Parma
Gianluca Iannone a Parma sabato 21 durante manifestazione antifascista
Sarà un sabato caldo al Montanara. Da una parte il corteo del Comitato antifascista, annunciato da settimane contro la presenza di Caspound in via Mascherpa. Dall’altra l’arrivo di Gianluca Iannone, leader nazionale del centro sociale neofascista (nella foto in basso). In un volantino scaricabile dal sito di Cp si legge: “Un anno di Casapound, interverranno il responsabile provinciale Pier Paolo Mora, la coordinatrice regionale Francesca Giovannini e il presidente di Cp Italia Gianluca Iannone”. Solo l’orario degli appuntamenti cambia: le 14.30 per il corteo, le 17 per i neofascisti. “Siamo preoccupati – dice comunque Stefano Manici del Comitato antifascista, durante una conferenza stampa in vista di sabato- riteniamo una provocazione questa iniziativa di Casapound”. Stesso parere per Massimiliano Bocchi, della sezione Montanara di Rifondazione comunista: “In tutto questo ravvediamo – dice – una forte responsabilità politica. Il coordinatore di Civiltà per Parma, Claudio Bigliardi, ci aveva invitato a rinunciare al corteo per evitare di gettare benzina sul fuoco: perchè ora lui e gli altri politici non fanno lo stesso con Casapound?”. Presente alla conferenza stampa anche Franca Gonizzi, anziana antifascista di Parma.
[PR] Corteo antifascista (special guest Gianluca Iannone)
CASA POUND PARMA HA CHIAMATO NIENTEPOPODIMENOCHE GIANLUCA IANNONE PER FESTEGGIARE UN FANTOMATICO COMPLEANNO DI CASA POUND, ESATTAMENTE LO STESSO GIORNO DELLA MANIFESTAZIONE INDETTA ORMAI DA MESI DAL COMITATO ANTIFASCISTA MONTANARA
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
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CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 21 NOVEMBRE
ORE 14.30 - LARGO 8 MARZO (QUARTIERE MONTANARA)
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ANTIFA FEST al MU - Festa Antifascista di Parma
Dalle ore 22 opening Showcase:
ZAZZA
SACROVERBO CREW
SPNS
DANK, DHAP + DJ T-ROBB
KAOS + DJ TRIX
Due leggende dell'hip hop italiano finalmente sui palchi parmensi.
Durante la serata:
esibizione di TURNTABLISM del grande DJ T-ROBB
HUMAN BEATBOXING con DHAP, TODO BIEN e altri ospiti
OPEN MIC per gli mc che vogliono mostrare le proprie skills
SELECTA musicale curata dei gruppi coinvolti.
BANCHETTI di controinformazione a cura delle realtà antifasciste del
territorio parmigiano
Ingresso a SOLI 6 EURO
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MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
SABATO 21 NOVEMBRE - ORE 14.30 - LARGO 8 MARZO, PARMA (video)
Parma - Video respingiamo iannone e casa pound
Sabato 21 novembre manifstazione antifascista promossa da comitato antifascista montanara parma, h 14 30 largo 8 marzo promossa da comitato antifascista montanara
Parma, h 14 30 largo 8 marzo
[PR] Assolto Kouame, era accusato dai "soliti" vigili urbani
Accusato di resistenza, rispondeva di essere stato picchiato e insultato.
Oggi è stato assolto, Lucien Aka Kouame, coinvolto circa due anni in un altro episodio increscioso che vede coinvolti i vigili urbani di Parma ed in particolare tale Andrea Sinisi, che evidentemente deve aver scambiato la divisa da vigili per una sorta di autorizzazione al pestaggio sistematico di chiunque gli si metta contro.
E' coinvolto anche nel caso di Emmanuel Bonsu e accusato di aver rotto il naso ad un 30enne in una rissa in via Farini.
Tornando ai fatti riguardanti Kouame, il suo racconto, anche se meno noto di quello di Emmanuel, è altrettanto inquietante.
Sarebbe infatti stato fermato alla guida di uno scooter e, dopo una breve discussione con una vigilessa, arrestato dal "solito" gruppetto di vigili, malmenato e insultato.
Le condizioni di Lucien Kouame furono accertate al pronto soccorso dopo che lo stesso si è sentito male sul posto di lavoro il giorno successivo al fermo.
Sul referto la prognosi è di 15 giorni per contusioni abrase al braccio sinistro, alla mano destra e alla gamba sinistra e si chiude con il rilevamento di “shock emotivo”. Alla voce prescrizioni si legge poi delle applicazioni di ghiaccio, somministrazioni di antidolorifici ma, soprattutto, di tenere sotto osservazione il trauma cranio facciale per la vastità e l’eventuale pericolosità dell’evento.
[PR] Impedito sfratto
Nella mattinata di oggi, circa una ventina di attivisti della Rete diritti in casa hanno impedito l’esecuzione dello sfratto della famiglia Badia, composta da due adulti e due bambini (di cui una nata da poco) e di un anziano invalido.
Dalle 7.00, ora nella quale si prevedeva l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per rendere effettivo lo sgombero dell’appartamento di via Jenner, la Rete ha presidiato la strada dinanzi all’abitazione comunicando agli abitanti del quartiere ciò che a breve poteva avvenire: l’ennesimo atto di forza istituzionale verso una emergenza sociale.
Forte è stata la solidarietà ricevuta dai passanti, che esprimevano tutto il loro sdegno per un caso che sottolinea l’incapacità dell’amministrazione di far fronte alle difficoltà che i propri cittadini stanno affrontando. Un caso come tanti, quello di una famiglia ridotta al lastrico dalla crisi economica e costretta a difendersi autonomamente senza l’aiuto dei Servizi sociali del Comune di Parma.
Senza l’aiuto dei servizi appunto.
Infatti
già nei giorni precedenti la famiglia Badia e la Rete diritti in casa avevano portato all’attenzione dell’amministrazione e dei media la problematicità della situazione, cercando garanzie da parte dei servizi per concordare un’uscita dallo stabile in cambio di una sistemazione dignitosa per il nucleo familiare.
evitato sfratto a Parma
Nella mattinata di oggi, circa una ventina di attivisti della Rete diritti in casa hanno impedito l’esecuzione dello sfratto della famiglia Badia, composta da due adulti e due bambini (di cui una nata da poco) e di un anziano invalido.
Dalle 7.00, ora nella quale si prevedeva l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per rendere effettivo lo sgombero dell’appartamento di via Jenner, la Rete ha presidiato la strada dinanzi all’abitazione comunicando agli abitanti del quartiere ciò che a breve poteva avvenire: l’ennesimo atto di forza istituzionale verso una emergenza sociale.
Forte è stata la solidarietà ricevuta dai passanti, che esprimevano tutto il loro sdegno per un caso che sottolinea l’incapacità dell’amministrazione di far fronte alle difficoltà che i propri cittadini stanno affrontando. Un caso come tanti, quello di una famiglia ridotta al lastrico dalla crisi economica e costretta a difendersi autonomamente senza l’aiuto dei Servizi sociali del Comune di Parma.
Senza l’aiuto dei servizi appunto.
Infatti già nei giorni precedenti la famiglia Badia e la Rete diritti in casa avevano portato all’attenzione dell’amministrazione e dei media la problematicità della situazione, cercando garanzie da parte dei servizi per concordare un’uscita dallo stabile in cambio di una sistemazione dignitosa per il nucleo familiare.
21 novembre 09 Parma - respingiamo casapound!
sabato 21 novembre manifstazione antifascista
promossa da comitato antifascista montanara
parma, h 14 30 largo 8 marzo
PARMA - MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
SABATO 21 NOVEMBRE - ORE 14.30 - LARGO 8 MARZO, PARMA
Il Comitato Antifascista Montanara, formato da cittadini di età, provenienze, formazione, professioni, idee e appartenenze diverse, che si riconoscono nei valori della Resistenza, dell’Antifascismo e della Costituzione Italiana, è nato in modo spontaneo nel maggio scorso in risposta alla presenza in quartiere dell’ “associazione” neofascista Casa Pound, insediatasi in Via Jacchia 33. Come altre sigle dell’estrema destra, Casa Pound si rifà esplicitamente ai valori e all’ideologia fascista, così come è scritto in alcuni punti del suo programma politico (tra i quali si legge la volontà di riscrivere la Costituzione). L’organizzazione, nata a Roma nel 2003, apre oggi sedi in molte città italiane, forte degli appoggi finanziari e politici provenienti da alcuni partiti, e tenta di arruolare nuovi camerati nelle Scuole Medie Superiori attraverso il ramo studentesco denominato “Blocco Studentesco”.

PARMA - MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
SABATO 21 NOVEMBRE - ORE 14.30
Il Comitato Antifascista Montanara, formato da cittadini di età, provenienze, formazione, professioni, idee e appartenenze diverse, che si riconoscono nei valori della Resistenza, dell’Antifascismo e della Costituzione Italiana, è nato in modo spontaneo nel maggio scorso in risposta alla presenza in quartiere dell’ “associazione” neofascista Casa Pound, insediatasi in Via Jacchia 33. Come altre sigle dell’estrema destra, Casa Pound si rifà esplicitamente ai valori e all’ideologia fascista, così come è scritto in alcuni punti del suo programma politico (tra i quali si legge la volontà di riscrivere la Costituzione). L’organizzazione, nata a Roma nel 2003, apre oggi sedi in molte città italiane, forte degli appoggi finanziari e politici provenienti da alcuni partiti, e tenta di arruolare nuovi camerati nelle Scuole Medie Superiori attraverso il ramo studentesco denominato “Blocco Studentesco”.
Delirio securitario: Parma, il sindaco dichiara guerra alla prostituzione in casa!!!
Una nuova ordinanza anti lucciole che parte dall’idea di combattere il fenomeno della prostituzione e arriva fino all’ipotesi delle case chiuse. “Io le riaprirei”, dice l’assessore alla sicurezza Urbana Fabio Fecci. Parma, città della Carta della sicurezza, scende in campo con un altro decreto comunale: dopo quella per la prostituzione in strada (multe di 450 euro per lucciole e clienti), adesso arriva divieto per la prostituzione in casa. Multe da 300 euro per chi esercita “il più antico mestiere del mondo” arrecando disturbo a condomini e vicini. Sanzioni applicabili anche ai clienti.
Una ordinanza “di contrasto ai comportamenti che turbano la convivenza civile e offendono la pubblica decenza negli spazi di edifici condominiali”. In pratica, lo speciale Nucleo di sicurezza urbana composto da forze dell’ordine e polizia municipale, potrà multare tutte quelle lucciole “che disturbano i vicini, che lasciano rifiuti in spazi pubblici, che possono offendere la civile convivenza. Vietati comportamenti quali schiamazzi, eccesso di rumore, aggressioni verbali”. Insomma, un bel giro di vite “per contrastare il racket della prostituzione”, dice il sindaco, ribadendo che “si tratta di un tentativo, diciamolo chiaramente. Non abbiamo la pretesa di fermare il fenomeno, ma in attesa di una legge chiara e precisa usiamo le armi che abbiamo per arginarlo”.
Ipotesi “case chiuse”





