Cesena: l'ipocrisia del sindaco nel motivare lo sgombero del Confino.

Autore:
FC

Qua sotto il contenuto per esteso di una lettera aperta al sindaco di Cesena e la versione ridotta riportata sul Corriere di Cesena. Lo scritto chiede conto all'amministratore delle esternazioni di qualche giorno prima in merito ai motivi dello sgombero, che parrebbero una bella e ipocrita scusa.
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Lettera per esteso:

Caro Giordano Conti, mi ha indignato il tuo commento sullo sgombero del Confino (Corriere 07/05/08 pag 23).
Hai ucciso l'unico spazio totalmente libero di Cesena nascondendoti dietro presunti benefici per la popolazione meno agiata, sotto forma di case "pubbliche". Hai il coraggio di assumerti la responsabilità delle tue affermazioni?
Intanto vendendo il patrimonio immobiliare del comune, per fare cassa, dimostri di non avere un solido piano casa e di agire allo sbaraglio. La più avanzata politica della tua giunta in materia di "alloggi" è il concordato con i proprietari, affichè affittino a qualche spicciolo in meno le abitazioni. In cambio regali lo sgravio dell'ICI. Meno ICI uguale meno soldi che entrano nelle casse comunali, uguale necessità di sopperire a quel mancato introito tassando qualcos'altro a tutti. Anche a chi "beneficia" dello sconticino sull'affitto.
Forse questa città è un'isola meno infelice di altri luoghi come Bologna, e il disagio abitativo non esplode troppo, relegato agli immigrati che dormono nelle catapecchie abbandonate a un tiro di schioppo dal centro. A gente comune che stringe i denti, svenandosi per pagare la rata di un mutuo imposto dagli affitti così alti da rendere necessario comprare una casa a rate, per non buttare i soldi nella spazzatura. Cosa offri loro?
Cosa costruirai con i soldi della vendita del Confino e degl'altri beni? Un quartiere di proprietà PUBBLICA, con appartamenti da affittare a prezzi popolari secondo il bisogno? O sarà invece la solita ediliza convenzionata/sovvenzionata, in cui il fine ultimo è immettere gli alloggi sul mercato? Ovvero dare incentivi economici ai costruttori che vinceranno l'appalto, per costruire in periferia a costi relativamente contenuti e poter vendere case edificate in economia a prezzi leggermente più bassi del mercato immobiliare. In questo secondo caso, ti suggerisco di smentire al più presto la parola "pubblico". Qualcuno potrebbe pensare a una truffa, a una laida ipocrisia. Per ora, complimenti per aver privato "noi giovani" locali di un punto d'incontro che ci offriva spazio, possibilità di espressione e scambio culturale senza chiedere nulla, senza imporci nulla.
M.Z.
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Articolo del Corriere di Cesena 09/05/08. Pag 25.

Lo sgombero del Confino continua a far parlare. Ci sono interventi di toni diversi.
Mario Guidazzi (Pri) che si lamenta perchè quando lui sollevò il problema in Consiglio comunale gli fu risposto che l'amministrazione comunale era intenzionata a mantenere buoni rapporti con gli occupanti e che quindi avrebbe definito con loro un rapporto convenzionale.
"Questa inversione ad U - scrive Guidazzi - dimostra che la sinistra è schizofrenica, che il tentativo fallito di organizzare gli alternativi era suggerito da un antico principio "nessun nemico a sinistra", che non è accettabile per questa sinistra accettare un consiglio dalla minoranza, pervasa com'è dal complesso "dei migliori", il matrimonio con gli ex-democristiani ha portato nel PD quell'atteggiamento pretino detto comunemente buonismo".
Diverso il tono di M.Z., frequentatore del Confino. Si dice deluso dal commento del Sindaco sullo sgombero. E accusa Conti di aver "ucciso l'unico spazio totalmente libero di Cesena" nascondendosi dietro "presunti benefici per la popolazione meno agiata, sotto forma di case pubbliche".
Z. ritiene che vendendo il patrimonio immobiliare del Comune, per fare cassa, il sindaco dimostra "di non avere un solido piano casa e di agire allo sbaraglio. La più avanzata politica della tua giunta in materia di alloggi è il concordato con i proprietari, affichè affittino a qualche spicciolo in meno le abitazioni".
Poi pone una domanda al sindaco: "Cosa costruirai con i soldi della vendita del Confino e degl'altri beni? Un quartiere di proprietà pubblica, con appartamenti da affittare a prezzi popolari secondo il bisogno? O sarà invece la solita ediliza convenzionata/sovvenzionata, in cui il fine ultimo è immettere gli alloggi sul mercato? Ovvero dare incentivi economici ai costruttori che vinceranno l'appalto, per costruire in periferia a costi relativamente contenuti e poter vendere case edificate in economia a prezzi leggermente più bassi del mercato immobiliare. In questo secondo caso, ti suggerisco di smentire al più presto la parola "pubblico". Per ora, complimenti per aver privato "noi giovani" locali di un punto d'incontro che ci offriva spazio, possibilità di espressione e scambio culturale senza chiedere nulla, senza imporci nulla."

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