Sex & Gender
Aggredite due transessuali
Due transessuali sono finite in ospedale a Bologna dopo essere state vittime di un’aggressione: due auto le hanno affiancate in via Stalingrado e hanno «sparato» contro di loro con un estintore. Le due sono state colpite agli occhi e hanno dovuto farsi medicare, ricevendo cinque e sette giorni di prognosi. Una terza transessuale che ha assistito alla scena, però, è subito balzata in macchina e si è messa a inseguire gli aggressori fino a via Massarenti, schivando anche l’estintore che a un certo punto gli è stato lanciato contro da una delle due auto in corsa. Imperterrita, è riuscita a inseguire gli autori del gesto fino in via Massarenti, poi li ha persi di vista. Il fatto è successo il 30 giugno intorno alle tre in via Stalingrado all’altezza del Mercatone Uno. Non è la prima volta che avvengono aggressioni del genere anche a Bologna. Altrove sono frequenti.
[RestodelCarlino] Accetta un passaggio da uno sconosciuto Presa a schiaffi e stuprata in auto
BOLOGNA, 30 GIUGNO 2009 - Le ha offerto un passaggio sulla sua auto e, quando la donna è salita, invece di accompagnarla alla fermata del bus, ha invertito la marcia e si è diretto verso una stradina nascosta. Qui, dopo averla rienpita di botte , l'ha stuprata.
E' la cronaca dell'ennesima violenza sessuale a Bologna. Vittima una giovane di 33 anni che si è fidata di un distinto uomo di mezza eta’, molto elegante.
La violenza è avvenuta verso le 19.45 di ieri in un viottolo privato che da via Aposazza periferia nord della citta’ che conduce a un’azienda che in quel momento era chiusa, e’ in una zona frequentata da prostitute e clienti. .
Il rapporto sessuale e’ stato confermato dai primi accertamenti sanitari, compiuti in serata nel reparto di ginecologia dell’ospedale Maggiore. Per i carabinieri della Compagnia Bologna Centro, coordinati nelle indagini dal Pm Valter Giovannini, il racconto della vittima e’ attendibile.
Gli investigatori cercano un uomo sui 50 anni, capelli abbastanza lunghi brizzolati e occhi chiari, dall’accento campano. Indossava una giacca e una cravatta a righe ed era al volante di una Bmw cabrio scura, con la capote chiusa, e interni bordeaux. Per la donna, si tratterebbe di un’auto con non piu’ di sei mesi, almeno a giudicare dall’odore ‘di nuovo’ che si sentiva nell’abitacolo.
sull'archiviazione delle accuse per luana bertozzo sul bologna prinde 2008
A circa un anno dai fatti del Pride di Bologna del 28 giugno 2008, in
seguito ai quali veniva fermata, Graziella Bertozzo, attivista storica del
movimento lgbtiq, ha ricevuto notizia dell´archiviazione delle accuse nei
suoi confronti.
L´attivista di Facciamo Breccia aveva l'intenzione di esporre, assieme ad
altri/e compagni/e della rete, sul palco del Pride uno striscione con la
scritta "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" per
ricordare la "presa" del Cassero di Porta Saragozza, uno dei momenti
fondativi del movimento lgbt italiano, ed era stata bloccata da volontarie
del Comitato Pride e da un agente in borghese e in seguito ammanettata e
portata incomprensibilmente in questura, indagata per resistenza a
pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza, rischiando così
alcuni anni di carcere.
Ringraziamo anzitutto gruppi, associazioni e singoli/e che hanno espresso
solidarietà a Graziella e a Facciamo Breccia e condiviso le spese legali
mentre esprimiamo amarezza per chi, avendo già anticipato una sentenza
colpevolista o solertemente fornito alle forze dell´ordine dichiarazioni
spontanee e pubbliche a carico della supposta colpevolezza di Graziella,
non voglia nemmeno oggi ricredersi.
Facciamo Breccia non può che accogliere con sollievo la notizia
dell'archiviazione, anzitutto per la vita di Graziella, rivendicando
contestualmente le nostre pratiche di lotta gestite sui concetti di
autodeterminazione, costruzione dal basso e orizzontale e rifiuto del
[audio] tavolo lgbtiq del 1 giugno
Audio del Tavolo lgbtiq del 1 giugno al festival sociale delle culture antifasciste.
Una provocazione alle donne
Come penso molti altri di voi, sono andato a cercare in questi giorni, scheggie di testimonianze della protesta in iran, fin dai primi video balza subito all'occhio, la massiccia presenza di donne nelle strade, e questa non era l'unica sorpresa positiva che mi attendeva, nelle riprese si nota anche come le donne abbaimo assunto un ruolo principale nella protesta, nei momenti in cui la polizia interveniva o fermava qualche dimostrante, erano le nostre sorelle iraniane le prime a reagire, a cercare di impedire gli arresti, a resistere...
ora mi permetto di lanciare una piccola provocazione, perchè qui in italia, ancora alcune femministe etichettano o categorizzano come machista qualsiasi atto di forza???
presentazione del volume "Difendere la “razza”. Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini"
CULTURE RAZZISTE E POLITICHE SESSUALI DALL’IMPERO ALLA POSTCOLONIA
In occasione dell’uscita del volume di Nicoletta Poidimani Difendere la “razza”. Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini (ed. Sensibili alle Foglie, 2009), una riflessione sul riattivarsi odierno di nuovi stereotipi razzisti e sessisti a partire dalle analisi delle politiche sessuali e razziali applicate dal regime fascista nelle sue colonie africane a cura del Seminario itinerante antisessista e antirazzista.
Intervengono: Nicoletta Poidimani (autrice di Difendere la “razza”), Najat Achak (Coordinamento migranti Bologna), Kaha Mohamed Aden (scrittrice).
Introducono: Liliana Ellena e Vincenza Perilli.
Al termine dell’incontro proiezione del documentario di Chiara Ronchini e Lucia Squeglia GOOD MORNING ABISSINIA.
SABATO 27 GIUGNO ORE 15.00
CENTRO INTERCULTURALE ZONARELLI
via Sacco 14 - Bologna
Promuovono: Ass. Sopra i ponti, Anpi Bolognina, Progetto Interconnessi, Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
presentazione del libro "Il mio nome è Lucy"
Mercoledì 17 giugno 2009 alle ore 18
nella sala polivalente dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna a Bologna, nel complesso conventuale di San Mattia, con ingresso da via Sant’Isaia 20,
sarà presentato il libro
"IL MIO NOME E' LUCY"
L'Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale
di Gabriella Romano
Donzelli 2009
Ne discutono con l’Autrice:
Patrizia Dogliani - Università di Bologna
Sergio Lo Giudice - Presidente della Commissione per i diritti Lgbt presso il Ministero per le pari opportunità
Partecipa Lucy
Conduce:
Luca Aessandrini - Direttore dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna
AGGRESSIONE OMOFOBA A ROMA
ROMA, COPPIA AGGREDITA E PICCHIATA A CAMPO DÈ FIORI (ANSA) - ROMA, 11 GIU - Aggrediti, picchiati e insultati solo perchè gay. L'aggressione omofoba, denunciata dall'Arcigay di Roma, è avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno nella zona centrale di Campo dè Fiori. Vittime di un gruppo di giovani bulli un italo americano, 34 anni, e il compagno di 27 anni, americano. I due giovani hanno raccontato di essere stati aggrediti attorno all'una di notte mentre passeggiavano mano nella mano nei pressi di via del Biscione: ad un tratto un gruppo di circa 5-6 ragazzi tra i 18 e 20 anni si è avvicinato, ha inveito contro di loro colpendoli ripetutamente e con violenza. In particolare hanno picchiato il più giovane buttandolo in terra e facendogli sbattere la testa contro un sasso. Il giovane, sanguinante, ha anche perso i sensi. Il gruppo di bulli si è poi allontanato. La coppia è stata poi soccorsa e portata in ospedale, dove sono state loro diagnosticate contusioni e ferite. La coppia, con il supporto dell'avvocato di Arcigay Roma Daniele Stoppello, ha sporto oggi denuncia presso il tribunale di Roma
bus per il gay pride di roma
A quattro giorni dal Pride lesbico-gay-bi-tras-queer di Roma, il percorso non è stato ancora autorizzato.
Il comitato promotore di cui fanno parte oltre al Mieli, Facciamo Breccia, MIT e altri, nella conferenza stampa di oggi ha dato appuntamento sabato 13 giugno in piazza Esedra/Repubblica, come previsto.
Inutile ribadire l'importanza di non arretrare e fare a maggior ragione questa manifestazione, che di venta anche un test di agibilità politica e democratica su Roma per tutti/e.
Per chi vuole venire al Pride da Bologna e limitrofe:
bus da autostazione corsia 25, partenza sabato mattina ore 7.30; costo euro 15.00 a/r
Prenotazioni: al MIT via Polese 15 dalle 10.00 alle 14.00, tel 051 271666
Oppure organizzate gruppi nelle vostre strutture e organizzazioni e comunicate via mail a questa mail: rebus[at]inventati[dot]org
[RepubblicaBo] Cazzola e il "welfare" della normalità
Tariffe comunali scontate, ma solo per le famiglie “costituzionali”. Vale a dire le coppie con figli e contratto di matrimonio in tasca. Escluse, invece, quelle di fatto. Alfredo Cazzola sfodera le sue proposte in tema di welfare, e scatena la bagarre. “Non si può fare. Le leggi regionali e il regolamento comunale danno uguali diritti alle coppie sposate e a quelle di fatto” attacca il guazzalochiano Carlo Monaco. Concorda il costituzionalista Pd Augusto Barbera: “ Bisognerebbe cambiare la legislazione locale”. Insorgono le donne del Pd: “La famiglia va al di là del matrimonio”.
Proprio nel giorno in cui il candidato di Bologna Città Libera Valerio Monteventi, sposa provocatoriamente alcune coppie gay, il tema delle politiche familiari torna alla ribalta. Ad accendere la miccia è Fabio Battistini, vicepresidente dell’associazione della Consulta delle Associazioni familiari e assessore “in pectore” alla famiglia e alla scuola con Cazzola. “Noi vogliamo guardare al welfare della normalità e abbiamo scelto la famiglia come paradigma” esordisce Battistini. Già, ma quale “famiglia”? Battistini, assistito dall’ex patron rossoblù, prima rifiuta una idea “confessionale” di famiglia (“il confessionalismo va tenuto fuori dagli ambiti amministrativi”). Poi però precisa: “Noi facciamo riferimento all’articolo 29 della Costituzione, dove si riconosce come famiglia quella fondata sul matrimonio”.




