Dentro e fuori i Cie di Bologna e Roma

Autore:
antirazzista

10/05/09 - Aggiornamenti da dentro e fuori i Cie di Bologna e Roma

Continuano le mobilitazioni dentro e fuori le gabbie di Roma e di
Bologna. Nate dal pestaggio di Raya e dalla morte di Nabruka, sembrano
proprio disegnare una nuova ondata montante di questo movimento per la
distruzione dei Centri che, nato con le rivolte lampedusane di inizio
anno, ha già ampiamente minato il tranquillo trantran dei lager di
mezza Italia. Un mese e mezzo sulle barricate, con scioperi, rivolte
ed evasioni di massa, poi la risacca dopo la notizia dell’effimera
sconfitta del governo sulla normativa dei sei mesi e poi ancora le
piccole e grandi vendette dei gestori dell’ordine contro alcuni dei
protagonisti delle lotte. Ora che la tregua è rotta, si torna
all’attacco. Ricomincia la mareggiata: noi, come sempre, siamo
orgogliosi di documentarla.

Bologna. A concludere la settimana di fuoco del pestaggio di Raya ci
pensano due reclusi, con determinata disperazione: uno inghiotte 10
lamette da barba, mentre l’altro si taglia in tutto il corpo, in
particolar modo nelle gambe. L’ambulanza, come sempre, è stata
chiamata con grande ritardo e reticenza dagli operatori della
Misericordia. Il primo è stato ricoverato, mentre il secondo, curato
alla svelta, è ancora nel Centro, però in isolamento, piantonato dalla
polizia e separato dai suoi compagni di detenzione. La sera prima
fuochi d’artificio avevano illuminato il cielo di fronte al Centro a
segnare la vicinanza tra i solidali fuori e i reclusi dentro - e la
voglia di lottare assieme.

Roma. Un corteo, autoorganizzato e fuori dalle sigle, ha attraversato
Roma nel pomeriggio di sabato. Trecento persone, e tra loro tanti
migranti. Un modo per ricordare Nabruka, ma anche per dare delle
indicazioni precise di lotta: non a caso i manifestanti, caldi e
determinati, si sono mossi fin sotto la sede della Croce Rossa e i
crocerossini, da bravi umanitari, si sono fatti proteggere da qualche
bel cordone di celere. Il giorno dopo, un presidio a Ponte Galeria,
invade la zona militare che circonda il centro - zona interdetta da
sempre nelle carte dei questurini - e la riempie di urla, slogan e
fumogeni. Un’enorme striscione si monta sui tralicci. Anche da dentro
la gente grida ed è entusiasta di non essere più tanto sola: il muro
per un attimo è un po’ più basso.

Da parte sua la polizia chiude nelle strutture le prigioniere per
impedir loro di vedere lo striscione dal cortile e scaglia i rinforzi
contro i solidali. Arrivano i pompieri e la scientifica a rimuovere lo
striscione e la gente fuori viene identificata. Nessuno si scoraggia,
si tornerà.

Ascolta la diretta sul corteo di Roma e sul presidio a Ponte Galeria su:
http://www.autistici.org/macerie/?p=15163

Per essere sempre aggiornato con le lotte a Bologna, leggi:
http://scheggia.noblogs.org/

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