Approvata la riforma Gelmini in Senato, si può finalmente dire che la scuola pubblica si sia finalmente incamminata sul sentiero che porta alla serietà e all’onestà intellettuale di questa istituzione fondamentale. Con buona pace delle proteste dei soliti servi del sistema (leggi: la sinistra) che non perdono occasione per falsificare, mentire e strumentalizzare tutto ciò che può essere falsificato, non ci resta che plaudire a una scuola che può dirsi ritrovata. Certo c’è ancora molto da lavorare, c’è da consolidare i miglioramenti che sono stati introdotti nel sistema scolastico, bisogna farli “sedimentare” fino a che non vengano accettati da tutti, perché la storia ci insegna che le novità, specialmente se positive, sono state sempre accolte con molto sospetto, se non con arroganza.
Ora vediamo nel dettaglio che cosa questa riforma va a toccare in ambito scolastico.
MAESTRO UNICO: dal prossimo anno, in tutte le classi prime delle scuole elementari, verrà introdotta la figura del maestro unico, cosa che, a mio avviso, è da considerarsi positiva se non altro per il fatto che, proprio perché la classe prima elementare è un momento di passaggio e certamente di importanza fondamentale per quanto riguarda l’approccio del bambino a un metodo di studio, il maestro unico saprà imporsi come figura centrale e, appunto, unica dell’apprendimento del bambino. Un unico punto di riferimento, dunque, che catalizzerà positivamente l’attenzione dei giovani studenti e che potrà meglio rispondere alle esigenze complessive di ciascuno studente, della classe intera e delle famiglie. Certamente si tratterà di una sfida importante per i futuri maestri unici, ma sono sicuro che questi ultimi sapranno superare l’iniziale “impaccio” che comporta l’essere l’unico punto di riferimento per una intera classe.
GRADUTATORIE: le graduatorie per l’ammissione al ruolo di docente avverranno su base provinciale e non più su base nazionale. Punto voluto espressamente dalla Lega, anch’esso deve essere considerato positivo per il fatto che è necessario conoscere ciascuna realtà locale per poter meglio provvedere alle istanze di ciascuna zona, a livello culturale e didattico.
RITORNO AI VOTI DECIMALI: punto che non necessita di ulteriori spiegazioni, se non che occorre precisare che nelle scuole elementari non si boccerà gli studenti con una sola insufficienza, bensì la bocciatura sarà decretata “solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti”. Nelle scuole medie la bocciatura sarà decisa con un voto di maggioranza del consiglio di classe dei docenti.
VOTO IN CONDOTTA: punto estremamente positivo. La condotta influenzerà l’eventuale promozione o bocciatura degli studenti. Mi sento di precisare che era meglio se la bocciatura di uno studente potesse motivata dal “7 in condotta” e non dal 5, come è stato detto in seguito.
LIBRI DI TESTO: la riforma prevede che i libri di testo adottati debbano essere utilizzati per cinque anni nelle scuole elementari e sei nelle scuole medie e superiori. Iniziativa sicuramente interessante contro l’incalzare del caro-libri che mette in difficoltà quelle famiglie con problemi economici. EDUCAZIONE CIVICA: “Cittadinanza e Costituzione”.
EDILIZIA SCOLASTICA: nell’articolo 7 bis è previsto che per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche.
Una delle migliori riforme della scuola di questi ultimi anni.

