Extra-Europa
Oaxaca - Cominciano ad apparire le tombe clandestine degli assassinati dal regime di Ulises Ruiz Ortiz
Cominciano ad apparire le tombe clandestine degli assassinati dal regime di Ulises Ruiz Ortiz (URO) tra il 2006 - 2007, durante la rivolta del popolo di Oaxaca che reclama la destituzione di questo criminale.
AL POPOLO DI OAXACA
AL POPOLO DEL MESSICO
AI POPOLI DEL MONDO
Cominciano ad apparire le tombe clandestine degli assasinati dal regime di Ulises Ruiz Ortiz (URO) tra il 2006 - 2007, durante la rivolta del popolo di Oaxaca che reclama la destituzione di questo criminale.
L' Esumazione di 8 corpi in una di queste fosse clandestine nel pantheon Jardín, 2 di bambini e 6 di adulti, evidenzia in modo evidente la politica di terrorismo di stato e paramilitarismo che il criminale Ulises Ruiz sviluppò per cercare di contenere il malcontento degli abitanti di Oaxaca, per tutti i crimini, le violazioni contro i diritti umani e le altre atrocità che questo assassino ha commesso contro le genti, le autorità e le organizzazioni fin dalla sua imposizione come governatore di Oaxaca.
Le esumazioni sono state denunciate dalle autorità della capitale, segnalando come fautore di questo sporco lavoro di sepoltura clandestina, il cugino di Ulises Ruiz, di nome Romeo Ruiz Garcia, e mostrano che questo è solo la punta dell'iceberg nel numero di assassinati, e nlla denuncia si segnala anche che questo stesso cugino di Ulises Ruiz sta cercando un posto per altri 200 corpi.
ORTEGA ACCETTA D'INCONTRARE LE FARC!
LE FARC PROPONGONO UN INCONTRO A DANIEL ORTEGA, CHE ACCETTA!
Recentemente, la televisione multi-statale latinoamericana Telesur ha diffuso una lettera aperta delle FARC-EP al Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ringraziandolo per la solidarietà espressa negli ultimi mesi e chiedendogli un incontro per trattare tematiche inerenti alla guerra ed alla pace in Colombia. Ortega, coraggiosamente e coerentemente, ha rapidamente risposto in modo positivo, dichiarando la propria disponibilità ad incontrarsi personalmente con rappresentanti della guerriglia. “Ai fratelli delle FARC rispondiamo di sì, che siamo disposti a conversare, siamo disposti a dialogare per contribuire alla pace in Colombia”, ha detto durante un’iniziativa nel dipartimento di Estelí, a nord di Managua.
Il governo narco-mafioso di Uribe Vélez, come era prevedibile, ha reagito infuriato con una protesta diplomatica ufficiale, disprezzando in questo modo il sincero contributo che il Presidente sandinista potrebbe dare allo sforzo di ricerca di una soluzione politica del conflitto sociale ed armato colombiano.
I SINDACATI AUTORGANIZZATI DEL MEDITERRANEO PER UNA NUOVA STAGIONE DI LOTTE.
Nei giorni 5 e 6 luglio si è tenuto a Parigi un incontro organizzato dai compagni della CNT francese con lo slogan “ Per un Mediterraneo di lotta” a cui ha partecipato una bella delegazione dell’USI per perseguire il progetto già abbozzato a Malaga in gennaio di un coordinamento del sindacalismo autorganizzato sulle due sponde del Mediterraneo.
Il giorno di sabato 5 ha visto sfilare per le vie dei quartieri popolari di Parigi una bella manifestazione, festosa, ma estremamente combattiva, sono sfilati gli uomini e le donne, bambini di ogni provenienza, con striscioni in diverse lingue e colori, ma tutti determinati ad opporsi alle politiche securitarie e razziste che ad ogni latitudine, sotto i presunti governi democratici europei o i loro partner del nord africa, schiacciano il diritto ad una vita degna, ad ogni esercizio di libertà dei popoli e ogni aspirazione alla pace. Gli slogan lanciati venivano ripetuti con entusiasmo dalle persone che assistevano ai lati della strada, c’e un linguaggio comune a tutte le periferie del mondo che parla di lotta per il diritto alla giustizia sociale e alla libertà.
Repressione in California: Free Joaquin Cienfuegos!
Compagn*
Il comunista anarchico californiano, Joaquin Cienfuegos, conosciutissimo nel
movimento americano, è stato arrestato ed è in difficoltà. Sotto in
traduzione quello che si sa finora.
Joaquin era uno dei fondatori del defunto Southern California Anarchist
Federation. Insieme ad altri militanti della SCAF e della coalizione "Stop
Terrorism and Oppression by the Police", ha fondato Cop Watch LA. Su
impulso di questi e con l'aiuto di molti giovani proletari neri e ispanici,
sono state create le "Revolutionary Autonomous Communities", una
federazione rivoluzionaria di consigli territoriali che cercano di costruire un
movimento popolare di base con autonomia, auto-determinazione, autorganizzazione
e in grado di difendere le persone e le comunità oppresse.
Il suo blog contiene molti suoi scritti:
http://joaquincienfuegos.blogspot.com/
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Joaquin Cienfuegos, attivista e organizzatore con le Revolutionary Autonomous
Communities, Cop-Watch Los Angeles e Anarchist People of Color (APOC), è sotto
attacco e ha bisogno del vostro sostegno!
La scorsa settimana, Cienfuegos è stato fermato dalla polizia ed è accusato
di porto di arma illegale, un reato grave che prevede il carcere nello stato di
California.
Un compagno di Joaquin ha pubblicato su illvox.org il seguente resoconto
dell'accaduto:
"Verso le ore 23, eravamo in macchina in Lexington Avenue dove abbiamo
passato una macchina con dentro due sbirri che ci fissavano mentre passavamo.
Rubate le ceneri di Kurt Cobain
Le ceneri di Kurt Cobain sono scomparse dalla borsa di Courtney Love. A rivelarlo al tabloid britannico 'News of the world' e' stata la leader degli Hole che ora "vorrebbe ammazzarsi". Courtney Love custodiva le ceneri del marito in una borsa rosa a forma di orsetto insieme con una ciocca di capelli del leader dei Nirvana morto suicida nel 1994, ma un paio di settimane fa la borsa e' sparita dall'abitazione di Hollywood insieme con migliaia di euro in gioielli e vestiti.
"Non avrei mai immaginato che qualcuno fosse capace di portarmi via le ceneri di Kurt" ha detto la rockstar, "e' una cosa disgustosa e in questo momento vorrei ammazzarmi".
In realta' nella borsa a forma di orsetto era custodita solo parte delle ceneri di Cobain: un po' erano state sparse in un tempio buddhista a New York e un altro po' disperse nel fiume Wishkah, vicino alla casa dello stato di Washington in cui la coppia viveva. "E' tutto quello che mi restava di mio marito" ha detto la Love, "le portavo sempre con me, ovunque andassi. Mi sembrava che fosse ancora con me. Ora mi sento come se lo avessi perduto un'altra volta".
Morti violente e 'misteriose' nei centri di detenzione per clandestini
Dopo aver "inspiegabilmente" battuto la testa e riportato un grave trauma cranico, il detenuto Boubcar Bah, 52 anni, è stato ammanettato ad una barella dalle guardie di un centro di detenzione per immigrati e lasciato in una cella di isolamento per 13 ore, privo di sensi e con la schiuma alla bocca, senza alcuna assistenza medica. Portato infine in ospedale, è rimasto in coma per 4 mesi senza mai riprendere coscienza prima di morire. Bah, immigrato della Guinea, risiedeva illegalmente negli Stati Uniti da 10 anni, dove lavorava come sarto per sostenere la famiglia rimasta in Africa. Il suo nome compare oggi nella lista delle 66 persone morte in circostanze misteriose in centri di detenzione per immigrati nei 4 anni tra il 2004 e il 2007. Una lista richiesta dal Congresso per fare chiarezza su questi casi. Come riportato ieri dal New York Times, che ne ha ottenuto una copia, il documento manca di dettagli, è incompleto e non fornisce spiegazioni chiare sulle cause dei decessi né sulle generalità dei deceduti. Attraverso una lunga ricerca, il quotidiano è riuscito a risalire alle famiglie di alcuni di loro, e a raccogliere dettagli che rendono questi casi ancora più raccapriccianti. Molti familiari non sono stati messi al corrente della morte dei loro cari per settimane, e sono riusciti a scoprire la verità solo dopo logoranti ricerche. Nessuna agenzia del governo americano ha il compito di riportare pubblicamente i decessi, così come di effettuare nessuna indagine indipendente a riguardo.
SOLIDARIETA' NON E' SOLO UNA PAROLA, E' AZIONE
Comunicato di Marco Sosa, un compagno anarchico colombiano, perseguitato dai mezzi di comunicazione e dalla polizia metropolitana di Bogota' per i disturbi del primo maggio.
Vi chiediamo di diffonderlo e di solidarizzare con questo compagno in qualsiasi maniera.
Anarchici da Barcellona
Un abbraccio libertario, il motivo di questo messaggio e' per avvisarvi che io, Marco Antonio Sosa Gonzáles, sono segnalato da diversi mezzi di comunicazione e dalla polizia metropolitana come gestore dei disturbi del 1 maggio di quest'anno, disturbi ai quali io non ho partecipato dal momento che la manifestazione da noi convocata ha seguito un percorso diverso perla quinta strada senza mai passare nei punti degli scontri con le forze dell'ordine.
Si chiede la massima diffusione.
Io sono sceso in Piazza Bolivar dopo aver parlato con un funzionario della segreteria del governo. Li ho parlato con il generale Palomino, della polizia metropolitana, perche' lasciassero libera la gente che tenevano circondata in questa piazza e che stavano per arrestare.
Affermazioni come quella del generale Palomino, che mi ha trattato come leader perverso e come una persona che stava sovvertendo l'ordine nella citta', l'unica cosa che fanno e' minacciare la mia sicurezza.
Inoltre segnalo il costante inseguimento e le molestie che gli enti repressivi esercitano su di me.
Spero che nel caso della mia detenzione, che e' molto probabile, voi compagni attiverete meccanismi di solidarieta'... anche se saro'prigioniero, la lotta per un mondo migliore continua.
Bolivia, a 24 ore dal referendum: o contro gli autonomisti o con il feudalesimo!
di Francesco Zurlo
Mancano solo 24 ore all’incostituzionale referendum pro-autonomia indetto dalla cricca oligarchica di Santa Cruz, quel Comitè Civico espressione delle 40 famiglie che si rimpallano da circa un secolo e mezzo il potere nella città orientale, avita roccaforte della destra razzista e golpista del paese. Il mondo intanto fa finta di non accorgersi: tergiversa, ignora e glissa su quella che si avvia ad essa la polveriera del Sudamerica, la balcanizzazione del cuore del continente, quel piccolo paese incastonato tra le cordigliere andine divenuto negli ultimi anni sempre più strategico, crinale tra ancien regime neo-liberista e neo-coloniale e nuovo mondo possibile (almeno in America Latina). Il mondo glissa e gira lo sguardo altrove. Fa finta di non vedere il carattere eversivo dell’iniziativa elettorale di Marinkovic e soci e soprattutto la natura antidemocratica di chi ne garantirà la realizzazione: le squadracce dell’UJC, organizzazione giovanile del Comitè Civico, grupo de choque a servizio dei poteri forti dell’Oriente boliviano, tanto estremista a livello politico, quanto paramilitare nella prassi concreta.
Something smells different in Cuba
ººº With respect to the situation in Cuba these past few weeks, the Cuban Libertarian Movement – MLC (affinity group of Cuban anarchists in exile) speaks up to answer the unknowns and the challenges facing Cuban society. Ours is the voice of uncompromising commitment to freedom, equality and solidarity that has always been the sound of the Cuban anarchists.
Algo huele a diferente en Cuba
ººº Ante la coyuntura vivida en la isla en los últimos tiempos, el Movimiento Libertario Cubano – MLC (grupo de afinidad del anarquismo cubano en el exterior) se hace oír para dar respuesta a interrogantes y retos que hoy se plantea la sociedad cubana, con una voz que es la del indómito compromiso con la libertad, la igualdad y la solidaridad que históricamente han sostenido los y las anarquistas de Cuba.




