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repressione

Giù le mani dal Lazzaretto!!!

Giù le mani dal Lazzaretto

Si sono interrotte in malo modo le relazioni tra l’assessore Luisa Lazzaroni e i rappresentanti del Lazzaretto Autogestito volte a trovare una nuova sistemazione alla sede dell’associazione che gestisce il centro sociale. Il lazzaretto ritiene che dopo tre anni di trattative, durante i quali erano stati perfettamente chiariti i margini di mediazione, quanto proposto dalla Lazzaroni sia prima di tutto profondamente offensivo dell’amore, della passione e dell’impegno sociale profuso dalla centinaia di persone che in questi 13 anni hanno operato all’interno dello spazio.

L’assessore, incurante dei bisogni di una realtà che al suo interno ospita uno studio di registrazione, tre sale prove musicali, un magazzino-laboratorio di scenografia, una sala danza, un piccolo auditorium di circa 90 m.q., oltre a due magazzini per attrezzature audio, il tutto sempre gratuitamente a disposizione di chiunque svolga attività culturale, sociale e politica, ci ha proposto come unica possibilità un piccolo spazio inferiore ai 120 m.q. in via San Carlo oppure uno spazio nell’estrema periferia bolognese (costosamente ristrutturato con obiettivi diversi) che, oltre ad essere inadeguato non è raggiungibile con i trasporti pubblici e sarebbe equivalso alla morte delle attività di uno dei centri sociali più attivi in città.

Manifestazione antifascista a Colle Val D'Elsa il 21 novembre

e-mail:
www.antifascistivaldelsa.com
Autore:
Parenti e amici Ale

Manifestazione antifascista a Colle Val D'Elsa il 21 novembre

Manifestazione antifascista, per chiedere la scarcerazione di Alessandro e degli altri sei antifascisti fermati l'11 ottobre a Pistoia il 21 novembre, a Colle Val D'elsa (SI), concentramento ore 16.00 pzza Arnolfo di Cambio date la vostra adesione mandando mail a comitatoantifascista@hotmail.it.

Dal sito http://www.antifascistivaldelsa.com
comitatoantifascista@hotmail.it

CHI SIAMO

Comitato per sostenere e appoggiare tutte quelle persone che sono perseguitate polticamente solo perchè attive nell'espressione delle proprie idee antifasciste e antirazziste.
L'idea nasce dall'esigenza di formare un gruppo d'appoggio ad Alessandro Della Malva.
La banda Berlusconi, le sue forze dell’ordine e la sua magistratura asservita portano avanti ormai da tempo un regime reazionario e repressivo, contro i comunisti, gli antifascisti e tutti i lavoratori più combattivi che quotidianamente lottano contro i licenziamenti, la precarietà, l’oppressione e le barbarie che questo sistema crea attraverso un'operato dittatoriale.

Casilino 700, blitz al campo nomadi sgomberati oltre cinquecento rom

Operazione di sgombero di nomadi rom al Casilino 700. All'alba una task force composta da agenti di polizia, Esercito, vigili urbani, addetti della Protezione civile, del VII Municipio e del Gabinetto del sindaco e personale dell'Ama sono intervenuti all'interno del parco di Centocelle. Obiettivo del blitz lo sgombero della baracche costruite nel cosiddetto "Canalone", zona per anni utilizzata come discarica abusiva. Alla fine sono state sgomberate oltre cinquecento persone, tutti nomadi romeni.
Sul posto, oltre alle forze dell'ordine, ci sono anche diversi mezzi della Trambus per accompagnare donne e bambini a cui è stato garantito il rientro in Romania.

Ex Eutelia, blitz di guardie private per sgombrare l'azienda occupata

ROMA - Aprire immediatamente un tavolo di confronto presso la presidenza del Consiglio per valutare la situazione dei lavoratori Agile e le prospettive della vicenda ex Eutelia. A chiederlo è la Fiom-Cgil in una conferenza stampa convocata d'urgenza dopo il blitz di stamattina nello stabilimento romano del gruppo, nel quartiere Tiburtino. Qui, una dozzina di guardie private guidate dall'ex amministratore dell'azienda, Samuele Landi, ha fatto irruzione poco prima dell'alba cercando con intimidazioni e minacce di mandar via i dipendenti che da giorni occupano la sede per protesta contro licenziamenti annunciati e il ritardo nei pagamenti.

Il blitz dei vigilantes Testimone oculare del blitz è stata, tra l'altro, una troupe del del programma "Crash" di Rai Educational: "Una quindicina di guardie private hanno fatto irruzione urlando e intimando minacciosamente ai dipendenti di uscire. Il gruppo di guardie - racconta la redazione di Crash - dichiarava di essere della polizia. Alla vista della telecamera di un giornalista della Rai, i finti poliziotti guidati dal proprietario dell'azienda Samuele Landi chiedevano alla troupe i documenti. Il giornalista Federico Ruffo si è accorto di non avere davanti dei poliziotti e a quel punto rifiutava di consegnare i documenti e chiamava la polizia".

La Rete dei Comunisti su Firenze

Autore:
contropiano

COMUNICATO DELLA RETE DEI COMUNISTI

LIBERTA’ PER MANNU E PER TUTTI GLI ANTIFASCISTI ARRESTATI
PIENA SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI A FIRENZE

LA LOTTA AL FASCISMO, OGGI COME IERI,
E’ UNO DEI FRONTI DELLA PIU’ GENERALE LOTTA ANTICAPITALISTA.

Le
perquisizioni di questa mattina in numerose abitazioni di compagni e
compagne di Firenze, il fermo e l’arresto di uno di essi, sono un nuovo
tassello di un disegno teso a criminalizzare i militanti e le
organizzazioni impegnate nella resistenza contro le politiche
reazionarie ed antipopolari messe in campo dai vari esecutivi
susseguitisi in questi anni alla guida del governo del paese.

L’arresto
di Firenze segue quelli di Pistoia, portando così a quattro gli
antifascisti incarcerati in Toscana nel giro di poche settimane.

Nel
vivo di una grave crisi sistemica che scuote alle fondamenta il
capitalismo, i fascisti tornano così a svolgere un ruolo per loro
costituente, quello della provocazione e dell’infiltrazione all’interno
delle contraddizioni sociali provocate dai loro stessi finanziatori:
negli anni ’20 del secolo scorso gli agrari e gli industriali, oggi il
reticolo di interessi che lega il grande capitale speculativo e
massmediatico (di cui Berlusconi è uno dei massimi rappresentanti) con
quello delle piccole e medie imprese (rappresentate dalla Lega Nord).
Dove altrimenti gruppi come Forza Nuova e Casa Pound troverebbero i
finanziamenti per le loro costose attività?

L’antifascismo si
sta trasformando così in uno dei “fronti caldi” del più generale

solidarietà agli studenti di firenze (Red-Net)

Autore:
politecnico09

SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI E ANTIFASCISTI FIORENTINI

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni perquisiti e arrestati a Firenze e chiediamo assieme ai compagni di
Firenze chiediamo l’immediata liberazione del compagno arrestato.
L’operazione di questa mattina si inserisce all’interno di una più vasta operazione di repressione e
criminalizzazione del movimento antifascista e studentesco toscano che già
negli ultimi mesi aveva subito attacchi da parte della magistratura e delle forze dell’ordine.
Tutto questo dimostra come il continuo richiamarsi al giustizialismo e alle politiche securitarie da parte delle amministrazione di centro
sinistra favorisca unicamente lo sviluppo delle formazioni di estrema destra e permetta di colpire in modo
indiscriminato le forze autenticamente antifasciste.
Invitiamo tutte le forze sinceramente democratiche e antifasciste a promuovere momenti di solidarietà
attiva in sostegno ai compagni colpiti dalla repressione.

LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA!

Studenti universitari Politecnico09 Bologna
www.politecnico09.splinder.com/
www.red-net.it
politecnico09@yahoo.it

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Perquisizioni e arresti a Firenze: non ci fermerete!

30 Aprile 2009, Rignano sull’Arno (FI), presidio antifascista contro Forza Nuova…
6 Novembre 2009, tra Firenze e dintorni, la magistratura dispone perquisizioni per 30 compagni antifascisti; uno viene arrestato ed è tutt’ora in isolamento.

MANNU LIBERO, SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI

Autore:
xxx

MANNU LIBERO, SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI

Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno è stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga per un viaggio in sud America che avrebbe dovuto, e farà, nel mese di Febbraio.

Le accuse vanno dalla detenzione di presunti esplosivi, ai rapporti di solidarietà internazionale, alle iniziative contro la presenza dei fascisti in città, alle iniziative contro Forza Nuova a Rignano sull'Arno.

Il GIP Pezzuti ha pensato bene di tentare la carta dell'aggravante di terrorismo, utilizzando in maniera piuttosto stravagante quanto previsto dal Decreto Pisanu sulla nuova definizione di terrorismo stesso “ Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia”.

ANCORA UN PRESIDIO ITINERANTE VERSO IL CIE DI VIA MATTEI

Autore:
Femministee lesbiche

ANCORA UN PRESIDIO ITINERANTE VERSO IL CIE DI VIA MATTEI

Mercoledì 4 novembre torniamo sotto al Cie di via Mattei, come femministe e lesbiche, per denunciare le violenze e gli stupri che avvengono in quei lager di stato.
Ci torniamo per ribadire quello che abbiamo già detto il 13 ottobre, in occasione della sentenza per la rivolta nel Cie milanese di via Corelli: IN QUEI LAGER SI STUPRA E NOI NON VOGLIAMO FAR FINTA DI NULLA E DIVENTARE COMPLICI DI QUELLE VIOLENZE E DEL RAZZISMO ISTITUZIONALE!
Invitiamo tutte le compagne, femministe e lesbiche a partecipare al presidio.
L'appuntamento è per mercoledì 4 novembre, alle 16.00 (puntuali), alla fermata del bus 14A in via Rizzoli, O, PER CHI NON PUO’, DIRETTAMENTE SOTTO IL CIE DALLE 17.

Ritorna l'antibivacco[L'altra faccia del PD]

Dopo mesi di relativa "pace sociale" in p.za Verdi, da qualche giorno la polizia, al suo arrivo verso le 8, orario in cui la piazza è gremita di studenti che socializzano e bevono una birra, sgombera letteralmente, anzi militarmente, la piazza, per poi occuparla con numero variabile di volanti della ps e di polizia municpale.
Aparte l'assurdita dell'ordinanza (antibivacco), che risale all'era Guazzaloca, ma in larga parte disapplicata fino a ora, è sconvolgente vedere come da una parte assistiamo a un PD che ad esempio a Roma protesta contro le ordinanze repressive del post-fascista Alemanno e a Bologna, o nelle altre città che amministra, fà pure peggio; Questa è l'ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno, dell' insensatezza del progetto politico dei signori (anzi padroni) "democratici".
Altre due considerazioni, la prima, vediamo se la Repubblica e il Carlino locali cosi zelanti nel segnalare i gravi problemi di questa città, come i portici sporchi o le scritte sui muri, parleranno anche di questo.
La seconda considerazione, del tutto personale, è che forse le studentesse e gli studenti piuttosto che combattere i quattro volantini di due poveracci nostalgici, dovrebbero concentrarsi di più su queste nuove forme di controllo sociale, che materialmente e concretamente limitano e reprimono la vita e la socialità di molti ragazzi.

Roma, quella morte “misteriosa” di un detenuto in ospedale

Aldo Bianzino, morto due anni fa in una prigione di Perugia per cause ancora da chiarire. Marcello Lonzi, ammazzato in una galera livornese nel 2003 da un arresto cardiocircolatorio ma il suo corpo sfigurato, a sua madre che cerca ancora verità, dice tutt’altro. Fino a l’altroieri, Ilaria non conosceva i loro nomi, forse nemmeno sapeva quanto fosse lungo il catalogo dei morti di galera. Poi i carabinieri di Torpignattara hanno bussato a casa loro per dire che semplicemente «Stefano era morto», in ospedale. Più precisamente nel reparto penitenziario del Pertini. Ora la famiglia chiede di poter vedere la salma prima che sia ricomposta. Vuole accedere al più presto alle foto dell’autopsia. Perché, finora, le due cose sono state negate.

Stefano aveva 31 anni, faceva il geometra in uno studio comune con il padre e la sorella. La notte tra il 15 e il 16 ottobre lo pescano con 20 grammi di sostanze nel vicino quartiere Appio Claudio. Le modalità dell’arresto e del sequestro non sono ancora note alla famiglia. All’una e mezza di notte di notte, il citofono di casa Cucchi segnala l’arrivo di Stefano. Non è solo. Con lui ci sono i militari che lo hanno arrestato. Perquisiranno solo la sua cameretta, senza perlatro trovare nulla. Uscendo, uno di loro cerca di rassicurare la madre: «Signora non si preoccupi. Per così poco è capace che domani sia a casa ai domiciliari».

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