti sul lavoro, precarietà diffusa, venti razzisti che soffiano da destra, un controllo sociale ormai senza limiti e quasi onnicomprensivo, migranti chiusi nei cpt e privati di personalità giuridica e dignità, guerra permanente in diverse aree del pianeta, restrizioni delle libertà individuali in nome di una presunta "sicurezza".
Per tutti questi motivi, oltre che per ricordare il tributo di sangue pagato dai partigiani per sconfiggere il nazi-fascismo, riteniamo importante continuare a scendere in piazza il 25 aprile, per far sì che questa data non sia solamente una parata senz’anima dove partiti e sindacati si fanno belli nel nome dell’antifascismo.
Qui di seguito trovate i principali appuntamenti in tutta la regione (la feature è in aggiornamento, se volete che sia aggiunta un'iniziativa, scrivete alla lista qui)
Sinistra Arcobaleno: a casa i vertici
Tratto da: http://ricominciamodazero.wordpress.com/
L’anno zero della Sinistra italiana
Pubblicato da ricominciamodazero su Aprile 16, 2008
Il testo del semplice appello che chiediamo a quanta più gente possibile di sottoscrivere e far circolare, usando questo blog oppure semplicemente mandando una mail a ricominciamodazero@gmail.com
Siamo semplici elettori, attivisti di sinistra, militanti. Persone che non necessariamente hanno la tessera di un partito, e che sempre di più faticano a votare perchè non trovano rispecchiati i propri ideali e valori nelle formazioni che se ne fanno bandiera.
Alla luce dell’innegabile crisi della sinistra, che queste elezioni hanno definitivamente decretato, chiediamo: l’azzeramento dei vertici politici della Sinistra Arcobaleno locale. In particolare le dimissioni dai ruoli politico-dirigenziali di:
Monica Donini, Piergiorgio Poeta, Ermes Zattoni, Sauro Turroni
primi artefici di questa disfatta a livello cittadino e provinciale, che ancora oggi non sono riusciti a comprendere addossandone la responsabilità a Veltroni e a non meglio precisati “critici della prima ora“.
Riteniamo che un rinnovamento della classe dirigente e il ritorno al confronto con la base sia auspicabile a tutti i livelli.
Non è solo perché fagocitata dal voto “utile” che la sinistra non siederà nel parlamento italiano, per la prima volta dalla Liberazione.
MAGGIO 68 IN FRANCIA : 40 ANNI GIA
* Sous les pavés,la plage *
* Soyez réalistes,demandez l'impossible *
MAGGIO 68 IN FRANCIA : RETROSPETTIVO
http://www.deljehier.levillage.org/mai_68.htm
Saluti anarchici dela francia.
Michael Parenti
Un punto di vista diverso sul Tibet
Throughout the ages there has prevailed a distressing symbiosis between religion and violence. The histories of Christianity, Judaism, Hinduism, and Islam are heavily laced with internecine vendettas, inquisitions, and wars. Again and again, religionists have claimed a divine mandate to terrorize and massacre heretics, infidels, and other sinners.
Some people have argued that Buddhism is different, that it stands in marked contrast to the chronic violence of other religions. But a glance at history reveals that Buddhist organizations throughout the centuries have not been free of the violent pursuits so characteristic of other religious groups. (1) In the twentieth century alone, from Thailand to Burma to Korea to Japan, Buddhists have clashed with each other and with nonBuddhists. In Sri Lanka, huge battles in the name of Buddhism are part of Sinhalese history. (2)
Just a few years ago in South Korea, thousands of monks of the Chogye Buddhist order---reputedly devoted to a meditative search for spiritual enlightenment---fought each other with fists, rocks, fire-bombs, and clubs, in pitched battles that went on for weeks. They were vying for control of the order, the largest in South Korea, with its annual budget of $9.2 million, its additional millions of dollars in property, and the privilege of appointing 1,700 monks to various duties. The brawls left dozens of monks injured, some seriously. (3)
Presentazione del libro "Gli Arditi del Popolo"
Presentazione del libro "Gli Arditi del Popolo"
Giovedì 10 aprile ore 16:00
PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
“Gli ARDITI DEL POPOLO”
LA PRIMA LOTTA ARMATA CONTRO IL FASCISMO
(1921-1922)
La convinzione che la storia la scrivano i vincitori non può spiegare l’oblio che l’arditismo popolare ha incontrato dalla sua morte ai giorni nostri.
Sorti su iniziativa di Argo Secondari nell’estate del 1921 con l’intento di difendere le masse lavoratrici dalle azioni squadristiche dei fascisti, gli Arditi del popolo si diffondono rapidamente su quasi tutto il territorio nazionale.
Vi aderiscono migliaia di giovani e di lavoratori di varia tendenza politica, che vedono nel movimento un efficace strumento di opposizione alla violenza delle camicie nere.
Sarà presente l'autore Andrea Staid
"Ricordare il passato può dare origine ad intuizioni pericolose
e la società stabilita sembra temere i contenuti sovversivi della memoria"
Aula C Autogestita Bologna
Scienze Politiche Strada Maggiore 45



