Il nuovo fronte di guerra, come profetizzato da Sbancor
Appunti presi dall'ultimo intervento di Sbancor pubblicato il 9 aprile 2008, poco prima che lasciasse questo mondo:
"...Al mondo non si è mai vista una nuova egemonia economica che non fosse anche egemonia politica e militare. Questo vuol dire che, se vi sarà un “decoupling”, se cioè le economie dei paesi emergenti traineranno l’economia mondiale, dovrà esserci anche un “decoupling” politico e militare. Gli USA non hanno nessuna voglia di accettare questa ipotesi. Rinforzano la Nato: sono pronti ad allargarla fino a Georgia e Ucraina. Gli europei, che vedono con terrore i gasdotti che passano sotto la terra ucraina a rischio, se Putin chiude innervosito il rubinetto di Gazprom, lo impediscono."
"...Intravedo la prima linea del fronte di guerra: costeggia i confini della Grande Madre Russia: Bielorussia, Georgia, Ucraina, Armenia, Azerbaijan.
Rivoluzioni Arancioni contro il nazional-bolscevismo di Putin. Qui la NATO vuole creare le sue basi avanzate. Qui passano le pipelines che portano energia all’Europa."
"...La linea riprende: Iran, Afganistan, Pakistan, Belucistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Khirghisistan. Qui la partita è più dura e più complessa: a fronteggiare la Nato non c’è solo la Russia ma l’intero Gruppo di Shanghai.
E in prospettiva, dunque, la Cina."
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