Questo pezzo è tratto da Cesena Blog...
Vorrebbe essere un commento stigmatizzante una riflessione lasciata da una persona su un "dibattito" aperto dal blog stesso, a proposito del Confino Squat. Come si evince dal pezzo, scritto nella migliore tradizione dei pennivendoli biliosi e senza argomenti, il bloggher strumentalizza il concetto di malattia mentale per screditare l'avversario.
Gli viene dato del sociopatico, termine che l'autore si premura di definire secondo una certa rivista (tale Psyreview) che caratterizza il "malato di sociopatia" come un individuo che si permetta di ragionare ed esporre un pensiero critico sull'ordine sociale determinato dall'alto.
L'uso dei termini "legalità" e "devianza (psichica o sociale)" come concetti di cui solo il gruppo di potere che per legge li applica può definirne il portato semantico, è un cancro sempre più diffuso. Un comodo trucco per sottrarre diritti alla gente, a cui viene proibito di dissentire per legge ( vedetevi la storia di proibito Fighter and Lovers che ne è un ottimo esempio) ... inutile constatare nuovamente che la delega e la rappresentanza non stanno funzionando e il potere genera mostri.
Buona lettura.
PS: Il Blog è senza firme, non ho idea di chi sia a scriverci.
L'odio sotto la pelle
Esistono storie personali molto difficili: sacrifici, situazioni familiari disgregate o complesse, fallimenti. Quando particolari equilibri si spezzano e il futuro diviene una cosa troppo grande da gestire, il proprio allontanamento sembra l’unica soluzione plausibile. La tensione diventa un peso sulla stomaco, cresce la rabbia e l’odio.
C’è stata una replica sulla questione del centro sociale Al Confino e non è avvenuta sul luogo della discussione. Non si è aggiunta a quelle già presenti, contrastanti ma espresse in maniera civile. La replica è giunta dall’esterno, dove il confronto è inibito a monte da un singolo individuo che si pone al centro dell’universo. Una replica che non accetta critiche, nessuna contestazione.
Ai margini, Al Confino, borderline come quel disturbo della personalità che prende il nome di “sociopatia”. I sociopatici sono persone che si preoccupano solo di soddisfare i propri bisogni e desideri, egoismo ed egocentrismo all’estremo e spesso sono convinti di fare qualcosa di buono per la società (…o almeno niente di così brutto).
La rivista Psyreview delinea i seguenti tratti caratteristici del sociopatico:
1. incapacità di conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di condotte suscettibili di arresto;
2. disonestà, come indicato dal mentire, usare falsi nomi, o truffare gli altri ripetutamente, per profitto o per piacere personale;
3. impulsività o incapacità di pianificare;
4. irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o assalti fisici ripetuti;
5. inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri;
6. irresponsabilità abituale, come indicato dalla ripetuta incapacità di sostenere un’attività lavorativa continuativa, o di far fronte ad obblighi finanziari;
7. la mancanza di rimorso, come indicato dall’essere indifferenti o dal razionalizzare dopo avere danneggiato, maltrattato o derubato un altro
Circa la classificazione, in letteratura si distinguono principalmente quattro tipologie: il sociopatico “comune”, “alienato”, “aggressivo” e “dissociale”. Il comune è caratterizzato soprattutto dalla mancanza di coscienza; l’alienato dalla sua incapacità ad amare o essere amato; l’aggressivo da una costante vena sadica; e il dissociale dalla capacità di conformarsi alle regole di una gang, a patto che siano sbagliate.
Ora, definiti i presupposti base per l’analisi, troverete di seguito copia della replica indicata:
(inzio commento incriminato)---Ogni tanto a Cesena qualcuno si sveglia male ed attacca il Confino Squat. Così, perchè non sa cosa fare, nè cosa dire, allora attacca il Confino. Oppure semplicemente per dire una cosa di destra, che va sempre di gran moda tra l’elettorato televisivamente passivo. Risale solo a qualche giorno fa l’ultimo “interessamento” sulla questione-Confino, da parte di un blog di Cesena attivo da poco ma non immediatamente inquadrabile poichè non firma alcun intervento. E’ interessante però perchè linka, oltre al sito dei Contrasto con un recente comunicato dei ragazzi del Confino, anche due interventi piuttosto vomitevoli.
Il primo è di uno dei soci del Teatro Verdi, il locale più alla moda della “cesenabene”, mondo fortunatamente distante anni luce dalla realtà di impegno sociale e rivendicazione politica propugnata da uno spazio libero come il Confino. Comunque questo probabilmente non sa nulla della storia del Confino e fino a qualche mese probabilmente ne ignorava anche l’esistenza. Adesso va di moda spararci sopra, tra qualche mese tornerà tranquillamente ad occuparsi del divertimento notturno dei “giovini cesenati”.
Il secondo è un pezzo del Corriere Cesenate, il settimanale dei preti, a firma Michelangelo Bucci. Quella di Bucci contro il Confino è una battaglia vecchia, che affonda le radici negli anni, fatta di velenosi pezzi a suo tempo pubblicati su un quotidiano locale. Conosco bene Bucci e le sue convinzioni apertamente sioniste, e quindi questa ennesima presa di posizione non mi stupisce. Niente di particolare, dunque: sono i soliti strali dei soliti nemici. Che vanno odiati e combattuti come sempre.
Ma in realtà che aria tira al Confino? Non una brutta aria, a quanto sembra. Le imminenti elezioni politiche potrebbero contribuire a congelare la situazione. Quei ragazzi hanno diritto, e noi il dovere, di tenere vivo quel posto altrimenti abbandonato. Lo sanno bene anche i sedicenti partiti comunisti al governo dei nostri Enti locali. Lo sa l’assessore Maria Grazia Zittignani che un eventuale sgombero sarebbe inaccettabile e che farebbe perdere a lei ed al suo partito ogni benchè minimo briciolo di credibilità. Lo sa anche Monica Donini, presidente dell’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna, attiva nella mediazione tra i ragazzi del Confino ed il resto del mondo. Anzi, si tratta quest’ultimo di uno sforzo da incoraggiare ed applaudire, con l’augurio che non sia dovuto alla sola scadenza elettorale.
Restiamo in attesa di ulteriori notizie. E di qualche altro moralizzatore pronto per la sua bella predicozza contro il Confino. ------- (Fine commento incriminato ndr.)
L’odio sotto pelle.
Quella rabbia che fa alzare il dito in segno di accusa contro un nemico inesistente. A volte basta il solo aspetto, l’abito. Quella rabbia che ti fa digrignare i denti e stringere forte i pugni. Uno specchio, basterebbe questo. Per capire, per osservare, quel nemico che ha il proprio volto e le proprie sembianze.
Fonte: http://cesenablog.wordpress.com/2008/03/05/lodio-sotto-pelle/
Ti dirò, malgrado la tua
Ti dirò, malgrado la tua premessa, trovo la risposta molto bella e ben scritta. Non c'è nemmeno alcun riferimento a persone quindi il tuo mi sembra solo la miccia per accendere l'ennesimo flame in rete.
Dubbio
Non capisco come fai a considerare "risposta" la citazione, da una rivista, della definizione di sociopatico... non centra nulla con il commento che critica nè con Il Confino e quanto avviene tra quelle mura... se non appunto per attaccare senza argomenti facendo leva sul concetto di malattia
anonimato
caro "redazione", hai un po' rotto le scatole con questo vile anonimato... e con le risposte in fotocopia, su indy così come nelle email...
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