Ricordate Daniele Medri (www.medri.org), autore dell'articolo su sociopatia e confino pubblicato sul suo bloc (cesenablog.wordpress.com)?
Dopo lo sgombero del Confino stesso è tornato ad occuparti della vicenda.
Si sottolineano solo alcune perle:
1. "Lo sgombero dell’edificio abusivamente occupato da 8 anni non è avvenuto per questioni ideologiche o culturali, è successo per la volontà di alcuni cretini."
2. "Concludiamo con una parola di elogio per il Sindaco Giordano Conti che in questa occasione ci ha stupito positivamente. Approvando lo sgombero ha finalmente dato una prova di coraggio che lo avvicina ad altri suoi colleghi, Cofferati (Bologna) e Cacciari (Venezia), nella difesa territoriale della legalità."
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http://cesenablog.wordpress.com/2008/05/07/nella-direzione-della-legalit...)
Nella direzione della legalità
Maggio 7, 2008 di Redazione
Le conversazioni creano valore e le idee sono meme.
Questo blog si fonda su questi principi e i suoi cittadini-autori mettono il proprio volontario impegno per sollevare le questioni del territorio ed incentivare lo scambio educato e civile tra parti.
Allo stesso modo si è trattata la questione del Confino, l’ex-scuola elementare di Ponte Cucco occupata abusivamente da 8 anni. Avevamo fornito i riferimenti di chi era direttamente coinvolto, gli squatters e il loro sito con tutta la documentazione del caso, l’accurata analisi giornalistica di Michelangelo Bucci che da anni seguiva la vicenda, la posizione politica di Luigi Di Placido (PRI) che insieme ad altri esponenti politici del centro-destra ha sollevato il problema in comune e ne ha documentato gli sviluppi.
Poche ore dopo il nostro pezzo spunta la prima replica, una risposta assurda con accuse infamanti e totalmente infondate pubblicata su un blog esterno senza diritto di replica. Una dimostrazione di ostilità assurda nei nostri confronti che avevamo aperto la questione e dato spazio per far emergere idee e posizioni.
Dopo neanche tre mesi, la sorpresa.
Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto molte telefonate e mail che ci informavano di quanto stava accadendo: il Confino, lo sgombero. Non è mai piacevole risolvere le controversie con estremi rimedi, ma evidentemente così doveva andare. Lo sgombero dell’edificio abusivamente occupato da 8 anni non è avvenuto per questioni ideologiche o culturali, è successo per la volontà di alcuni cretini.
Per ben due volte il Comune ha proposto accordi per risolvere l’occupazione abusiva in maniera tollerante. Una proposta in linea con quanto avviene con le altre numerose associazioni culturali locali del territorio che trovano una collocazione nelle strutture comunali preposte. Un’offerta che nessuno dei diretti interessati ha accolto ed accettato.
Si è arrivati agli estremi rimedi e ora c’è una struttura comunale con porte e finestre murate che risulta inutilizzabile anche da chi civilmente avrebbe la volontà e i diritti per farlo. Un conto salato da pagare, quello delle sgombero, sul quale il Comune si esprimerà nei prossimi giorni per definire le relative responsabilità.
La cronostoria della giornata di ieri è fornita dal Resto del Carlino (pubblicazione del 7 maggio 2008):
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/cesena/2008/05/07/86257-assedio_...
L’ASSEDIO comincia all’alba. Manca un quarto d’ora alle sei e a Ponte Cucco dormono tutti, compreso il manipolo di persone che da otto anni stanno occupando abusivamente l’edificio di quella che una vola era una scuola elementare e ora è diventato un centro sociale: ‘Al Confino’. Davanti alla struttura si posizionano un centinaio di uomini tra polizia, carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco e guardie zoofile. Ci sono anche un’ambulanza, un medico, un fabbro, gli operai e i muratori del Comune.
Quelli che stanno dentro, che sono cinque, invece di aprire, salgono sul tetto e provano a resistere. La loro protesta però dura meno di un’ora, poi si fanno convincere dalle forze dell’ordine e scendono.
LE GUARDIE zoofile prendono in consegna il gruppo di cani che vivono all’interno dell’alloggio (verranno riconsegnati ai loro propietari dopo qualche ora) e superano il cancello. La struttura è stracolma di roba: vecchi mobili, poltrone, strumenti musicali, televisioni e frigoriferi. C’è anche un angolo bar. Bisogna sgomberare tutto.
Gli occupanti, tutti giovani, devono essere identificati. Non dalle forze dell’ordine però, perchè loro non riconoscono le divise e l’autorità. Devono procedere le guardie zoofile. L’intera area è blindata: la polizia municipale chiude la strada e non permette di avvicinarsi, concedendo deroghe solo a una carovana di camion e furgoni che parcheggiano davanti alla ex scuola elementare e che servono per il trasloco coatto.
GLI OGGETTI di maggior valore vengono trasportati in magazzini di amici o ‘compagni’ solidali, altri invece finiscono al deposito comunale, con l’impegno da parte degli occupanti di recuperarli nel giro di breve tempo. Quello che non serve più o non interessa a nessuno, viene ammassato nel giardino della scuola.
MENTRE i furgoncini fanno la spola avanti e indietro, i muratori e gli operai si mettono al lavoro dentro l’edificio, murando porte e finestre. Sbarre, inferriate e mattoni per mettere la parola fine all’occupazione. Le forze dell’ordine assistono alle operazioni in seconda fila, vigilando sul comportamento degli squatter. Non ci sono scontri, ma la tensione è palpabile.
GLI OCCUPANTI esprimono la loro contestazione con le bombolette spray, scrivendo sulla facciata dell’edificio che ‘Al Confino continua’ e che ‘I posti si sgomberano le idee no’. Gli uomini dell’Enel staccano i cavi elettrici mentre i varchi d’accesso vengono chiusi uno dopo l’altro. Gli ormai ex occupanti si radunano fuori, si alternano a bere dal rubinetto di una fontana pubblica e portano a passeggio al guinzaglio i loro cani. Le ore passano. Intorno alle tre del pomeriggio l’operazione si conclude: l’edificio è vuoto e chiuso. Gli squatter si allontanano e così fa anche il grosso delle forze dell’ordine. Il servizio di vigilanza della polizia municipale invece prosegue per qualche altra ora.
L’attenzione intorno alla ex scuola elementare rimarrà comunque alta anche nei prossimi giorni, visto che polizia, carabinieri e vigili urbani continueranno a tenere sotto stretta osservanza l’area per scongiurare eventuali tentativi di rioccupazione. Al momento nessuno degli occupanti è stato denunciato.
(fine citazione carlino)
Concludiamo con una parola di elogio per il Sindaco Giordano Conti che in questa occasione ci ha stupito positivamente. Approvando lo sgombero ha finalmente dato una prova di coraggio che lo avvicina ad altri suoi colleghi, Cofferati (Bologna) e Cacciari (Venezia), nella difesa territoriale della legalità. Se ritorna sui suoi passi anche per la questione ambientale, magari riconsiderando in maniera opportuna il porta-a-porta in consiglio comunale, avrà un posto di rilievo nei nostri cuori. Ambizione più che lecita per un Sindaco uscente che vuole lasciare un buon ricordo di sé tra i propri concittadini.