Terrorismo, Bologna: arrestato autore minacce Pcc

Bologna, 8 nov. - (Adnkronos) - E' stato arrestato l'autore delle minacce e degli attentati incendiari firmati Pcc (Partito comunista combattente) che la scorsa primavera hanno destato non poco allarme a Bologna causando anche una sorta di scontro tra l'amministrazione comunale e gli inquirenti. In carcere in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare concessa dal gip Alberto Gamberini e' finito Gennaro Senatore, 38 anni, nato in Svizzera e residente a Bologna, titolare di un pub abbastanza noto nel capoluogo emiliano.

Il provvedimento e' stato eseguito dai carabinieri del Reparto operativo e dalla Digos che hanno lavorato gomito a gomito sotto il coordinamento della pm della Procura felsinea Morena Plazzi. Gravi le accuse che vengono contestate a Senatore: si va dall'istigazione a delinquere continuata all'incendio doloso, alle minacce gravi e continuate. In particolare gli viene contestato di aver istigato pubblicamente e reiteramente alla commissione di delitti comuni e delitti di terrorismo e ne faceva apologia formulando espressi riferimento all'organizzazione terroristica 'Brigate rosse -Partito comunista combattente', alla 'Guerra di classe' e ad 'Azioni di guerra' che dovevano partire proprio da Bologna.

Senatore e' accusato di avere inviato il 28 aprile scorso dei comunicati firmati Pcc alle redazioni locali del 'Corriere della Sera', 'il Resto del Carlino', 'La Repubblica', al sindaco di Bologna Sergio Cofferati e alla presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti. Un'altra lettera, sempre firmata Pcc, e' stata inviata il 3 maggio alle redazioni locali del 'Corriere della sera e del 'Resto del Carlino' e al segretario dei ds di Bologna Andrea De Maria.

Il 1 maggio da una cabina telefonica di via Milazzo ha telefonato al 112 preannunciando la presenza di un ordigno esplosivo in piazza XX Settembre che poi non e' stato trovato. L'11 maggio da una cabina di via 4 novembre ha telefonato al 'Resto del Carlino' rivendicando la paternita' di due attentati esplosivi ai danni di altrettante sedi di lavoro interinale avvenuti la notte precedente. Dalle indagini e' comunque emerso che quegli attentati non li ha commessi lui.

Il 16 maggio dalla cabina di via IV Novembre ha telefonato al 'Resto del Carlino' rivendicando un attentato incendiario a due autovetture che erano parcheggiate in vicolo Olanda, nel centro di Bologna, a pochi passi del portavoce del sindaco Cofferati, Massimo Gibelli. In questo caso gli inquirenti sono assolutamente certi che l'autore sia stato lo stesso Senatore. Le fiamme hanno distrutto in questo caso due Smart. Questa escalation di episodi ha convinto il gip a disporre la custodia cautelare in carcere. Molti gli elementi raccolti dagli inquirenti a carico di Senatore. Nel suo computer sequestrato nel luglio scorso e' stata trovata la brutta copia della lettera firmata Pcc che poi ha inviato il 3 maggio scorso. E' piu' o meno identica a quella definitiva ed e' stata salvata in tempi compatibili con la spedizione, nel senso che l'aveva preparata prima e non aveva potuto in alcun modo averla letta sui giornali.

Dai tabulati del suo telefono cellulare e' emerso che poco tempo prima di spedire le lettere e telefonare ai giornali per rivendicare i vari attentati, Senatore aveva recuperato i numeri e gli indirizzi telefonando a un gestore specializzato in tale fornitura. Sono stati poi recuperati fotogrammi che ritraggono il 38enne nei pressi di vicolo Olanda dove il 16 maggio scorso sono state incendiate le due autovetture. Senatore viene visto mentre si avvicina alle autovetture, poco prima degli incendi, e dopo mentre assiste allo spegnimento degli incendi da parte dei vigili del fuoco. Per questo episodio la Procura gli aveva contestato il danneggiamento a seguito di incendio, ma il gip ha ritenuto di imputargli il reato piu' grave di incendio doloso. Inoltre la comparazione tra la sua voce e quella del telefonista che ha chiamato 'Il Resto del Carlino' e il 112 e' stata ritenuta abbastanza forte dai carabinieri del Ris.

Senatore e' risultato possedere un diploma di artificiere e questo secondo gli inquirenti denoterebbe la sua ulteriore pericolosita'. La vicenda aveva destato non poche preoccupazioni a Bologna la scorsa primavera. Si era anche innescata una sorta di polemica tra il sindaco Cofferati e gli inquirenti accusati di non fare abbastanza o comunque di non dare il giusto peso ai fatti. Oggi dalla Procura, hanno fatto sapere che il risultato raggiunto e' "una sorta di risposta alle critiche non proprio ponderate a chi quel tempo stava lavorando. Critiche avventate rispetto alla ponderatezza delle valutazioni di questo ufficio".

Stamattina, tra le tante perquisizioni, gli investigatori si sono presentati nell'ufficio di un sindacalista della Alai-Cisl, ma lo hanno fatto solo perche' l'uomo e' amico di Senatore e quindi cercavano eventuali prove a carico di quest'ultimo.

Una probabile spiegazione a quanto fatto da Senatore la scorsa primavera potrebbe essere dovuta, secondo gli inquirenti, a una sorta di accanimento che Senatore denunciava nei suoi confronti da parte dela polizia municipale di Bologna che in decine di circostanze lo hanno multato per questioni legate alla sua attivita' come il mancato rispetto degli orari di apertura del locale o i rumori che provenivano dallo stesso. Accanimento dovuto, sempre secondo l'arrestato, al fatto che lui avesse un credo politico diverso da quello dell'amministrazione comunale.

fonte Adnkronos

Qui non si dice che Senatore

Qui non si dice che Senatore è un “simpatizzante di destra” (“Il Bologna”), cioè un ‘mitomane’ fascista che ha ottenuto, o comunque favorito e legittimato, il delirio securitario bolognese. Una strategia della tensione formato osteria, ma pur sempre efficace.

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