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[continuo aggiornamento] 4 luglio a Vicenza

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Per un quattro Luglio di indipendenza, dignità e partecipazione. Parte alle 15 e 30 da Rettorgole il corteo organizzatao dal Comitato No DalMolin e da molte realtà di movimento che da più di tre anni si batte dal basso per liberare il territorio vicentino dalla base di guerra e contro l'arroganza di chi continua a gestirlo passando sopra la testa di coloro che lo abitano. Una manifestazione che non guarda solo a Vicenza ma si inserisce all'interno delle più ampie iniziative di lotta, previste in tutta Italia, contro il summit del G8 dell'Aquila, altro territorio fortemente militarizzato e sottratto ai suoi abitanti in seguito al terremoto. Il corteo colorato ma determinato, come si legge nel comunicato di indizione, cingerà il perimetro della base senza interessare il centro cittadino. Numerose anche le adesioni dalle altre città e i pulman che in queste ore stanno raggiungendo la città veneta, a partire da Bologna. Segui aggiornamenti dal corteo.
4 luglio 2009

da zic: http://www.zic.it/zic/articles/art_4931.html

video da repubblica



da youreporter

materiale audio, video, foto da youreporter.it

da adnkronos

''Oggi una prova generale in vista del G8"
Vicenza, scontri al corteo contro la base Usa e allarme black bloc
ultimo aggiornamento: 04 luglio, ore 19:05

Vicenza - (Adnkronos) - Sale la tensione alla manifestazione dei 'No Dal Molin'. La leader del movimento: ''Il presidente Usa deve rendersi conto della scelta scellerata che stanno facendo". Il portavoce del presidio: ''Dimostri che è davvero l'uomo del cambiamento''. Per la polizia i manifestanti sono meno di 10mila. Scudo aereo antiterrorismo e allerta black bloc, al G8 occhi puntati sulla sicurezza . Il leit motiv no global: ''In Abruzzo iniziative diffuse e 'interconnesse'''

Vicenza, 4 lug. (Adnkronos) - Tensione e tafferugli al corteo a Vicenza contro l'ampliamento della base militare Usa. Alla testa del corteo sono stati lanciati un paio di fumogeni all'altezza del Ponte del Marchese. La portavoce dei 'No dal Molin', Cinzia Bottene, dal palco rassicura i manifestanti "state tranquilli qui non succede nulla". Gli organizzatori del corteo spiegano che i fumogeni sono stati lanciati solo per difesa. "Quando abbiamo cercato di spingere i carabinieri con gli scudi e loro hanno cominciato a manganellare noi per difenderci abbiamo usato estintori e fumogeni"

Ma c'è anche il timore 'black block'. Dietro ad uno dei camion del presidio si sono nascosti una ventina di ragazzi in tute nere con caschi, maschere antigas e zaini, ed hanno smontato alcune panche del presidio.

Dopo i momenti di forte tensione, il corteo contro il Dal Molin e' partito, in prima fila Cinza Bottene e le altre donne che reggono un grande striscione con la scritta 'No Dal Molin-Yes we can'. Dietro le tante bandiere arcobaleno dei pacifisti.

"Non abbiamo mai nascosto le nostre intenzioni, oggi varcheremo la linea rossa ed entreremo nella base, per noi non è un'occupazione" ha annunciato Cinzia Bottene, da sempre leader del movimento 'No dal Molin'. "Lo faremo per sollecitare Obama perché venga a Vicenza - sottolinea Cinzia Bottene - e si renda così conto della scelta scellerata che stanno facendo", ricordando inoltre di aver "già inviato una lettera di invito, tramite canali istituzionali al presidente Usa".

Marco Palma, portavoce del presidio 'No Dal Molin', spiega: "Il corteo di oggi è un messaggio per Obama che deve dirci se per lui è normale che in un paese civile, definito amico, la democrazia venga calpestata in questo modo".

Secondo fonti della Questura di Vicenza i manifestanti sono meno di 10 mila. Da parte sua la leader del movimento dal palco si appella ai tanti manifestanti: "non vi mandiamo al macello. Non mi prendo la responsabilita' di farvi picchiare". Mentre l'altro portavoce Olon Jackson urla dal palco: "questa e' l'unica risposta che lo Stato sa dare a chi non vuole il Dal Molin. Chi e' il criminale?".

"Il nostro interlocutore, non certo il governo italiano ma il presidente Obama, deve dimostrarci che lui è davvero l'uomo del cambiamento e che non è uguale al suo predecessore Bush". "Per questo noi lo sfidiamo: dopo il G8 venga qui a Vicenza, una nuova base Usa di 100mila metri quadrati costruita in un'unica area verde della città, sopra la più grande falda acquifera del nord Italia, e quindi a rischio inquinamento, e soprattutto ad un solo chilometro dalla Basilica palladiana. Vicenza è patrimonio mondiale dell'Unesco, la nuova base non si può fare".

"Tenteremo di entrare e di piantare le nostre bandiere su un prato verde, nulla di violento - conferma Palma -, ma soltanto di creativo, eppure oggi qui c'è un grande dispiegamento di forze dell'ordine, si parla di almeno un migliaio tra poliziotti e carabinieri. Eppure, - continua il portavoce del presidio - qui non c'è nessun pericolo di arrivo di black block. Qui oggi manifestano soltato i vicentini, uomini e donne di ogni età e di ogni fascia sociale e tante altre associazioni per la pace, arriveranno tra gli altri i rappresentanti della 'No Tav', e dell'Abruzzo". Palma ricorda: "Abbiamo acquistato questo terreno su cui sorge il nostro tendone e dove dovrebbe essere situato l'ingresso nord della nuova base Usa: siamo 500 persone, auguri a chi dovrà procedere agli espropri". Il portavoce ribadisce che il corteo "vuole essere una prova generale in vista del G8". Infatti una delegazione del presidio 'No dal Molin' partirà domani per L'Aquila.

Intanto, la Digos di Padova ha fermato alcune auto di giovani 'disobbedienti' in partenza per la manifestazione di Vicenza. All'interno delle auto la polizia ha scoperto sacchetti con bulloni e biglie ed un giovane è stato fermato e portato in questura. Dal presidio del 'No dal Molin' Luca Casarini, leader dei centri sociali del Nordest attacca: "Qui sta avvenendo una cosa inaudita e vergognosa. Vengono fermati i giovani in partenza da alcune città per venire a Vicenza. Si vuole impedire di manifestare e la cosa più grave è che questa città viene militarizzata con i carabinieri del 'Tuscania' di solito impegnati in Afghanistan".

da repubblica

VICENZA - Tafferugli tra polizia e manifestanti al corteo contro l'ampliamento della base militare di Vicenza. Dapprima sono volati sassi, lacrimogeni e qualche manganellata. Poi il corteo, composto da circa 10mila persone, ha ripreso la sua marcia con alla testa le donne del presidio con le striscione "No Dal Molin, yes we can" con disegnata la basilica palladiana. Il percorso prevede il giro della zona recintata dove sorgerà la nuova base.

Gli scontri. Alcuni manifestanti si erano attestati su un ponte sul corso d'acqua che circonda la base. Il contatto tra i carabinieri si è verificato quando questi ultimi hanno attraversato il ponte. Per difendersi i manifestanti hanno utilizzato scudi di plexiglass e fumogeni. In breve tempo l'aria della zona è diventata irrespirabile per il lancio di lacrimogeni. A quel punto il corteo si è fermato, per poi ripartire più tardi. La tensione è esplosa dopo la richiesta del corteo che voleva poter sfilare senza la presenza delle forze dell'ordine. "Non aspettiamo di essere a contatto diretto con le forze dell'ordine, non vogliamo rischiare. Loro devono rimanere all'interno dell'area del Dal Molin come era previsto. Le strade della città sono nostre e devono essere lasciate libere abbiamo diritto di percorrerle liberamente - dice il leader del comitato 'No Dal Molin' Cinzia Bottene - Non abbiamo mai nascosto le nostre intenzioni, oggi varcheremo la linea rossa ed entreremo nella base, per noi non e' un'occupazione".

G8. Domani una delegazione dei No dal Molin sarà all'Aquila in segno di solidarietà con la delegazione di abruzzesi giunta oggi a Vicenza. Sul cartellone che indicava le prenotazioni al viaggio, sistemato all'interno del presidio, erano indicate 34 persone.

Padova, manifestanti fermati. Alcuni manifestanti in partenza da Padova e diretti a Vicenza sono stati fermati dalla polizia. Da quanto si apprende sono state sequestrati alcuni sacchetti contenti biglie di ferro e bulloni. Un giovane è stato fermato e portato in questura. "E' in atto una vergognosa militarizzazione della città con il chiaro obiettivo da parte del governo di creare tensione e non far partecipare i vicentini alla manifestazione" denuncia il leader dei Disobbedienti del nordest, Luca Casarini.

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