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[Ulteriore rassegna web] Bologna, 28 anni dalla strage

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» 2008-08-02 20:05
BOLOGNA, 28 ANNI DALLA STRAGE

di Federico Del Prete

BOLOGNA - Bologna, ventottesimo anniversario della bomba alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono 85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea, spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro 'di riserva' inviato da Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano: il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'é anche moltissima gente comune. Rotondi si affaccia al microfono e, immancabili, partono fischi e grida. Ma non c'é il frastuono che nel 2005 coprì il discorso di Tremonti e che colpì, in misura minore, l'anno scorso anche il Ds Damiano. A protestare è la stessa manciata di persone, riunita dietro lo striscione nero dell'Assemblea antifascista permanente, che pochi minuti prima aveva preso di mira anche il sindaco Cofferati, venendo però sommersa dagli applausi della folla sui passaggi contro gli "strumentali" tentativi di revisionismo e dalla citazione di Marco Biagi, che conclude l'elenco delle ferite inferte dal terrorismo a Bologna.

Come risposta al Governo, invece, questa volta molta gente sceglie di andarsene. In silenzio o quasi. Un 'contro-corteo' che si forma dietro lo striscione dei sindacati di base Rdb e Cub che rimanda ad un nuovo autunno caldo ('Ci vediamo ad ottobre: sciopero generalé). Con loro se ne vanno anche i militanti della Fiom, di Rifondazione Comunista e delle associazioni di sinistra, ma anche tantissima gente comune, compreso qualche parente delle vittime, riconoscibile dalle gerbere bianche al taschino. L'intera metà del piazzale opposta al palco si svuota e ad ascoltare Rotondi rimane circa un migliaio di persone. Chi se ne va probabilmente si aspetta dal ministro parole vuote o promesse che poi non saranno mantenute. Si perde, invece, i riferimenti all'antifascismo e alla resistenza e, soprattutto, la ferma presa di posizione in difesa dei magistrati e delle sentenze da non ribaltare che strappano applausi a chi è rimasto e al presidente dell'Associazione familiari Paolo Bolognesi. Nel corteo del mattino, aperto dai gonfaloni dei comuni colpiti dalla strage, hanno sfilato circa in tremila, tra cui l'assessore Libero Mancuso, pm dell'inchiesta sulla bomba e al centro del caso diplomatico di ieri con Rotondi, alcuni parlamentari bolognesi del Pd (Antonio La Forgia, Rita Ghedini e Paolo Nerozzi, Sandra Zampa) e tre ex sindaci della città, Walter Vitali, Giorgio Guazzaloca e Renato Zangheri, il primo cittadino di quel 2 agosto. Quando la coda della manifestazione deve ancora entrare nel piazzale della stazione, Bolognesi sta già ripercorrendo dal palco la storia della tragedia e dell'indagine. Forse ha paura di sforare le 10.25, ora dell'esplosione e del minuto di silenzio, causando così la reazione della piazza per il rito violato e che, quest'anno, invece, avviene con tre minuti di anticipo. A cambiare il copione così è solo la protesta di chi se ne va, lasciando il piazzale semivuoto.

ROTONDI IN CONTROPIEDE SU CONTESTATORI

BOLOGNA - Alla fine, quasi fosse un contropiede sui contestatori, il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, con il suo discorso dal palco per la cerimonia per il 28/o anniversario della strage alla stazione di Bologna, ha raccolto parecchi consensi, da quelli del sindaco Cofferati, a quelli del presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime Paolo Bolognesi, in genere non tenero con i rappresentanti del Governo. Il ministro, in una piazza di solito ostile per il centro destra, ha toccato le corde giuste. Innanzitutto ha ricordato che in democrazia tutte le opinioni "sono uguali ed hanno gli stessi diritti" (democristiano o anti, berlusconiano o anti, comunista o anti), "ma l'antifascismo non è una opinione, è una ragione costitutiva della nostra democrazia". Per una città in cui una lapide ricorda la strage fascista del 2 agosto 1980 non è irrilevante viste anche le polemiche degli ultimi giorni con le nuove possibili piste avanzate dall'ex presidente Cossiga (sul ruolo dei palestinesi) o dai deputati del Pdl (che ricordano la presenza a Bologna il 2 agosto 1980 del terrorista tedesco Thomas Kram, allora in rapporti con Carlos, lo 'Sciacallo') sulla diversa matrice della strage. Ed a quelle polemiche "sulle sentenze che sono nell'angolo" si è richiamato anche Rotondi quando ha detto che "di fronte ai morti" della strage (85 più 200 feriti) "non possiamo permettere che in nome di opinioni si ribalti la verità emersa secondo le leggi del nostro paese". Il ministro non si è sottratto di fronte ai possibili fatti nuovi. "Nessuno terrà chiusi gli armadi della vergogna se ci sono, se vi sono responsabilità nuove saranno illuminate", "ma in attesa di tutto ciò, noi dobbiamo sapere - ha scandito rivolto alla piazza - che con le risultanze accertate dalla magistratura noi oggi ricordiamo una strage che è un rigurgito di un orrore antico da cui pensavamo di essere vaccinati e che invece è stato un male ancora vivo nella nostra democrazia". Poi quasi a completare il quadro delle cose che i familiari si aspettavano, ha promesso l'impegno del Governo per dare seria esecuzione alla legge del Governo sui risarcimenti ai parenti e al provvedimento che rimuove il segreto di stato. "Parole molto equilibrate e positive in un discorso molto difficile da sentire da un ministro di questi tempi" ha commentato con soddisfazione Bolognesi. Al sindaco Cofferati è piaciuto "lo spirito unitario con il quale il ministro è venuto a Bologna" e le parole pronunciato dal palco in un discorso che è stato apprezzato anche dal presidente della Regione Vasco Errani presente fin dalla mattina nell'aula del comune all'incontro con i familiari. A suggellare una giornata positiva, senza contrasti fra rappresentanti delle istituzioni c'é stata anche la stretta di mano fra il ministro e l'assessore Libero Mancuso dopo le polemiche di ieri per l'intervista al Corriere in cui Rotondi veniva definito personalità "incolore e sconosciuta". "Mi dispiace per questo incidente", ha detto l'assessore, ex magistrato di origini napoletane. "Io sono di Avellino. In Campania quelli della provincia litigano sempre con i napoletani - ha scherzato Rotondi - è un duetto classico. Poi si finisce sempre a prendere il caffé insieme".

Anche per la cerimonia del 28/o anniversario sono stati tanti i messaggi arrivati al sindaco Cofferati. Il presidente della Repubblica Napolitano ha insistito sulla necessità di "coltivare il dovere della memoria" per "la difesa dei valori di libertà, democrazia e giustizia". Il presidente del consiglio Berlusconi ha invitato a "tenere la guardia alta contro il terrorismo". Nella piazza durante la cerimonia è stato letto il solo messaggio di Napolitano, salutato dall'applauso della gente. Gli altri sono stati solo citati, fra cui quelli di Fini e Schifani, forse per il timore che qualcuno fischiasse.
La strage e' stata ricordata anche da Veltroni. "Nel triste anniversario di uno dei momenti più tragici della storia della nostra Repubblica, abbiamo il dovere di continuare a ricordare con rispetto, dolore e solidarietà chi perse la vita in un inaccettabile e scellerato atto terrorista", ha detto il leader del Partito Democratico. "Al tempo stesso, non deve mai cessare l'impegno e lo sforzo unitario di tutte le istituzioni affinché le verità di quella terribile stagione possano un giorno essere portata alla luce in modo chiaro e definitivo".

"Di fronte al ricordo di stragi come quella di Bologna è giusto il richiamo al dovere della memoria, perché simili tragedie non si ripetano mai più, ma uno Stato ha il dovere della trasparenza e della verità nell'individuazione e nella punizione non solo degli esecutori materiali di questi attentati, ma anche dei loro possibili mandanti, soprattutto quando vi può essere anche solo il sospetto che il mandante possa annidarsi all'interno dei gangli dello Stato". Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa e esponente della Lega Nord

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http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77681

Bologna ricorda la sua strage Pace fatta tra Rotondi e Cofferati
Napolitano: un crimine barbaro e vile

Strage 2 agosto Bologna - foto Ansa - 220*180 - 02-08-08
Il corteo nel centro della città
Le polemiche dei giorni scorsi sembravano essersi concluse, ma non è stato proprio così. Quando il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, in rappresentanza del Governo, ha preso la parola dal palco delle commemorazioni per il ventottesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna (85 morti, 200 feriti), almeno metà della folla che occupava il piazzale antistante la stazione ferroviaria ha lasciato la piazza. I primi ad andarsene sono stati i rappresentanti dei sindacati di base Rdb e Cub, dietro lo striscione “Ci vediamo in autunno: sciopero generale”. Insieme a loro anche i militanti di Rifondazione Comunista e moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime. La piazza, quando sono le 10.43, comincia a svuotarsi e l'impressione è che le presenze si dimezzino in modo netto. Nel piazzale, a contestare il ministro, è rimasto un gruppetto di persone dell'Assemblea Antifascista Permanente, con fischi e grida contro il ministro.

«Non mi disturbano i fischi», ha detto a denti stretti Rotondi. «Sono i soli che mi considerano un ministro», ha aggiunto, riferendosi a quel passo dell'intervista dell'assessore comunale Libero Mancuso secondo il quale nessuno si sarebbe preso la briga di fischiarlo perché personalità «incolore e sconosciuta». «Anche questa è par condicio», ha concluso Rotondi.

Il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi lascia Bologna soddisfatto perchè spiega di non aver ricevuto fischi e perchè il sindaco di Bologna Sergio Cofferati e il presidente della regione Vasco Errani si sono complimentati con lui proprio per l'accoglienza che ha ricevuto «senza contestazioni». «Lascio Bologna contento della risposta unitaria che abbiamo dato - dichiara - e ringrazio il Prefetto, il Questore, il presidente Bolognesi, Cofferati, Draghetti ed Errani dell' accoglienza». Il sindaco Cofferati e il presidente della Regione Errani, racconta Rotondi, «si sono complimentati con me perchè mai era accaduto che un ministro non solo non fosse fischiato, ma addirittura venisse applaudito». «C'è sempre una prima volta», risponde poi Rotondi a un giornalista che gli chiedeva, racconta sempre il ministro, se avesse notato «che il suo discorso non era stato contestato e che alla fine non aveva ricevuto fischi» .

«Una cosa molto contenuta», cerca di minimizzare il sindaco Sergio Cofferati, che aveva rivevuto anch’egli una buona dose di fischi da parte di dalle fila dei sindacati di base e dell'assemblea antifascista permanente. «Sono molto contento anche delle cose che ha detto il ministro», ha concluso. Minimizza il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi: «È stata una contestazione minimale. Oggi i fischi non si sono praticamente sentiti».

Polemiche invece a Roma per i titoli del Tg2. «Il Tg2 aveva il titolo già pronto?», si chiede in una nota il capo segreteria della DcA-PdL, Franco De Luca, riferendosi al servizio sull'anniversario della strage di Bologna. «Stupisce - spiega De Luca in una nota - che il tg racconti di fischi al governo quando i presenti si sono complimentati con il ministro Rotondi che è stato applaudito».

Le manifestazioni per l’anniversario della strage erano iniziate con il ricevimento dei familiari delle vittime, prima nella Sala Rossa del Comune poi nell'Aula consiliare di Palazzo d'Accursio. In un breve discorso ai familiari e alle altre autorità nella sala consiliare, presente anche Rotondi, Cofferati ha sottolineato l'importanza di questa giornata perché «non venga dimenticato quel terribile giorno». Ma anche perché - ha aggiunto Cofferati - «nessuno possa ignorare la verità storica come quella giudiziaria, lontano dai tentativi troppe volte strumentalizzati di mettere in discussione quello che è stato sancito dal lavoro faticoso e sempre attento dei magistrati».

«Sono trascorsi ventotto anni dalla strage. Le immagini di quel crimine così barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani, rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell'intero Paese», ha fatto sapere il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato all'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna. «Occorre coltivare un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni. Con questi sentimenti di commossa solidarietà – ha concluso Napolitano - rivolgo il mio cordiale e partecipe saluto alla coraggiosa città di Bologna e ai familiari delle vittime, indelebilmente segnati nel loro dolore».

A ricordare il «triste anniversario di uno dei momenti più tragici della storia della nostra Repubblica» è anche il segretario del Pd, Walter Veltroni, secondo cui «abbiamo il dovere di continuare a ricordare con rispetto, dolore e solidarietà chi perse la vita in un inaccettabile e scellerato atto terrorista». Ma accanto alla memoria ci devono essere l'impegno e «lo sforzo unitario di tutte le istituzioni affinché le verità di quella terribile stagione possano un giorno essere portata alla luce in modo chiaro e definitivo».

Dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto è arrivato l'invito a «evitare polemiche e fischi e a fare in modo che oggi sia il giorno del ricordo». Nel suo intervento Bolognesi ha esordito dicendo: «Deluderò quelli che pensano che io interverrò sulle polemiche di questi giorni». Quindi, l'appello alle «forze politiche di qualsiasi colore a ricordare i parenti delle vittime». Il presidente dell'associazione dei familiari sottolinea la «notevole partecipazione dei parenti che hanno voluto essere qui in modo massiccio» e «l'importante presenza delle autorità e delle istituzioni e del governo», rappresentato da appunto Rotondi, seduto accanto a Cofferati tra i banchi della giunta comunale.

E il ricordo viene testimoniato anche da certe scelte, che sarebbe meglio non fare: «Tutti i partiti dovrebbero, per onestà intellettuale, evitare di candidare ad elezioni o a cariche istituzionali» gli amici dei terroristi o addirittura ex terroristi, perchè «siffatti personaggi ledono il decoro istituzionale e offendono con la loro presenza in parlamento i familiari delle vittime», invita Bolognesi. E fa nomi e cognomi: «Marcello De Angelis, condannato per banda armata, cognato di Luigi Ciavardini, che è senatore. Renato Farina, grande amico e sostenitore di Mambro e Fioravanti, spione al soldo dei servizi Segreti, condannato in relazione allo scandalo Telecom e per questo radiato con infamia dall'ordine dei giornalisti che è attualmente deputato alla Camera». Bolognesi poi denuncia il fatto di essere «l'unico paese democratico a posizionare simili personaggi in ruoli istituzionali»

Altra nota polemica di Bolognesi contro il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga: «Le piste “alternative” che si sono viste fino ad ora non hanno nessuna validità. La pista palestinese si era sviluppata anche nell’81», ha commentato Bolognesi. «Anzichè accreditare nuove piste sulla strage di Bologna, Cossiga farebbe bene a pensare ai suoi rapporti con la Loggia massonica P2 e non parlare di palestinesi per difendere Francesca Mambro, Giusva Fioravanti e Luigi Ciavardini».

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http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/08/02/11016705819...

Strage di Bologna, commozione
e fischi per l’anniversario
02 agosto 2008

La giornata della memoria. Con il ricevimento dei familiari delle vittime, prima nella Sala Rossa del Comune poi nell’Aula consiliare di Palazzo d’Accursio, sono cominciate le manifestazioni per il 28/o anniversario della strage alla stazione di Bologna (85 morti, 200 feriti), che sono culminate o con gli interventi nel piazzale della stazione.

In un breve discorso ai familiari e alle altre autorità nella sala consiliare, presente in rappresentanza del Governo il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, il sindaco Sergio Cofferati ha sottolineato l’importanza di questa giornata perché «non venga dimenticato quel terribile giorno».

Ma anche perché - ha aggiunto Cofferati - «nessuno possa ignorare la verità storica come quella giudiziaria, lontano dai tentativi troppe volte strumentalizzati di mettere in discussione quello che è stato sancito dal lavoro faticoso e sempre attento dei magistrati».

Il ricordo. Un applauso dalla gente raccolta nella piazza della stazione di Bologna ha salutato la fine della lettura dal palco del messaggio del presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Non sono invece stati letti, ma solo citati i messaggi inviati tra gli altri dal presidente del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini. Un piccolo errore sui tempi della cerimonia ha fatto sì che il minuto di silenzio, introdotto da tre fischi delle locomotive presenti in stazione, per ricordare il momento della strage, cioè le 10,25 (l’orologio della stazione è da allora fermo a quel momento), sia stato chiamato con qualche minuto di anticipo. Tantissimi come ogni anno i gonfaloni di città, province e regioni italiane portati a Bologna per testimoniare la vicinanza del Paese alla città e ai familiari delle vittime.

Fischi annunciati. Una contestazione «minimale» e «senza fischi». Anzi quasi «positiva», perché chi ha lasciato la piazza durante l’intervento del ministro Rotondi, «lo ha contestato più visivamente, senza disturbare quelli che volevano ascoltarlo». Secondo il presidente dell’Associazione familiari Paolo Bolognesi «oggi praticamente non c’è stata contestazione, i fischi non si sono sentiti».

Rispetto al passato, infatti, i fischi che quasi sempre hanno accompagnato le parole dei rappresentanti del Governo durante la commemorazione della strage di Bologna si sono ridotti a pochi episodi isolati. Ancora meno per l’intervento di Cofferati, accolto da grida di dissenso solo da una manciata di rappresentanti dell’ `Assemblea antifascista permanente´. In compenso, non appena Rotondi ha preso la parola, metà piazza ha lasciato la cerimonia, «un segnale - ha continuato Bolognesi, parlando a conclusione della commemorazione - che una parte politica non ha voluto sentire il discorso del ministro».

Una contestazione, però, «positiva: non hai disturbato quelli che volevano sentire cosa diceva il ministro». Per questo ai cronisti Bolognesi ha chiesto di non dare troppo peso alla protesta: «Mi auguro che si parli di quello che abbiamo detto io, il sindaco Cofferati e il ministro, sarebbe il modo migliore per i giornalisti per onorare le vittime».

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http://emiliaromagna.indymedia.org/node/3288