paranoia securitaria
Al via le ronde dei vicini di casa il Pirellone: segnalate i sospetti
Dopo il flop delle ronde del ministro Maroni, il Pirellone affida la sicurezza ai vicini di casa. Il progetto del "controllo di vicinato" dell’assessore regionale Stefano Maullu, del Pdl, prende spunto dal Neighbourhood Watch anglosassone, riveduto e corretto in chiave lombarda. Prevede che i sindaci affidino direttamente ai cittadini, ma più ancora alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio, il compito di fare da sentinella nei quartieri delle città. Annotare targhe di macchine sospette, affacciarsi se un cane abbaia o se nei pressi dell’appartamento del vicino si aggira qualche faccia poco rassicurante, o denunciare la presenza di un clandestino nel vicinato. Per poi segnalare il tutto alle forze dell’ordine. Con tanto di appositi cartelloni e adesivi per scoraggiare i malintenzionati.
Con slogan come "Questa è una zona sotto il controllo del vicinato" o "Attento, in questo quartiere c’è chi ti osserva ed è pronto a chiamare la polizia", all’ingresso delle principali vie e dei negozi dei quartieri a rischio. In cambio, le amministrazioni che aderiranno al progetto otterranno dal Pirellone un punteggio maggiore nell’assegnazione delle risorse sulla sicurezza. Che tra il 2003 e il 2008 sono state pari a ben 90 milioni di euro. A Milano il progetto partirà a gennaio. Prima nei quartieri Baggio, San Siro e Affori, per poi estendersi a Buenos Aires e Paolo Sarpi.
Ritorna l'antibivacco[L'altra faccia del PD]
Dopo mesi di relativa "pace sociale" in p.za Verdi, da qualche giorno la polizia, al suo arrivo verso le 8, orario in cui la piazza è gremita di studenti che socializzano e bevono una birra, sgombera letteralmente, anzi militarmente, la piazza, per poi occuparla con numero variabile di volanti della ps e di polizia municpale.
Aparte l'assurdita dell'ordinanza (antibivacco), che risale all'era Guazzaloca, ma in larga parte disapplicata fino a ora, è sconvolgente vedere come da una parte assistiamo a un PD che ad esempio a Roma protesta contro le ordinanze repressive del post-fascista Alemanno e a Bologna, o nelle altre città che amministra, fà pure peggio; Questa è l'ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno, dell' insensatezza del progetto politico dei signori (anzi padroni) "democratici".
Altre due considerazioni, la prima, vediamo se la Repubblica e il Carlino locali cosi zelanti nel segnalare i gravi problemi di questa città, come i portici sporchi o le scritte sui muri, parleranno anche di questo.
La seconda considerazione, del tutto personale, è che forse le studentesse e gli studenti piuttosto che combattere i quattro volantini di due poveracci nostalgici, dovrebbero concentrarsi di più su queste nuove forme di controllo sociale, che materialmente e concretamente limitano e reprimono la vita e la socialità di molti ragazzi.
La guerra di Alemanno: lavavetri, graffitari, cortei.
ROMA - Non solo lavavetri, ma anche parcheggio abusivo e scritte che imbrattano i muri. Dal Campidoglio martedì Alemanno ha stabilito l'ordinanza contro i lavavetri, in vigore dal primo novembre e fa sapere che non rimarrà il solo provvedimento in agenda. «Stiamo studiando qualcosa sui writers o un pacchetto di norme o un'ordinanza ad hoc» mentre per l'attività di parcheggiatore abusivo «il Codice della Strada - articolo 7, comma 15 bis - già disciplina in maniera specifica la fattispecie, comminando peraltro sanzioni pesanti».
PARCHEGGIATORI ABUSIVI - «Coloro che eserciteranno abusivamente l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 709 a euro 2.850. Se nell'attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite».
I CORTEI - «Abbiamo avuto sabati infernali - ha detto il Sindaco in riferimento ai cortei nella Capitale - anche per le organizzazioni sindacali è bene che le manifestazioni si svolgano in un clima sereno e non di esasperazione. Non vogliamo impedire a nessuno di manifestare ma è necessario stabilire delle regole. Ci sono - conclude - varie idee in campo, su più percorsi, frequenze e su chi ha diritto a manifestazioni mobili».
Alemanno vieta i lavavetri ai semafori
Chi verrà sorpreso ai semafori con spazzoloni, secchi e stracci rischierà tra i 100 e i 200 euro di multa. A vietare la presenza dei lavavetri sulle strade della Capitale sarà il sindaco Gianni Alemanno che questa mattina, dopo un incontro con il prefetto Giuseppe Pecoraro, firmerà l´ordinanza con cui il Campidoglio vieterà di «esercitare mestieri non autorizzati sul suolo pubblico e di turbare il traffico».
Il provvedimento, che avrà la durata di un anno, ed è il secondo esperimento di questo tipo nella Capitale, in quanto nel 2007 l´allora sindaco Walter Veltroni emanò, tra le polemiche, un´ordinanza dello stesso genere. Le misure anti-lavavetri saranno in vigore da novembre e si aggiungeranno alla lunga lista di misure varate dal Campidoglio in questo anno di attività, dall´anti-vetro, all´anti-bivacco, passando per l´ordinanza anti-borsoni e quella anti-movida. Pensata come strumento per contrastare il racket che si nasconde dietro il fenomeno dei lavavetri, l´ordinanza mira a togliere dalle strade chiunque, ai semafori, possa essere fonte di fastidio per gli automobilisti. Non solo i lavavetri, dunque, ma anche coloro che, muniti di straccio, puliscono i fari delle vetture o i giocolieri.
A Roma arrivano i city angels
Giubbotto rosso e basco azzurro, ecco che arrivano gli "angeli della città". Sono operativi da oggi alla stazione Termini i 30 City Angels, volontari di strada d'emergenza dell'omonima associazione che gireranno nei corridoi della metropolitana, a Piazza dei Cinquecento, a via Giolitti e via Marsala. Pronti ad aiutare i cittadini che hanno bisogno d'aiuto.
Nel caso di aggressioni o borseggi, gli Angels interverranno, pur senza avere armi, per chiamare immediatamente le Forze dell'Ordine. Ad inaugurare la sede nei pressi della banchina della metro B direzione Laurentina il presidente e il vicepresidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori e Roberto Cantiani, e il fondatore dell'associazione City Angels Mario Furlan.
"Questi volontari - ha detto Santori - sono un presidio di carattere sociale e di sicurezza per gli utenti della stazione, oltre a essere un punto di riferimento per chi è in difficoltà, non sono delle ronde. Gli Angels lavoreranno in stretto collegamento con la vigilanza di Metro Spa, la Polfer, la Questura e i Carabinieri".
Furlan ha sottolineato che "forniremo assistenza a chiunque dando informazioni ai turisti, aiutando i senzatetto o soccorrendo chi è stato aggredito. Come ha detto il Papa siamo i boyscout del XXI secolo. Gli Angels saranno disarmati, tranne ogni caposquadra che sarà munito di spray urticante". Presente all'inaugurazione della sede anche l'ad di Metro spa Antonio Marzia.
Al peggio non c'è mai fine: Milano, vigili a caccia degli immigrati il bus-galera imprigiona i clandestini
Al commissario questo lavoro piace: "Ragazzi, prendetemi anche quello nascosto nell’erba e mi avete fatto felice", dice ai suoi. Quello nascosto nell’erba è nordafricano, ha poco più di 20 anni. Si è liberato dalla presa di un vigile e si è imboscato dietro a un cespuglio. Da lì, è corso chissà dove. Al termine di un’intera mattinata di controlli, sarà l’unico straniero scappato al nucleo Trasporto pubblico dei vigili. La squadra, messa in piedi dal Comune nel 2000 per garantire la sicurezza su tram e bus, dallo scorso anno si è specializzata nel servizio "fermi e identificazioni". In pratica: chiudere in speciali autobus con grate ai finestrini, e poi identificare, gli stranieri trovati senza documenti durante i controlli dei biglietti sui mezzi pubblici.
IL BUS DEI CLANDESTINI Video | Foto
Trentadue agenti divisi in tre turni. Vigili che, mentre gli uomini di Atm multano chi viaggia gratis, fanno quello che devono fare. Un tram dopo l’altro, uno straniero alla volta. Ieri mattina, la prima uscita dall’avvio dei processi ai clandestini, è andata bene: 120 multe staccate e dieci stranieri portati in centrale. Ci si apposta alla fermata, si chiedono i documenti agli stranieri e se non li hanno li si carica sul "bus-galera". È lo stesso tipo di autobus usato per scortare allo stadio i gruppi ultrà. Gli agenti lo chiamano "Stranamore", "perché ricorda il camper su cui Alberto Castagna negli anni Novanta faceva piangere gli innamorati in tivù", ride un agente.
Maroni ospite sgradito a giurisprudenza
L'Onda Anomala di Giurisprudenza invita tutte le soggettività bolognesi in lotta a partecipare alla contestazione verso il Ministro Maroni, presto ospite della Facoltà di Giurisprudenza, e lancia un assemblea organizzativa.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'Onda.
21 settembre 2009
Come studenti dell´Onda Anomala di Giurisprudenza denunciamo come
provocatoria ed inaccettabile la presenza del ministro leghista Maroni
nella nostra facoltà il 28 di settembre.
Maroni e la Lega debbano essere intesi come elementi cardine delle linee
politiche del governo Berlusconi, e più in generale della crisi
economica e esistenziale in atto in università e nei nostri territori.
Infatti il Ministro degli Interni è il firmatario della legge sul
lavoro, la c.d. Legge Maroni, che crea e introduce la precarietà, ossia
l´annullamento della forza contrattuale dei lavoratori, che più di prima
divengono merce-ostaggio del datore di lavoro. Precarietà è sinonimo di
disgregazione della forza lavoro e fattore determinate della crisi dello
stato sociale nel nostro paese.
L´onda lunga di Maroni si ripercuote non solo nella destrutturazione del
mondo del lavoro, ma opera anche in maniera massiccia sulle politiche
sociali. Queste vengono interpretate ed attuate dal ministro
esclusivamente in chiave coercitiva e repressiva nella gestione della
complessità e delle contraddizioni dell´esistente.
Ne sono fulgido esempio il pacchetto sicurezza e il d.l. Maroni: ronde,
C.I.E., reato di clandestinità (e le sue conseguenze) e divieto di
La giunta regionale firma il ricorso alla Consulta contro le ronde
Le ronde finiscono davanti alla Corte costituzionale. La Regione Emilia Romagna farà ricorso alla Consulta sostenendo l´incostituzionalità, tra l´altro, dell´obbligo di iscrizione nei registri del Prefetto dei volontari che presidiano il territorio e l´obbligo dei sindaci di avvalersi in via prioritaria degli ex appartenenti alle forze dell´ordine. Ieri l´ok della Giunta ha dato il via a un provvedimento che era stato sollecitato dal sindaco Flavio Delbono all´indomani della "querelle" con le associazioni di assistenti civici restii ad indossare basco e anfibi e a iscriversi all´albo voluto da Maroni.
I volontari bolognesi seguono già le indicazioni di una legge, quella regionale del 2003, e a questa vorrebbero continuare a rifarsi. Il dubbio però era quello di doversi obbligatoriamente registrare in Prefettura, nell´albo cui per ora non si è registrato nessuno, per poter continuare l´opera di presidio "soft" del territorio. Ed è proprio un intervento chiarificatore quello che viene richiesto alla Consulta. «Il nostro fine è assicurare chiarezza nelle competenze, senza sovrapposizioni e confusioni in una materia così delicata come la sicurezza - ha spiegato il presidente Vasco Errani, a capo anche della Conferenza delle Regioni -, un diritto fondamentale di tutti i cittadini».
La Lega Nord vuole fare schedare tutti i lavavetri
«Se entro una settimana non spariranno lavavetri dai semafori e ambulanti abusivi da strade storiche, come in via Indipendenza, la Lega Nord è pronta ad interessare il ministero degli Interni per verificare se a Bologna esistono comportamenti omissivi da parte degli organi preposti al controllo del territorio». Parola del segretario cittadino della Lega Nord e capogruppo in Comune, Manes Bernardini. L’esponente del Carroccio prende spunto da un episodio riportato dalla stampa locale, riguardante una donna di 66 anni che, nella zona di via Emilia Levante, è stata aggredita per strada e rapinata della catenina da un immigrato che - secondo la vittima - faceva il lavavetri ad un incrocio vicino. «La Lega Nord Bologna - spiega Bernardini - esprime grande preoccupazione per l’episodio di ieri che vede coinvolto un giovane lavavetri improvvisatosi rapinatore ai danni di una bolognese di 66 anni, a cui esprimiamo la nostra più sentita solidarietà. Cosa che sicuramente non può fare questa amministrazione che ha la coscienza sporca, visto che non fa nulla per garantire la sicurezza di noi cittadini bolognesi». Il consigliere chiede quindi «una nuova ordinanza contro i lavavetri, visti i risultati fallimentari di quella precedente targata Cofferati», e avanza «una richiesta di immediata operatività alla Questura affinchè identifichi tutti i lavavetri, mendicanti e ambulanti abusivi presenti in moltissimi semafori e vie di Bologna, con conseguente applicazione, se ne ricorrono i presupposti, delle nuove norme in materia di lotta all’immigrazione clandestina».





