Repressione e Carceri

Post dinamico sulle proteste contro il vertice NATO a Bucarest

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Tra il 2 e il 4 aprile 2008 si terrà a Bucarest (Romania) il vertice della NATO. Le azioni contro questo vertice si terranno dal 28 marzo al 5 aprile.
In questo post e nei commenti informazioni, foto e altro sulla contestazione.

02/04

- Repressione preventiva al vertice NATO in Romania. Arresti indiscriminati senza motivi: Eng | French | Ita

- La polizia assalta e sgombera l'edificio del convergence center! Violenze e arresti. Aggiornamenti/ The factory rented to be used like a meeting place for the anti-nato activists was attacked by Romanian riot police and evicted.
Updates : Ita | Eng (più esaustivo/more exaustive)

- Arrestato un giornalista rumeno e parecchi attivisti da tutta europa

- Galleria fotografica sugli arresti di oggi: 1

Il Lazzaretto invade il consiglio

da bologna.repubblica.it

Non solo i giovani del Lazzaretto, ma tanti ragazzi delle diverse realtà bolognesi - Tpo, Crash, Vag, Xm24 - hanno messo in scena nel pomeriggio una protesta in difesa del centro sociale che sarà presto sgomberato dalla polizia perché lo stabile è stato venduto a un provato. Palazzo D'Accursio è stato pacificamente invaso, verso le 17 e alcune sale sono state occupate da circa trecento persone per quasi tre ore. La trattativa tra l'amministrazione e gli esponenti dei centri sociali bolognesi si è risolta con un nulla di fatto.

Dopo l'occupazione della sala del Consiglio comunale (l'assemblea è stata sospesa per circa un'ora), mentre nella sala d'Ercole si accalcavano circa 300 ragazzi, una delegazione di otto rappresentanti dei centri sociali ha incontrato il capo di gabinetto Giuseppe Cremonesi alla presenza dei cronisti. Giorgio Simbola, portavoce del Lazzaretto, ha raccontato il lungo tira e molla con il Comune, proposte non accettate dal Lazzaretto perché si trattava di due edifici "diroccati" in via Felsina e in via della Canapa, due immobili a Parco dei cedri e in via Corticelli prima offerti e poi ritirati dal Comune, un granaio ristrutturato in via Fantoni ma non collegato con i mezzi pubblici e una sede in via S.Carlo troppo piccola per le attività dell'associazione. Le controproposte del centro sociale, tra cui la riqualificazione con altre associazioni di una ex centrale enel in via del navile da 6.000 metri, sono state rifiutate.

Lo schifoso opportunismo politico del pd

E' interessante dare un'occhiata alle prese di posizioni del pd davanti agli ultimi sgomberi nella penisola:

Roma dopo lo sgombero manu militari dell'horus occupato di p.za sempione:
Paolo Marchionne, consigliere del PD del IV Municipio di Roma:
"Una giornata difficile per noi tutti, che però nelle parole delle consigliere PdL De Napoli e Petrella sfocia in una coda polemica inutile e offensiva. Inutile per la comprensione di quanto accaduto oggi: la loro politica, fatta di sgomberi e militarizzazione della città, che ha dimostrato oggi quanto sia inutile un’immane schieramento di forze dell’ordine se non si hanno idee per risolvere i problemi di Roma. A forza di mostrare i muscoli"

Così in una nota il vicepresidente del consiglio del IV Municipio Riccardo Corbucci di Roma:

Caso Cucchi, il supertestimone conferma "Ho visto trascinare Stefano in cella"

ROMA - Ha visto trascinare Stefano Cucchi nella cella. Ha visto la parte finale del pestaggio subìto dal giovane nel corridoio delle camere di sicurezza del tribunale di Roma. "E' durato non oltre un minuto, potrei riconoscere una guardia", ha ribadito al giudice il detenuto gambiano, supertestimone delle presunte violenze al giovane deceduto, durante l'incidente probatorio.

Y.S., cittadino del Gambia di 31 anni, ha ribadito al gip Luigi Fiasconaro le dichiarazioni fatte ai pm. E' lui il primo testimone trovato dalla procura, che indaga sulla morte di Cucchi. Nel fascicolo sono indagati tre agenti della penitenziaria e tre medici dell'ospedale Sandro Pertini.

La versione ribadita dall'immigrato ha solo "parzialmente confermato" il quadro che era stato ricostruito nell'interrogatorio reso ai pm. Il supertestimone ha spiegato di aver sentito il rumore di una persona che cade e di calci dati sulle porte di ferro, poi del vociare, di soggetti che parlano con tono basso. Poi ancora rumore di calci e di pianto in modo quasi sovrapposto. A quel punto, dopo "non oltre un minuto", vede Cucchi trascinato in cella. Lo rivedrà poi, dopo l'udienza di convalida dell'arresto, rannicchiato, vicino alla panca che è all'interno della camera di sicurezza, che si teneva una gamba per il dolore.

Al via le ronde dei vicini di casa il Pirellone: segnalate i sospetti

Dopo il flop delle ronde del ministro Maroni, il Pirellone affida la sicurezza ai vicini di casa. Il progetto del "controllo di vicinato" dell’assessore regionale Stefano Maullu, del Pdl, prende spunto dal Neighbourhood Watch anglosassone, riveduto e corretto in chiave lombarda. Prevede che i sindaci affidino direttamente ai cittadini, ma più ancora alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio, il compito di fare da sentinella nei quartieri delle città. Annotare targhe di macchine sospette, affacciarsi se un cane abbaia o se nei pressi dell’appartamento del vicino si aggira qualche faccia poco rassicurante, o denunciare la presenza di un clandestino nel vicinato. Per poi segnalare il tutto alle forze dell’ordine. Con tanto di appositi cartelloni e adesivi per scoraggiare i malintenzionati.

Con slogan come "Questa è una zona sotto il controllo del vicinato" o "Attento, in questo quartiere c’è chi ti osserva ed è pronto a chiamare la polizia", all’ingresso delle principali vie e dei negozi dei quartieri a rischio. In cambio, le amministrazioni che aderiranno al progetto otterranno dal Pirellone un punteggio maggiore nell’assegnazione delle risorse sulla sicurezza. Che tra il 2003 e il 2008 sono state pari a ben 90 milioni di euro. A Milano il progetto partirà a gennaio. Prima nei quartieri Baggio, San Siro e Affori, per poi estendersi a Buenos Aires e Paolo Sarpi.

I ragazzi del Lazzaretto alzano un muro "Abbiamo lo sfratto, ma restiamo qua"

Inchiodano le assi di legno, alzano le tavole di compensato e sistemano la rete metallica attorno all´edificio. Da giorni preparano una barriera, anzi meglio un muro, per opporsi allo sgombero. I ragazzi del Lazzaretto, il centro sociale autogestito che si trova nell´omonima via, si attrezzano «per resistere con ogni mezzo necessario» alle forze dell´ordine. Scaduta la convenzione che avevano dal 2004 col Comune e interrotte le trattative con l´assessore Luisa Lazzaroni, lo stabile è stato venduto ad un privato ed entro il 31 dicembre gli attivisti del Lazzaretto dovranno andarsene.

Loro però non ci pensano proprio a lasciare lo spazio che occupano dal 1996 e che ora sarà abbattuto perché rientra nel progetto di riqualificazione della zona Lazzaretto-Bertalia. Almeno senza prima aver individuato una nuova sede adatta alle attività del centro sociale. E così per dopodomani, alle 16, hanno lanciato un sit-in di protesta davanti a Palazzo d´Accursio, invitando a scendere in piazza tutte le persone che in questi anni hanno partecipato alle loro iniziative: ovvero concerti, dibattiti politici, laboratori teatrali e musicali. «La nostra sarà una resistenza passiva - spiega Giorgio Simbola, rappresentante legale dell´associazione che gestisce lo spazio - quando arriverà la polizia saliremo sui tetti oppure ci incateneremo, insomma proveremo a rendergli le cose più difficili. Il muro servirà a proteggerci».

Perché abbiamo occupato l’Istituto Culturale Italiano di Parigi. Solidarietà ai condannati del G8 di Genova.

Autore:
no g8 france

Oggi, venerdì 20 novembre 2009, a Parigi, dopo una manifestazione a Place de la Republique, dove un incredibile dispositivo poliziesco era impiegato per un centinaio di persone (i poliziotti hanno letteralmente invaso la piazza, lasciando lunghe file di camionette parcheggiate all’inizio di ciascuna arteria...), abbiamo occupato l’istituto culturale italiano di Parigi. Siamo intervenuti in occasione della proiezione di un film di Pontecorvo (Ritorno ad Algeri) ed abbiamo invaso la grande sala dell’edificio per parecchie ore.
Su questa base d’azione collettiva di lotta abbiamo voluto lanciare una campagna d’informazione contro la sentenza pronunciata il 9 ottobre in appello contro dieci accusati del G8 di Genova del 2001: delle pene esorbitanti che oltrepassano ogni limite in materia di repressione della contestazione sociale. Da 8 a 10 anni di prigione per qualche vetrina rotta e per della violenza di strada.

presidio al carcere e al cie di Modena

21/11/2009 - 16:00
21/11/2009 - 18:30
Luogo:
modena
Autore:
solidali

sabato 21 novembre h. 16:00
presidio al carcere di Modena (strada s.Anna )
a seguire presidio al cie di via Lamarmora
in solidarietà con i detenuti.

E' degli ultimi giorni la notizia che la situazione all'interno di S. Anna è sempre più insostenibile: i detenuti superano di tre volte la capienza prevista, con la conseguenza che mancano non solo i letti ma anche materassi, lenzuola e coperte.

Come sempre contro chi rinchiude, affama e reprime

Nemici di ogni gabbia e frontiera

Presidio di solidarietà agli arrestati di Verona

22/11/2009 - 16:00
22/11/2009 - 19:00

Domenica 22 novembre - ore 16:00
Presidio sotto il carcere di Montorio,
Verona, via S. Michele 15.

In solidarietà con Luca e Pasquale, li vogliamo fuori a lottare con noi.

Libertà per Luca e Pasquale
Libertà per tutti

Incontro con Emilio Quadrelli - EVASIONI e RIVOLTE, migranti_cpt_resistenze

27/11/2009 - 20:30
27/11/2009 - 23:59
Luogo:
XM24
e-mail:
infoshock@xm24.indivia.net
Autore:
InFoShOcK_XM24

I modelli disciplinari, le forme del controllo e le pratiche militari che,
a partire dal carcere, si sono adeguate alle trasformazioni sociali ed
economiche dell’ultimo ventennio. La progressiva espansione all’intera
società del modello disciplinare sperimentato all’interno del
pianeta-carcere. Un modello che oggi, lungi dall’essere meramente
repressivo, si rivela produttivo e appetibile per i dispositivi di
“governo della società” nonché estendibile a tutte le forme di vita e
di lavoro. Nel quale la “questione immigrazione”, con tutte le
retoriche e le procedure che intorno a lei si sono delineate, si innesta
come estensione per governare una parte non secondaria dei nostri mondi
sociali. E se i lager per migranti, nel momento in cui sono stati
istituiti, potevano essere considerati un abominio giuridico , oggi
possono
essere giudicati come la migliore esemplificazione concreta dello “stato
d’eccezione”. In questa prospettiva le resistenze messe in atto
all’interno dei Cpt sono in grado di raccontare qualcosa di sostanziale
sugli scenari del conflitto con cui ogni giorno, magari inconsapevolmente,
ci troviamo a convivere. Le forme di controllo e di repressione in cui
siamo quotidianamente immersi, insieme alla continua erosione degli spazi
di libertà individuale che la “società in guerra” ha imposto, sono
lì a testimoniare l’aspetto normativo che il reiterato esercizio dello
“stato d’eccezione” obiettivamente si porta appresso.

Eppure, come ricorda Foucault, ogni potere non può che generare lotte e

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