imparare a dire no

Autore:
Cleophas AdrienDioma

riporto qui sotto un articolo di un immigrato del burkina faso da 10 anni in italia.
sabato a bologna ci sara' una manifestazione a sostegno dei diritti dei migranti contro i nuovi provvedimenti che vedrebbero aggravare il reato di clandestinita' e rendere sempre piu' impossibile la vita per un immigrato in italia.

maggiorni info

forse e' arrivato il momento di dire no. no a questi attacchi
ingiustificati e incomprensibili, no a questa vita senza certezze, no alle
domande senza risposte, no a questa schiavitu' che non dice il suo nome, no
al fatto di sentisi rifiutati come esseri umani solo perche'
extracomunitari.
forse e' arrivato il momento di affermare che le cose non possono
continuare cosi', svegliarsi la mattina con la paura che una nuova legge ci
rubi le speranze. forse e' arrivato il momento di guardarsi allo specchio e
di ammettere che pian piano ci stanno togliendo tutti i diritti per
lasciarci solo i doveri. Con la legge Bossi-Fini il permesso di soggiorno
e' diventato un contratto di soggiorno: senza lavoro non abbiamo nessuna
ragione di esistere in Italia. Poi e' arrivata la parte migliore: in questo
periodo di crisi mondiale, in cui il lavoro e' sempre piu' raro, hanno
deciso che senza un contratto di lavoro valido per piu' di un anno o senza
un reddito minimo non possiamo rinnovare il permesso di soggiorno, non
possiamo rinnovare la residenza, non possiamo piu' vivere qui in italia. Ma
dove si trova un contratto del genere soprattutto adesso che il lavoro lo
offrono solo le agenzie interinali o le cooperativedi lavoro temporaneo?
Tanto valeva rimanere nella clandestinita'. Fare tutti questi sforzi per
poi non capire piu' a cosa sono serviti. Enoi cosa facciamo? Si noi immigrati cosa facciamo?
Possiamo continuare a fingere di non conoscere la gravita' della situazione? Bisogna fare qualcosa, ma cosa?
C'e' una piccola risposta a questa domanda: imparare semplicemente a dire no. Dobbiamo unirci e dimostrare a chi ci sta di fronte che siamo capaci di comunicare, che siamo capaci di dire no, di fermarci e far vedere che esistiamo anche noi. Smettere tutti insieme di lavorare per dire no,adesso basta.
Basta a queste lunghe attese pre ritirare un pezzo di carta che non ci da' neanche la certezza di una vita migliore, basta con i giornali che passano il tempo a parlare di noi in termini negativi, basta essere usati come ornamenti quando ce ne e' bisogno e poi buttati via quando non serviamo piu'.
Basta.
Dobbiamo solo imparare a dire no. Mettere da parte le divergenze politiche e ideologiche, le nostre origini, le nostre differenze culturali, metterci insieme e dire no, basta.
Anche per una sola volta ma seriamente.

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