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Kossiga chiede terrorismo di stato contro gli studenti

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008

INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.

Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica:

spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.

Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.

La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]

Autore:
kossiga muori

ho fatto un sogno: navi a

ho fatto un sogno:
navi a largo dei porti adriatici
colmi di ak 47, asen e breda dirigersi verso gli avamposti della dittatura, e dopo aver steso qualche migliaio di fedeli al dittatore. dirigersi nel palazzo dei bottoni e.. bruciarlo con dentro i suoi burattini. dalle strade i suoni disperati dei ricchi pagliacci che cechi di terrore mimano la condizione del sofferente.

qual è la morale della favola?

La versione originale è ancora più cruda ed eloquente. E ciò dimostra che il cosiddetto “perbenismo” di molti studenti in lotta risponde a una reale necessità ai fini di una lotta efficace. E certe forme rituali di “antagonismo” ostentato, rischiano di essere funzionali alle tecniche repressive.

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

(Gli illuminati consigli di Cossiga a Maroni, sul Quotidiano nazionale di oggi)

Ps. Per precisione e correttezza: nella versione cartacea pubblicata dal Qn Cossiga non dice «picchiarli a sangue», ma solo «picchiarli»; e non c’è nemmeno la parola «massacrarli». La versione che ho citato qui sopra era quella pubblicata da Dagospia. Non cambia molto nella sostanza, ma mi è stata fatta notare la discrepanza e quindi è giusto precisare. Probabilmente la versione pubblicata da Dagospia era quella originale dell’intervista, a cui Cossiga ha poi fatto delle correzioni nei virgolettati rileggendoli (di solito succede così nelle interviste ai politici).

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/23/«voglio-sentire-il-suono-delle-ambulanze»/

denuncia?

Scusate, ma una dichiarazione di questo tipo non lo rende passibile penalmente?
Ha appena dichiarato di aver infiltrato dei movimenti con agenti provocatori perché mettessero a ferro e fuoco le città.
Altro che reato di compartecipazione emotiva!

Nel mio...

c'era solo una ghigliottina...

finalmente la verità

che dire...sembra satira ma non è ...serve a dare l'allegria!!!

ps
non c'entra niente...ieri 1 ora di sospensione di energia elettrica alla fiat di miraflowers...non pagano le bollette!!! tu paghi le bollette?...
notizie ZERO!!!

Lettera a Napolitano per condanna delle parole di Cossiga

io sto per inviare questa lettera al Presidente Napolitano e all'On. Schifani (scus. il term.), se vi piace e se siete anche voi incazzati come me , vi invito a fare lo stesso e a dare la massima diffusione a questo appello, girandolo a chiunque possa interessare e inoltrandolo anche eventualmente a qualche giornale.

Per scrivere al Presidente della Repubblica Napolitano https://servizi.quirinale.it/webmail

Per scrivere al Presidente del Senato Schifani: SENATO DELLA REPUBBLICA - Piazza Madama - 00186 - Roma (non ho trovato una mail della Presidenza)

Al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano
Al Presidente del Senato On. Renato Schifani

Egregio Presidente della Repubblica,
Egregio Presidente del Senato,
immagino avrete avuto modo di leggere le affermazioni rilasciate dal Senatore ed ex Presidente Francesco Cossiga a proposito delle manifestazioni studentesche recenti e passate. Qualora non vi fosse stato possibile leggerle, ve le riporto di seguito:

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

alla luce di queste dichiarazioni, mi permetto di rivolgermi a Voi, in quanto Prima e Seconda Carica dello Stato, affinchè esprimiate una ferma condanna nei confronti di queste parole, che ritengo offensive e vergognose, non solo nei confronti di coloro che sono stati direttamente o indirettamente vittime delle violenze a cui orgogliosamente il Senatore Cossiga si riferisce, ma anche nei confronti dello Stato stesso, che Voi rappresentate. Spero che anche Voi troviate, come me, estremamente grave che un Senatore a vita, ex Presidente della Repubblica, si esprima in questi termini.

Inoltre Vi chiedo se non riteniate opportuno chiedere al Senatore Cossiga di rassegnare le proprie dimissioni, essendo evidentemente inopportuna la presenza all'interno delle Istituzioni di qualcuno che non solo ammette di avere avuto in passato una tale condotta nell'esercizio delle proprie funzioni di Ministro dell'Interno, ma rivendica pubblicamente la giustezza di certe decisioni, consigliando addirittura all'attuale Ministro di fare lo stesso.

Infine Vi chiedo, in particolare a Lei, Presidente Napolitano, in qualità di Presidente del CSM, se ci siano i termini per aprire una qualche forma di Inchiesta per accertare la verità storica di molti episodi del passato, penso ad esempio alla morte di Giorgiana Masi, alla luce delle rivelazioni fatte dal Senatore Cossiga.

Nel ringraziarvi per l'attenzione prestatami, porgo i miei più Cordiali Saluti

deriva

purtroppo non credo ci sia modo di perseguire il senatore cossiga per le sue affermazioni, come il senatore stesso ricorda: quando lui era ministro degli interni.......!
il caro cossiga ci ricorda che già all'epoca dei fatti suddetti, meglio noti al grande pubblico come:"strategia della tensione", la loggia massonica P2 di cui lui stesso era membro insieme ad altri eminenti "filantropi" del suo schieramento politico, attraverso l'ausilio pratico del SISMI, non solo destabilizzava la coscienza critica del paese manovrando zelanti fascistelli bombaroli,
ma deviava al contempo i fini delle autentiche forze rivoluzionarie( di cui cominciamo sinceramente a sentire la mancanza) infiltrando nelle sue file mercenari e capitani di ventura addestrati allo spionaggio e al condizionamento psicologico.
come rimase impunito allora ..............

la protesta nelle scuole e cossiga

"la protesta nelle scuole: Nel lontano ’68 anche io ho occupato per alcuni giorni il liceo dove studiavo. Poi è arrivata la polizia…Allora si lottava contro il classismo (il 90 % degli alunni delle scuole elementari erano figli di lavoratori, ma solo il 10 per cento di questi si iscriveva all’Università), contro l’autoritarismo, per la democrazia nelle scuole, per il diritto allo studio, contro la guerra in Vietnam, per la pace. Quarant’anni dopo la storia sembra ripetersi. Guardo i ragazzi che occupano, ascolto i racconti di mia figlia di ritorno da un’assemblea…la vedo euforica. Un po’ come lo ero io tanti anni fa. Sull’Unità di oggi a pagina 4 una foto ritrae i manifestanti di Pisa che sfilano lungo l’Arno, tantissimi. Impossibile non vederli, impossibile non pensare. Usando ovviamente la testa. Cosa che in Italia non succede più: da una parte c’è la ministra Gelmini secondo la quale “è una protesta di pochi”, dall’altra c’è l’ex presidente Cossiga. Mi scrive così il mio amico G. Zanetta: “Incredibile che un ex-presidente (di tutto) possa dichiarare queste cose e soprattutto possa chiamare in causa Enrico Berlinguer. Siamo all’applicazione della scuola di Chicago, le teorie che Friedman consigliò ai generali sud-americani ed in particolare al generale Pinochet. Queste persone dovrebbero stare da un'altra parte, così tutti quelli inquisiti dal Golpe Borghese, alla P2, ai servizi deviati (1964, 1984 e 2004). Siamo all’istigazione del colpo di stato, meno male che siamo in Europa”.
post pubblicato su www.pagineonline.ilcannoccchiale.it)

ma kossiga e' stupido o che cosa?

dunque: "Kossiga boia"! tutti d'accordo ma...
Siete veramente convinti che uno come Cossiga sia talmente rincoglionito da rilasciare un'intervista del genere e allegramente autodenunciarsi come pericolo antidemocratico?
Mi spiego: se avesse voluto davvero consigliare Maroni, non avrebbe semplicemente inviato una lettera al ministro? Invece no: rilascia un'intervista a un giornale in cui descrive un piano composto da infiltrati e manganellate.
Possibilita' numero uno: e' ingenuo e vuole spaventare il movimento.
Possibilita' numero due: si sente tagliato fuori e vuole dimostrare di essere piu' realista del re.
Possibilita' numero tre: per via indiretta, avverte il movimento studentesco consigliandogli di fare attenzione alle manovre del ministero degli interni.

Che ne pensate?

cossiga e' stupido o cosa?

dunque: "Kossiga boia"! tutti d'accordo ma...
Siete veramente convinti che uno come Cossiga sia talmente rincoglionito da rilasciare un'intervista del genere e allegramente autodenunciarsi come pericolo antidemocratico?
Mi spiego: se avesse voluto davvero consigliare Maroni, non avrebbe semplicemente inviato una lettera al ministro? Invece no: rilascia un'intervista a un giornale in cui descrive un piano composto da infiltrati e manganellate.
Possibilita' numero uno: e' ingenuo e vuole spaventare il movimento.
Possibilita' numero due: si sente tagliato fuori e vuole dimostrare di essere piu' realista del re.
Possibilita' numero tre: per via indiretta, avverte il movimento studentesco consigliandogli di fare attenzione alle manovre del ministero degli interni.

Che ne pensate?

Non male la tua kiave di

Non male la tua kiave di lettura n.3, cossiga è uno sottile, però ci potrebbe essere la possibilità ke si è rincoglionito data l'età....

altro che stupido

Cossiga nel 1977 ha mandato i carri armati all'università. Consiglia solo di fare esattamente come hanno fatto negli anni settanta, le br hanno fatto il gioco come gli agenti segreti, tutto lì: quasi dei colleghi. a cossiga manca il sangue di allora, il giochino deve averlo divertito - alla faccia di tutti quelli che ci sono morti davvero, grazie alla sua "democrazia".

Studenti calabri, tutti a lezione dai 'Kossiga'!

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