Salta navigazione.

omofobia

Il Sottotetto non ospiterà Sizzla

Visto l’allarme generale causato dall’annuncio del concerto di Sizzla al Sottotetto, lanciato da molte associazioni , preso atto della preoccupazione che il caso ha suscitato nell’ambiente politico sia in campo etico che di ordine pubblico, alimentato da annunci di manifestazioni e proteste e sapendo che Bologna è la città simbolo per quel che riguarda certe forme di lotta contro le ingiustizie, in rispetto a questo e a chi, come noi, resiste contro ogni forma di sopraffazione, il Sottotetto SoundClub NON OSPITERÀ il concerto di Sizzla Kalonji previsto il 12 novembre p. v.
Ci occupiamo di reggae da molti anni e Sizzla è un artista che seguiamo da molto prima che facesse quelle canzoni con testi omofobi e violenti che , ribadiamo, consideriamo intollerabili e pericolosi. Il fatto che non scriva, ristampi ne esegua brani con quel tipo di contenuto da oltre 2 anni ci faceva comunque sperare che avesse definitivamente abbandonato certe posizioni per ritornare a quell’ atteggiamento conscious” che ha fatto si che venisse definito l’erede di Bob Marley.
Quello che ci aveva spinto ad accettare di ospitare il concerto di Sizzla è l’amore per un genere musicale che, come viene proposto da noi, diffonde vibrazioni positive e mai violente, nel rispetto di tutti e non certamente per soldi, come qualcuno ha insinuato.

Massacrato di botte a Ostia "Mi gridavano: frocio e comunista"

ROMA - "Sono arrivati alle mie spalle, mi hanno gridato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne, di cui non è stata resa nota l'identità, è stato assalito da tre persone a Ostia, sul litorale di Roma. Calci in faccia, sulla schiena fino a spaccargli il setto nasale e una costola. L'uomo ha denunciato tutto prima di essere portato all'ospedale per essere sottoposto alle radiografie e alle cure dei medici.

Sabato, 4 della mattina. Il ragazzo, dopo una serata trascorsa nella capitale, fa ritorno a Ostia. Come riferisce il quotidiano romano Il Messaggero, l'incontro con i tre aggressori alla fermata dell'autobus. "Quando mi hanno visto mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito per la mia strada. Li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa". Il trentenne, giornalista freelance per la rivista musicale "Rumore", aveva trascorso la serata al Circolo degli Artisti di Roma. A scatenare la rabbia dei tre aggressori, molto probabilmete, l'abbilgiamento del giovane: jeans attillati, giacchetta british doppiopetto e ai piedi le 'frankenstein', scarpe da basket all'ultima moda.

Gay picchiati denunciano aggressione e ricevono minacce di morte

Minacce anonime di morte sono giunte ai telefonini di due sedicenni aggrediti una settimana fa da alcuni coetanei, all'uscita dell'Istituto superiore di moda di Canicattì, perchè omosessuali.

Schiaffi, pugni e colpi di casco avevano costretto i due studenti, Vincenzo e Calogero, a fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell'ospedale Barone Lombardo di Canicattì.

Calogero è ancora ricoverato per una lesione al timpano mentre Vincenzo è costretto a portare un collare rigido e deve restare ancora a riposo per qualche giorno.

A rivelare le nuove minacce nei confronti dei due ragazzi, che hanno denunciato l'aggressione, è il giornale quotidiano d'informazione on line sull'omosessualità diretto da Franco Grillini che ha intervistato una delle due vittime: "Se non ritirate subito la denuncia - avrebbe detto l'anonimo telefonista - la prossima volta che vi becchiamo a scuola vi lasciamo a terra morti".

I presunti autori del raid sarebbero già stati individuati dalla polizia, mentre l'amministrazione comunale ha manifestato solidarietà ai due ragazzi aggrediti.

"Colpiti con una mazza da baseball perché siamo gay"

Roma: «È arrivato di colpo con la sua auto. Ha frenato, è sceso ed è corso verso di noi. Aveva una mazza di baseball. Ha colpito a raffica. Un colpo di taglio in testa al mio amico brasiliano, uno l´ho preso io sul braccio, una botta sulla spalla di un altro. Allora siamo scappati». Ha avuto paura il diciannovenne gay, uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca "Alibi" a Testaccio.

Perché credi vi abbia colpito?
«Ci ha colpiti con odio, è tutto quello che posso dire. Il giovedì sera all´Alibi c´è una serata che si chiama "Gloss", è un giorno misto, ci siamo noi gay ma anche tanti ragazzi etero. Alcuni di loro all´uscita ci hanno decisamente provocati. Noi abbiamo reagito ed è scoppiata una rissa. Sembrava tutto finito quando è arrivato quel tizio che non avevamo mai visto prima».

Forse un amico dei ragazzi che vi hanno provocato?
«Forse sì perché è venuto direttamente da noi. Io ero con due miei amici brasiliani, che fanno i ballerini, entrambi ventenni, ed un altro amico della mia età. Si vede chiaramente che siamo gay. Non credo che volesse picchiare qualcun altro».

Siete scappati subito?
«Un ballerino aveva già preso il taxi perché era molto spaventato dopo la rissa. Eravamo in tre quando è arrivato quel tizio. Io e un altro ci siamo rifugiati in un bar, l´altro ballerino aveva la testa che gli sanguinava ma abbiano visto subito che la ferita non era grave. Ma il tizio con la mazza ci ha inseguiti, solo che nel bar non l´hanno fatto entrare».

Roma: Coppia gay aggredita in centro «Presi a calci al grido di "camerati"»

Una coppia di ragazzi gay denuncia di essere stata aggredita questo pomeriggio nei pressi di via del Corso, mentre stava percorrendo a piedi via del Collegio Romano diretti al Pantheon. I ragazzi sarebbero stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter. Il più giovane della coppia, Francesco, un venticinquenne, sarebbe stato aggredito con un colpo di casco sulla testa e un calcio all'inguine. A raccontare l'episodio è Massimo Fusillo, il compagno di Francesco e presidente di un'associazione di orientamento Gay "Leather Club Roma".

"Eravamo appena usciti da Palazzo Venezia - ha raccontato Massimo Fusillo - dopo aver visitato la mostra l'intenzione era quella di andare a pranzare in un ristorante al Pantheon. Ci siamo incamminati lungo via del Corso e abbiamo deciso di tagliare per una delle stradine laterali quando siamo stati avvicinati da 6 ragazzi in motorino: erano giovanissimi, forse dai 16 ai 18 anni".

La coppia, ancora scossa per quanto accaduto intono alle 14, al momento non ha sporto denuncia e sta valutando se rivolgersi alle forze dell'ordine. Secondo il racconto di Fusillo, probabilmente ad attirare l'attenzione degli aggressori è stato l'abbigliamento della coppia gay, che indossava capi in stile Skinhead sharp (l'acronimo di skinhead against racial prejudice, ovvero contro il pregiudizio razziale), tra cui anche i classici lacci delle scarpe gialli.

Emergenza sdoganamenti

Il Coordinamento Facciamo Breccia, riunito in assemblea nazionale a Firenze il 4 ottobre 2009, in merito alla campagna stampa intorno all’”omofobia” e alle alleanze trasversali che nel nome di questa ennesima “emergenza sicurezza” vengono attuate, denuncia che in Italia non esiste nessuna emergenza omofobia.
L’emergenza omofobia è solo un pretesto.
I media hanno costruito ancora una volta sui nostri corpi un’emergenza, come nell’autunno 2007, in seguito all’omicidio di Giovanna Reggiani, costruirono l’emergenza stupri. Non c’è una “fobia”, una paura irrazionale che si avventa contro i nostri corpi: nel nostro paese e nel mondo impera un sistema eterosessista violento ed escludente che produce un clima terribilmente favorevole alla violenza contro lesbiche, gay e trans così come contro le donne. Questa violenza non è certo iniziata quest’estate, anzi essa è strutturale, tanto che ancora oggi anzitutto è dentro la famiglia, che, a sua volta, è il secondo pilastro - insieme alla sicurezza - della propaganda. Negli ultimi anni lo scivolamento verso un regime autoritario, oggi stabilizzato, ha legittimato forme di violenza di strada che spesso hanno una matrice politica fascista ed integralista, matrice politica che mai da istituzioni e media viene sottolineata e
denunciata.

STRANABOLOGNA

02/10/2009 - 17:00
02/10/2009 - 20:00
Luogo:
Piazza Castiglione

In strada per spezzare il filo nero della paura

Venerdì 2 ottobre ’09
Concentramento Piazza Castiglione ore 17

Non ti sembra strano che oggi si chiamino “emergenze” problemi che in realtà esistono da sempre, come ben sanno le donne, le lesbiche, i gay e i/le trans?

Non ti sembra strano che ci si accorga di questi problemi solo quando si vogliono giustificare pacchetti-sicurezza, controllo e repressione?

E non ti sembra strano che più si parla di sicurezza più i gruppi neofascisti e razzisti acquisiscano agibilità politica e più aumenti la violenza contro donne, lesbiche, gay, trans, migranti e ogni altro soggetto considerato “diverso”?

Non ti sembra strano che gli stessi che fomentano razzismo e discriminazione da un lato ti incitino alla paura e dall’altro ti “offrano” protezione?

Non ti sembra strano sentirti “più sicuro/a” in una città militarizzata e piena di polizia, vigili e vigilanti, divieti, sessismo e odio razzista?

Non ti sembra strano definire omofobia (fobia=paura) i feroci tentativi di imporre il dominio di UN pensiero, UN genere, UNA sessualità, UNA identità monolitica alla complessità di saperi, esperienze e desideri che attraversano le strade della nostra città?

SE HAI RISPOSTO SÌ AD ALMENO UNA DI QUESTE DOMANDE, sei stata/o scelta/o per partecipare alla STRANABOLOGNA: autodeterminazione, desideri, creatività, visibilità in strada per liberarci collettivamente – e senza nessuna delega – dalla violenza fascista, sessista, razzista e anti-omosessuale.

image:
stranabologna_nuovo.jpg

Lettera-diktat di Caffarra, e il coro deve andarsene

Don Nildo Pirani non può più ospitare il coro gay dentro la sua parrocchia: è arrivata una lettera "perentoria" del cardinal Caffarra
Niente sala prove in parrocchia per Komos, il coro omosessuale di Bologna che a metà luglio aveva ottenuto ospitalità dalla chiesa di San Bartolomeo della Beverara, alla periferia della città.

Ieri sera il parroco ha dato la «brutta notizià al direttore Paolo Montanari. Ma «con dispiacere», ha aggiunto don Nildo Pirani nella lettera che gli ha consegnato. La stessa in cui, spiegando il perchè dell´addio, ha citato un messaggio ricevuto dall´arcivescovo Carlo Caffarra il 7 agosto che, ha riferito Montanari, gli ha ricordato l´esistenza di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali datato 1986.

Dopo l´esordio a novembre nella sede dell´Arcigay bolognese, il coro aveva cambiato ‘casa´ per problemi di acustica e dissapori con l´associazione. Allora Montanari aveva bussato alla Beverara per chiedere una sala, una volta a settimana. Don Nildo, classe 1937, aveva accettato dandogli anche la chiave del salone. Fino a ieri sera. Prima delle prove, il sacerdote ha parlato con Montanari e gli ha comunicato la novità. Poi gli ha allungato una lettera.

Litigio, non omofobia dietro l'aggressione al gay

All'origine dell'aggressione ad un ragazzo gay avvenuta nella notte fra venerdì e sabato ci sarebbe un banale diverbio per una sigaretta fra altre due persone e trova conferma la ricostruzione che non ci sarebbe alcuna motivazione omofobica nell'episodio. Secondo la ricostruzione della polizia, che ha sentito diverse persone, tutto sarebbe nato perchè un ragazzo, in compagnia di altri tre giovani un pò alticci, verso la fine della serata all'interno del locale ai giardini Margherita avrebbe chiesto una sigaretta ad un altro ragazzo sentendosela rifiutare in modo brusco anche con l'epiteto 'terrone'. Il litigio scaturito sarebbe in sostanza finito lì. Ma più tardi il gruppo avrebbe cercato di rintracciare il giovane che aveva rifiutato la sigaretta e per questo avrebbe fermato un altro ragazzo, quello appunto aggredito, mentre stava entrando in macchina in via Santa Chiara nelle vicinanze dei giardini per avere informazioni. Il giovane sarebbe stato strattonato e gli aggressori gli hanno anche lacerato la maglietta; non ci sarebbe stato però alcun risvolto omofobico nell'aggressione. Il ragazzo è poi riuscito ad entrare in macchina ed a lasciare la zona mentre la lite è proseguita con almeno altri due ragazzi, amici della vittima presenti nella strada, tanto da svegliare i residenti che hanno chiamato la polizia per far riportare la calma. Al momento il giovane aggredito non ha sporto denuncia in questura mentre la polizia sta lavorando per rintracciare i quattro ragazzi autori dell'aggressione.

Ragazzo gay aggredito ai giardini Margherita

Calci e pugni da altri giovani dopo un alterco
Un presunto caso di omofobia a Bologna, dopo gli episodi di Roma e Rimini. Un ragazzo gay di 19 anni e' stato aggredito questa mattina verso le cinque nei pressi dello Chalet dei giardini Margherita. La notizia viene diffusa dal consigliere Pd al quartiere Porto matteo Cavalieri. Il ragazzo, secondo il racconto, sarebbe stato assalito con calci e pugni da un gruppo di giovani con cui c'era stato un alterco poco prima nei pressi del locale. La vittima era in compagnia di un amico, che e' riuscito a fuggire. La colluttazione e' avvenuta nei pressi dell'auto del diciannovenne.

Sempre secondo il racconto di Cavalieri, il gruppo di aggressori sarebbe stato identificato poco prima dalla sicurezza del locale, perche' alcuni giovani, visibilmente ubriachi, non avevano potuto pagare il conto delle consumazioni.
(12 settembre 2009)

da repubblica: http://bologna.repubblica.it/dettaglio/ragazzo-gay-aggredito-ai-giardini...

Condividi contenuti