3 STORIE DI ORDINARIO FASCISMO
STORIA N.1
ROMA:
S. Paolo, Catarci: "Aggredito egiziano, inneggiavano a Mussolini"
"In quattro sono scesi dalla macchina in pieno giorno, verso le 12, all'altezza di Valco San Paolo - Viale Marconi, hanno aggredito un ragazzo egiziano e se ne sono andati via, dopo 'l'eroica vigliaccata', inneggiando a Mussolini".
Lo denuncia Andrea Catarci, presidente del Municipio XI. "Il ragazzo, in evidente stato di shock, è stato ricoverato all'ospedale San Camillo, dove gli è stata riscontrata la rottura del setto nasale - racconta Catarci - Al danno riportato potrebbe aggiungersi una tragica beffa: secondo la vergognosa normativa sulla sicurezza recentemente approvata, se il giovane non avrà i documenti in regola rischia di essere anche espulso! Ma non è un pericolo da allontanare, è la vittima di un infame agguato a cui la città intera deve porgere immediatamente le sentite scuse.
Da parte mia sarei felice di poter incontrare il ragazzo nella sede del Municipio Roma XI. Alla vigilia della manifestazione antirazzista che sabato attraverserà Roma, è importante che ci si adoperi per aiutare l'aggredito e che si assuma seriamente, tra le priorità dell'agenda politica, la necessità di contrastare in ogni modo l'attuale clima di insofferenza ed odio verso le diversità. Alemanno non si limiti alle solite dichiarazioni di facciata - conclude Catarci - inviti a sua volta il giovane in Campidoglio e abdichi alla malsana idea di emettere l'annunciata ordinanza contro i lavavetri. Che è proprio un'altra incitazione all'intolleranza!".
STORIA N.2
ROMA:
Transgender aggredito all'Eur
ricoverato e operato alla testa
"Questa mattina ci è stato segnalato un episodio di aggressione che ha visto coinvolta all'Eur C.A, una persona transgender che adesso è ricoverata in ospedale, dove ha subito un intervento alla testa. A contattarci e a riferirci dell'aggressione sono stati i suoi amici". E' quanto dichiara in una nota il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo.
"Fin dalle prime ore di questa mattina - aggiunge Marrazzo - stiamo seguendo la vicenda: siamo stati in ospedale dove abbiamo fatto visita alla vittima. E' un'aggressione violentissima e dolorosa, da condannare con forza. Se dovesse essere confermato il movente discriminatorio saremmo di fronte a una circostanza dalla gravità eccezionale".
L'aggredita ha nominato come avvocato il responsabile legale di Arcigay Roma, Daniele Stoppello, che aggiunge: "al momento ricorda ancora poco, ma stiamo comunque provando a ricostruire la dinamica di quanto avvenuto".
STORIA N.3
NAPOLI:
Omosessuale aggredito in metropolitana:
"Mi hanno puntato un pugnale ai testicoli"
Un giovane docente minacciato e insultato da tre giovani con la testa rasata: «Gay di m... sei un essere putrido»
NAPOLI - A Napoli è ancora violenza omofobica. Ieri sera intorno alle sei Mario (nome di fantasia), un giovane docente omosessuale napoletano, è stato aggredito da tre teste rasate nella stazione della metropolitana «Quattro Giornate». «Sei un ricchione di m..., sei un essere putrido» gli hanno gridato. Lo hanno costretto in un angolo, contro il muro, e gli hanno puntato un coltello sotto i genitali, minacciandolo: «Non urlare sennò sei morto». L’aggressione è avvenuta intorno alle 18 mentre il docente aspettava la metropolitana seduto sulla panchina della stazione, in quel momento deserta, per tornare a casa dopo il lavoro. «All’improvviso si sono avvicinati tre ragazzi tutti con le teste rasate e vestiti con un bomber verde. Uno aveva il cappuccio sulla testa ma non avevano i volti coperti» racconta Mario, che prosegue: «Non ho neanche avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo che mi hanno preso per la gola mi hanno intimato "alzati" e poi mi hanno sbattuto contro il muro. Inizialmente credevo che si trattasse di una rapina».
L'INTIMIDAZIONE - Ma il giovane insegnante si è presto accorto che si trattava invece di un’aggressione a sfondo omofobo. «Essere putrido, fai schifo», inveivano gli aggressori. Hanno continuato a insultarlo e minacciarlo per qualche minuto, puntandogli un’arma bianca sotto i genitali e, dopo averlo terrorizzato, se ne sono andati. «Spero che le autorità facciano qualcosa - commenta il giovane docente, ancora sotto shock - Ho paura. La situazione a Napoli non è tranquilla per noi omosessuali».






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