Movimenti
Tra il 2 e il 4 aprile 2008 si terrà a Bucarest (Romania) il vertice della NATO. Le azioni contro questo vertice si terranno dal 28 marzo al 5 aprile.
In questo post e nei commenti informazioni, foto e altro sulla contestazione.
02/04
- Repressione preventiva al vertice NATO in Romania. Arresti indiscriminati senza motivi: Eng | French | Ita
- La polizia assalta e sgombera l'edificio del convergence center! Violenze e arresti. Aggiornamenti/ The factory rented to be used like a meeting place for the anti-nato activists was attacked by Romanian riot police and evicted.
Updates : Ita | Eng (più esaustivo/more exaustive)
- Arrestato un giornalista rumeno e parecchi attivisti da tutta europa
- Galleria fotografica sugli arresti di oggi: 1
Di fronte all’aumento degli sfratti, a una emergenza abitativa che nella città di Bologna cresce ogni giorno di più, quella che andiamo a raccontare è una storia che ha dell’incredibile. Si tratta di otto appartamenti di proprietà comunale, situati nell’area dell’ex manifattura Tabacchi, ristrutturati insieme ad altri all’inizio del 2000 e vuoti dal 2003.
Nel frattempo, sono transitati 4 assessori alla casa (Carlo Monaco – giunta Guazzaloca, Antonio Amorosi – giunta Cofferati, Virgilio Merola – giunta Cofferati, Milena Naldi – giunta Delbono), nessuno di loro ce l’ha fatta, fino ad ora, ad assegnare questi alloggi. Ma non solo, non ce l’hanno nemmeno ad aprire quella porta di via Azzo Gardino 14 e capire perché quelle case devono rimanere vuote.
QUESTA È UNA CRONOLOGIA CHE HA DELL’INCREDIBILE.
Il 31 maggio 2008 il Coordinamento degli spazi sociali bolognesi fa una iniziativa di denuncia in via Azzo Gardino 14 dove esiste un “immobile fantasma”.
Fantasma perché: in via Azzo Gardino sono ben visibili i numeri civici 12 e 16; e tra loro esiste una palazzina di proprietà comunale, completamente ristrutturata e con le finestre chiuse, su cui non esiste alcuna traccia del numero civico.
La palazzina è composta da otto appartamenti, è stata ristrutturata da diversi anni, almeno cinque, e risulta completamente disabitata.
Di fronte all’aumento degli sfratti, a una emergenza abitativa che nella città di Bologna cresce ogni giorno di più, quella che andiamo a raccontare è una storia che ha dell’incredibile. Si tratta di otto appartamenti di proprietà comunale, situati nell’area dell’ex manifattura Tabacchi, ristrutturati insieme ad altri all’inizio del 2000 e vuoti dal 2003.
Nel frattempo, sono transitati 4 assessori alla casa (Carlo Monaco – giunta Guazzaloca, Antonio Amorosi – giunta Cofferati, Virgilio Merola – giunta Cofferati, Milena Naldi – giunta Delbono), nessuno di loro ce l’ha fatta, fino ad ora, ad assegnare questi alloggi. Ma non solo, non ce l’hanno nemmeno ad aprire quella porta di via Azzo Gardino 14 e capire perché quelle case devono rimanere vuote.
QUESTA È UNA CRONOLOGIA CHE HA DELL’INCREDIBILE.
Il 31 maggio 2008 il Coordinamento degli spazi sociali bolognesi fa una iniziativa di denuncia in via Azzo Gardino 14 dove esiste un “immobile fantasma”.
Fantasma perché: in via Azzo Gardino sono ben visibili i numeri civici 12 e 16; e tra loro esiste una palazzina di proprietà comunale, completamente ristrutturata e con le finestre chiuse, su cui non esiste alcuna traccia del numero civico.
La palazzina è composta da otto appartamenti, è stata ristrutturata da diversi anni, almeno cinque, e risulta completamente disabitata.
Terminato con un nulla di fatto l’incontro tra la delegazione del Lazzaretto, accompagnata da esponenti degli altri centri sociali cittadini, e Maurizio Cevenini, presidente del consiglio comunale. Alla richiesta di una presa di posizione chiara sugli spazi e il futuro del Lazzaretto, Cevenini ha risposto rimandando ad una ulteriore incontro da tenersi la prossima settimana tra l’assesore Lazzaroni, oggi assente per malattia, e la delegazione presente quest’oggi. Gli attivisti dello spazio, ormai stanchi di confrontarsi con un assessore che in questi mesi non è riuscito a proporre soluzioni accettabili, hanno accettato l’incontro ma non con la Lazzaroni, Cevenini dovrebbe entro domani proporre la data, ma ormai i tempi stringono, da lunedì prossimo infatti il Lazzaretto potrebbe essere sgomberato e per questo, incontro a parte, il Lazzaretto e i centri sociali bolognesi non vogliono farsi trovare impreparati ma già ragionano sulle prossiem inizative di piazza. Al termine dell’incontro, si è svolta un’assemblea improvvisata dentro il Comune nella quale i partecipanti al presidio hanno deciso di lanciare un’assemblea pubblica per mercoledì 25 Novembre a Xm24 assieme agli altri spazi sociali bolognesi per discutere delle prossime mosse.
http://www.zic.it/lazzaretto-la-giunta-rimanda-e-gli-spazi-rilanciano-la...
Lavoratori, precari, disoccupati
contro la rendita e gli speculatori
La situazione di crescente precarietà sociale diffusa, amplificata della crisi, sta colpendo settori sociali sempre più ampi, facendo emergere una nuova emergenza abitativa.
La rendita nella nostra regione assume un peso socio-politico crescente.
L’obiettivo dei moderni usurai è quello di ridisegnare le aree urbane attraverso una massiccia opera di cementificazione, per aumentare le loro speculazioni.
I movimenti, gli spazi sociali, le organizzazioni del sindacalismo di base devono divenire un ostacolo a questa logica di speculazione che tende a distruggere, privatizzare e precarizzare i territori e i beni comuni.
Quello che sta succedendo all’area dove sorge il Lazzaretto Autogestito è un esempio di queste politiche di speculazione urbana.
Difendere quindi l’esperienza del Lazzaretto Autogestito non è solamente valorizzare una diversa idea dell’abitare slegata da logiche commerciali, ma è anche il rivendicare una idea di città diversa.
Sostenere la mobilitazione per gli spazi sociali, è un passaggio di un percorso per una nuova idea dell’abitare. Il 4 dicembre i movimenti di lotta per la casa a livello nazionale hanno indetto sui singoli territori una giornata contro gli sfratti. Anche in Emilia Romagna, in diverse città i movimenti di lotta per la casa organizzeranno iniziative per chiedere il blocco degli sfratti e politiche che vadano a colpire la rendita.
Per una nuova idea dell’abitare
Difendiamo il Lazzaretto Autogestito
4 dicembre Giornata nazionale
Casarini, il no-global diventato padroncino
Per un disguido misterioso, sul sito del Giornale non appare il mio articolo di stamattina sulla metamorfosi di Luca Casarini (nella foto), l’ex leader dei disobbedienti e dei centri sociali del Nordest trasformatosi in piccolo imprenditore. Adesso che lavora e non scorrazza più nei cortei anti-tutto, Casarini sembra un misto tra Bossi, Berlusconi, la Marcegaglia, i padroncini della Brianza o le partite Iva di Treviso, cioè i suoi obiettivi preferiti di un tempo. Per una volta, il copia-incolla lo faccio io.
Travolto da un insolito destino, Luca Casarini ha smesso la tuta bianca con cui dava l’assalto al mondo globalizzato e ha cambiato guardaroba. Non okkupa più, adesso l’ex leader dei disobbedienti veneti è occupato. Lavora. Niente tuta blu, quella è prerogativa di chi sta alla catena di montaggio. Lui no, fa l’imprenditore, un po’ colletto bianco e un po’ manager di se stesso. «Ho aperto un’impresa individuale di consulenze sul marketing e design pubblicitario e la scorsa settimana l’ho registrata», rivela. Il signore sì che di marketing se ne intende: aveva poche centinaia di seguaci, i frequentatori dei centri sociali, ma per anni ha seminato il panico nelle città del Nord. A ogni piazzata richiamava un numero di agenti anti-sommossa inversamente proporzionale alla cerchia di fedeli.
Un'altro posto a rischio sgombero,Il CSA Fassbinder di Sassuolo il 29 di novembre ha moltissime probabilità di essere chiuso per sempre dalla giunta Berlusconiana di Sassuolo. La nuova giunta, nonostante i 25 anni di storia dello spazio libero e autogestito, vuole sgomberare senza concedere nessuno spazio alternativo. Invito tutti coloro che non vogliono essere passivi di fronte a questi eventi repressivi di fare sentire la propria voce lasciando un post su
http://www.sassuolo2000.it/2009/11/18/sergio-anceschi-su-centro-sociale-...
Sotto trovate anche il myspace per qualsiasi vostro contributo o consiglio
http://www.myspace.com/rwfassbinder
o ancora meglio partecipando al presidio di sabato 28/11/09 in piazza piccola a Sassuolo dalle ore 15.00 alle 18.00 Alla sera ci saranno concerti Al Fassbinder che si trova in Va Giordano 63 Sassuolo (MO)
Inchiodano le assi di legno, alzano le tavole di compensato e sistemano la rete metallica attorno all´edificio. Da giorni preparano una barriera, anzi meglio un muro, per opporsi allo sgombero. I ragazzi del Lazzaretto, il centro sociale autogestito che si trova nell´omonima via, si attrezzano «per resistere con ogni mezzo necessario» alle forze dell´ordine. Scaduta la convenzione che avevano dal 2004 col Comune e interrotte le trattative con l´assessore Luisa Lazzaroni, lo stabile è stato venduto ad un privato ed entro il 31 dicembre gli attivisti del Lazzaretto dovranno andarsene.
Loro però non ci pensano proprio a lasciare lo spazio che occupano dal 1996 e che ora sarà abbattuto perché rientra nel progetto di riqualificazione della zona Lazzaretto-Bertalia. Almeno senza prima aver individuato una nuova sede adatta alle attività del centro sociale. E così per dopodomani, alle 16, hanno lanciato un sit-in di protesta davanti a Palazzo d´Accursio, invitando a scendere in piazza tutte le persone che in questi anni hanno partecipato alle loro iniziative: ovvero concerti, dibattiti politici, laboratori teatrali e musicali. «La nostra sarà una resistenza passiva - spiega Giorgio Simbola, rappresentante legale dell´associazione che gestisce lo spazio - quando arriverà la polizia saliremo sui tetti oppure ci incateneremo, insomma proveremo a rendergli le cose più difficili. Il muro servirà a proteggerci».
Affitti Profitti e Incompatibilità - 19 novembre 2009
Ci spieghino lor signori Assessori, Tecnici, Governanti, Sindaci.
Ci spieghino “l’incompatibilità” con il progetto di riqualifica dell’area che ora ospita Radio Blackout e la sua Associazione.
Ci spieghino come sia possibile che un progetto di riqualifica sponsorizzato da una privata Associazione umanitaria (2009 – 02539/050 HUB MULTICULTURALE VIA CECCHI – FONDAZIONE VODAFONE ITALIA – FONDAZIONE UMANA MENTE) che si dice operante nel sociale, finanziata da uno dei pilastri della comunicazione sia “incompatibile” con il progetto già esistente, vivo e funzionante, da anni inserito nel contesto urbano, di una radio.
Radio Blackout, una radio no profit, volontaria, autogestita, che non gode né di finanziamenti pubblici né privati, ma vive solo dei propri mezzi, del frutto dell’impegno di chi la radio la forma e la fa giorno per giorno, negli eventi pubblici e non. Una radio che vuole dare voce a tutte le lotte sociali, alle minoranze dimenticate e in lotta, a tutti gli scartati dai media tradizionali, dall’indubbiamente manipolata “informazione pubblica”. Pochi peli sulla lingua, molta sostanza, molto realismo, concretezza e cinismo. Per farla breve, diciamo le cose come stanno, senza intermediazioni, senza editori o spinte e strattoni di alcun tipo.
Ce la spieghino “l’incompatibilità”. C’è già un ossimoro nel negare compatibilità tra un mezzo di comunicazione sociale ed una pioggia di denaro per mano di un grande ente operante nella comunicazione.
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