Europa
CZECH PRESIDENT SIGNS LISBON TREATY
RESULT OF EU DIRTY DEAL REGARDING HUMAN RIGHTS
VIOLATION OF THE EU '' SPIRITUAL AND MORAL HERITAGE''
DEDICATED TO THE GERMAN VICTIMS OF THE ETHNIC CLEANSINGS AFTER WORLD WAR II
DEDICATED TO ALL VICTIMS OF ETHNIC CLEANSINGS, WHEREVER IN THE WORLD, IN THE PAST, PRESENT AND FUTURE
[Photograph]
Expulsion of Germans from Czechoslovakia after World War II
http://en.wikipedia.org/wiki/Expulsion_of_Germans_after_World_War_II
Ethnic cleansings of the Armenians by the Ottoman Empire
[Photograph] An Armenian woman kneeling beside dead child in field
http://en.wikipedia.org/wiki/Armenian_Genocide
SUMMARY:
The signature of the Czech president Mr Klaus, of the Treaty of Lisbon is based on the EU guarantee [demanded by Mr Klaus], that Czechoslovakia will not be exposed to property claims from Germans, who have been expelled from Czechoslovakia after World War II
With this guarantee, the EU de facto is giving Czechoslovakia impunity for ethnic cleansings [which were the expulsion of the Germans]
To International Law [The Rome Statute, the Nuremberg Charter] ethnic cleansings are CRIMES AGAINST HUMANITY
It is obvious, that this EU guarantee not only violates International Law, but also its own human rights principles
This OPT OUT TO CZECH should go in history as the EU HALL OF SHAME
ARTICLE
''
Conscious of its spiritual and moral heritage, the Union is founded on the indivisible, universal values of
ANCORA UN PRESIDIO ITINERANTE VERSO IL CIE DI VIA MATTEI
Mercoledì 4 novembre torniamo sotto al Cie di via Mattei, come femministe e lesbiche, per denunciare le violenze e gli stupri che avvengono in quei lager di stato.
Ci torniamo per ribadire quello che abbiamo già detto il 13 ottobre, in occasione della sentenza per la rivolta nel Cie milanese di via Corelli: IN QUEI LAGER SI STUPRA E NOI NON VOGLIAMO FAR FINTA DI NULLA E DIVENTARE COMPLICI DI QUELLE VIOLENZE E DEL RAZZISMO ISTITUZIONALE!
Invitiamo tutte le compagne, femministe e lesbiche a partecipare al presidio.
L'appuntamento è per mercoledì 4 novembre, alle 16.00 (puntuali), alla fermata del bus 14A in via Rizzoli, O, PER CHI NON PUO’, DIRETTAMENTE SOTTO IL CIE DALLE 17.
Dalle sei di mattina di Sabato 30 Novembre i cancelli di 2 dei 4 quattro centri di detenzione presenti in Belgio (Brugge e Vottem) sono stati bloccati da circa 150 attivisti provenienti da diverse parti D'Europa.Lo scopo dell' azione è bloccare la macchina delle espulsioni per una giornata, per rivendicare libertadi movimento per tutti e tutte. Gli attivisti si sono incatenati ai cancelli e hanno opposto resistenza non-violenta all'intervento delle forze del disordine.Il bilancio della giornata è estremamente positivo: il blocco a Vottem è durato sino alle 13.00, il blocco di Brugge è durato sino alle 18.00.Entambi i blocchi si sono conclusi dopo l'intervento di un corpo speciale di polizia che ha tagliato i lock-ons con i quali gli attivisti erano incatenati. Nessun migrante è stata espulso durante la giornata. Gran parte degli attivisti sono stati arrestati, per poi essere rilasciati in giornata senza conseguenze giuridiche.Per maggiori informazioni:
in Francese http://www.cemab.be/ http://liege.indymedia.org/
in Olandese http://ovl.indymedia.org/news/2009/10/28362_comment.php#28377
NO BORDERS, NO NATIONS, STOP DEPORTATIONS!
Puntuale come la partenza delle rondini in autunno o come le alte pressioni estive arriva l'ennesima minaccia di Putin alla Ue sulle forniture di gas russo. L'Ucraina non paga come dovrebbe, quindi il rubinetto potrebbe essere chiuso. L'Italia in questo ennesimo minacciato scontro c'entrerà? O l'amicizia personale del nostro "conducator" con il leader (ax KGB) russo ci salverà da questa guerra strategico-commerciale?
Il telefono rosso (per la scarlattina) di Arcore è già in funzione?
"l primo ministro russo Vladimir Putin ha avvertito in una telefonata il suo omologo svedese Fredrik Reinfeldt (il cui paese ha la presidenza semestrale della Ue) di una possibile interruzione delle forniture di gas all'Europa, a causa di problemi per i pagamenti delle forniture energetiche con il principale paese di transito".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133577
GIORNATA DI MOBILATAZIONE CONTRO L'ENTRATA DEGLI O.G.M. IN EUROPA
UN MOMENTO DI LOTTA E DISCUSSIONE
PER RILANCIARE LA RESISTENZA ALL'ORDINE GENETICO
FERMIAMO GLI OGM!
In Italia sono state autorizzate nove sperimentazioni in campo aperto, imponendo in questo modo gli ogm ad un collettività che non li vuole. A breve le regioni interessate dovranno stabilire i siti dove verranno effettuate. Queste sperimentazioni serviranno da apripista ad una diffusione commerciale su vasta scala della contaminazione da OGM.
Dal Gennaio 2009 è stata alzata la soglia di tolleranza di OGM nei prodotti alimentari dallo 0,1% allo 0,9%.
Non è possibile fermare gli OGM portando come soluzioni le stesse promosse da chi le sta diffondendo: etichettatura dei prodotti, coesistenza, metodi precauzionali, soglie di tolleranza non possono essere considerate tra le possibilità da percorrere, l'inquinamento genetico già in atto non permette scelte di compromesso, peraltro fittizie e funzionali.
E' fondamentale sviluppare un'opposizione alle biotecnologie senza separarle dal contesto che le ha rese necessarie, con la consapevolezza che se non è l'intero sistema economico-sociale ad essere messo in discussione si potranno solo continuare a generare altre dinamiche di prevaricazione e sfruttamento.
In tutto il mondo è attiva una forte resistenza contro le biotecnologie: dall'Africa che ha rifiutato la carità sperimentale di sementi GM, ai contadini in India che non cedono alle pressioni delle multinazionali e continuano a preservare le loro sementi originarie.
Oggi è stata emessa la sentenza contro Cristian, il ragazzo romano arrestato a Berlino durante gli scontri del 1 maggio.
Cristian, per decisione di uno zelante giudice, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi, con la motivazione (ovvia, del resto!!!) di essere italiano, quindi andato in Germania appositamente per fare casino.
A nulla (ovviamente!!) sono valse le prove a favore, e la presenza di un contratto di lavoro che giustificave la sua presenza a Berlino (prova non inserita negli atti processuali).
Al momento, volevamo solo informarvi di questa ennesima ed ignobile condanna.
Presto ripartiremo con serata di solidarietà e di supporto; proveremo anche a chiedere il rientro in Italia, perchè già il carcere è uno schifo, ma è peggio ancora se non capisci nemmeno quello che ti dicono, nonostante le tante prove di solidarietà fra i detenuti.
A presto.
Liber@ tutt@
Botte e torture in commissariato, muore pochi giorni dopo il rilascio
Era la notte del 26 settembre. Quindici poliziotti fanno irruzione nella casa di un immigrato pachistano nel sobborgo di Nikaia. Mohammad Atif Kamran era sospettato di aver picchiato un bambino. I vicini di casa raccontano di aver assistito ad una scena terribile. Il giovane è stato trascinato per i piedi giù dalle scale e la sua testa ha picchiato su tutti gli scalini. La locale stazione di polizia è diventata la sua camera di tortura. Legato mani e piedi è stato picchiato selvaggiamente e sottoposto a scariche elettriche per due giorni. Il secondo giorno l’uomo che aveva inizialmente accusato Kamran ha dichiarato di non riconoscerlo, sostenendo che la polizia aveva arrestato la persona sbagliata. La famiglia e i vicini di Mohammad, pur sapendo delle torture, non hanno osato portarlo in ospedale, perché Kamran era senza documenti. La legge nega ai “clandestini” l’accesso alle cure mediche.
Il 9 ottobre il ragazzo è morto.
Il 10 ottobre centinaia di manifestanti hanno marciato verso il commissariato di Nikaia ad Atene, accusando di omicidio la polizia.
Mohammad Atif Kamran è la prima vittima della Grecia socialista. Ucciso dalla polizia e dalle leggi che rendono illegale un uomo senza carte. Nell’Europa dei muri e delle gabbie un episodio normale, quasi banale. La banalità del male.
Chi volesse dire la propria alle autorità greche può scrivere o telefonare a quest’indirizzo:
Via Antonio Stoppani 10, 00197, Roma
Chiamata all’azione
Reclaim power!
Lottando per la giustizia climatica
Dal 7 al 18 dicembre 2009, il più grande summit sul clima mai organizzato avrà luogo a Copenhagen, Danimarca. Questo summit è stato bollato come la nostra ultima, migliore speranza per far qualcosa sul cambiamento climatico. Ma le trattative dell’ONU non risolveranno la crisi climatica. Non siamo più vicini alla riduzione delle emissioni di gas serra di quanto lo fossimo quando iniziarono i negoziati 15 anni fa: le emissioni continuano a salire a tassi sempre più alti, mentre il commercio di carbone permette ai criminali climatici di inquinare e fare profitto. E’ tempo di dire basta! Basta al solito business, basta false soluzioni!
Potere dal basso
Il 16 dicembre, all’inizio della fase ministeriale di alto livello del summit di due settimane, noi, i movimenti per la giustizia globale, prenderemo le redini della conferenza per un giorno e la trasformeremo in un Summit popolare per la giustizia climatica. Usando solo la forza dei nostri corpi per raggiungere il nostro obiettivo, la nostra marcia Reclaim power! premerà sulla zona della conferenza ed entrerà nel palazzo, interromperà la sessione ed userà lo spazio per parlare della nostra agenda, un’agenda dal basso, un’agenda di giustizia climatica, di soluzioni reali contro quelle false. La nostra azione è di disobbedienza civile: supereremo ogni barriera fisica sulla nostra strada – ma non risponderemo con la violenza se la polizia cerca di aumentare la tensione.
Cambia il sistema, non il clima!
Il secondo referendum ha visto il popolo irlandese ribaltare l'esito del precedente, effettuato un anno fa. Il 67% dei votanti, impaurito da una propaganda farcita con minacce di recessione e instabilità economica, ha aperto la strada alla implementazione del Trattato di Lisbona.
Questa è una grande disgrazia per tutti noi.
http://iraqwar.mirror-world.ru/article/207323
Sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna degli assassini di Aldro, sul suo blog si possono trovare i link ai capitoli, sono centinaia le pagine, 578! tante le parole eppure non c'è un perchè, non una ragione, di questo omicidio..
Dall'introduzione:
"Tanti giovani studenti, ben educati, di buona famiglia, incensurati e di regolare condotta, con i problemi esistenziali che caratterizzano i diciottenni di tutte le
epoche, possono morire a quell età. Pochissimi, o forse nessuno, muore nelle circostanze nelle quali muore Federico Aldrovandi: all alba, in un parco cittadino, dopo uno scontro fisico violento con quattro agenti di polizia, senza alcuna effettiva ragione."
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/
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