Dai mainstream
“Casa Pound” a Modena, il Pd: tenere alta la guardia
Esistono gli estremi per il reato di apologia di fascismo? C’è l’intenzione di procedere legalmente dopo l’incappucciamento notturno a danno dei parchimetri? Esiste un’autorizzazione ufficiale da parte del Comune per aprire una sede modenese dell’associazione Casa Pound? E’ quanto chiede l’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Pd dopo l’azione dimostrativa rivendicata nei giorni scorsi dall’associazione culturale di estrema destra “Casa Pound”. L’interrogazione è firmata dal capogruppo Paolo Trande e dai consiglieri Giulia Morini, Giulio Guerzoni, Luigi Alberto Pini.
“Molte città italiane – dichiara Giulia Morini, consigliera Pd, prima firmataria dell’interrogazione – hanno visto la nascita di Casa Pound, centro sociale di estrema destra che fa dichiaratamente riferimento alla galassia neo-fascista. Ma chi ha autorizzato l’istituzione di questo Centro? A Roma, Napoli e Milano i militanti di Casa Pound si sono distinti per i metodi violenti di matrice squadrista: occupazioni di edifici, attacchi incendiari, spedizioni punitive armate, etc. Metodi che nulla hanno a che fare con la legale e democratica iniziativa politica e civile. Anche la recente protesta contro i parchimetri dei viali ha un tono inquietante e non vorremmo che fosse solo l’inizio.
Battisti: si' ad estradizione
ROMA - Il presidente del Supremo Tribunal Federal di Brasilia, Gilmar Mendes, si è detto a favore dell'estradizione di Cesare Battisti. "I giudici hanno emesso il decreto di estradizione, ma in questo momento - spiega il ministro della Giustizia Angelino Alfano, contattato telefonicamente dall'ANSA - sono nuovamente in camera di consiglio per decidere se la firma del presidente Lula sia un dovuto o discrezionale. In quest'ultimo caso, ciò significherebbe che Lula può rifiutare l'estradizione".
A favore dell'estradizione si e' espresso il presidente del Supremo Tribunal Federal Gilmar Mendes ha espresso il suo parere favorevole all'estradizione ma prima di formalizzare il suo voto ha deciso una pausa del giudizio. Per giustificare la sua presa di posizione, Mendes ha esaminato la giurisprudenza riguardo all'estradizione di terroristi dei Paesi di grande tradizione giuridica e di quelli che soffrono di un problema endemico di terrorismo, come la Spagna con i terroristi dell'Eta, ed ha concluso che la grande maggioranza identifica il terrorismo alla delinquenza comune, e non al delitto politico e di opinione, in particolare quando si tratta di democrazie, mentre il caso è molto differente quando si tratta di dittature.
In Inghilterra scoppia il caso di una Abu Ghraib britannica
BAGDAD - L'orrore in Iraq continua, anche a scoppio ritardato. E non è solo quello prodotto da autobombe e kamikaze. Quest'altro - se venisse confermato - porta una firma diversa: quella dell' dall'Occidente. Tre anni dopo arriva infatti il fondato sospetto che i soldati inglesi abbiano compiuto sevizie di ogni tipo sui prigionieri iracheni. Una Abu Ghraib britannica. Il quotidiano The Independent ha reso che il ministero della Difesa Bill Rammell ha aperto un’inchiesta per fare luce su 33 presunti casi di maltrattamenti.
LE DENUNCE - Un ex detenuto ha denunciato di essere stato stuprato da due soldati britannici nel 2003, quando aveva 16 anni; altri hanno raccontato di essere picchiati, sottoposti a scariche elettriche e poi fotografati nudi. Per la prima volta anche alcune soldatesse sono state accusate di aver partecipato agli abusi fisici e sessuali dei detenuti. Accuse di questo tipo contro le truppe britanniche erano già affiorate nei mesi passati. Stavolta, dice il quotidiano britannico online, vi sono ben 33 casi circostanziati di abusi denunciati da Phil Shiner, un avvocato che assunse la difesa dei prigionieri civili iracheni. Alcuni di questi casi sono incredibilmente simili a quelli emersi dalle segrete di Abu Ghraib e che inorridirono il mondo. Con casi di donne soldato britanniche che, per la prima volta, sono accusate di aver preso parte all'umiliazione sessuale e fisica dei detenuti.
dal CIE di caltanisetta
c'è qualcun* che ha notizie più dettagliate?
**
ROMA (Reuters) - Un gruppo di extracomunitari, detenuti nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Caltanisetta, ha cercato questa notte di sfondare il cancello e ha poi appiccato il fuoco ai materassi all'interno dei padiglioni. La rivolta è stata sedata senza che ci siano stati feriti tra gli immigrati e tra gli agenti.
Lo ha detto stamani la questura di Caltanisetta.
La rivolta è iniziata verso le due di notte, quando alcuni immigrati "dopo aver divelto il piano superiore in cemento armato di un tavolo dalla mensa, si portava dinanzi uno dei cancelli laterali del Cie e, utilizzando il tavolo come ariete, tentava con ripetuti colpi di sfondarlo", si legge in una nota della polizia.
L'intervento degli agenti di pubblica sicurezza e dell'esercito ha impedito il tentativo di fuga, ma i rivoltosi si sono spostati in tre padiglioni dormitorio appiccando il fuoco a tutti i materassi ed altri oggetti, ha detto la polizia.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono arrivati rinforzi di polizia e soldati che hanno "riportato, poco dopo, la situazione alla calma".
Un'inchiesta è in corso per identificare i responsabili della rivolta.
HERA-Cosentino: che bella accoppiata!!!
La multiservizi dei comuni emiliani HERA non disdegna di fare affari in Campania con i Cosentino: e i personaggi dubbi che rappresentano le società dei Cosentino sono in consiglio d'amministrazione di una controllata HERA. Quando si dice che "il denaro non ha odore"!
Gli affari di Cosentino nella centrale di Sparanise
Marco Lillo
"...la Guardia di finanza, su delega dei pm, sta studiando la storia di uno dei più grandi business sorti in Campania nell'ultimo decennio: la centrale termoelettrica a turbogas a Sparanise, provincia di Caserta.
Uomo ucciso in rissa nel Teramano Violenze contro i rom dopo la fiaccolata
ALBA ADRIATICA (Teramo) - Un commerciante di 37 anni, Emanuele Fadani, è morto nella notte ad Alba Adriatica, provincia di Teramo, per i colpi ricevuti durante una rissa con alcuni nomadi italiani del posto.
La rissa sarebbe scoppiata per futili motivi verso le 2-2.30 di notte all'esterno di un bar di Alba, in viale Mazzini: ci sarebbe stata una discussione, poi l’uomo è stato colpito. Soccorso dal 118, è morto prima di arrivare all’ospedale di Giulianova.
FERMATI DUE NOMADI - La magistratura ha emesso tre provvedimenti di fermo per concorso in omicidio volontario. Due provvedimenti - nei confronti di cugini - sono già stati eseguiti; la terza persona viene ricercata. Uno dei fermati è lo zio di uno dei minorenni arrestati per l'omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso a Martinsicuro (Teramo). De Meo fu ucciso con un pugno sempre da due nomadi italiani, però minorenni.
Casilino 700, blitz al campo nomadi sgomberati oltre cinquecento rom
Operazione di sgombero di nomadi rom al Casilino 700. All'alba una task force composta da agenti di polizia, Esercito, vigili urbani, addetti della Protezione civile, del VII Municipio e del Gabinetto del sindaco e personale dell'Ama sono intervenuti all'interno del parco di Centocelle. Obiettivo del blitz lo sgombero della baracche costruite nel cosiddetto "Canalone", zona per anni utilizzata come discarica abusiva. Alla fine sono state sgomberate oltre cinquecento persone, tutti nomadi romeni.
Sul posto, oltre alle forze dell'ordine, ci sono anche diversi mezzi della Trambus per accompagnare donne e bambini a cui è stato garantito il rientro in Romania.
Spx, firmata ipotesi di accordo
Si apre uno spiraglio per operai
Il reparto produttivo resterebbe nello stabilimento parmense e un altro settore sarebbe implementato. Incentivi alla mobilità. Lunedì i dettagli dell'intesa
Si apre uno spiraglio importante nella vertenza Spx Tecnotest di Sala Baganza. Nella notte è stata firmata una ipotesi di accordo tra i sindacati e la proprietà. In pratica, secondo quanto si apprende, una parte della produzione resterebbe nello stabilimento di Sala e al tempo stesso verrebeb implementato un nuovo reparto. Prevista inoltre la mobilità volontaria con forte incentivo all’esodo. I dettagli dell'ipotesi di accordo saranno presentati lunedì prossimo alle 11,30 nel corso di una conferenza alla Cgil di Parma. Secondo quanto deciso dai vertici della multinazionale statunitense, l'intero reparto produttivo (47 dipendenti) doveva essere trasferito in Germania. Un progetto di riorganizzazione contro il quale i sindacati, e in particolare la Fiom Cgil, si battono da tempo, con un presidio davanti allo stabilimento (e blocco della produzione) che va avanti ormai da due mesi. Una forma di protesta a cui la multinazionale aveva risposto con la presenza di guardie private armate. Il caso era quindi divenuto di portata nazionale approdando anche in Parlamento grazie a una interrogazione dell'Italia dei Valori, quindi in Regione e ovviamente a livello locale. Dove è attivo il tavolo di crisi coordinato dalla Provincia di Parma. L'ipotesi di accordo dovrà ora essere vagliata dai lavoratori.
07 novembre 2009
L'amico di Silvio : chiuderemo il gas alla Ue
Puntuale come la partenza delle rondini in autunno o come le alte pressioni estive arriva l'ennesima minaccia di Putin alla Ue sulle forniture di gas russo. L'Ucraina non paga come dovrebbe, quindi il rubinetto potrebbe essere chiuso. L'Italia in questo ennesimo minacciato scontro c'entrerà? O l'amicizia personale del nostro "conducator" con il leader (ax KGB) russo ci salverà da questa guerra strategico-commerciale?
Il telefono rosso (per la scarlattina) di Arcore è già in funzione?
"l primo ministro russo Vladimir Putin ha avvertito in una telefonata il suo omologo svedese Fredrik Reinfeldt (il cui paese ha la presidenza semestrale della Ue) di una possibile interruzione delle forniture di gas all'Europa, a causa di problemi per i pagamenti delle forniture energetiche con il principale paese di transito".
Irmela, una vita contro i graffiti nazi
BERLINO - La battaglia di nonna Irmela contro tutte le discriminazioni e le violenze si gioca, da 23 anni, per le strade di Berlino. Con la costanza e la cura che solo una nonna può avere, ogni giorno va a caccia di scritte, graffiti e manifesti neo-nazisti, omofobi, razzisti o anti-semiti. Dalla sua sportina bianca con la scritta oramai sbiadita «Combatti i nazi», tira cuori un coltellino, una pezzuola e uno smacchiatore e li rimuove con pazienza. Dal 1986 a oggi ha collezionato oltre 80mila adesivi con svastiche, slogan razzisti e anti-semiti.
RICONOSCIMENTI - A 64 anni non è stanca di andare in giro sola per i quartieri della capitale riunificata. In 20 anni ha ottenuto cinque riconoscimenti per la sua azione in favore dei diritti civili, tra cui un’onorificenza del governo, la medaglia federale al merito, nel 1994. Le svastiche e i simboli nazisti sono banditi in Germania, sono immagini ufficialmente considerate incostituzionali. Eppure l’intelligence tedesca solo nel 2008 ha contato oltre 17mila graffiti firmati dagli estremisti di destra.





