Comunicato
[PR] SOLDI PUBBLICI SPESI MALE E A PAGARE SARANNO I CITTADINI
SOLDI PUBBLICI SPESI MALE E A PAGARE SARANNO I CITTADINI
La conferma di quanto sosteniamo arriva anche dalla parole del prof. Ponti, ospite alla presentazione del video "Indagine su un metrò al di sopra di ogni sospetto".
Non è un problema solo parmigiano, ma rimane comunque un grosso problema. L'utilizzo dei fondi pubblici in Italia, specialmente in riferimento alle grandi opere, rimane uno degli aspetti più contraddittori del nostro paese e della nostra città. E la futura metropolitana di Parma non fa certo eccezione.
Questo, in sintesi, il concetto più importante espresso dal prof. Marco Ponti durante la presentazione del video "StopMetro - Indagine su un metrò al di sopra di ogni sospetto", avvenuta mercoledì 7 maggio in un'Auditorium Toscani stracolmo di gente.
Comunicato antifascisti/e veronesi manifestazione 17 maggio verona
Il tempo delle parole è finito.
E’ ora di fermare il fascismo, sconfiggerlo si può e si deve!
Lanciamo un appello a tutte le realtà antifasciste, per la costruzione di un corteo autorganizzato e autodifeso, alla manifestazione nazionale antifascista del 17 Maggio a Verona.
Dopo la morte dell’ennesimo ragazzo assassinato dai fascisti, è il momento di dare una risposta fuori dal coro, degli “educatori pacifici pacificati” e dei “circhi” mediatici sciacalli di professione.
In una città dove s’invoca una sicurezza razzista e poliziesca nei confronti d’immigrati, diversi, e non allineati a questo sistema di sfruttamento e repressione, si continua a morire di fascismo.
In queste città si continua a morire nei posti di lavoro per ingrassare la ricca casta imprenditoriale genitrice degli stessi nazifascisti che poi di notte uccidono, accoltellano, e aggrediscono.
Dove c’è profitto c’è sfruttamento, dove c’è sfruttamento ci sono schiavi da reprimere!
Crediamo nella necessità di riportare nelle strade di Verona L’ANTIFASCISMO, che da decenni le istituzioni di destra e sinistra tentano di cancellare con revisionismi d’ogni tipo.
In loro è troppo forte la paura che rinasca una coscienza libera e antiautoritaria, nella società veronese, ormai omologata e supina alle mentalità del profitto e del razzismo.
Questo corteo non accetterà alcuna provocazione interna o esterna.
MAURO BUSA IN SCIOPERO DELLA FAME
Lettera del 7/05/08 di Mauro
"Comunico ai compagni che da oggi ho iniziato lo sciopero della fame in solidarietà con un compagno prigioniero anarchico detenuto nel carcere speciale in Spagna, malgrado sia gravemente ammalato, soffra di attacchi epilettici e altre patologie gli è stata negata la libertà per motivi di salute. Questa mia lotta non è solo per lui ma anche in solidarietà con tutti i compagni prigionieri detenuti nei circuiti FIES affinché questa mia lotta possa contribuire alla liberazione del compagno e di tutti i compagni.
Solidarietà internazionale.
Mauro Rossetti Busa"
Questa scelta di lotta si aggiunge allo sciopero dei medicinali per l'HIV, intrapreso da Mauro dal 12/03/08.
http://www.informa-azione.info/mauro_rossetti_busa_in_sciopero_della_fam...
[Università] Bologna (pro) Cess, andata e ritorno
Bologna (pro) Cess andata e ritorno
In questi giorni in Spagna studenti di varie Università si stanno mobilitando contro il famoso "processo di Bologna" (ci ricorda qualcosa questo nome?). Questo indirizzo programmatico, a cui fu dato l'avvio nel 1999, sancì la definitiva e irreversibile mercificazione del sapere di tutta Europa, espresse la volontà di appiattire la funzione culturale e formativa dell´istruzione universitaria a mero strumento di mercato. La "Dichiarazione di Bologna" fu il risultato di questo percorso. 29 Ministeri dell'Istruzione furono d´accordo nel decidere che i laureati diventassero tutti uguali, omologati, la stessa merce dall'Italia alla Lettonia per garantire, apparentemente, le migliori condizioni di "competitività" all´interno del mercato del lavoro internazionale.
E' strano andare in luoghi diversi come la Serbia, o il Portogallo, e vedere studenti che protestano "contro Bologna", eppure questo può dare l'idea della grandezza e della pericolosità di questo progetto di distruzione dell'università. In realtà tale "ambizioso" progetto ha dimostrato chiaramente di essere fallimentare.
I neo-laureati triennali non hanno assolutamente competenze lavorative adeguate, finiscono per fare lavori de-qualificati, de-qualificanti e mal pagati, e l'investimento per poter continuare gli studi fino al secondo gradino della specialistica non è da tutti praticabile, anche a causa dei sempre più frequenti corsi a numero chiuso.
Tornando a Bologna...
Da qui è partito e qui ritorna, dopo aver fatto il giro dell'Europa e oltre...
A PROPOSITO DEI FATTI DI VERONA. Cosa Stiamo aspettando?
Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s’incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all’aperto.
Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?
Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tommasoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.
Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all’aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome (“bivacco”) e un destino (la repressione) ben segnati.
::Nicola è ognuno di noi
Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che
troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e della nostra città.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
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Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi
proletari comunisti aderisce e parteciperà al presidio del 13 maggio a Bologna
proletari comunisti aderisce e parteciperà al presidio del 13 maggio a Bologna in occasione dell'udienza preliminare contro 12 dirigenti del Partito dei CARC, dell'ASP e del (n)Pci.
Queste le nostre parole d'ordine per l'iniziativa:
costruiamo l'assemblea nazionale contro la repressione
unire lottare e trasformare lo stato di cose esistente
Roma 21 giugno 2008
contro la persecuzione dei comunisti, dei rivoluzionari, degli antifascisti, degli anarchici, degli immigrati
per la difesa delle condizioni di vita dei prigionieri politici comunisti e
rivoluzionari, contro il 41bis, contro ogni forma di tortura in carcere e fuori
contro le montature giudiziarie e poliziesche contro le lotte, contro le organizzazioni proletarie, contro i movimenti
contro i licenziamenti politici e le discriminazioni politiche e sindacali
sui posti di lavoro – i licenziati fiat devono rientrare
contro l'inchiesta in corso della Procura di Potenza contro lo slai cobas per il sindacato di classe, proletari comunisti, la rivista la Nuova Bandiera
basta con le aggressioni nazifasciste contro immigrati, giovani antifascisti
basta con le ronde razziste della Lega Nord
basta con le brutalità, omicidi e impunità poliziesche contro gli immigrati, fermati, cittadini inermi ecc.
No al pacchetto sicurezza, abolizione del 270 bis
“terrorista” è lo stato dei padroni che reprime non chi lo combatte
Per un soccorso rosso proletario unitario e di massa
proletari comunisti
maggio 2008
per contatti: circolo di Ravenna
tel. 339/8911853
Resistenza alla repressione e lotta contro la repressione
(nuovo)Partito comunista italiano
Commissione Provvisoria del Comitato Centrale
Sito: http://lavoce-npci.samizdat.net
e.mail: lavocenpci40@yahoo.com
Delegazione: BP3 4, rue Lénine 93451 L'Île St Denis (Francia)
e.mail: delegazionecpnpci@yahoo.it
Comunicato 05 maggio 2008
Dilaga la resistenza delle masse popolari al procedere della crisi generale del sistema capitalista.
La borghesia per reprimerla allarga e rafforza la repressione.
Mobilitiamo le masse popolari nella resistenza alla repressione, nella lotta contro la repressione, nella solidarietà verso gli organismi e i singoli colpiti dalla repressione!
La resistenza alla repressione, la lotta contro la repressione e la solidarietà con gli organismi e i singoli colpiti dalla repressione sono componenti indispensabile del movimento per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!
Che l’Udienza Preliminare del processo contro il (n)PCI sia l’occasione per far compiere un salto avanti alla resistenza delle masse popolari alla repressione!
Contrastiamo in ogni modo e su ampia scala le misure di controllo e schedatura messe in opera dalle forze della repressione!
Mobilitare su ampia scala contro la polizia politica con un’ampia campagna di denuncia!
Aggirare la rete di controllo che le polizie dei paesi imperialisti hanno steso su Internet!
BISOGNA RESISTERE MA BISOGNA ANCORA CREDERCI !
ISOGNA RESISTERE !
in questo tempo in cui la legittimazione delle forme di ribellione alla repressione fascista e' sempre piu' precaria,
bisogna trovare il tempo e la necessita'di rispondere a ogni e ormai frequente provocazione nazifascista !
bisogna potere dimostrare all'italiano medio che la nostra lotta e' una giusta risposta all'esasperazione di un'ideologia xenofoba,
sempre pronta a servire questo sistema e le sue piu' varie forme di sfruttamento fisico e mentale delle categorie piu' deboli !
LORO VOGLIONO IL NOSTRO DEGRADO MENTALE !
HANNO BISOGNO DI TENERCI A BADA PER EVITARE LA PRESA DI COSCIENZA, LA RIFLESSIONE SUI FATTI SOCIALI CHE CONTANO ;
COSI' CI IMBOTTISCONO DI STRONZATE TELEVISIVE COLONIZZANDO I NOSTRI PENSIERI CON FALSI PROBLEMI ;
VOGLIONO IMPEDIRCI DI PENSARE E VOGLIONO ALLONTANARCI DALLA GENTE COMUNE, DAI LAVORATORI PRECARI, DAGLI OPERAI, DAL POPOLO, DIPINGENDOCI COME MOSTRI DISADATTATI E RIBELLI PERICOLOSI .............
PERCHE' SANNO CHE LA NECESSITA' E' IL MOTORE DI TUTTE LE LOTTE E CONOSCONO LA NOSTRA CAPACITA' DI RIUSCIRE A FARE GUARDARE ALLE COSE NEL VERSO IN CUI ESSE SONO, SENZA INDIFFERENZA, SENZA MENZOGNA ............
non dimentichiamo compagni che loro conoscono l'influenza storica che abbiamo sulle masse e ci reprimono perche' temono la ormai prossima rivolta .........
per questo compagni, bisogna resistere ;
RESISTERE E COSTRUIRE !
AVVICINARSI AL POPOLO, ALL'OPERAIO, ALLA DONNA SOTTOMESSA, A TUTTE LE CATEGORIE SFRUTTATE, E' L'UNICA POSSIBILITA' CHE ABIAMO, DI VINCERE QUESTA BATTAGLIA !
SOLIDARIETA' NON E' SOLO UNA PAROLA, E' AZIONE
Comunicato di Marco Sosa, un compagno anarchico colombiano, perseguitato dai mezzi di comunicazione e dalla polizia metropolitana di Bogota' per i disturbi del primo maggio.
Vi chiediamo di diffonderlo e di solidarizzare con questo compagno in qualsiasi maniera.
Anarchici da Barcellona
Un abbraccio libertario, il motivo di questo messaggio e' per avvisarvi che io, Marco Antonio Sosa Gonzáles, sono segnalato da diversi mezzi di comunicazione e dalla polizia metropolitana come gestore dei disturbi del 1 maggio di quest'anno, disturbi ai quali io non ho partecipato dal momento che la manifestazione da noi convocata ha seguito un percorso diverso perla quinta strada senza mai passare nei punti degli scontri con le forze dell'ordine.
Si chiede la massima diffusione.
Io sono sceso in Piazza Bolivar dopo aver parlato con un funzionario della segreteria del governo. Li ho parlato con il generale Palomino, della polizia metropolitana, perche' lasciassero libera la gente che tenevano circondata in questa piazza e che stavano per arrestare.
Affermazioni come quella del generale Palomino, che mi ha trattato come leader perverso e come una persona che stava sovvertendo l'ordine nella citta', l'unica cosa che fanno e' minacciare la mia sicurezza.
Inoltre segnalo il costante inseguimento e le molestie che gli enti repressivi esercitano su di me.
Spero che nel caso della mia detenzione, che e' molto probabile, voi compagni attiverete meccanismi di solidarieta'... anche se saro'prigioniero, la lotta per un mondo migliore continua.



