carcere
presidio al carcere e al cie di Modena
sabato 21 novembre h. 16:00
presidio al carcere di Modena (strada s.Anna )
a seguire presidio al cie di via Lamarmora
in solidarietà con i detenuti.
E' degli ultimi giorni la notizia che la situazione all'interno di S. Anna è sempre più insostenibile: i detenuti superano di tre volte la capienza prevista, con la conseguenza che mancano non solo i letti ma anche materassi, lenzuola e coperte.
Come sempre contro chi rinchiude, affama e reprime
Nemici di ogni gabbia e frontiera
PRESIDIO AL CARCERE
DOMENICA 22 NOVEMBRE
ore 15.30
PRESIDIO AL CARCERE
DELLA DOZZA
via del Gomito 2, Bologna
capolinea autobus 25
MUSICA E MICROFONO APERTO
CONTRO L'ISOLAMENTO
radiocane: informazione del 6 novembre
Londra: corrispondenza con franco, presente all'incontro internazionale di
Brighton sulla società carcere. Una sintesi del dibattito e le differenze emerse tra nord e sud europa nell'intendere la lotta anticarceraria (da 2')
Calabria: dalla nave dei veleni alla fabbrica dei tumori; un breve
passeggio nel circo degli eco orrori calabresi.
Francesco ci accompagna tra le menzogne di stato e ci racconta cosa si
muove dal basso (da 11'50'')
Bologna: mentre si avvicina la manifestazione del 25 novembre contro la
violenza sulle donne continuano i presidi itineranti delle compagne contro
il CIE. Abbiamo sentito Nicoletta su quanto sta crescendo a bologna e altrove in
solidarietà a joy e contro i CIE come dispositivi di controllo sui corpi
(da 19'18'').
Napoli: occupazione nei pressi del quartiere Materdei, dove casapound ha
da qualche tempo inaugurato una sede. Stamattina cortei e blocchi.
L'occupazione avvia una tre giorni antifascista (da 24'39'')
http://radiocane.info/la-striscia-informativa-di-radiocane/873-informazi...
Pestaggi come prassi: "Un detenuto non si picchia in sezione" Audio shock dal carcere di Teramo
TERAMO - "Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...". Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all'interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un "pestaggio" ai danni di un detenuto, quasi come fosse la "prassi", un episodio che rientra nella "normalità" della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all'interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.
ASCOLTA L'AUDIO
Il nastro è stato recapitato al giornale locale La Città di Teramo, ed è scoppiata la bufera. Il plico era accompagnato da una lettera anonima.
In merito alla vicenda la deputata Radicale-Pd Rita Bernardini, membro della commissione Giustizia, ha presentato un'interrogazione al ministro Alfano.
La deputata chiede al ministro Alfano se ritenga di dover accertare "se questi corrispondano al vero e di promuovere un'indagine nel carcere di Castrogno di Teramo per verificare le responsabilità non solo del pestaggio di cui si parla nella registrazione, ma anche se la brutalità dei maltrattamenti e delle percosse sia prassi usata dalla Polizia Penitenziaria nell'istituto".
Omicidio Cucchi: da La russa parole oscene in difesa degli sbirri. Rassegna agenzia Ansa
CASO CUCCHI: LA RUSSA, CERTO CHE COMPORTAMENTO CARABINIERI CORRETTO = Roma, 30 ott. - (Adnkronos) - «Non sono in grado di accertare cosa sia successo ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione». Lo dichiara a Radio Radicale il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in merito alla vicenda di Stefano Cucchi, il ragazzo morto in ospedale giorni dopo l'arresto. «Non c'è dubbio -aggiunge La Russa- che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo, ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di riferirlo perchè si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri in servizio di forze di polizia, dall'altro lato al ministero dell'Interno, dall'altro al ministero della Giustizia». (Vco/Pn/Adnkronos) 30-OTT-09 13:39
Urgente! Compagni sequestrati in questura a Pistoia!
Urgente! Compagni sequestrati in questura a Pistoia!
11 ottobre ore 19.30
Oggi pomeriggio durante una riunione al Circolo Primo Maggio di Pistoia, con oggetto la costruzione di un coordinamento contro le ronde fasciste e razziste, è intervenuta la polizia facendo irruzione e una perquisizione (andata a vuoto) e portando in questura i compagni presenti. Al momento ai compagni non viene chiarito il motivo del fermo e non gli è stato ancora possibile contattare un avvocato di conoscenza disponibile in città. I compagni fermati sono una ventina, diversi dei quali appartengono a diversi organismi, organizzazioni e partiti. Tra questi vi sono anche 4 compagni e collaboratori del Partito dei CARC di Firenze e di Pistoia.
Invitiamo tutti i compagni a mobilitarsi per unirsi al presidio già attivo sotto la Questura di Pistoia per far montare la protesta contro questa operazione sbirresca fascista.
Telefoniamo alla Questura di Pistoia - Viale Macallè, 23 - 51100 Pistoia telefono: 05739706 - fax: 0573970777 - e chiediamo chiarimenti sul fermo e sullo stato di salute dei compagni.
Partito dei CARC
Una lettera di Nicu e i suoi compagni dal carcere di Sollicciano.
Ieri mattina, sabato 19, io e i miei compagni della sesta sezione del reparto giudiziario ci siamo svegliati come in un cantiere in corso. Rumori di ferro, martellate che rimbombavano, materiali che venivano trascinati graffiando il pavimento e i nostri timpani. I rumori provenivano dal piano superiore. Più tardi veniamo a sapere cosa stava succedendo e il motivo di tutto ciò.
No, no! Non c’era nessuna sommossa o nessuna rivoluzione arrivata per aprirci i cancelli e ridarci la libertà. Magari! Ma non c’erano neanche lavori di ristrutturazione o di risanamento di questi cimiteri.
C’era la direzione, invece, che, fregandosene altamente delle proteste dei detenuti scoppiate in questa estate contro il sovraffollamento (arrivato a 950 detenuti su una capienza di 450), montava la terza branda nelle celle dell’ottava sezione. Era l’unica sezione dove, fino a ieri mattina, le celle erano ancora delle loro capienza prevista, cioè di due brande.
La direzione penitenziaria e i politici in questo modo non hanno fatto altro che sputare in faccia ai detenuti e aggiungere un altro schiaffo alle condizioni di tortura che questi sono costretti a subire. Condizioni che fin troppo spesso spingono tanti di noi, per protesta o disperazione, a gesti estremi, come l’automutilazione e il suicidio.
Processo per i blocchi stradali in Vanchiglia
Processo per il blocco stradale in Vanchiglia
Domani giovedì 8 ottobre alle ore 11.00 nell’aula 56 del tribunale di Torino ci sarà l’ultima udienza del processo a due compagni, Daniela e Mattia, arrestati per il blocco stradale di corso Regina Margherita, il 15 gennaio dell’anno scorso nel quartiere Vanchiglia. Abbiamo tirato fuori dai nostri archivi un volantino su quei fatti. E vi invitiamo a partecipare all’udienza. Poi, ci si vede alla giornata contro la sorveglianza speciale, in largo Saluzzo a San Salvario, posticipata alle 12.30.
Leggi il testo del volantino:
Vanchiglia, Torino. Un normale controllo di polizia, uno come tanti, nessuno ci fa quasi più caso, assuefatti come siamo a una sicurezza che vuol dire militarizzazione. Ma una sera qualcuno non ci sta: di fronte alla normale, quotidiana arroganza di un poliziotto, un ragazzo si rifiuta di esibire i documenti e di fornire le proprie generalità. Spiazzato da tanta, eccezionale insolenza, lo sbirro non trova di meglio da fare che estrarre la sua pistola e inseguirlo, armi in pugno. Normale – si dirà – è già successo. Sì, e spesso è finita in tragedia.
presenza solidale davanti al tribunale di bologna in solidarietà a madda, nora e peppe
PRESENZA SOLIDALE
VENERDÌ 2 OTTOBRE ORE 10:00 DAVANTI AL TRIBUNALE DI BOLOGNA,
PIAZZA TRENTO TRIESTE
IN SOLIDARIETÀ A MADDA, NORA E PEPPE,
arrestati lo scorso anno con le accuse di “ fabbricazione, trasporto e deflagrazione di materiale esplosivo a fini terroristici ” e per aver affisso uno striscione (“contro il razzismo infiamma la reazione, vendette non giustizia, monteverdi via”) durante la notte del 19 ottobre 2008 nel cortile della sede della polizia municipale di parma.
In quello stesso comando, pochi giorni prima, Emmanuel Bonsu era stato rinchiuso, insultato per il colore della sua pelle e pestato dai vigili che l'avevano fermato in un parco cittadino perchè “scambiato per uno spacciatore”.
Madda è ancora rinchiusa nel carcere di Vigevano, Peppe è agli arresti domiciliari e a Nora è stato da poco tolto l'obbligo di dimora nel comune di residenza.
E tutto questo per il “trasporto e la deflagrazione” di due petardi e per uno striscione!!
E tutto questo mentre per le strade delle nostre città ogni giorno assistiamo ad aggressioni xenofobe, fasciste per mano di loschi individui in divisa e non, alla costruzione di lager etnici, a incarcerazioni, pestaggi e torture.
E tutto questo perchè vorrebbero schiacciarci e reprimerci e ci provano, ogni giorno, in ogni momento. Ma il nostro grido di libertà , il nostro senso di giustizia e la nostra voglia di lottare non saranno mai placati dalle loro leggi o dai loro tribunali.
Trieste: libertà per gli anarcosindacalisti serbi
Questa la frase scritta da anonimi sul muro del consolato serbo a trieste nei giorni scorsi.
qui sotto le foto:





