Storia e Memoria

Cesena - Uno sguardo alla rete dopo lo sgombero de "Al Confino"

Autore:
solidale

Riceviamo la segnalazione di un blog che si occupa di monitorare la situazione a Cesena dopo lo sgombero avvenuto martedì scorso di "Al Confino Squat", occupato da 8 anni.
All'interno si possono trovare contributi, comunicati e novità sulla situazione degli occupanti e dei solidali oltre a spunti critici per conoscere meglio chi ha deciso di chiudere uno dei posti liberati più attivi in tutta Italia, Graziano Conti e Daniele Gualdi due di questi.

I contenuti di tutti-al-confino.noblogs.org prendono spunto da una perifrasi tratta da un altro infame blog (cesenablog):

Basta.

Siccome non c’è dialogo alcuno con queste persone, ogni commento sulla faccenda termina qui. Siamo stati tolleranti e abbiamo offerto loro la possibilità di presentare le loro idee come le persone civili fanno. Niente.

Sfogatevi altrove.

Detto e Fatto, eccoci qua!

Sgrana e (Tra)Balla 3 Giorni di Musica Popolare

22/05/2008 - 11:13
24/05/2008 - 11:13
Etc/GMT+2
Luogo:
firenze
Autore:
cpa fisud

S'udia ancor i' racconto di quei moti

davanti ai gottin di rosso vino

Si dicea delle paur dei nobili e fattori,

delle insonni notti che gli facean passare

Raccontan che sonaan le corte e le scoppiette

in direzion di chi volea fermar la rabbia dei ribelli

Ma ancor di più scordar un potean qui' giorno,

schiocchi di frusta ed il serrar la gogna.

Un furon le bestie che bastonaron tanto,

un furon le toghe a seminar il pianto

tra chi vedea i suoi verdi anni

sparir la dietro le condanne

“Un resteranno li pe' molto” dicean a Gavinana.

Fecer la festa senza far capir i' perchè.

Pazzi dicean i signori guardando tanta boria.

Ma si racconta ancor lo stupimento

di chi un vedea le ronde alla Murate. nell'oder il frastuono

di qui' crollar di mura quella notte .......

( Capitolo XII - “I Moti di Firenze Sud” - Briganti e Banditi a Gavinana)

Esiste una storia vera estranea agli interessi dei potenti, padroni e lacchè: è
quella che si è tramandata di bocca in bocca, attraverso coraggiosi menestrelli e
cantori, teatranti e musicanti ben lontana da quelle che nelle aule dei tribunali,
nelle prigioni e nelle segrete avrebbero voluto che facessimo nostra.

Esiste una storia che racconta di giudici impanzati, signori e madame ben agghindate,
pronte ad alzare il dito contro quella marmaglia che tanti pensier e paur da sempre
lor scatena, a invocar per loro carcere e gogna, frusta e sofferenza.

Una storia cantato dal popolo, quello vero che soffre, lavora e lotta, sulle gesta di

Grave censura nel giorno della memoria per le vittime delle stragi

Autore:
memore

Oggi, 9 maggio, "Giorno della memoria delle vittime di stragi e terrorismo", durante la cerimonia ufficiale che si è svolta davanti al Capo dello Stato. La Rai (radio televisione italiana) ha censurato il discorso del Presidente dell’Unione Vittime per Stragi Paolo Bolognesi.
Probabilmente la Rai temeva che le sue parole si diffondessero nel Paese.
Questa è l’ennesima offesa alle vittime e alla ricerca della verità.

Il Presidente
Paolo Bolognesi

TESTO DEL DISCORSO CENSURATO DALLA RAI

Roma 9 maggio 2008

Questo intervento è il frutto di una riflessione dell’Unione Vittime per Stragi che comprende le associazioni delle vittime delle stragi: di Piazza Fontana di Milano del 12 dicembre del 1969, di Piazza della Loggia di Brescia del 28 maggio 1974, del Treno Italicus del 4 agosto del 1974, della Stazione Centrale di Bologna del 2 agosto 1980, del Treno Rapido 904 del 23 dicembre 1984, di Via dei Georgofili di Firenze del 27 maggio 1993.
L’istituzione di una giornata per ricordare le vittime del terrorismo e delle stragi, voluto con determinazione dai familiari delle vittime, dal Presidente della Repubblica e da tutto il Parlamento, è un fatto estremamente importante, di cui è ampiamente condiviso l’alto valore etico, politico e sociale.

A Torino per boicottare la cultura dell'oppressione

Al Confino sgomberato Sabato 10 maggio si terrà a Torino, in occasione della Fiera del Libro, la manifestazione nazionale contraria alle tematiche filo-israeliane proposte dagli organizzatori della Fiera.

Sono due le questioni fondamentali attorno a cui numerosi collettivi politici italiani promuovono la manifestazione: il boicottaggio di un evento culturale che non tiene in considerazione molte figure importanti di letterati, sia palestinesi che ebraici, critici nei confronti dello Stato di Israele e la volontà di commemorare i 60 anni della Nakba, cioè della morte e della dispersione di centinaia di migliaia di profughi palestinaesi all'indomani della proclamazione dello Stato di Israele, proclamazione che invece è al centro delle celebrazioni per la Fiera del Libro.

Uno scrittore critico prende la parola

Uno scrittore critico prende la parola

Il Salone di Torino contestato

di Valerio Evangelisti*

Questo intervento coinvolge solo chi lo firma.
Altri redattori di Carmilla, con cui non è stato discusso, hanno forse
punti di vista e opinioni divergenti.

Il 10 maggio ci sarà, a Torino, una manifestazione nazionale contro il
Salone del Libro di Torino. Credo che sia la prima volta che viene indetto
un corteo contro una fiera letteraria. Eppure, prima di chiedersi se ciò
abbia un senso, ci si dovrebbe domandare quanto di effettivamente
letterario ci sia nel Salone del Libro, e quanto invece vi sia di politico.
La scelta della Salone del Libro di Torino di celebrare la nascita dello
Stato di Israele, alla base della protesta, ha origini sospette e contenuti
ambigui.

Non è normale che a proporre (imporre?) l'evento alla Fiera del Libro di
Torino e al Salone del Libro di Parigi sia stato lo stesso governo
israeliano. Di solito, eventi del genere sono proposti dal Ministero della
Cultura di un paese, dall'associazione degli editori o da organi simili.
Non è normale che gli autori invitati, per partecipare al Salone di
Parigi, abbiano dovuto sottoscrivere una dichiarazione con la quale si
impegnavano a non criticare il loro governo (vedi qui).
Non è normale fingere di ignorare che la data del 1948 celebra sia la
nascita di Israele che la cacciata di centinaia di migliaia di palestinesi,
con il terrore, dai luoghi in cui vivevano da secoli. Ciò è stato
ampiamente documentato, tra gli altri, dallo storico Benny Morris (per

sconfitta

e-mail:
pietroancona@tin.it
Autore:
pietro ancona

sconfitta in Inghilterra
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Il modello Blair è fallito in Italia ed in Inghilterra. Il
travestimento liberista del socialismo non salva dalla catastrofe di
un elettorato di sinistra travolto dalla globalizzazione e privo di
punti di riferimento e di resistenza.

Bisogna ricominciare dal socialismo. Dalla tanto
disprezzata "ideologia"

oietroancona
www.spazioamico.it

Ciao Sbancor. Abbiamo appreso da meno di un'ora della morte di Sbancor...

Autore:
da Carmilla

A SBANCOR

Abbiamo appreso da meno di un'ora della morte di Sbancor.

Era - e per quel che ci riguarda rimane - collaboratore di Carmilla, autore di libri ("Diario di guerra", 2000, e "American Nightmare", 2003), mediattivista e militante anarchico, esperto di economia e finanza, persona appassionata. Suoi interventi sono apparsi, oltre che su questo sito, su Rekombinant, Indymedia e Giap.

Sbancor è per noi la voce sferica e baritonale che, mesi prima dell'11 Settembre 2001, diede forma a una previsione: la guerra contro l'Afghanistan.
Da allora, non abbiamo mai sottovalutato un suo giudizio, una sua intuizione, finanche una sua battuta.

Risalgono al 2002 questi suoi "aforismi sul movimento":

Muovendosi cambia. Solo a questa condizione un movimento produce un mutamento.

Il movimento è la sottrazione dell'intelligenza all'organizzazione sociale del consenso. Il che la rende più deficiente. Probabilmente anche più cattiva. L'intelligenza sottratta al sistema di organizzazione sociale è intelligenza libera. L'intelligenza libera è destinata al nihilismo.

Fermare questo ciclo del "samsara" è il "mantra" dei mutamenti. L'unico soggetto che appartiene a questo scenario è "l'io sono tutti i nomi della Storia" di Nietzsche.

La persona che adottava lo pseudonimo non desiderava fosse usato il suo vero nome.
Certamente nei prossimi giorni potrete leggerlo, su qualche giornale o nei ricordi di chi gli ha voluto bene.
Ma per ora, per oggi, qui su Carmilla, noi lo chiameremo soltanto "Sbancor".

Liberazione - Bologna ricorda polacchi e gurka

Erano le 6 del mattino del 21 aprile 1945 quando i polacchi giunsero a Porta Mazzini per entrare, lungo Strada Maggiore, in centro a Bologna e liberare così la città.
Sessantatre anni dopo la città ricorda quei fatti con una mostra al Museo della Resistenza presso l´Istituto Parri di via Sant´Isaia 20 «Polacchi a Bologna. Il 2° Corpo Polacco in Emilia-Romagna 1945-1946», aperta fino al 14 maggio (dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19; il sabato, dalle 10 alle 13).

Promossa dall´Associazione culturale italo-polacca Malwina Ogonowska, l´iniziativa propone un percorso fotografico inedito, arricchito da filmati anch´essi poco noti in Italia, per raccontare la vicenda della prima unità alleata ad entrare a Bologna dopo la fuga dei tedeschi.

Al Centro sociale Croce del Biacco (via Rivani 1) c´è la mappa interattiva «La Resistenza a San Viatle», mentre presso la sala consiliare del Quartiere San Donato (via Garavaglia 7) la mostra fotografica di Luca Villa «Arrivano i Gurkha - dall´Himalaya all´Emilia Romagna: storia della Brigata nepalese al servizio della Gran Bretagna».

Autore:
antifa reporter
Liberazione - Bologna ricorda polacchi e gurka

PRIMAVERA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima.
(B.Brecht)

Sono trascorsi 63 anni, e purtroppo si sentono tutti. Dall'amnistia per i fascisti a una costituzione ampiamente disattesa si arriva alla situazione attuale: un numero impressionante di morti sul lavoro, precarietà diffusa, venti razzisti che soffiano da destra, un controllo sociale ormai senza limiti e quasi onnicomprensivo, migranti chiusi nei cpt e privati di personalità giuridica e dignità, guerra permanente in diverse aree del pianeta, restrizioni delle libertà individuali in nome di una presunta "sicurezza".
Per tutti questi motivi, oltre che per ricordare il tributo di sangue pagato dai partigiani per sconfiggere il nazi-fascismo, riteniamo importante continuare a scendere in piazza il 25 aprile, per far sì che questa data non sia solamente una parata senz’anima dove partiti e sindacati si fanno belli nel nome dell’antifascismo.

Qui di seguito trovate i principali appuntamenti in tutta la regione (la feature è in aggiornamento, se volete che sia aggiunta un'iniziativa, scrivete alla lista qui)

Sinistra Arcobaleno: a casa i vertici

Autore:
Ricominciamodazero

Tratto da: http://ricominciamodazero.wordpress.com/

L’anno zero della Sinistra italiana

Pubblicato da ricominciamodazero su Aprile 16, 2008

Il testo del semplice appello che chiediamo a quanta più gente possibile di sottoscrivere e far circolare, usando questo blog oppure semplicemente mandando una mail a ricominciamodazero@gmail.com

Siamo semplici elettori, attivisti di sinistra, militanti. Persone che non necessariamente hanno la tessera di un partito, e che sempre di più faticano a votare perchè non trovano rispecchiati i propri ideali e valori nelle formazioni che se ne fanno bandiera.

Alla luce dell’innegabile crisi della sinistra, che queste elezioni hanno definitivamente decretato, chiediamo: l’azzeramento dei vertici politici della Sinistra Arcobaleno locale. In particolare le dimissioni dai ruoli politico-dirigenziali di:

Monica Donini, Piergiorgio Poeta, Ermes Zattoni, Sauro Turroni

primi artefici di questa disfatta a livello cittadino e provinciale, che ancora oggi non sono riusciti a comprendere addossandone la responsabilità a Veltroni e a non meglio precisati “critici della prima ora“.

Riteniamo che un rinnovamento della classe dirigente e il ritorno al confronto con la base sia auspicabile a tutti i livelli.

Non è solo perché fagocitata dal voto “utile” che la sinistra non siederà nel parlamento italiano, per la prima volta dalla Liberazione.

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