Repressione e Carceri
Post dinamico sulle proteste contro il vertice NATO a Bucarest
Tra il 2 e il 4 aprile 2008 si terrà a Bucarest (Romania) il vertice della NATO. Le azioni contro questo vertice si terranno dal 28 marzo al 5 aprile.
In questo post e nei commenti informazioni, foto e altro sulla contestazione.
02/04
- Repressione preventiva al vertice NATO in Romania. Arresti indiscriminati senza motivi: Eng | French | Ita
- La polizia assalta e sgombera l'edificio del convergence center! Violenze e arresti. Aggiornamenti/ The factory rented to be used like a meeting place for the anti-nato activists was attacked by Romanian riot police and evicted.
Updates : Ita | Eng (più esaustivo/more exaustive)
- Arrestato un giornalista rumeno e parecchi attivisti da tutta europa
- Galleria fotografica sugli arresti di oggi: 1
I ragazzi del Lazzaretto alzano un muro "Abbiamo lo sfratto, ma restiamo qua"
Inchiodano le assi di legno, alzano le tavole di compensato e sistemano la rete metallica attorno all´edificio. Da giorni preparano una barriera, anzi meglio un muro, per opporsi allo sgombero. I ragazzi del Lazzaretto, il centro sociale autogestito che si trova nell´omonima via, si attrezzano «per resistere con ogni mezzo necessario» alle forze dell´ordine. Scaduta la convenzione che avevano dal 2004 col Comune e interrotte le trattative con l´assessore Luisa Lazzaroni, lo stabile è stato venduto ad un privato ed entro il 31 dicembre gli attivisti del Lazzaretto dovranno andarsene.
Loro però non ci pensano proprio a lasciare lo spazio che occupano dal 1996 e che ora sarà abbattuto perché rientra nel progetto di riqualificazione della zona Lazzaretto-Bertalia. Almeno senza prima aver individuato una nuova sede adatta alle attività del centro sociale. E così per dopodomani, alle 16, hanno lanciato un sit-in di protesta davanti a Palazzo d´Accursio, invitando a scendere in piazza tutte le persone che in questi anni hanno partecipato alle loro iniziative: ovvero concerti, dibattiti politici, laboratori teatrali e musicali. «La nostra sarà una resistenza passiva - spiega Giorgio Simbola, rappresentante legale dell´associazione che gestisce lo spazio - quando arriverà la polizia saliremo sui tetti oppure ci incateneremo, insomma proveremo a rendergli le cose più difficili. Il muro servirà a proteggerci».
Perché abbiamo occupato l’Istituto Culturale Italiano di Parigi. Solidarietà ai condannati del G8 di Genova.
Oggi, venerdì 20 novembre 2009, a Parigi, dopo una manifestazione a Place de la Republique, dove un incredibile dispositivo poliziesco era impiegato per un centinaio di persone (i poliziotti hanno letteralmente invaso la piazza, lasciando lunghe file di camionette parcheggiate all’inizio di ciascuna arteria...), abbiamo occupato l’istituto culturale italiano di Parigi. Siamo intervenuti in occasione della proiezione di un film di Pontecorvo (Ritorno ad Algeri) ed abbiamo invaso la grande sala dell’edificio per parecchie ore.
Su questa base d’azione collettiva di lotta abbiamo voluto lanciare una campagna d’informazione contro la sentenza pronunciata il 9 ottobre in appello contro dieci accusati del G8 di Genova del 2001: delle pene esorbitanti che oltrepassano ogni limite in materia di repressione della contestazione sociale. Da 8 a 10 anni di prigione per qualche vetrina rotta e per della violenza di strada.
presidio al carcere e al cie di Modena
sabato 21 novembre h. 16:00
presidio al carcere di Modena (strada s.Anna )
a seguire presidio al cie di via Lamarmora
in solidarietà con i detenuti.
E' degli ultimi giorni la notizia che la situazione all'interno di S. Anna è sempre più insostenibile: i detenuti superano di tre volte la capienza prevista, con la conseguenza che mancano non solo i letti ma anche materassi, lenzuola e coperte.
Come sempre contro chi rinchiude, affama e reprime
Nemici di ogni gabbia e frontiera
Presidio di solidarietà agli arrestati di Verona
Domenica 22 novembre - ore 16:00
Presidio sotto il carcere di Montorio,
Verona, via S. Michele 15.
In solidarietà con Luca e Pasquale, li vogliamo fuori a lottare con noi.
Libertà per Luca e Pasquale
Libertà per tutti
Presentazione di EVASIONI E RIVOLTE con Emilio Quadrelli a XM24
Presentazione del libro "Evasioni e rivolte" C.P.T./C.I.E. Resistenze
Con L'autore Emilio Quadrelli
Venerdi 27 Novembre
XM24 Via Fioravanti Bolognina
I modelli disciplinari, le forme del controllo e le pratiche militari che,
a partire dal carcere, si sono adeguate alle trasformazioni sociali ed
economiche dell'ultimo ventennio. La progressiva espansione all'intera
società del modello disciplinare sperimentato all'interno del
pianeta-carcere. Un modello che oggi, lungi dall'essere meramente
repressivo, si rivela produttivo e appetibile per i dispositivi di
“governo della società” nonché estendibile a tutte le forme di vita e
di lavoro. Nel quale la “questione immigrazione”, con tutte le
retoriche e le procedure che intorno a lei si sono delineate, si innesta
come estensione per governare una parte non secondaria dei nostri mondi
sociali. E se i lager per migranti, nel momento in cui sono stati
istituiti, potevano essere considerati un abominio giuridico , oggi
possono
essere giudicati come la migliore esemplificazione concreta dello “stato
d’eccezione”. In questa prospettiva le resistenze messe in atto
all’interno dei Cpt sono in grado di raccontare qualcosa di sostanziale
sugli scenari del conflitto con cui ogni giorno, magari inconsapevolmente,
ci troviamo a convivere. Le forme di controllo e di repressione in cui
siamo quotidianamente immersi, insieme alla continua erosione degli spazi
di libertà individuale che la “società in guerra” ha imposto, sono

Incontro con Emilio Quadrelli - EVASIONI e RIVOLTE, migranti_cpt_resistenze
I modelli disciplinari, le forme del controllo e le pratiche militari che,
a partire dal carcere, si sono adeguate alle trasformazioni sociali ed
economiche dell’ultimo ventennio. La progressiva espansione all’intera
società del modello disciplinare sperimentato all’interno del
pianeta-carcere. Un modello che oggi, lungi dall’essere meramente
repressivo, si rivela produttivo e appetibile per i dispositivi di
“governo della società” nonché estendibile a tutte le forme di vita e
di lavoro. Nel quale la “questione immigrazione”, con tutte le
retoriche e le procedure che intorno a lei si sono delineate, si innesta
come estensione per governare una parte non secondaria dei nostri mondi
sociali. E se i lager per migranti, nel momento in cui sono stati
istituiti, potevano essere considerati un abominio giuridico , oggi
possono
essere giudicati come la migliore esemplificazione concreta dello “stato
d’eccezione”. In questa prospettiva le resistenze messe in atto
all’interno dei Cpt sono in grado di raccontare qualcosa di sostanziale
sugli scenari del conflitto con cui ogni giorno, magari inconsapevolmente,
ci troviamo a convivere. Le forme di controllo e di repressione in cui
siamo quotidianamente immersi, insieme alla continua erosione degli spazi
di libertà individuale che la “società in guerra” ha imposto, sono
lì a testimoniare l’aspetto normativo che il reiterato esercizio dello
“stato d’eccezione” obiettivamente si porta appresso.
Eppure, come ricorda Foucault, ogni potere non può che generare lotte e




Battisti: si' ad estradizione
ROMA - Il presidente del Supremo Tribunal Federal di Brasilia, Gilmar Mendes, si è detto a favore dell'estradizione di Cesare Battisti. "I giudici hanno emesso il decreto di estradizione, ma in questo momento - spiega il ministro della Giustizia Angelino Alfano, contattato telefonicamente dall'ANSA - sono nuovamente in camera di consiglio per decidere se la firma del presidente Lula sia un dovuto o discrezionale. In quest'ultimo caso, ciò significherebbe che Lula può rifiutare l'estradizione".
A favore dell'estradizione si e' espresso il presidente del Supremo Tribunal Federal Gilmar Mendes ha espresso il suo parere favorevole all'estradizione ma prima di formalizzare il suo voto ha deciso una pausa del giudizio. Per giustificare la sua presa di posizione, Mendes ha esaminato la giurisprudenza riguardo all'estradizione di terroristi dei Paesi di grande tradizione giuridica e di quelli che soffrono di un problema endemico di terrorismo, come la Spagna con i terroristi dell'Eta, ed ha concluso che la grande maggioranza identifica il terrorismo alla delinquenza comune, e non al delitto politico e di opinione, in particolare quando si tratta di democrazie, mentre il caso è molto differente quando si tratta di dittature.
PRESIDIO AL CARCERE
DOMENICA 22 NOVEMBRE
ore 15.30
PRESIDIO AL CARCERE
DELLA DOZZA
via del Gomito 2, Bologna
capolinea autobus 25
MUSICA E MICROFONO APERTO
CONTRO L'ISOLAMENTO
per Stefano Cucchi - non fermarsi ora
Non può esistere che si muoia così, non possiamo accettarlo, nessun* di noi può accettarlo.
Quello di Stefano Cucchi è un omicidio di stato.





