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BOLOGNA E L'EMERGENZA ABITATIVA: REPRESSIONE A PRIMA VISTA

12 sgomberi in meno di 48 ore: a tanto ammonta il nuovo record che la Bologna di Cofferati è riuscita a compiere tra lunedì 29 e martedì 30.
Mentre il Consiglio dei Ministri approvava, con diverse riserve, il famigerato Pacchetto Sicurezza tanto richiesto dal Sindaco bolognese, le "sue" forze dell'ordine dichiaravano guerra al diritto all'abitare. Un eccesso di legalità che contribuirà al peggioramento del degrado cittadino.

Questa due-giorni nera, i cui effetti si ripercuoteranno a lungo nel capoluogo emiliano, è cominciata lunedì 29 quando Polizia, Carabinieri e vigili urbani hanno interrotto le attività del nuovo
spazio occupato in via Stalingrado 86, l'asilo dell'ex Manifattura Tabacchi di proprietà del Demanio (abbandonata da 15 anni) che il collettivo Open The Space aveva restituito alla città appena tre giorni prima.

E' di martedì 30, invece, la notizia degli sgomberi a raffica eseguiti nel quartiere San
Donato: 11 appartamenti autoassegnati dai collettivi MAO e Passepartout sono stati presi d'assalto dalle squadre antisommossa di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale.
A distanza di poche ore, un corteo spontaneo di solidarietà nei confronti degli attivisti "sfrattati" ha percorso le strade fra San Donato e la zona universitaria bloccando il traffico; non sono mancati momenti di tensione con scontri fra polizia e manifestanti.

Questa ondata repressiva è stata anticipata, la scorsa settimana, dalla chiusura forzata dell'esperienza di autorecupero che la Famiglia Bresci attuava con successo nello stabile occupato di via del Sostegno 84 e, nella stessa giornata, da due sgomberi contro altrettanti insediamenti di baracche sulle rive del fiume Reno:
non si hanno notizie più precise per quanto riguarda i fermi e le denunce a carico degli occupanti rom rumeni. Stessa sorte toccata a distanza di poco tempo al Centro di Prima Accoglienza comunale di via Terracini 14 (nel quartiere Navile) che ospitava 14 lavoratori migranti, residenti nel CPA. La motivazione dello sfratto è la situazione di morosità per le rate mensili d’affitto.

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