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Extra-Europa

jessica alba naked

17/06/2008 - 19:08
17/11/2008 - 18:41
Etc/GMT+2
war iraq
Luogo:
jessica alba naked
e-mail:
fgh65fghgh@gmail.com
Autore:
jessica alba naked

jessica alba naked [url=http://www.esnips.com/user/mirolim232207]jessica alba naked[/url] jessica alba naked [url= http://www.esnips.com/user/mirolim232207 ] jessica alba naked [/url]

Morti violente e 'misteriose' nei centri di detenzione per clandestini

Dopo aver "inspiegabilmente" battuto la testa e riportato un grave trauma cranico, il detenuto Boubcar Bah, 52 anni, è stato ammanettato ad una barella dalle guardie di un centro di detenzione per immigrati e lasciato in una cella di isolamento per 13 ore, privo di sensi e con la schiuma alla bocca, senza alcuna assistenza medica. Portato infine in ospedale, è rimasto in coma per 4 mesi senza mai riprendere coscienza prima di morire. Bah, immigrato della Guinea, risiedeva illegalmente negli Stati Uniti da 10 anni, dove lavorava come sarto per sostenere la famiglia rimasta in Africa. Il suo nome compare oggi nella lista delle 66 persone morte in circostanze misteriose in centri di detenzione per immigrati nei 4 anni tra il 2004 e il 2007. Una lista richiesta dal Congresso per fare chiarezza su questi casi. Come riportato ieri dal New York Times, che ne ha ottenuto una copia, il documento manca di dettagli, è incompleto e non fornisce spiegazioni chiare sulle cause dei decessi né sulle generalità dei deceduti. Attraverso una lunga ricerca, il quotidiano è riuscito a risalire alle famiglie di alcuni di loro, e a raccogliere dettagli che rendono questi casi ancora più raccapriccianti. Molti familiari non sono stati messi al corrente della morte dei loro cari per settimane, e sono riusciti a scoprire la verità solo dopo logoranti ricerche. Nessuna agenzia del governo americano ha il compito di riportare pubblicamente i decessi, così come di effettuare nessuna indagine indipendente a riguardo.

SOLIDARIETA' NON E' SOLO UNA PAROLA, E' AZIONE

Comunicato di Marco Sosa, un compagno anarchico colombiano, perseguitato dai mezzi di comunicazione e dalla polizia metropolitana di Bogota' per i disturbi del primo maggio.
Vi chiediamo di diffonderlo e di solidarizzare con questo compagno in qualsiasi maniera.
Anarchici da Barcellona

Un abbraccio libertario, il motivo di questo messaggio e' per avvisarvi che io, Marco Antonio Sosa Gonzáles, sono segnalato da diversi mezzi di comunicazione e dalla polizia metropolitana come gestore dei disturbi del 1 maggio di quest'anno, disturbi ai quali io non ho partecipato dal momento che la manifestazione da noi convocata ha seguito un percorso diverso perla quinta strada senza mai passare nei punti degli scontri con le forze dell'ordine.

Si chiede la massima diffusione.

Io sono sceso in Piazza Bolivar dopo aver parlato con un funzionario della segreteria del governo. Li ho parlato con il generale Palomino, della polizia metropolitana, perche' lasciassero libera la gente che tenevano circondata in questa piazza e che stavano per arrestare.
Affermazioni come quella del generale Palomino, che mi ha trattato come leader perverso e come una persona che stava sovvertendo l'ordine nella citta', l'unica cosa che fanno e' minacciare la mia sicurezza.

Inoltre segnalo il costante inseguimento e le molestie che gli enti repressivi esercitano su di me.

Spero che nel caso della mia detenzione, che e' molto probabile, voi compagni attiverete meccanismi di solidarieta'... anche se saro'prigioniero, la lotta per un mondo migliore continua.

Bolivia, a 24 ore dal referendum: o contro gli autonomisti o con il feudalesimo!

Autore:
Francesco Zurlo

di Francesco Zurlo

da CamminareDomandando

Mancano solo 24 ore all’incostituzionale referendum pro-autonomia indetto dalla cricca oligarchica di Santa Cruz, quel Comitè Civico espressione delle 40 famiglie che si rimpallano da circa un secolo e mezzo il potere nella città orientale, avita roccaforte della destra razzista e golpista del paese. Il mondo intanto fa finta di non accorgersi: tergiversa, ignora e glissa su quella che si avvia ad essa la polveriera del Sudamerica, la balcanizzazione del cuore del continente, quel piccolo paese incastonato tra le cordigliere andine divenuto negli ultimi anni sempre più strategico, crinale tra ancien regime neo-liberista e neo-coloniale e nuovo mondo possibile (almeno in America Latina). Il mondo glissa e gira lo sguardo altrove. Fa finta di non vedere il carattere eversivo dell’iniziativa elettorale di Marinkovic e soci e soprattutto la natura antidemocratica di chi ne garantirà la realizzazione: le squadracce dell’UJC, organizzazione giovanile del Comitè Civico, grupo de choque a servizio dei poteri forti dell’Oriente boliviano, tanto estremista a livello politico, quanto paramilitare nella prassi concreta.

Something smells different in Cuba

e-mail:
mivimientoliberta...
Autore:
M.L.C.

ººº With respect to the situation in Cuba these past few weeks, the Cuban Libertarian Movement – MLC (affinity group of Cuban anarchists in exile) speaks up to answer the unknowns and the challenges facing Cuban society. Ours is the voice of uncompromising commitment to freedom, equality and solidarity that has always been the sound of the Cuban anarchists.

Algo huele a diferente en Cuba

e-mail:
movimientoliberta...
Autore:
M.L.C.

ººº Ante la coyuntura vivida en la isla en los últimos tiempos, el Movimiento Libertario Cubano – MLC (grupo de afinidad del anarquismo cubano en el exterior) se hace oír para dar respuesta a interrogantes y retos que hoy se plantea la sociedad cubana, con una voz que es la del indómito compromiso con la libertad, la igualdad y la solidaridad que históricamente han sostenido los y las anarquistas de Cuba.

Bucarest anti-NATO: arresti di massa

Autore:
Internazionale

Senza nemmeno che le manifestazioni fossero iniziate, la polizia romena, con i passamontagna calati sul volto, verso le 12.30 di oggi ha arrestato quasi 50 attivisti anti-NATO che si trovavano nel centro di convergenza delle proteste (o nei paraggi), situato in un capannone industriale vicino al centro di Bucarest. L'azione è stata alquanto brusca e i gornalisti non sono stati fatti avvicinare.

Un portavoce della polizia nel pomeriggio ha stemperato la situazione sui media, affermando che le persone sono state portate in questura soltanto per essere identificate e che la libertà di espressione è garantita. Dopotutto non è stato trovato nulla di illegale.

Sta di fatto che alle 17.30 le persone erano ancora in stato di fermo.

Alle 10.30 le persone sono state rilasciate senza nessuna accusa.

Related Link: http://romania.indymedia.org/en/2008/04/2525.shtml

Background: http://toscana.indymedia.org/article/2653
e
http://toscana.indymedia.org/article/2781

indymedia istanbul sotto attacco

Autore:
(((i)))

L' istanbul media center è stato creato da un gruppo di attivisti nel gennaio del 2003.
nel mission statement di Indymedia Istanbul riportato che “i media mainstream forniscono informazioni false distorcendo deliberatamente fatti e notizie a favore dello status quo globale”
lo scopo del media center di Istanbul è quello di organizzare un network informativo indipendente senza perdere di vista le fonti informative presenti in turchia e all estero, secondo scopo è quello di far sentire la propria vice alle masse pur riconoscendo il fatto che internet è tuttora uno strumento per pochi.
il sito vuol essere un alternativa ai devastanti effewtti della distorsione mediatica e in questo senso vuole offrire un informazione rispettosa della formula "what, why, how, where, when and by whom"
il sito web [imc istanbul] sarà un mezzoper tutte quelle persone che non possono far sentire la loro voce tramite i network media mainstream.
durante questi 5 anni imc istanbul ha continuato a funzionare senza derogare a nessuno di questi principi.
durante le prime cinque ore di censura sul sito bloccato si poteva notare un messaggio che recitava “questa pagina è stata bloccata dalla”Telecommunication Communication Presidency”in relazione al decreto del tribunale di Gaziantep, Araban datato 21/03/2008 numero 2008/418-171 .
dopo che tre avvocati si sono recati da Gaziantep al distretto di Araban per visionare il decreto della corte hanno scoperto che la corte non aveva mai emesso quel decreto o nulla che riguardasse la censura di indymedia Istanbul.

South American anarchists and anti-militarists say NO to war

Autore:
Anarquistas y antimi

* The threat of armed conflict involving the governments of Colombia, Ecuador and Venezuela has mobilized anarchists and anti-militarists across the continent, in words and in action, to repudiate what would be a monstrous aggression by state powers against our peoples. Below there are two documents that call for struggle against this evil.

__Declaration of Latin American antimilitarists: We don’t need another war__

We don’t need another war. We, conscientious objectors and antimilitarists from Ecuador, Colombia, Venezuela and the whole of Latin America and the Caribbean together, categorically refuse to participate in belligerent escalades that will lead to a war that, again, will attempt to divide us. We have enough with hunger, corruption, rampant militarism, the obscene military budget, insecurity, the continuous violations of human rights by our governments, for them to give us yet another armed conflict.

Suramérica: anarquistas y antimilitaristas decimos NO a la guerra

Autore:
Anarquistas y antimi

* Ante la amenaza de conflicto bélico que involucra a los gobiernos de Colombia, Ecuador y Venezuela, anarquistas y antimilitaristas del continente comenzamos a movilizarnos a través de la palabra y la acción para repudiar lo que sería una monstruosa agresión del poder estatal contra nuestros pueblos. He aquí dos documentos que llaman a enfrentar semejante barbaridad.

__Declaración de antimilitaristas de Latinoamérica: No necesitamos otra guerra más__

No necesitamos otra guerra más. Nosotras/os, objetoras y objetores de conciencia y antimilitaristas del Ecuador, Colombia, Venezuela, y toda América Latina y el Caribe, unidos, nos negamos rotundamente a una escalada bélica que desemboque en una guerra que, nuevamente, nos intente dividir. Ya bastante tenemos con el hambre, la corrupción, el militarismo exacerbado, el impúdico gasto militar, la inseguridad ciudadana, el continuo bofeteo a los derechos humanos por parte de nuestros gobernantes, para que nos quieran regalar un conflicto armado más.

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