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Finanziaria 2008 . Guerra e liberismo

Finanziaria 2008 . Guerra e liberismo

Ancora una volta l’ago della bilancia va dalla parte delle imprese e Confindustria ringrazia il governo eletto dai lavoratori che fa l’interesse dei capitalisti e degli imprenditori grandi e piccoli. Un dato su tutti: tra il 2007 ed il 2008 concessi sgravi fiscali e contributi permanenti alle imprese per 8 miliardi di euro l’anno, mentre il lavoro dipendente perde potere d’acquisto e dignità salariale col consenso unanime del sindacato concertativi.

Ancora una volta il lavoro dipendente e la sua valorizzazione non costituiscono il riferimento sociale centrale della politica del Governo, scelta non più definibile, semmai ce ne fosse stato il bisogno, come figlia o prodotto della necessità economica (considerando anche l’extragettito).

La manovra finanziaria 2008, approvata "con il consenso unanime su tutto da parte di tutti i ministri", come sottolinea soddisfatto il ministro dell´Economia Padoa Schioppa, è in sostanziale continuità con quella precedente.

La Finanziaria 2008 si muove all´interno del solco tracciato dal programma di legislatura: raggiungere gli obiettivi di "risanamento" del bilancio dello Stato, rendere permanente la precarietà del lavoro salariato, rilanciare attraverso il contenimento dei salari e dei costi di produzione la competitività del capitalismo italiano nei mercati internazionali.

Il governo nell´elaborazione della manovra è stato comunque attento a coprire da un lato le richieste di "sicurezza" provenienti da strati di piccola e media borghesia razzista e dall´altro ad introdurre misure "compassionevoli" utilizzabili ad uso propagandistico da una sinistra di governo in profonda crisi.

Un flusso di miliardi alla borghesia

Gli interventi approvati dal consiglio dei ministri del 28 settembre 2007 si articolano nel decreto-legge collegato per 7,5 miliardi di euro con effetti immediati sul 2007 e nel disegno di legge per gli anni 2008-2010 del valore di11miliardi. .
La Confindustria in una nota ha espresso un giudizio di "apprezzamento e approvazione" della manovra finanziaria sottolineando come l´intervento sulle aliquote Ires, cioè sui profitti, scende di 5 punti e mezzo, dal 33% al 27,5%, che si aggiunge alla significativa riduzione dell´Irap dal 4,25% al 3,9%, queste misure si sommano, continua la nota padronale, "al beneficio già realizzato con il taglio del cuneo fiscale".

Ma i benefici per le imprese non finiscono qui, a queste misure di sostegno ai profitti devono aggiungersi ulteriori sconti fiscali per l´impegno aziendale nella ricerca. E ricordiamo che viene finanziata dal pacchetto approvato con l’accordo sul welfare la contrattazione di secondo livello agganciata alla produttività, con forti sconti per le imprese che raggiungeranno con i sindacati concertativi intese in tal senso.

Non solo la grande e media borghesia, anche la piccola borghesia riceve dalla manovra finanziaria "semplificazioni e sgravi fiscali" attraverso la previsione di una unica aliquota del 20% a forfait che consentirà di essere esentati dall´Irap, di essere esclusi dall´Iva e di non essere sottoposti a studi di settore.
Anche quest´anno, il capitolo spese militari dopo l´incremento del 13% registrato l´anno scorso continua a crescere: saranno previsti le necessarie coperture finanziarie per la costruzione di una nuova e più grande base militare Usa a Vicenza, per il mantenimento di uomini e mezzi nei Paesi colonizzati (Afghanistan, Libano, Irak, ecc), per la formazione di 190 mila uomini pronti alla "proiezione rapida" nei territori esteri di "interesse nazionale" nel quadro del Nuovo Modello di Difesa e per assicurare la continuità al programma di caccia da combattimento europeo Eurofighter.
Non mancano invece anche quest´anno i tagli alla pubblica amministrazione, sono previsti tagli per il personale dal 5 al 10% a seconda dei livelli, mentre per il 2008-2009 non sono previsti fondi per la copertura del rinnovo dei contratti in scadenza il 31 dicembre di quest´anno, nei fatti viene confermata la triennalizzazione. Per contro vengono previsti fondi, almeno 51 milioni di euro, per il finanziamento delle scuole private.
Una delle novità della Finanziaria 2008 è il finanziamento della "tolleranza zero", fatta propria dal ministro dell´Interno Amato e chiesta con forza dai Sindaci di Firenze, Bologna, Verona, ecc., di centrosinistra e di centrodestra, proprio per rispondere con il pugno di ferro ad una inesistente "emergenza nelle città" causata, secondo i mass media borghesi, da lavavetri, writer, Rom e posteggiatori abusivi. Questa politica di "sicurezza" riceverà finanziamenti per 500 milioni di euro, inoltre il premier ha annunciato "un piano completo a difesa dei cittadini che prevede un fondo di 100 milioni di euro per nuovi mezzi" e "l´assunzione di migliaia di poliziotti". Prevista la messa in ruolo di 4 mila agenti delle forze dell’ordine.

Ne siamo sicuri: dopo queste misure, le ordinanze dei sindaci saranno rispettate e i "cittadini" non saranno più infastiditi nelle piazze e agli incroci da sottoproletari e immigrati che tentano di sbarcare il lunario...

L'elemosina ai proletari

A contorno di queste misure il governo ha predisposto una serie di misure "compassionevoli" che non migliorano assolutamente le condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari e dei lavoratori, anzi tutto l´impianto della Finanziaria è indirizzato contro gli interessi immediati e futuri del proletariato.

Queste misure propagandistiche, a cui ne siamo certi i partiti della sinistra di governo si aggrapperanno per spiegare il loro sostegno a una Finanziaria e a un governo padronale, sono: un bonus di 150 euro sulla tredicesima per "le categorie economiche non autosufficienti" (si parla di redditi inferiori ai 7500euro e si stima che ci siano circa 12.5 milioni di persone; tanti poveri in Italia e una carità poco compassionevole), uno sconto sull´Ici ( fino ad una massimo di 200euro per chi ha un reddito annuo inferiore a 50mila euro) e una detrazione dell´Irpef di una quota del canone d´affitto (non bisogna superare i 15494 euro per avere una detrazione di 300 euro mentre per i redditi fino a 30987 lo sconto sarà di 150 euro; si tratta di detrazione e non di deduzione!!!). Mentre il cosiddetto "piano casa" finanziato con 550 milioni di euro sarà gestito, come ci informa l´Unità del 3 ottobre, da una "newco" pubblico/privato per la costruzione di alloggi da affittare, quindi nessuna politica di edilizia popolare pubblica, come ce ne sarebbe urgente bisogno, ma una politica di sostegno alle imprese edili preoccupati per la crisi dei subprime che comincia ad interessare l´Europa a partire dalla Gran Bretagna.

Tutto questo da un governo “amico” o sedicente tale: a proposito la proposta di tassazione delle rendite finanziarie dove è andata a finire? Speculatori e borsisti continuano a pagare una tassa del 12,5% sugli investimenti ( che è svincolata della tassazione sul reddito Irpef; per intenderci non aumenta l’imponibile fiscale) mentre il primo scaglione Irpef prevede una tassazione del 23% per redditi da lavoro fino a 15 mila euro (cioè gli stipendi da 800euro al mese!!!). Almeno poteva da qui partire un segnale ( ma solo un segnale) di inversione di tendenza a favore delle fasce più disagiate della popolazione.

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