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precariato

23 ottobre: sciopero generale!

23/10/2009 - 08:00
23/10/2009 - 20:00
Luogo:
ovunque
Autore:
rdb-cub

IL 23 OTTOBRE È SCIOPERO GENERALE -telegramma e manifesto-
In allegato il telegramma di proclamazione dello sciopero e il manifesto generale

Nazionale – venerdì, 11 settembre 2009

Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre.

Le organizzazioni di base ritengono indispensabile una forte risposta

alla valanga di licenziamenti in corso,

ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari,

alla chiusura di aziende,

alla ipotesi di gabbie salariali e all’attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico;

al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende,

alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani.

Generalizzare ed unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici, sono quindi gli obbiettivi immediati dello sciopero generale che si preannuncia già grande e partecipato.

La articolata piattaforma dello sciopero rappresenta un ampio ed esauriente programma sul quale costruire mobilitazione, lotta, organizzazione e consenso, fornendo un alternativo e concreto strumento in mano ai lavoratori/trici, richiedendo

il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario;

aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e;

I precari della scuola “boicottano” la riforma Gelmini

12 ott. - La lotta gandhiana è lotta quotidiana. I precari della scuola di Bologna hanno messo a punto alcune azioni di non collaborazione per denunciare le contraddizioni della riforma Gelmini. Le strategie saranno proposte a insegnanti, bidelli, genitori, studenti. Le azioni di non collaborazione possono far saltare il meccanismo della scuola al risparmio: per esempio non accettando gli straordinari per sostituire un collega si ottiene la chiamata di un supplente, oppure si possono denunciare le classi sovraffollate per carenza di sicurezza, o ancora dire ai genitori di pagare la quota di iscrizione alla stessa cifra dell’anno precedente. Il coordinamento ha anche pensato ad un corso di autodifesa per docenti e personale ata: una serie di incontri in cui spiegare limiti e possibilità di azione del lavoratore della scuola ai tempi della riforma.

Una protesta di piazza è prevista poi per mercoledì 14 ottobre, data limite per presentare la domanda di adesione ai contratti di disponibilità per i docenti che sono rimasti senza cattedra. I precari saranno alle 11 in presidio davanti all’ufficio scolastico provinciale di via de’ Castagnoli per protestare contro il provvedimento.

da rcdc: http://radio.rcdc.it/archives/precari-della-scuola-boicottano-la-riforma...

Cassa integrazione speciale per i lavoratori del Disco Verde di Zola

Dopo mesi di lotta i lavoratori del disco verde di Zola Predosa licenziati all'improvviso dall'azienda riusciranno dal mese prossimo ad avere la cassa integrazione straordinaria. Alcuni lavoratori erano saliti per ben 2 volte sui tetti della loro azienda mentre altri avevano occupato la sede dell'azienda per protestare contro i licenziamenti che sono arrivati a fine del periodo di ferie che gli spettava senza alcuna motivazione.

La Full Security, ha lasciato un buco nei loro confronti di circa 1 milione di euro e gli ufficiali giudiziari andati piu' volte a bussare alle porte non erano mai riusciti a trovarli. Ora invece la regione ha siglato un accordo con la societa' grazie al protocollo provinciale per l’anticipazione dell’indennità.

Precari della scuola, cena di autofinanziamento per la manifestazione nazionale

25/09/2009 - 21:00
Luogo:
Vag61, via Paolo Fabbri 110 - (BO)

Il Coordinamento dei precari della scuola di Bologna organizza a Vag61 una cena di autofinanziamento, con musica dal vivo, in vista della manifestazione nazionale in programma a Roma il 3 ottobre. Per prenotarsi, entro il 23 settembre, scrivere a precaribologna@libero.it (costo 10 euro).

aggiornamento da spx

Aggiornamento della situazione dopo la riunione tra lavoratori e proprietà svoltasi ieri, materdì 22 settembre.
In seguito alle iniziative di lotta, la proprietà ha revocato la procedura di mobilità e si è riservata di valutare il piano industriale presentato dai lavoratori nei prossimi 7 giorni.
A fronte di queste decisioni i lavoratori spx hanno deciso di modificare la forma di lotta, passando da uno sciopero ad oltranza allo sciopero alternato, ossia un giorno sì ed un giorno no la produzione ed i magazzini si fermeranno completamente. Confermati il presidio permanente davanti alla fabbrica e un'ora di sciopero quotidiana per permettere ai lavoratori di riunirsi in assemblea.

da www.parmantifascista.org

Oltre il danno la beffa

La CUB scuola è solidale e presente nella lotta contro i tagli freschi e sanguinanti dei 57.000 posti di lavoro (docenti e personale ATA), operati dal governo per mano dei ministri Gelmini e Tremonti; se considerate che vi sono state solo 16.000 assunzioni e che circa 40.000 persone andranno in pensione, è presto immaginabile quale sarà la brutta scuola, immiserita e senza risorse che verrà consegnata al futuro. I precari per anni sono stati utilizzati nelle scuole a coperture di vuoti d’organico, sono stati la colonna portante in alcuni istituti (lo scorso anno, in una scuola di montagna, erano precarie dalla dirigente alla bidella), sono quelli che hanno permesso il funzionamento del sistema formativo in questi anni. I precari hanno conquistato sul campo il diritto di essere assunti tutti e assunti per davvero su tutti i posti disponibili, e questo crediamo sia un punto di rivendicazione da cui non ci si deve spostare. E’ un inutile palliativo, quanto non vera e propria beffa, la proposta dei contratti di disponibilità. Questi rappresentano l’equivalente della cassa integrazione dei privati e che sostanzialmente vuol dire anticamera per la disoccupazione; sono stati pensati allo scopo di “drogare” i lavoratori con false speranze e così bloccare le mobilitazioni. Inoltre dividono i precari e non danno risposte agli ATA. Dobbiamo gridare la nostra indisponibilità a divenire sempre più precari e sempre più ricattabili (se non si accetta una supplenza breve non si ha più diritto al sussidio di disoccupazione e si viene depennati dal posto in graduatoria).

Nuovo presidio dei precari della scuola [report+audio]

Nuovo presidio dei precari della scuola sotto all'ex-provveditorato. Presenti il coordinamento precari e i sindacati di base, con striscioni e slogan contro i tagli. Edoardo, attivista del coordinamento precari, spiega a Zic.it le ragioni della protesta, il senso del coordinamento e le prospettive di lotta.
16 settembre 2009

Dopo il presidio di lunedì mattina, gli insegnanti precari si sono di nuovo ritrovati ieri alle 17 per manifestare di fronte all’Ufficio scolastico provinciale in via Castagnoli.
Nonostante l'assenza dei sindacati confederali (presenti invece Cub e Cobas) un buon numero di persone è rimasto a sostenere le proprie ragioni per più di due ore, anche oggi sotto pioggia battente, indice di una grande convinzione e determinazione.

Sugli striscioni figuravano vari slogan, dall’avvertimento “Gelmini e Tremonti avete fatto male i conti” alla situazione della scuola pubblica tradotta in un’operazione matematica dal risultato sconfortante: “ + bambini – insegnanti = - sicurezza - cultura”

I molti giovani presenti hanno indossato maschere che alludevano alla figura del precario come ad un nuovo fantasma dell’opera e cartelloni che ironizzavano sulla loro situazione, autocandidandosi ad essere oggetto di ricerche per il programma “Chi l’ha visto?”, essendo loro “precari scomparsi dalla scuola pubblica l’1 settembre 2009”, mentre al megafono una ragazza del Coordinamento precari ha dato via al coro “Da Benevento a Bressanone per i precari assunzione”.

Le Aldini-Valeriani allo sbando

Prima il dimezzamento delle classi del corso serale, poi il non rinnovo dell’appalto per le pulizie della scuola. Che sta succedendo nel prestigioso istituto tecnico, un tempo vanto della città?
14 settembre 2009

La situazione dell’Istituto Aldini-Valeriani sembra proprio allo sbando. Le sezioni del “serale” sono state tagliate da 17 a 9, a fronte di un numero di studenti-lavoratori uguale a quello dello scorso anno (le richieste erano state anche superiori, ma non sono state accolte a causa dei pesantissimi tagli). Per quanto riguarda l’organizzazione degli studi, sempre per il “serale”, andato in pensione il vecchio coordinatore, non c’è nessuno che sia venuto a sostituirlo e, quindi, non si capisce chi debba organizzare l’orario delle lezioni.
A questa situazione già di per sé gravissima, si è aggiunta oggi la protesta dei lavoratori dell'Operosa, addetti alle pulizie delle scuola. Domani infatti, in concomitanza col suono della campanella che richiama in aula gli studenti, questi lavoratori daranno vita ad un presidio davanti all’Istituto di via Bassanelli.
La manifestazione è organizzata dalla Filcams-Cgil e ha come obiettivo la difesa del posto di lavoro per 13 addetti alle pulizie che, con la scadenza dell'appalto avvenuta il 31 agosto si trovano a rischio licenziamento. Per il Comune di Bologna e per l'Ufficio scolastico regionale, la pulizia di una scuola come le Aldini è ancora una priorità? Il problema dell'igiene all'interno dell’Istituto è da affrontare?
Se sì, qualcuno dovrà pensarci.

In centocinquanta al presidio dei precari della scuola

Buona la partecipazione, nonostante la pioggia incessante, al sit-in sotto all'Ufficio Scolastico Provinciale di Via Castagnoli, contro i tagli alle risorse e agli organici della scuola. Presenti i sindacati, confederali e di base ed il coordinamento precari. Una delegazione ha incontrato i rappresentanti locali del ministero, ma il risultato è stato deludente.
14 settembre 2009

E' durato più di due ore il presidio dei precari della scuola sotto alle finestre dell'Ufficio Scolastico Provinciale. Hanno partecipato all'iniziativa sia i sindacati confederali (insieme agli altri due sindacati concertativi della scuola, Gilda e Snals) sia l'area più radicale dei sindacati di base Cub e Cobas e del coordinamento autorganizzato dei precari costituitosi a Vag61 nelle scorse settimane.

Oltre alle bandiere sindacali, erano visibili striscioni e cartelli con slogan contro i tagli, contro i ministri Gelmini e Tremonti, per l'immissione in ruolo dei precari. Rispetto alle mobilitazioni dello scorso autunno, gli slogan erano meno legati ad una critica politica generale all'impianto complessivo delle riforme Gelmini e molto più centrati sull'opposizione ai tagli e sulla rivendicazione del posto di lavoro.

I LAVORATORI SPX IN SCIOPERO

CHI SIAMO

La Spx (Tecnotest) di Sala Baganza lascerà a casa 47 lavoratori. A perdere il posto saranno gli addetti alla produzione e ai magazzini; i settori che la Direzione ha deciso di trasferire in Germania entro il 31 dicembre prossimo. I tagli previsti sono del 30 per cento netto.La ditta di Sala – filiale di una multinazionale con sede centrale negli Usa ‐ produce e ripara apparecchiature diagnostiche per automobili.

La gran parte delle vendite, è avvenuta negli ultimi mesi solo a favore degli: “impianti di famiglia”: ossia la sede di Sala Baganza, ha prodotto e venduto alle altre fabbriche del gruppo, che poi rivendono a prezzi vantaggiosi producendo fatturato alle nostre spalle. I 47/50 futuri disoccupati hanno tutti contratti a tempo indeterminato e le prospettive per gli altri 100 lavoratori della nostra sede non sono per niente rosee.Il trasferimento della produzione, infatti, comprometterebbe l’esistenza dell’azienda di Sala Baganza.

I LAVORATORI SPX IN SCIOPERO

Perché spostare in Germania la produzione quando il costo del lavoro è mediamente il 30% in più?
Perché lasciare a casa 47 lavoratori senza che l’azienda sia in perdita?
Perché smantellare un’azienda che ha fatto la storia del settore ed è ancora sana e finanziariamente solida?
Perché portare il lavoro all’estero e lasciare dei lavoratori italiani competenti e con esperienza, a casa?

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