Dai mainstream
Restano gravissime le condizioni di Nicola Tommasoli, massacrato per una sigaretta
Pestaggio di Verona, 20enne si costituisce
E' un ultrà neofascista: si è presentato alla Digos dopo che gli agenti avevano stretto il cerchio attorno a lui
VERONA - Mentre restano gravisime le condizioni di Nicola Tommasoli, il tecnico di 29 anni picchiato da un gruppo di balordi in centro a Verona la notte del Primo maggio, la polizia ha fermato un giovane di 20 anni che ha già confessato di essere stato coinvolto nell'aggressione. Altri due presunti responsabili del pestaggio sarebbero invece ricercati all'estero.
ULTRA' NEOFASCISTA - Il giovane è un ultrà neofascista che, a quanto risulta alla polizia, è già stato responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. Il ventenne, che apparterrebbe ad una famiglia benestante della città, si è costituito presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati. In passato, a quanto si è appreso, era stato sottoposto a Daspo, ovvero il divieto di accedere a manifestazioni sportive, previsto proprio dalle norme studiate ad hoc contro la violenza negli stadi.
La ‘casbah’ si mobilita contro gli sfratti «Pronti a resistere»
ROBERTO P.
(chiedo scusa per la doppia pubblicazione, ma vi erano degli errori grammaticali)
Salve,
sono Roberto P. studio a Bologna all'Alma Mater. Originario della Puglia quando mi sono trasferito qui a Bologna ho pensato di poter continuare a portare avanti la mia battaglia politica: l'antifascismo su tutto. Bologna si dice sia città rossa, città dove i compagni possono fare liberamente politica senza le minacce che in posti come Bari (mia città di origine) sono all'ordine del giorno.
Ieri, con un compagno di Università dopo le elezioni universitarie, eravamo in centro quando ho rivissuto gli attimi che solo a Bari ho potuto vivere. Davanti una pizzeria del centro, ho visto uno skinhead con tanto di croce celtica al collo, chiara provocazione in una città antifascista alla vigilia del 25 Aprile.
L'Antifascismo è uno dei miei valori fondamentali. Quella croce celtica rappresentava in quel momento per me una provocazione troppo grande. Ho fatto un passo e ho cercato di staccarla dal collo della merda fascista, senza per altro fare violenza su di lui.
In un momento non ho capito niente. Mi sono ritrovato a terra con una ferita sul naso e una dietro la testa (2 punti sul setto nasale e 4 punti dietro la testa per aver battuto violentemente la nuca sul marciapiede)colpito violentemente 1 - 2 volte, forse da più di una persona.
Sono ancora in stato confusionale. Ho passato 1 giorno in ospedale sotto osservazione per il rischio di fratture. Per fortuna scongiurate.
Inquietanti risultati di una ricerca universitaria sul campo
“Ambiente e salute tra scienza e progresso”: un convegno ha messo in luce significative differenze tra adolescenti che abitano in zone a rischio ambientale e i coetanei di aree non degradate.
Inquinamento, il prezzo più alto lo pagano i bambini.
A Perdasdefogu ed Escalaplano gli studenti delle medie hanno valori di uranio superiori rispetto ai loro compagni di Jerzu; nel Sulcis, i ragazzini contaminati dal piombo crescono meno rispetto a quelli della stessa età di Sinnai e Sestu, dove non devono fare i conti coi metalli pesanti.
Sono dati emersi nel corso del convegno su "Ambiente e salute tra scienza e progresso", organizzato da Sardegna ricerche in collaborazione con l'associazione Me.Di.Co. (moderatore Sandro Muntoni). Gli specialisti invitano, giustamente, a non creare allarmismo, ma non si può ignorare che certi risultati rappresentano l'altra faccia di un certo sviluppo. Perdasdefogu e dintorni sono da tempo sotto esame per la presenza di un poligono militare in cui si sospetta siano stati usati proiettili all'uranio impoverito. Il Sulcis è da sempre sede di industrie ad alto impatto ambientale.
ALGHERO – Il Sindaco Marco Tedde vieta alla banda “Dalerci” di suonare “Bella Ciao” in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, (l'anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe di occupazione) ma ad Alghero scoppia la polemica. Durissime le parole del deputato algherese uscente Elias Vacca, che in una nota afferma che «poichè l'antifascismo è un valore costituzionale condiviso dai comunisti, socialisti, sardisti, cattolici, repubblicani e liberali, "Bella Ciao" è una canzone di tutti». Il primo cittadino si è difeso affermando telefonicamente che vuole evitare «ulteriori divisioni, spesso manifestate con il pugno chiuso rivolto al cielo durante i cortei». Elias Vacca risponde seccamente che la cosa sbagliata del sindaco è che «Bella Ciao sia patrimonio dei soli comunisti o del primo che se la prende, quella giusta è che divide: i fascisti dagli antifascisti, appunto». Vacca parla apertamente di «intollerante e intollerabile autoritarismo» da parte di Tedde e annuncia che parteciperà alle celebrazioni non dalla «parte istituzionale, da quella della gente comune che segue il corteo e ancora liberamente canta "Bella Ciao"». E invita tutte le autorità che parteciperanno al corteo e che si riconoscono ancora nell'antifascismo a fare altrettanto.
fonte: http://notizie.alguer.it/n?id=17200
da Liberazione 12/04/2008
L’udienza ieri a Ferrara
Processo Aldrovandi
Parla lo zio: «Quale malore quanto sangue su Federico»
Checchino Antonini
Ferrara (nostro inviato)
Da un lato ci sono quattro agenti che andarono a farsi refertare più di sei ore dopo, a ridoss$o del cambio turno al pronto soccorso. Il medico che li visitò ha detto che di sicuro non c’erano grossi traumi. Eccetto per uno di loro, che accusava un colpo alla milza e pisciava sangue. Però non si trattenne per le ulteriori analisi prescritte.
Doveva relazionare ai suoi superiori, disse. Dissero che erano al S.Anna dopo una colluttazione. Ma nell’ospedale di Ferrara la voce del ragazzino morto in Via Ippodromo s’era già sparsa.
Dall’altro lato c’è proprio quel corpo straziato da quella colluttazione, giunto poco prima all’obitorio. Lo andò a riconoscere suo zio Franco, accompagnato da un ispettore della digos, amico della famiglia Aldrovandi.
Nel tragitto, il poliziotto ha accennato all’ipotesi che «qualche cosa» che aveva preso avrebbe potuto far scattare la pazzia nel diciottenne. I suoi colleghi avrebbero fatto del tutto per salvarlo ma quel malore lo ha ucciso. «Malore?», ha ripetuto suo zio Franco, con lo stesso stupore, lo stesso $dolore di quella mattina. Le stesse lacrime. «Ho visto quella cosa lì», dice indicando la foto del volto di suo nipote ripreso all’arrivo in obitorio.
Chiede al sindaco di chiarire se si ricandida, ma viene censurato sul sito Pd
L'intervento di Luca Foresti spostato dalla homepage del Pd di Bologna
IL CASO, una tempesta politicotelematica in seno al Pd, scoppia ieri mattina, quando nella home page del Partito Democratico compare un lungo articolo che invita il sindaco Cofferati, nel dilemma fra ricandidarsi alle amministrative del 2009 o trasferirsi a Genova, a prendere una decisione entro la fine di maggio.
Il pensiero di chi scrive, Luca Foresti, l'uomo voluto in squadra dal segretario De Maria con la delega all'informatizzazione del partito, è tutto concentrato sulla necessità di poter svolgere correttamente le Primarie per il candidato sindaco nel prossimo autunno. Apriti cielo.
Tutt'a un tratto la pagina si oscura (meglio sarebbe dire che "viene oscurata"), sul monitor compare la scritta "forbidden", e si capisce subito che di sicuro quello non è un inconveniente tecnico, ma la spia di un travaglio in via Beverara, perché qualche ora dopo lo stesso intervento ricompare, ma assai più defilato: non sta più nell'home page, ma nel blog del sito. Non basta ancora. A stretto giro arriva la sconfessione formale dell'articolo incriminato, per voce del coordinatore dell'esecutivo Raffaele Donini, con la benedizione di De Maria.
18 aprile 2008 - Corriere di Bologna
Stop dalle 12 alle 16
Sciopero al Marconi. Il sindaco incontra le Rdb in Comune
Bologna - Sciopero di quattro ore, oggi all'aeroporto Marconi. Dalle 12 alle 16, andrà in scena la protesta proclamata da Cgil, Cisl, Uil e Rdb, in solidarietà con i lavoratori ex Doro group rimasti senza impiego. La società di gestione non esclude che, durante le ore di sciopero, possano verificarsi dei disagi. Anche perché le Rdb hanno esteso l'iniziativa a tutte le categorie e a tutti lavoratori delle varie aziende che operano in aeroporto: Sab, Marconi handling, Bas, Giacchieri e Koop service. Dalle 12, le Rappresentanze di base saranno in presidio nel settore partenze, mentre per fine mese, annuncia il loro leader massimo Betti, è stato chiesto a Sab un incontro.
Sergio Cofferati, intanto, «apre» al sindacato di base. Il sindaco ha incontrato ieri a Palazzo D'Accursio Betti e «si è impegnato— riferisce lo stesso Betti, uscendo dall'ufficio del primo cittadino — a insistere con i vertici dell'aeroporto Marconi, perchè si avvii un percorso di riconoscimento sindacale». Le Rdb infatti lamentano una sorta di ostracismo da parte di Sab, accusata di aver lasciato il sindacato di base più di una volta fuori dalla porta. Ma «noi siamo il primo sindacato dentro l'aeroporto», ricorda anche oggi Betti. E Cofferati scende in campo dunque con «un'azione di moral suasion», come la definisce il leader delle Rdb. Del resto, «o Sab apre un dialogo con noi — avverte Betti — o continua lo scontro».
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