Sfruttamento della prostituzione: poliziotto arrestato e "Carlino" indagato
Annunci sul web e sulla carta stampata
Due "istituzioni cittadine", sempre prodighe di lezioni su legalità e morale, coinvolte nell'operazione che ha svelato un giro di prostituzione gestito attraverso siti internet e annunci su carta stampata. Tra le quattro persone arrestate questa mattina c'è anche un poliziotto in servizio alla questura di Bologna, accusato insieme agli altri di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Indagato anche il direttore del Resto del Carlino, accusato di "omesso controllo" su 800 annunci di prestazioni sessuali pubblicati all'interno del quotidiano.
7 ottobre 2009






da rcdc
Escort in rete: arrestato un poliziotto e indagato il direttore del Carlino
7 ott. - C’e’ anche un dipendente della Polizia di Stato in servizio alla questura di Bologna fra le quattro persone arrestate questa mattina dalla Squadra mobile di Bologna nell’ambito dell’operazione “Escort in rete“, con la quale la Polizia ha portato alla luce, a Bologna, un giro di prostituzione gestito attraverso siti internet e annunci su carta stampata. Il capo d’imputazione è per tutti lo stesso: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le quattro persone si occupavano della gestione dei portali e ora si trovano agli arresti domiciliari.
Contestualmente, il direttore responsabile del Resto del Carlino, Pierluigi Visci, è indagato per “omesso controllo” su 800 annunci di prestazioni sessuali pubblicati all’interno del quotidiano. Secondo il pubblico ministero Valter Giovannini, il direttore del ‘Carlino’ “ometteva la doverosa vigilanza e il doveroso controllo e consentiva che venissero pubblicati nella sezione ‘piccola pubblicita” annunci espliciti di favori sessuali”. La scelta di pubblicare le inserzioni anche sul quotidiano, ad un costo mensile di quasi 2.000 euro, sarebbe stata una volontà precisa di alcune prostitute e transessuali, convinti che questa forma di pubblicità portasse più clienti. Gli investigatori hanno precisato che molti dei siti sequestrati non avevano effettive restrizioni per limitare l’accesso dei minori, e in alcuni sarebbero stati offerti esplicitamente rapporti sessuali non protetti.
A partire da dicembre 2008, l’operazione “Escort in rete”, che secondo la Polizia riguarda un volume di affari di diverse decine di migliaia di euro, ha portato al sequestro di 15 siti e a 8 sequestri preventivi di
materiale informatico nonché della rubrica del ‘Resto del Carlino’ contenente le inserzioni erotiche.
link: http://radio.rcdc.it/archives/escort-in-rete-arrestato-un-poliziotto-e-i...
da repubblica.it
Quattro persone arrestate con l'operazione "Escort in rete", con la quale la polizia ha scoperto un giro di prostituzione gestito attraverso siti internet e annunci sulla carta stampata. Per tutti e quattro è scattata l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le quattro persone si occupavano della gestione dei portali, il poliziotto è un funzionario dell'ufficio tecnico della Questura di Bologna
A partire da dicembre 2008-gennaio 2009, l'operazione "Escort in rete", che secondo la Polizia riguarda un volume di affari di diverse decine di migliaia di euro, ha portato al sequestro di 15 siti, a 14 perquisizioni che hanno messo in evidenza la presenza a Bologna di 12 case di prostituzione.
Contestualmente, il direttore responsabile del Resto del Carlino Pierluigi Visci è indagato per "omesso controllo" su 800 annunci di prestazioni sessuali pubblicati all'interno del quotidiano. Secondo il pubblico ministero Valter Giovannini, il direttore del 'Carlino' "ometteva la doverosa vigilanza e il doveroso controllo e consentiva che venissero pubblicati nella sezione 'piccola pubblicità' annunci espliciti di favori
sessuali". Il provvedimento si e' reso necessario perche' gli annunci "non si limitavano ad ammiccare o a prestarsi a doppi sensi ma- spiega Giovannini- contenevano espressioni in larga parte identiche a quelle pubblicate sui siti sequestrati, dei
quali talora veniva anche riportato l'indirizzo".
link: http://bologna.repubblica.it/dettaglio/operazione-escort-in-rete-arresta...
da adnkronos
La Procura di Bologna sequestra la rubrica di annunci sexy de 'Il Resto del Carlino'
Bologna, 7 ott. - La Procura di Bologna ha disposto il sequestro preventivo della rubrica di annunci personali pubblicata dal quotidiano 'Il Resto del Carlino'. Il provvedimento, eseguito stamattina, fa parte della piu' ampia operazione contro la prostituzione, battezzata 'Escort in rete' e messa in campo dalla Questura in collaborazione con la Polizia Postale e la Guardia di Finanza. Dalle indagini, iniziate a fine dicembre 2008 e che si sono concentrate in particolare sul web, e' emerso che molte donne e uomini che si pubblicizzavano sui siti pornografici (ora oscurati dall'autorita' giudiziaria) si servivano anche delle pagine destinate alle comunicazioni personali del quotidiano.
Alcune prostitute sostenevano, infatti, che l'annuncio sul quotidiano consentiva loro di lavorare di piu'. La preferenza per l'annuncio cartaceo era dovuto al fatto che veniva consentita la pubblicazione di annunci senza alcuna censura. Ed e' stato proprio il carattere esplicito di questi annunci che ha mosso la Procura ad attuare il sequestro. "Chiunque puo' osservare che in moltissimi giornali ci sono annunci ambigui - ha spiegato oggi in conferenza stampa in Questura il pm Walter Giovannini - ma la differenza rispetto al passato sta nel fatto che si e' passati da annunci ammiccanti ad annunci con contenuti assolutamente espliciti e sostanzialmente identici a quelli pubblicati sui siti che sono stati oscurati".
Non solo "dalle inserzioni su carta si rinviava anche alle inserzioni sul sito" con tanto di indirizzo web, ha aggiunto Giovannini, precisando che il sequestro "non riguarda in alcun modo l'attivita' editoriale o di informazione, ma solo un modesto segmento, circa due colonne, dell'attivita' pubblicitaria raccolta da una societa' concessionaria". Societa' nei confronti della quale, per il momento, non risulta alcun provvedimento giudiziario. Nei guai e' finito invece il direttore responsabile del quotidiano, Pierluigi Visci, indagato ai sensi dell'articolo 57 del codice penale per "omesso controllo". La Procura, infatti, contesta il fatto che il direttore "consentiva o non impediva la pubblicazione di espliciti annunci di offerta di servizi sessuali". Quanto agli introiti che giungevano alla testata dalla rubrica sexy, un annuncio giornaliero di 20 parole richiedeva una spesa minima da parte degli inserzionisti di 64 euro per un totale mensile di 1.900 euro, a fronte di circa 150-250 euro mensili richiesti dai gestori dei siti.
link: http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/EmiliaRomagna/La-Procura-di-Bologna...
E' una indecenza
Ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto che chiunque può avere una doppia faccia. Persone che dovrebbero rispettare leggi e princìpi si vendono per il denaro commettendo orrori e prevaricando il rispetto verso il prossimo e la dignità di persone, che in taluni casi sono costrette a subire. Non ci si può più fidare di nessuno.
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