Extra-Europa
In Afghanistan i servizi italiani pagavano il pizzo ai talebani?
La tranquillità dei soldati italiani in Afghanistan è stata comprata. Le prove ci sarebbero. Anche intercettazioni dei servizi Usa. Che non l'avrebbero presa bene. Coi talebani abbiamo visto lontano. Come con la mafia. Bisogna conviverci.
"C'è stato più di un episodio, alcuni nella regione di Herat, nell'ovest dell'Afghanistan, altri nella regione di Surabi ad est di Kabul. Noi abbiamo dei riferimenti specifici che riguardano l'area di Surabi su pagamenti fatti in quella zona, c'è stata anche una intercettazione telefonica che riguarda però la zona di Herat, nell'Afghanistan occidentale. L'intercettazione è stata realizzata dai servizi segreti statunitensi che tenevano sotto controllo i telefoni dei comandanti della guerriglia talebana nell'area di Herat. Il governo americano ha sollevato la questione con il governo italiano, all'inizio del giugno 2008, hanno anche rivolto al governo italiano un reclamo ufficiale su questo. Le nostre fonti ci hanno detto che dopo l'imboscata di Surabi, in cui sono periti i francesi, è saltato fuori che anche in quella zona sono stati realizzati dei pagamenti."
[Video] del presidio contro l'italia finanziatrice di violenza sulle donne migranti
Breve video del presidio del 23 settembre 2009 in piazza nettuno
+(SCARICA) il filmato in dimensioni maggiori. 21 mb
video sui pestaggi a Gradisca
Link con il video dei pestaggi a Gradisca, fate girare!!
(è su youtube e su Macerie)
Dal presidio contro l'italia finanziatrice di violenza sulle donne migranti
Sono circa 150 le persone presenti al presidio in Piazza Nettuno convocato per oggi alle 18 per denunciare le violenze e gli abusi sistematici che le donne respinte in Libia devono subire da parte dei loro connazionali. Al suolo sono stati disseminati diversi cartelli riportanti scritte del tipo: "NO agli scambi politici sul corpo delle donne", " NO alle ronde, NO ai respingimenti", "NO al pacchetto sicurezza" e altri cartelli sono appesi alle persone che stanno protestando.
Dagli scalini della fontana del Nettuno, con il microfono, varie portavoci dei diversi collettivi leggono i volantini e scandiscono degli interventi molto duri e critici. Accusano i media di essere burattini al servizio dello stato capaci solo do alimentare il clima del terrore ponendo l'accento sulla violenza sulle donne in modo fazioso, infatti questi riportano questo tipo di informazioni solo quando la violenza e' perpetuata da immigrati quando invece le statistiche di tutto il mondo dicono chiaramente che la maggior parte degli abusi sono fra le coppie "normali". Rivendicano anche i diritti per per le immigrate che anche in Italia subiscono abusi accennando al caso del CIE di via corelli di Milano. Rivendicano inoltre diritti per gay, lesbiche e trans unendo con una corda la deriva securitaria all'intolleranza classica caratteristica del fascismo.
L'Unifil?
Serve a bloccare l'invasione del Libano da parte di mucche e tori sionisti.
Ogni tanto ci ricordiamo del fatto che l'Italia ha 2500 soldati in Libano, in una missione che si chiama Unifil2, di cui massimo d'Alema è molto fiero. Di solito accade quando per la legge della probabilità incrociano un trasporto d'armi di Hizbullah, o incappano in un deposito e di solito hanno la saggezza di ritirarsi "per non provocare incidenti", anche quando forse potrebbero ricordarsi che gli eserciti sono fatti per affrontare gli incidenti, se occorre usando la forza.
Qualche giorno fa, però, ho finalmente capito a cosa serve Unifil, e vi assicuro che è uno scopo nobile e giusto. Leggete qui la notizia da ynews, il sito del quotidiano Yediot Ahronot:
"Although the United Nations failed to prevent 15 Lebanese citizens from crossing the border into Israel last week, a UNIFIL force in southern Lebanon is trying to stop Israeli cows from drinking the water of a pond on Lebanese territory near the northern border. [...] Spanish and Indian peacekeepers had offered to build a metal fence which would encircle the pool, preventing the Israeli cows from drinking its water and allowing Lebanese shepherds to come to the area with their herds. The proposal was made in a meeting between senior UN officials in southern Lebanon and the leaders of one of the villages in the area. About a year ago, Spanish troops fired at a bull who had crossed the border from Israel to Lebanon and was making his way to the pond. The bull was shot to death after attacking a UNIFIL force.
Interview with El Libertario (Venezuela – June 2009)
* From Madrid the anarchist group Star, linked to the Iberian Federation of Anarchists Youths (Federación Ibérica de Juventudes Anarquistas-FIJA-), has raised questions whose answers will let us know today and in detail what is doing and saying the known Venezuelan anarchist newspaper.
- Anarchist group Star (GS) - Could you start talking about your project?
Occhio all'ISAF sulle strade dell'Afghanistan!
Viaggiare in Afghanistan è pericoloso. Soprattutto quando incontri convogli o veicoli ISAF. Sono una decina gli "incidenti" dichiarati ufficialmente dall'ISAF negli ultimi due mesi che vedono come vittime civili afghani che con il loro comportomanto poco "collaborativo" si rendono sospetti alle "forze di pace". L'azione dei civili deve essere ispirata alla perfetta conoscenza delle regole che la "forza di pace" ha imposto. Niente e nessuno deve indurre i "pacificatori" a pensare che tu possa essere un insorgente talebano o un suicida pronto a colpire il nemico occupante, perchè scattano le misure di sicurezza delle forze ISAF. La velocità eccessiva in presenza di autocolonne militari, uscire da un allineamento in una coda stradale, non rispondere in modo appropriato alle segnalazioni dei veicoli militari, veri o presunti attacchi di fuoco talebano: tutte situazioni che innescano, secondo le autorità militari NATO, reazioni appropriate da parte dei militari occidentali.
E' stato così anche per la bambina di tredici anni uccisa dai militari italiani.
Gli incidenti vengono messi "under investigation" e tutto ovviamente finisce lì, con il rammarico delle autorità militari: “Firstly, all civilian casualties, whatever the circumstances, are a source of considerable regret", oppure "“The death of a single innocent Afghan is a tragedy".
Rassegna stampa NATO - 23-29 Aprile 2009
Quella che segue è una rassegna stampa, certamente non esaustiva, sulle attività della NATO negli ultimi giorni. Crediamo possa essere importante per quanti quotidianamente si battono contro l’oppressione, contro l’imperialismo, contro il militarismo, avere a disposizione una serie di elementi che i media mainstream volutamente occultano. Le attività dell’Alleanza Atlantica, tanto sul fronte interno (repressione, militarizzazione dei territori) quanto su quello esterno (guerra, conflitti inter-capitalistici), comportano ripercussioni concrete sulle nostre vite e devono essere contrastate nella maniera più determinata possibile. Riteniamo che anche una ‘semplice’ rassegna stampa possa costituire un utile strumento per la costruzione di quelle capacità necessarie all’elaborazione di una risposta contundente agli attacchi che quotidianamente ci vengono sferrati.
Make NATO History!
Fuori l’Italia dalla Nato! Fuori la NATO dall’Italia!
Per seguire la rassegna stampa e scaricare i documenti in pdf: http://cau.noblogs.org/
Rassegna stampa NATO – 23/29 aprile 2009
1) NATO e Georgia
Uribe vuol condannare a morte Pablo Moncayo!
La senatrice Piedad Córdoba, coordinatrice del movimento “Colombianas y Colombianos por la Paz”, ha denunciato che il governo colombiano sarebbe intenzionato a liberare manu militari il sottufficiale Pablo Moncayo, detenuto da undici anni dalla guerriglia belligerante delle FARC-EP in qualitá di prigioniero di guerra: “Ci preoccupa molto, e per questo lo denuncio, abbiamo troppe informazioni, registrazioni che sono in nostro possesso, che rendono conto della dinamica che si sta generando, e che coinvolge anche ambasciate di vari paesi per fare una specie di ‘Operazione Scacco’.”
Dopo che l’insorgenza delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia ha espresso, in un comunicato del Segretariato del loro Stato Maggiore Centrale del 16 aprile scorso, la volontá di liberare unilateralmente Moncayo e di consegnarlo ad una commissione capeggiata da Piedad Córdoba, questa si é rivolta al governo per sollecitare garanzie logistiche e di sicurezza indispensabili alla riuscita dell’operazione.
Nonostante il clamore generale ed il plauso a questa decisione delle FARC, tanto in Colombia come a livello internazionale, che evidenzia ancora una volta la loro volontá politica di arrivare ad un accordo umanitario di scambio di prigionieri di guerra in potere di entrambe le parti, il governo inizialmente non ha dato alcuna risposta.
Sri Lanka: massacro di tamil nell'indifferenza del mondo
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37 anni di resistenza tamil contro l'oppressivo governo singalese filoamericano stanno per essere spazzati via definitivamente da una feroce offensiva militare che ha appena sterminato centinaia di civili a freddo.... ma nessuno fiata!!!
(eh beh, mica sono palestinesi...solo loro sono "la resistenza riconosciuta")
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Attacco finale alle Tigri Tamil:
in Sri Lanka emergenza umanitaria
Sono oltre 49.000 i civili sfollati dalle zone di guerra. La situazione nelle tendopoli è disperata. Alle 8.30 italiane è scaduto l'ultimatum del governo e i militari hanno cominciato l'avanzata.
E' emergenza umanitaria in Sri Lanka mentre è scaduto l'ultimatum dato alle Tigri tamil e l'esercito di Colombo ha sferrato l'attacco finale ai pochi chilometri quadrati nel nord del paese in cui i guerriglieri Ltte si sono asserragliate. Sono oltre 49.000 i civili sfollati dalle zone di guerra che in queste ore stanno raggiungendo le tendopoli allestite in aree protette e che oramai sono al collasso. Secondo fonti dell'esercito cingalese, se ne attendono molte altre migliaia nei campi predisposti per accoglierli.





