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SENZA TREGUA


Da sabato 21 febbraio a Bologna non si potra' piu' manifestare nel centro storico. Il prefetto Angelo Trafaglia, con il plauso del sindaco Cofferati, accoglie con zelo la direttiva
presente nel pacchetto sicurezza lanciato dal ministro dell'interno Maroni e, prima città in Italia, vieta tutte le manifestazioni politiche (compresi banchetti e sit-in) nelle principali vie del centro storico (via Indipendenza, via Ugo Bassi, via Rizzoli, piazza Maggiore, piazza Nettuno, piazza Re Enzo, piazza S. Stefano).

Da questo provvedimento comunque sono escluse le manifestazioni di carattere storico, commemorativo e, badate bene, religioso. Anche se non specificato, con manifestazione religiosa si intende in realta' manifestazioni di religione cattolica. Le autorita' politiche e le forze di polizia di questa citta' hanno infatti gia' chiaramente dimostrato la loro posizione in merito a capacita' di rispetto e dialogo tra le culture, quando hanno vergognosamente vietato le manifestazioni di solidarieta' con la Palestina per il timore che alcuni musulmani potessero pregare durante la manifestazione.
Questo provvedimento quindi, oltre a ledere la liberta' e il diritto sacrosanto di manifestare le proprie idee e comunicarle alla citta', ha anche una base xenofoba e discriminatoria.

Le motivazioni di questo grave provvedimento di stampo fascista?

Permettere, a chi ha ancora soldi da spendere, di potere fare tranquillamente shopping in centro, in un ambiente protetto (definiamolo pure irreale o surreale, al di la' del reale) e garantire la viabilita' in un centro storico in cui l'aria e' irrespirabile e la sicurezza per pedoni e ciclisti un articolo da cronaca nera.
Ma c'e' di piu' in quanto e' prevista la possibilita', di volta in volta attentamente vagliata dal questore, di poter concedere il permesso a manifestare con l'obbligo di stabilire con le istituzioni preposte un contratto di fideiussione,ovvero stabilire una figura (individuale o sociale) che abbia le garanzie di poter pagare ogni eventuale danno a cose o persone causati durante la manifestazione. In poche parole soltanto partiti o grosse confederazioni sindacali possono permettersi di poter dare queste garanzie (ed eventualmente pagare). Solo a questa cerchia oligarchica sara' riservata la liberta' e il diritto a manifestare.

Per il resto possiamo accontentarci del televoto al Grande Fratello.