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Rassegna stampa sullo sgombero di Libera. Postare qui nuovi articoli mainstrem

Per non creare venti post, incolliamo qui, nei commenti, gli articoli che usciranno sui mainstream relativi allo sgombero di Libera. Queste le porcate farcite di sciocchezze pubblicate fino ad ora.

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Il Resto del Carlino 10/08/08

Soluzione dolorosa ma obbligata con chi cerca la rissa

La polizia, dopo molti e inutili tentativi di mediazione, è stata costretta ad intervenire con esergia verso i fantasiosi ragazzi di Libera che non volevano saperne di liberare (gioco di parole obbligato) gli sgangherati capannoni di Marzaglia concessi loro in uso in precedenza ma che secondo un piano ormai codificato dovranno far spazio alle strutture della pista ammantata dal verde circostante. E dalla vacanza il sindaco Giorgio Pighi ha dimostrato di voler essere anche un po’ sceriffo (come chiede il ministro dell’interno Maroni) dando l’ok all’assessore Antonio Marino che fin dal mattino sudava freddo temendo conseguenze troppo forti all’intervento della polizia. Qualche contuso alla fine c’è stato da ambo le parti, ma niente di grave.

Nessuno, crediamo, ha adottato la decisione a cuor leggero dando semaforo verde all’uso dei manganelli e della forza. Ma stavolta non c’era scelta. I ragazzi di Libera erano stati avvertiti da tempo, e a più riprese, ma hanno deciso ugualmente di sfidare tutti gli ultimatum e di insistere. Lì a Marzaglia ormai esiste un progetto preciso e al di là di ogni pur legittimo parere ambientalista non può essere fermato da un gruppo di giovanotti che decidono di incatenarsi folcloristicamente ad un capannone in disuso.

Se l’amministrazione comunale facesse passare un simile messaggio le proteste di questo genere si moltiplicherebbero. E allora davvero sarebbe difficile mettervi un freno. Sulla destinazione dell’area di Marzaglia non sono solo i buontemponi di Libera travestiti da «figli dei fiori» ad avere una opinione diversa. Tutto normale. Altre associazioni, altri organismi, altri club iscritti al «fronte del no» a tutti i costi dicono la loro ogni giorno.
Nessuno nega loro la parola, nemmeno questo giornale che cerca nei limiti del possibile di dare spazio a tutti, anche a coloro con cui non ci troviamo d’accordo per formazione culturale e per principi politici.
Ragazzi di Libera, siete persone intelligenti e non degli sprovveduti, quindi accettate un consiglio: non cercate, come avete fatto, la rissa a tutti i costi. Risulterete più credibili di quanto non lo siate stati fino ad oggi.

Il direttore Beppe Boni Modena, 10 agosto 2008.

http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/2008/08/09/110534-soluzi...

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10/08/08 Il Resto del Carlino

A Marzaglia le macerie di Libera: "Ma la lotta non finisce qui" Gli anarchici definiscono 'illegittimo' lo sgombero e annunciano tre giornate di 'azioni' a partire dal 19 settembre

Macerie sede di Libera Modena, 10 agosto 2008. Promettono di rialzarsi subito dalle macerie della loro sede di Marzaglia, gli anarchici di Libera. Lo sgombero di venerdì del casolare e il suo abbattimento per far posto alla pista prove, a quanto pare, non ha sopito la loro contestazione. Annunciano che si opporranno ancora alla realizzazione dell’autodromo, ma è chiaro che sarà la questione di un loro futuro sito, tutto da decidere, ad agitare parecchio la scena politica modenese.

Ieri pomeriggio, in una trentina, si sono riuniti nel laboratorio di via Sant’Agata per ripercorrere le ore di trattative e anche di scontri vissuti il giorno prima in via Pomposiana. Un’opposizione pacifica alle forze dell’ordine, quella che hanno realizzato a Marzaglia, che tuttavia ha registrato anche impennate di tensione, culminate nel breve corpo a corpo fra il fronte degli agenti con manganelli e scudi e le ultime persone rimaste nel casolare. Una scaramuccia che ha portato al ferimento lieve del dirigente della squadra Volante Michele Morra (che aveva mediato con gli anarchici sul tetto), del neo questore vicario Michele Todisco e anche di una agente, quest’ultima colpita a un braccio. Fra i manifestanti, un ragazzo è rimasto ferito alla testa mentre una giovane si è lussata una spalla.

Per voce del loro avvocato Fausto Gianelli, gli esponenti di Libera dichiarano guerra al Comune, mandatario di uno sgombero che definiscono «assolutamente illegittimo». «Per la prima volta in 18 anni — afferma Gianelli, con un fitto passato di cause per i gruppi di ‘antagonisti’ — mi è capitato di assistere a un intervento del genere. Il circolo degli ‘Agitati’ cui l’amministrazione aveva assegnato la sede di Marzaglia con una delibera, non si è affatto sciolto come sostiene ora il Comune. Dodici dei quindici soci originari sono ancora attivi nel circolo e il loro legale rappresentante è Franco Bertoli, ‘Colby’. L’assegnazione della sede scade nel novembre prossimo, così è evidente che venerdì i ragazzi difendevano uno stato di legittimità. Il Comune ha deciso per un atto di forza che le forze dell’ordine si sono ritrovate a dover eseguire. Certo, la loro carica è stata immotivata, ma il loro è stato un compito ingrato». Il legale di Libera ha già in mente come attuare il contrattacco legale. «Più che sul ricorso al Tar fatto dai quattro che sono stati sfrattati da Marzaglia — annuncia — contiamo molto su quello che depositeremo al Tribunale Civile di Modena e che riguarda l’illegittimità dello sgombero. Siamo sicuri che il giudice ridarà lo stabile agli ‘Agitati’. Se la sede è stata abbattuta, è per una precisa strategia di chi ha messo in conto di poter pagare cifre contenute per i danni corrispondenti. Noi vogliamo che si riconosca subito l’illegittimità di quello che è successo: sarebbe almeno una soddisfazione morale». Libera parla ora, senza mezze misure, di «metodi fascisti», di «uso della forza di alcuni burocrati della giunta modenese». Dal 19 settembre l’assemblea annuncia «tre giornate di azioni», ma non è escluso che altre manifestazioni prendano forma prima di quella data.

di PAOLO GRILLI
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/2008/08/10/110532-marzag...

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09/08/08 IL Resto del Carlino:

Via gli anarchici di 'Libera' Dieci ore di caos e tensione

Polizia, carabinieri e vigili urbani mobilitati per lo sgombero del casolare di via Pomposiana, nell'area dove dovrà sorgere la pista prove. Lunghe trattative, tafferugli e feriti per riuscire a svuotare lo stabile che alle 21 si è sbriciolato sotto i colpi delle ruspe

Modena, sgombero di Libera Modena, 9 agosto 2008. Ci sono voluti i manganelli, una settantina di uomini e dieci ore di trattativa per sgomberare gli anarchici di Libera dalla loro sede in via Pomposiana a Marzaglia. L’avevano detto: «Resisteremo con tutte le nostre forze». E quello che doveva essere un blitz ordinato dal Comune per abbattere la casa occupata dagli anarchici, è diventato un tira e molla di trattative. Le forze dell’ordine hanno dovuto utilizzare gli scudi, i caschi e gli sfollagente per riuscire a svuotare lo stabile che alle 21 si è sbriciolato sotto i colpi delle ruspe. Così potranno partire i lavori per la costruzione dell’autodromo a cui gli anarchici si sono sempre opposti: «L’acqua è anche vostra», urlavano i membri delle varie associazioni che formano il coordinamento contro la pista prove. Sotto le campagne di Marzaglia, infatti, ci sono le falde acquifere che, secondo Libera, rischiano di essere inquinate dal circuito automobilistico. «Questo è un polo ambientale, no all’autodromo».

Così quando a mezzogiorno e mezzo le vedette appostate sul tetto hanno avvistato la fila di auto della polizia, vigili urbani e carabinieri, si è formata la prima catena umana per impedire l’avanzare delle forze dell’ordine. Gli anarchici rimasti fuori dalla casa, che alla fine sono diventati una cinquantina grazie ai rinforzi arrivati da tutto il nord Italia, hanno cominciato a fare le barricate davanti alle porte d’ingresso, accatastando tavoli e sedie. Ma ogni ingresso era già bloccato dall’interno, dove gli anarchici avevano cosparso di olio i pavimenti e bloccato le scale con mobili e tutto quello che hanno trovato nella sede. Sul tetto erano in cinque, saliti all’alba ci sono rimasti fino alle 18.30 quando, dopo ore di trattativa sotto un sole scottante, sono stati raggiunti dalla polizia con l’autoscala dei vigili del fuoco, per poi essere portati a terra. Il portavoce di Libera, F. B. detto Colbi, si è anche incatenato alle tegole del tetto e per liberarlo è servito il tronchese. Un altro ‘compagno', invece, ha infilato il braccio all’interno di un bidone riempito di cemento, ed è rimasto lì, in trappola, fino alle 20 quando i pompieri non lo hanno liberato.

Le forze dell’ordine sono entrate nella casa sfondando le porte alle 15.30 , portando fuori gli anarchici asserragliati e arrivando sul tetto per trattare con gli i più strenui. I ‘ribelli’ hanno anche fatto resistenza all’arrivo dell’autoscala dei pompieri, sedendosi a terra per impedire al mezzo di avanzare. Il tafferuglio, però, è scoppiato quando le forze dell’ordine hanno tentato di portare fuori dalla casa a forza due ragazze che si erano legate alle inferriate delle finestre: sono partiti insulti e botte, finché la polizia non ha caricato: un anarchico è rimasto ferito alla testa mentre alcuni poliziotti, tra cui due funzionari, e vigili urbani hanno rimediato graffi e contusioni.

«Uno sgombero illegittimo — ha detto l’avvocato Fausto Gianelli che difende gli anarchici — Lo stabile è stato concesso agli ‘Agitati’ con una delibera di giunta nel novembre del 2002 e la concessione scade nel novembre di quest’anno. Il Comune sgombera lo stabile accampando la scusa che gli ‘Agitati’ non esitono più. Ma non è vero. Inoltre l’ordinanza di sgombero è stata eseguita nei confronti di quattro persone, non dell’associazione a cui era stato concesso l’edificio. Noi abbiamo fatto ricorso al Tar e ora il Comune sgombera la casa senza attendere la sentenza prevista per fine mese. Vorrà dire che ci pagheranno i danni».

Alle 21, attraverso il viale dei ribelli, neanche a farlo apposta, sono arrivate le ruspe che hanno demolito la sede di Libera per fare posto all’autodromo. Altre due case vicine erano state abbattute nel pomeriggio. Il Comune aveva fretta di liberare l’area. «Siamo rimasti senza un posto per riunirci — dicevano gli anarchici — ma soprattutto sarà costruita la pista prove, un mostro ecologico che farà del male a tutti i modenesi». Con la casa è sparita anche la bandiera di Libera, che fino all’ultimo sventolava sul tetto a testimoniare la presenza, fino all’ultimo, degli scomodi inquilini.
di VALENTINA BELTRAME
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/2008/08/09/110402-anarch...

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09/08/08 La Gazzetta di Modena / 1

L’atto di forza divide la città e i politici
Mentre Massamba tenta una catena umana, Aimi loda la scelta di Pighi
C'è chi come il consigliere comunale di Sd, Isabella Massamba, ha contribuito a fare una catena umana per impedire lo sgombero e ha provato «vergogna per questa presa di forza non degna di questa città». Altri hanno portato solidarietà come Walter Telleri (Verdi) che parla di «un'amministrazione che si deve sentire rossa, ma di vergogna». Per Franco Piacentini (familiari vittime della strada) la pista «è una priorità per la città che non vedo. C'è altro da costruire». E' arrivato anche il presidente della consulta ambiente Emilio Salemme che oltre a criticare la violenza di uno «sgombero irregolare voluto dal luciferina assessore Sitta» parla di molte cose da chiarire come «il ruolo del consulente della Provincia Lanzi, estensore dello studio di pianificazione ambientale di Modena e Reggio, estensore dello studio di pianificazione faunistico venatorio per le due province, consulente del consorzio cassa di espansione del Secchia. Poteva essere pure il consulente per Vintage?». Aimi del Pdl loda l'azione «seppur tardiva dopo anni in cui queste persone hanno preso per il naso le istituzioni. Ci auguriamo che con lo sgombero a Modena non venga più lasciato spazio di azione a figure che hanno del disordine sociale, con richiami all'eversione la loro forma di espressione».
Davide Baruffi per il Pd: plaude «la determinazione dell'amministrazione e delle forze dell'ordine per il ripristino di una situazione di legalità e di diritto». Per Prc, Samuele Calò e Stefano Lugli, condannano le violenze «Dopo gli scontri durante le operazioni di sgombero di Libera siamo, se possibile, ancora più rammaricati per l'epilogo che sta assumendo questa vicenda che lascia una profonda ferita in questa città. Quanto accaduto è figlio della mancanza di dialogo e ascolto». Per Vittorio Ballestrazzi dei Verdi: «Sarà una data da ricordare come l'inizio della costruzione di una delle opere più inutili e fuori tempo che si realizzeranno. Un danno all'ambiente. Lo spiegamento di forze in campo, per lo sgombero era sicuramente degno di miglior causa».
(09 agosto 2008)
http://gazzettadimodena.repubblica.it/dettaglio/L-atto-di-forza-divide-l...

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09/08/08 La Gazzetta di Modena / 2

Libera assediata costretta alla resa
Marzaglia: 13 ore di tensione tra anarchici e forze dell’ordine
E' finito nel peggiore dei modi lo sgombero di Libera, il casolare occupato dagli anarchici in via Pomposiana a Marzaglia. Quella che doveva essere una pacifica resistenza da parte degli inquilini e un morbido intervento di convincimento a lasciare lo stabile da parte delle forze dell'ordine, ha contato feriti e contusi: due degli anarchici e una poliziotta. Nulla di grave, ma inevitabili ora reazioni e polemiche.
Lo sgombero di Libera è iniziato poco dopo mezzogiorno di ieri. Da una parte una cinquantina - ma poi diventeranno molti di più - giovani di Libera, cinque dei quali sul tetto del casolare; dall'altra oltre settanta tra poliziotti, carabinieri e vigili urbani arrivati sul posto in una lunga fila di mezzi. A Libera sapevano del loro arrivo e li aspettavano con due striscioni tirati tra le colonne di ingresso del sentiero che dalla Pomposiana porta al casolare: "Per una città capace di futuro. Coordinamento No all'autodromo di Marzaglia" e ancora a ribadire il concetto "No all'autodromo di Marzaglia". A Libera lo sapevano anche perchè quella che avrebbe dovuto essere un'azione a sorpresa, era già nota a tutti fin dalla tarda serata di giovedì. La notizia del blitz - come ci ha poi confermato il capo riconosciuto di Libera, F. "Colby" B. - è uscita con largo anticipo dal Comune che pure aveva raccomandato a polizia di Stato, carabinieri, polizia municipale, vigili del fuoco e anche anbulanze del 118. «Alla faccia della sorpresa», ha esclamato al suo arrivo il capo della Volante della polizia, Michele Morra - che sarà poi il protagonista della resa dei barricati di Libera - trovando davanti al cancello del casolare giornalisti, telecamere delle tv locali e nazionali.
Ad attendere le forze dell'ordine lungo il sentiero verso la casa degli anarchici, una trentina di manifestanti e persone vicine ai movimenti provenienti anche da Bologna, Parma e Reggio, che per tutto il giorno hanno protestato.

Cinque inquilini di Libera si erano invece asserragliati sul tetto, tre ragazze e due uomini. Uno dei due era ovviamente il capo riconosciuto di Libera, Colby, la cui azione di protesta pacifica era iniziata parecchie ore prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Alle 5 di ieri mattina era salito sul tetto e si era incatenato un piede e una mano alla grondaia. Sul tetto era stata issata la bandiera degli anarchici, rosso e nera.
Davanti alle porte del casolare cartelli riportanti scritte come "L'aria è di tutti" e "Più alberi e meno autodromi".
Alle 15.30, dopo una lunga trattativa con un ingresso bloccato da un "lucchetto umano" fatto di ragazzi e ragazze di Libera, le forze dell'ordine sono riuscite ad entrate nel casolare dopo aver abattuto una porta in ferro sul lato posteriore dell'edificio. Tensione quando i vigili del fuoco hanno dovuto introdurre nel vialetto l'autoscala e che ha poi permesso al commissario Michele Morra di salire sul tetto per parlare e convincere Colby e le altre quattro persone a desistere. Nel pomeriggio è arrivato anche il questore Elio Graziano, che ha seguito da vicino l'operazione. Singolare la protesta di uno degli inquilini di Libera che si è bloccato un braccio in un bidone di cemento armato, metodo utilizzato dagli anarchici baschi e ribattezzato il "bidone bastardo". I vigili del fuoco per liberarlo hanno poi impiegato oltre due ore: c'era da aver ragione di 800 chili di cemento armato.
(09 agosto 2008)
http://gazzettadimodena.repubblica.it/dettaglio/Libera-assediata-costret...

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09/08/08 La Gazzetta di Modena / 3

E alla fine la polizia carica
Nella ressa restano feriti due dimostranti e una agente
Tutto era filato liscio, o quasi. Poi improvvisamente è scoppiato l'inferno. Slogan e frasi di scherno contro le forze dell'ordine - "cosa fate qui vi hanno anche tagliato i fondi" - e anche contro i vigili del fuoco - "andate a sgomberare casa vostra che sta bruciando" - ma nulla più. Poi improvvisamente alle 19,03 quando Colby e gli altri erano già scesi dal tetto, si è sfiorato il dramma.
La polizia del reparto mobile di Bologna avanzava a piccoli passi con lo schieramento a testuggine, proteggendosi con gli scudi di plastica. Un'azione per far indietreggiare una trentina di giovani di Libera che volevano rientrare nel casolare. Che cosa sia successo, non è stato ben chiaro. C'è chi dice che qualcuno abbia lanciato una bottiglia sui poliziotti. Dall'altra parte, quella di Libera, si parla di una carica voluta. «Volevano a tutti i costi far roteare i loro manganelli», insinua uno degli anarchici. Fatto è che la polizia ha caricato. Sono volate manganellate. Ad un certo punto ha avuto il sopravvento la polizia con i manifestanti che si sono dispersi. E' stato in quel momento che è uscito dal gruppo un ragazzo con la fronte spaccata e il sangue che gli sgorgava scendendo sul volto. Era R. - questo il suo soprannome - che è stato subito accompagnato dagli amici all'ambulanza e poi al pronto soccorso. Un altro lo ha raggiunto poco dopo. Ha detto di avere una costola rotta e sollevandosi la maglietta, ha mostrato un grosso livido all'altezza dello sterno. Sull'ambulanza per essere medicata è salita anche una poliziotta, ferita ad un braccio. Sono stati tre minuti d'inferno, ma anche in quest'occasione a pacificare i suoi e quelli di Libera ci ha pensato il commissario Morra. Ora saranno critiche, polemiche e le promesse di Colby: «Non finisce qui».
Durante la giornata aveva cercato di mediare anche il legale di Libera, Fausto Giannelli, che ha a lungo mostrato carte e ricorsi al Tar a chi comandava l'operazione di sgombro, Fabio Leonelli, capo della polizia municipale, che ha poi telefonato al sindaco per spiegargli le ragioni del legale. La risposta di Pighi è stata: «Procedete allo sgombero, come notificato a Libera». La lettera di notifica per lo sgombero era arrivata lo scorso 17 luglio. Il documento non conteneva un ultimatum preciso, ma invitava gli occupanti della struttura a lasciare libero lo spazio. Il casolare sarebbe stato assegnato per sei anni dal novembre del 2002 al collettivo "Gli agitati", un'associazione di fatto. Il Comune di Modena, però, dopo aver aperto un tavolo di confronto per un'alternativa - gli anarchici di Libera non si erano presentati - non riconosce più ad oggi l'esistenza di questo collettivo. Da qua il ricorso al Tar di Libera, come ha spiegato il loro avvocato, con una decisione attesa per il 28 agosto. «Si poteva aspettare almeno quella data e quel parere prima di procedere», ha inutilmente insistito l'avv. Giannelli. Niente da fare. Alle 20,50 le ruspe hanno raso al suolo il cascinale come avevano fatto in mattinata per altri due vicini stabili, occupati abusivamente.
(09 agosto 2008)
http://gazzettadimodena.repubblica.it/dettaglio/Libera-assediata-costret...

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09/08/08 Da Emilianet

Dopo il difficoltoso sgombero, il casolare di via Pomposiana occupato dagli anarchici è stato raso al suolo dalle ruspe tra le polemiche. Si prevedono nuove azioni dimostrative. Al posto dell centro sociale sorgerà il Centro Guida Sicura

Questa mattina a Marzaglia in via Pomposiana quello che resta di Libera è soltanto un cumulo di macerie. Ieri sera, infatti, alle 20.50 le ruspe hanno iniziato la demolizione del casolare, occupato fino a poche ore prima dagli anarchici, che non sono voluti restare a vedere l’abbattimento di quella che ritenevano la loro casa.
Ad uscire per ultimo dal centro sociale un inquilino che, con un metodo usato dagli anarchici baschi, si era murato un braccio nel cemento armato. I vigili del fuoco hanno lavorato due ore per liberarlo e, quando è uscito, è stato accolto dagli applausi di una cinquantina di persone che avevano manifestato tutto il giorno contro lo sgombero. L’operazione, portata avanti congiuntamente da polizia, carabinieri e vigili urbani, sembrava conclusa alle 19 quando Colby, lo storico leader degli anarchici del Libera, era stato fatto scendere di peso dal tetto, dove si era asserragliato insieme ad altre quattro persone dalla mattina alle 5. Ma in pochi minuti la situazione si è poi surriscaldata.
Differenti le versioni dell’accaduto. I manifestanti sostengono di aver avuto l’intenzione di avvicinarsi al loro amico rimasto nella casa, mentre secondo le forze dell’ordine uno del gruppo avrebbe colpito alla testa il dirigente della polizia, scatenando così la reazione dei colleghi e la carica degli agenti. Ci sono stati momenti difficili, alla fine il bilancio è si un ragazzo è rimasto ferito alla testa, un altro lamentava di avere una costola rotta e anche tre agenti sono rimasti lievemente contusi. Una situazione complicata e delicata al tempo stesso, a tratti forse degenerata, ma il questore Elio Graziano difende l’operazione. Botta e risposta tra il sindaco e il leader di Libera “Un percorso rivolto anche a riaffermare la necessità del rispetto delle regole”. Queste le parole del sindaco di Modena Giorgio Pighi che ha commentato le vicende di ieri. “Lo sgombero si è svolto senza inutile violenza, - continua Pighi - contenendo al minimo l’uso della forza”. Secondo il primo cittadino modenese si apre ora una fase nuova, potranno finire i lavori di un’opera attesa da anni e sottolinea il ruolo della pista prove per l’economia della nostra città. Per quanto riguarda Libera, l’amministrazione ribadisce la sua disponibilità a valutare soluzioni concordate, “ a patto che anche gli eventuali contrasti vengano affrontati senza ricorrere a comportamenti scorretti o tanto meno illegali. Di certo – dice Pighi - non verranno tollerati tentativi di ripetere l’esperienza delle occupazioni abusive”. Intanto gli anarchici affermano che continuerà la loro protesta contro la costruzione dell’Autodromo di Marzaglia e pensano ad azioni dimostrative.
Lo sgombero è arrivato alla fine di un braccio di ferro tra Comune e Libera legato alla realizzazione di un autodromo. Nell’area in cui sorgeva il centro sociale, troverà casa il Centro Guida Sicura, un progetto che occuperà 277mila metri quadrati. Ci sarà un anello esterno della lunghezza di 1600 metri con quattro piste interne per prove e test delle case automobilistiche e dell’Università e corsi di guida sicura. L’area edificata sarà di 15.170 metri quadrati, pari a meno del 5% dell'intera superficie e sarà destinata a uffici, aule, box, un albergo, un ristorante, aree espositive, commerciali e museali. Il progetto è stato approvato in via definitiva lo scorso 26 maggio.
http://www.emilianet.it/Sezione.jsp?titolo=Del%20%27Libera%27%20restano%...

Autore:
B_C

bastardi

PAGHERANNO CARO, PAGHERANNO TUTTO!

CON LIBERA SEMPRE!

LO SPIETATO CUORE DEL POTERE
Come da copione il comune di Modena ha svolto senza remore il ruolo di gendarme del capitale locale, così come spetta generalmente allo stato quello di presidiare il capitale nazionale ed internazionale, così in una dimensione ristretta le funzioni di monopolio della violenza vengono esercitate da chi ne fa le veci...di volta in volta comuni, province, regioni.
Libera, luogo fisico e ideale dove con determinazione un collettivo di Agitati sperimentava da anni il "mondo nuovo" che comunemente portiamo nei nostri cuori, è stata rasa al suolo: letteralmente!
Prima però di far spazio alla ruspe hanno dovuto occuparsi di sgomberare quel po' di umanità resistente che si permetteva di ostacolare lo spietato cuore del potere ed allora spinte, calci, pugni, manganellate, umiliazioni alle donne, video e fotocamere divelte; gente incatenata dentro l'edificio o sopra il tetto trascinata a forza da polizia, carabinieri, vigili del fuoco.
Che i compagni e le compagne sentano forte la solidarietà, l'abbraccio fraterno anche dal friuli, il sostegno per le scelte fatte: giuste perchè giusta è libertà!
Che i meschini servitori del più forte di turno ed ancor più i mandanti colmi di odio per tutto ciò che è libero e autentico sentano il disprezzo di tutti noi, la rabbia di gente non piegata e ne stiano certi: libera vive, loro stessi hanno contribuito a "liberarla" definitivamente e così ora comincierà il peggiore dei loro incubi, quello della rivolta, piccola, diffusa, insospettabile come quelle radici indomite che si muovono, incrinano fino a lacerare il cemento di strade che non dovevano essere asfaltate.
TUTTO PER TUTTI
NIENTE PER NESSUNO

Circolo Libertario E. Zapata - Pordenone
Iniziativa Libertaria - Pordenone
http://zapatapn.wordpress.org
http://www.zapatapn.org

vergogna

è una vergogna quello che è successo e nessuna fonte di informazione nazionale "autoritaria" ne parla o da notizia ovviamente.
la gente deve sapere cosa è successo a Marzaglia, forza non buttiamoci giù adesso l'autogestione non può finire perchè ce lo ordinano o mettono in campo uno sgombero .
10 100 1000 libera

da quotidiani

Pag. 6 da “il manifesto” del 09/08/08

CENTRI SOCIALI Sgombero a Modena, demolita Libera
Il tira e molla andava avanti da alcuni anni, da quando era nato il progetto di costruire un velodromo laddove nel 2000 un gruppo di anarchici aveva occupato uno stabile chiamandolo Libera. Ma nel nuovo clima che si respira in Italia non ci poteva essere momento più giusto per un'azione di forza. Ed è quello che è accaduto ieri. I militanti hanno opposto resistenza passiva alle manganellate della polizia, incatenandosi sul tetto dell'edificio. Ma dopo alcune ore di cariche e botte la polizia è riuscita ad avere ragione degli occupanti. Bilancio: un attivista in ospedale e diversi contusi. Nella tarda serata di ieri Libera è stata demolita. «Un episodio gravissimo», denunciano gli ormai ex occupanti, «hanno chiuso uno degli spazi sociali attualmente più attivi d'Italia. Ora cementificheranno su una importante falda acquifera».

Pag.7 da “liberazione”del 09/08/08

Circa un centinaio di agenti delle forze dell'ordine hanno caricato i venti ragazzi rimasti dentro a presidio del centro Modena, blitz per sgomberare il centro sociale Libera
Sgombero violento del centro sociale Libera a Marzaglia, due passi da Modena. Dopo che in mattinata le ruspe hanno demolito una casa, a 150 metri dal centro, nel pomeriggio circa un centinaio di forze dell'ordine tra Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani hanno fatto irruzione, come prevedibile dopo l'approvazione da parte del consiglio comunale di Modena, il 26 maggio scorso, del piano per costruire l'Autodromo.
«Una ventina di noi è restata dentro per fare resistenza passiva - racconta Fabio Bruscagin - alcuni si sono incatenati alle sbarre delle finestre. Ci hanno caricato più volte con manganellate, un ragazzo ha la testa spaccata, altri sono scappati sul tetto. Difenderemo fino alla fine questo spazio, non solo perchè nostro spazio sociale, ma soprattutto per difendere l'ambiente: questo è l'unico pezzo verde di Modena, ci sono falde acquifere che riforniscono l'acquedotto».
Da cinque anni il collettivo di Libera , insieme ad altre associazioni tra cui WWF e Lilliput , lotta per difendere il territorio: «La decisione del consiglio comunale - dicono i ragazzi - è un atto grave che ipoteca il futuro dell'ambiente a Modena e riconferma un modello di sviluppo sbagliato e criminale. Questo progetto è stato imposto da Sitta prima all'interno dei Ds, poi a tutta la città con l'appoggio dell'Ascom e delle lobby motoristiche, che saranno le uniche a trarne vantaggio».
Eu. Rom.

Solidarité internationale a " LIBERA "

Tutti nostra solidarietà internazionale a agli
compagni di " LIBERA ".

10..100...500...1000...5000...10.000 altri libera

** Anarchici di Toulon e Régione **

** C.I.R.A /Marsiglia **

Saluti anarchici dela Francia.

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