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sgomberi

I ragazzi del Lazzaretto alzano un muro "Abbiamo lo sfratto, ma restiamo qua"

Inchiodano le assi di legno, alzano le tavole di compensato e sistemano la rete metallica attorno all´edificio. Da giorni preparano una barriera, anzi meglio un muro, per opporsi allo sgombero. I ragazzi del Lazzaretto, il centro sociale autogestito che si trova nell´omonima via, si attrezzano «per resistere con ogni mezzo necessario» alle forze dell´ordine. Scaduta la convenzione che avevano dal 2004 col Comune e interrotte le trattative con l´assessore Luisa Lazzaroni, lo stabile è stato venduto ad un privato ed entro il 31 dicembre gli attivisti del Lazzaretto dovranno andarsene.

Loro però non ci pensano proprio a lasciare lo spazio che occupano dal 1996 e che ora sarà abbattuto perché rientra nel progetto di riqualificazione della zona Lazzaretto-Bertalia. Almeno senza prima aver individuato una nuova sede adatta alle attività del centro sociale. E così per dopodomani, alle 16, hanno lanciato un sit-in di protesta davanti a Palazzo d´Accursio, invitando a scendere in piazza tutte le persone che in questi anni hanno partecipato alle loro iniziative: ovvero concerti, dibattiti politici, laboratori teatrali e musicali. «La nostra sarà una resistenza passiva - spiega Giorgio Simbola, rappresentante legale dell´associazione che gestisce lo spazio - quando arriverà la polizia saliremo sui tetti oppure ci incateneremo, insomma proveremo a rendergli le cose più difficili. Il muro servirà a proteggerci».

Giù le mani dal Lazzaretto!!!

Giù le mani dal Lazzaretto

Si sono interrotte in malo modo le relazioni tra l’assessore Luisa Lazzaroni e i rappresentanti del Lazzaretto Autogestito volte a trovare una nuova sistemazione alla sede dell’associazione che gestisce il centro sociale. Il lazzaretto ritiene che dopo tre anni di trattative, durante i quali erano stati perfettamente chiariti i margini di mediazione, quanto proposto dalla Lazzaroni sia prima di tutto profondamente offensivo dell’amore, della passione e dell’impegno sociale profuso dalla centinaia di persone che in questi 13 anni hanno operato all’interno dello spazio.

L’assessore, incurante dei bisogni di una realtà che al suo interno ospita uno studio di registrazione, tre sale prove musicali, un magazzino-laboratorio di scenografia, una sala danza, un piccolo auditorium di circa 90 m.q., oltre a due magazzini per attrezzature audio, il tutto sempre gratuitamente a disposizione di chiunque svolga attività culturale, sociale e politica, ci ha proposto come unica possibilità un piccolo spazio inferiore ai 120 m.q. in via San Carlo oppure uno spazio nell’estrema periferia bolognese (costosamente ristrutturato con obiettivi diversi) che, oltre ad essere inadeguato non è raggiungibile con i trasporti pubblici e sarebbe equivalso alla morte delle attività di uno dei centri sociali più attivi in città.

Casilino 700, blitz al campo nomadi sgomberati oltre cinquecento rom

Operazione di sgombero di nomadi rom al Casilino 700. All'alba una task force composta da agenti di polizia, Esercito, vigili urbani, addetti della Protezione civile, del VII Municipio e del Gabinetto del sindaco e personale dell'Ama sono intervenuti all'interno del parco di Centocelle. Obiettivo del blitz lo sgombero della baracche costruite nel cosiddetto "Canalone", zona per anni utilizzata come discarica abusiva. Alla fine sono state sgomberate oltre cinquecento persone, tutti nomadi romeni.
Sul posto, oltre alle forze dell'ordine, ci sono anche diversi mezzi della Trambus per accompagnare donne e bambini a cui è stato garantito il rientro in Romania.

sgomberato con la forza il Centro Popolare Occupato Experia

Autore:
radiocane

Catania, 30 ottobre 2009

Alle 6 del mattino sgomberato il Centro Popolare Occupato Experia, spazio occupato da 17 anni a Catania. Le barricate in difesa del centro hanno ceduto di fronte alle violente cariche della polizia. In questo momento 200 compagni e compagne sono in presidio permanente in via plebiscito, di fronte al centro sgomberato. Ascolta l'intervista con Antonio che ci racconta della giornata di oggi e dell'esperienza dell'Experia nella città di Catania.

http://www.radiocane.info/spazi/863-sgomberato-con-la-forza-il-cpo-exper...

radiocane: aggiornamenti da Trento e Firenze

e-mail:
radiocane@autistici.org
Autore:
radiocane

Sgomberato l'Assillo occupato a Trento. Uno degli occupanti ci racconta la
bella giornata di risposta

Annunci di autunno caldo da Firenze: assemblee, cortei, occupazioni. Non
tutto però non sembra promettere bene. Ne parliamo con daniele, studente
universitario a Firenze

i contributi sono disponibili sulla homepage

www.radiocane.info

[Audio+Foto] Presidio contro gli sfratti

E' terminato da un ora il presidio annunciato da Asia Rdb per le 17. Al presidio erano presenti circa 40 persone tra solidali e componenti dell'associazione con bandiere e strisione e volantini. Dopo aver parlato con l'assessore le novita' non sono molte, si dovra' infatti attendere domani pomeriggio per conoscere le sorti della famiglia degli abitanti di via Pontevecchio.

AsiA RdB non togliera' il picchetto fino alla soluzione del caso, quindi venerdi' in caso di un nuovo arrivo dell'ufficiale giudiziario trovera' comunque un nutrito gruppo di persone a porre resistenza.

Ascolta l'intervento di Lidia Triorsi:

E' solo l'inizio. La casa e' un diritto!!!

E' temporaneamente sospeso per 2 giorni il provvedimento di sgombero quatto in via Pontevecchio 74, per una famiglia colpita dalla crisi economica che non riesce piu' a pagare l'affitto, grazie al picchetto anti-sfratto annunciato tre giorni fa da un comunicato di Asia Rdb. La giornata incominciata questa mattina quasi all'alba (8:00 a.m.) ha visto 2 attivisti dell'associazione inquilini assegnatari salire sul tetto e poi scendere qualche ora dopo, una volta ottenuto un incontro urgente con l'assessore comunale M.Naldi per oggi pomeriggio alle 17 ed esser riusciti a rinviare il provvedimento. Nel frattempo Asia RdB con un comunicato annuncia che in contemporanea con questo incontro ci sara' un presidio per il blocco degli sfratti sotto al comune. Tengono a precisare che saranno pronti a ripristinare le forme di lotta in caso di esito negativo della trattativa.

Alemanno ordina un altro sgombero

Sono iniziate alle 9.30 circa le operazioni di sgombero di uno stabile occupato in via Salaria 971. All'interno circa 200 persone che non hanno opposto particolare resistenza.

La struttura, di proprietà del ministero delle Finanze, era stata occupata un anno e mezzo fa dall'associazione bengalese Dhuumcatu e dal comitato Area ingovernabile.

All'interno dell'area occupata ci sono anche diversi capannoni, dove in passato si erano svolti dei rave. In un'altra area vivevano, invece, famiglie di etnia bengalese e anche italine. "Tra gli sgomberati c'è anche Babul Begun, il marito di Meri Begun, la donna bengalese che nel gennaio 2007 si gettò dal balcone insieme al suo figlioletto per fuggire all'incendio divampato nel suo appartamento, in via Buonarroti.

Da allora il comune non è stato capace di trovargli una sistemazione", dice Alassandra Caligiuri del Dhuumcatu". Intanto, gli sgomberarti stanno recuperando le loro cose e molti hanno accettato di andare nei centri di accoglienza del Comune.

"Il segnale che vogliamo dare -ha detto il sindaco Alemanno- quello della legalita', dobbiamo fare assolutamente in modo che le case, gli spazi, vadano a chi ha diritto e a chi e' in graduatorie, non a chi occupa ed e' nell'illegalita'".

Reggio Emilia - sgomberata famiglia sinti

Autore:
lorcon

La mattina del 3 agosto le forze dell'ordine (vigili urbani) hanno costretto la famiglia Lucchesi, di origine sinti, a sgomberare il prefabbrico a Masone (frazione di RE) in cui abitavano.
L'edificio era stato costruito per ospitare da settembre a giugno le famiglie rom/sinti che mandavano i figli a scuola. Da giugno a settembre non può essere abitato, secondo il comune. La famiglia Lucchesi è stata costretta a rimanerci a causa di una grave situazione famigliare che vede la presenza di un malato grave.
Inoltre svolgevano le funzioni di custodi dello stabile, curando il piccolo spazio verde ad esso antistante.
Nonostante questi fatti il comune gli ha costretti ad abbandonare la loro casa, per un mese, in quanto a settembre potranno ritornarci.
Al momento sono stati costretti a trasferirsi nel cortile di alcuni famigliari che abitano nella bassa.

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