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[rassegna web a caldo] Cofferati e Rotondi contestati alla commemorazione della strage del 2 agosto 1980

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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/08/Bologna-commem...

2 agosto 2008
Strage di Bologna, Napolitano:
«Coltivare il dovere della memoria»

Bologna ricorda la strage del 2 agosto 1980 cercando di mettere la parola fine sulle polemiche dei giorni scorsi. Una calorosa stretta di mano tra il primo cittadino Sergio Cofferati e il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi ha gettato acqua sul fuoco della frase dell'assessore comunale agli affari istituzionali Libero Mancuso che aveva spinto rotondi a rimettere in discussione la sua presenza alla commemorazione. «Grazie di esserci», ha detto il presidente dell'associazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi salutando il ministro.

Nel suo messaggio a Bolognesi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato che «occorre coltivare un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni». La strage alla stazione provocò la morte di ottantacinque persone e il ferimento di oltre duecento. «Le immagini di quel crimine così barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani - scrive il capo dello Stato - rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell'intero Paese».

In piazza, però, le cose sono andate un po' diversamente e il clima è stato meno improntato alla riappacificazione. Fischi all'indirizzo di Cofferati, in piazza Medaglie d'oro. Sono partiti dalle file delle rappresentanze sindacali Rdb non appena il primo cittadino ha preso la parola. Si sono aggiunti gli insulti gridati dai rappresentanti dell'assemblea antifascista permanente. Poi è toccato a Rotondi, che presa la parola dal palco allestito nel piazzale antistante la stazione, è stato fischiato da un gruppo di persone. Cofferati ha poi parlato di «una cosa molto contenuta. Io sono molto contento anche delle cose che ha detto il ministro».

«Non mi disturbano i fischi, che ringrazio, sono i soli che mi considerano un ministro», ha poi commentato Rotondi, riferendosi alle parole dell'assessore del Comune di Bologna, Libero Mancuso, che aveva definito Rotondi incolore, per cui non valeva prendersi la briga di fischiare.

I messaggi di Berlusconi, Schifani e Fini. «Il governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l'aggressività delle nuove». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel messaggio inviato al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, in occasione del 28° anniversario della strage del 2 agosto 1980. Al primo cittadino, il premier assicura la sua vicinanza ««Come italiano e come presidente del consiglio, nel mesto anniversario di una delle pagine più tristi e dolorose della nostra storia». Bologna, ha aggiunto, «ha pagato un duro tributo al terrorismo e l'italia intera non dimentica e condivide il suo dolore».

Il presidente del Senato, Renato Schifani ha detto che «un'occasione indispensabile perché tutti, ma le nuove generazioni in particolare, continuino la lotta contro l'oblio e contro il terrorismo». In un messaggio al sindaco, Schifani rileva anche come «il valore di una nazione, la sua stabilità, la sua solidità morale e civile risiedono nella capacità della società di reagire dinanzi a queste terribili vicende».

Infine il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio a Cofferati e al presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime ha detto ritenere «necessario che, dopo tanti anni, si dissolvano le zone d'ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno all'accertamento della verità sulla strage. Sarebbe un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese». Nel ricordare «l'immane sofferenza di tante famiglie e l'oltraggio intollerabile alla città inferti dal vile atto terroristico», il presidente della Camera ha sottolineato come «in questo giorno di lutto tutti gli italiani devono stringersi intorno ai bolognesi in un abbraccio ideale che sia il frutto della coesione e della concordia a testimonianza della solidità delle Istituzioni».
2 agosto 2008

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http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_02/bologna_stazione_manifestaz...

Il 2 agosto 1980: i messaggi delle più alte cariche dello Stato
Ricordo attentato alla stazione di Bologna: Rotondi, «I fischi non mi spaventano»
Fini: «Dopo tanti anni si dissolvano le zone d'ombra sulla strage». Cofferati: «Non si dimentichi verità giudiziaria»

BOLOGNA - «I fischi non mi spaventano». Sfida il dissenso il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, alla cerimonia in consiglio comunale per l'anniversario dell'attentato del 2 agosto 1980 a Bologna (85 morti e oltre 200 feriti), prima della manifestazione nel piazzale della stazione. «Se una presenza è motivo di divisione, è meglio che non ci sia; l'importante non è la comparsa del governo, ma l'unità di tutte le istituzioni e delle forze politiche e democratiche che ha sempre fermato il terrorismo», ha aggiunto Rotondi. «Il governo è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico che dovrà corrispondere alle legittime richieste dei parenti delle vittime, un tavolo politico istituzionale che intende corrispondere esattamente a questa aspettativa», ha aggiunto il ministro. Rotondi («Di fronte ai morti non si può ribaltare la verità») è stato fischiato poi da un gruppo di persone durante il suo discorso nella piazza della stazione. Ma prima di lui era stato fischiato ancora più intesamente il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. I pochi contestatori, dietro ai gonfaloni delle varie associazioni con uno striscione con scritto "Contro ogni fascismo", dell'Assemblea permanente Bologna, hanno utilizzato dei fischietti. Inoltre appena il ministro ha preso la parola, almeno metà delle persone ha lasciato la piazza. Il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi, minimizza: «È stata una contestazione minimale, i fischi neanche si sentivano».

COFFERATI - Cofferati - anche lui ha rimarcato la poca consistenza delle contestazioni rispetto agli anni precedenti - ha sottolineato l'importanza di questa giornata perché «non venga dimenticato quel terribile giorno. E nessuno ignorari la verità storica come quella giudiziaria, lontano dai tentativi troppe volte strumentalizzati di mettere in discussione quello che è stato sancito dal lavoro faticoso e sempre attento dei magistrati».

I MESSAGGI - Le più alte cariche dello Stato hanno inviato messaggi in occasione del 28º anniversario della strage. «Le immagini di quel crimine così barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani, rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell'intero Paese». Sono le parole della lettera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inviata al presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage Paolo Bolognesi. «Occorre coltivare un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni».
«Bologna ha pagato un duro tributo al terrorismo e l'Italia intera non dimentica e condivide il suo dolore», ha scritto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rivolgendosi al sindaco di Bologna Cofferati. «Il governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l'aggressivitá delle nuove».
Si è rivolto a Cofferati anche il presidente del Senato, Renato Schifani: «La commemorazione rappresenta un’occasione indispensabile, perché tutti, ma le nuove generazioni in particolare, continuino la lotta contro l’oblio e contro il terrorismo».
Destinato al sindaco Cofferati anche il testo del persidente della Camera, Gianfranco Fini: «È necessario che dopo tanti anni si dissolvano le zone d'ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno all'accertamento della verità sulla strage. Sarebbe un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese».

02 agosto 2008

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=28775

Strage di Bologna, fischi a Rotondi e Cofferati
Napolitano: «Coltivare il dovere della memoria»
La commemorazione della strage di Bologna

BOLOGNA (2 agosto) - Fischi e polemiche alla commemorazione delle ottantacinque persone uccise il 2 agosto 1980 nella strage della stazione Bologna.

Parla Rotondi: fischi e la piazza si svuota. Non appena il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, ha preso la parola dal palco delle commemorazioni almeno metà della folla che occupava il piazzale antistante la stazione ferroviaria ha lasciato la piazza. I primi ad andarsene sono stati i rappresentanti dei sindacati di base Rdb e Cub, dietro lo striscione "Ci vediamo in autunno: sciopero generale". Insieme a loro anche i militanti di Rifondazione Comunista e moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime.

Nel piazzale, a contestare il ministro, è rimasto un gruppetto di una decina di persone dell'Assemblea Antifascista Permanente, con fischi e grida. A disturbare l'intervento del ministro, un gruppetto di dieci persone circa dell'Assemblea Antifascista Permanente, che non hanno risparmiato nemmeno la parte finale del discorso del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati.

«Non mi disturbano i fischi», ha commentato dal palco Rotondi. «Sono i soli che mi considerano un ministro», ha aggiunto scherzando, riferendosi a quel passo dell'intervista dell'assessore comunale Libero Mancuso secondo il quale nessuno si sarebbe preso la briga di fischiarlo perchè personalità «incolore e sconosciuta». «Anche questa è par condicio», ha continuato Rotondi.

«Mi hanno preso sul serio almeno loro. Non trova?», ha scherzato ancora Rotondi con i giornalisti, in merito ai fischi che hanno sottolineato diversi passaggi del suo intervento. «Non è che, siccome uno è al Governo, diventa un' Istituzione. Le Istituzioni - prosegue Rotondi con i cronisti - camminano sulle gambe delle persone e bisogna sempre parlare con il cuore».

Napolitano. «Occorre coltivare un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni», ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage. «Le immagini di quel crimine così barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani - scrive il capo dello Stato - rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell'intero Paese».

Polemiche chiuse intanto fra Comune e Governo. Stamani c'è stata una stretta di mano nel cortile di Palazzo d'Accursio fra il ministro Rotondi e l'assessore del Comune di Bologna Libero Mancuso, dopo le polemiche scaturite da un'intervista dell'assessore che conteneva frasi critiche verso il ministro, definto "incolore". «Mi dispiace che sia avvenuto questo incidente - ha detto Mancuso - sono convinto che non avrà nessuna conseguenza su questa manifestazione, che è nata in maniera così bella e che mi auguro continuerà alla stessa maniera». Poco prima Rotondi aveva scherzato con Mancuso sottolineandogli di avere tutti i colori, il bianco della Dc e l'azzurro del Pdl a cui ha aderito. «Nella mia tavolozza mi manca solo il rosso», aveva scherzato ancora Rotondi. «L'importante non è la comparsa del Governo - ha detto ancora Rotondi - ma l'unità delle forze democratiche che ha sempre fermato la bestia».

Schifani. «Desidero rivolgere un sentito e partecipe pensiero alla memoria di quanti hanno subito un'inaudita e assurda violenza ma anche a coloro, i familiari delle vittime, che continuano quotidianamente a subirla nel ricordo drammatico dell'assenza dei loro cari, un ricordo vivo nei loro cuori e nei nostri. La commemorazione rappresenta un'occasione indispensabile, perchè tutti, ma le nuove generazioni in particolare, continuino la lotta contro l'oblio e contro il terrorismo». Lo afferma il presidente del Senato Renato Schifani nel messaggio inviato al Sindaco di Bologna Sergio
Cofferati, in occasione del 28° anniversario della strage alla stazione.

Fini. «Nel giorno del ventottesimo anniversario della strage alla stazione, Vi giunga il senso della mia vicinanza e della mia solidarietà per l'immane sofferenza di tante famiglie e per l'oltraggio intollerabile alla città inferti dal vile atto terroristico il cui ricordo produce sgomento e indignazione nella coscienza nazionale». Lo scrive il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel messaggio inviato al sindaco di Bologna e al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della stazione di Bologna, Paolo Bolognesi.

Berlusconi. «Signor Sindaco, Le sono vicino, come italiano e come Presidente del Consiglio, nel mesto anniversario di una delle pagine più tristi e dolorose della nostra storia. La Sua città, Bologna, ha pagato un duro tributo
al terrorismo e l'Italia intera non dimentica e condivide il Suo dolore. Voglio confermarLe che il Governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l'aggressività delle nuove». È quanto si legge nel messaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi inviato al Sindaco di Bologna.

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02-08-2008 11:42
Strage Bologna: parla Rotondi, piazza si svuota per meta'

(ANSA) - BOLOGNA, 2 AGO - Quando Rotondi ha preso la parola per il 28/o anniversario della strage (85 morti), almeno meta' della folla ha lasciato la piazza. A contestare il ministro e' rimasta una decina di persone dell'Assemblea Antifascista Permanente, con fischi e grida. Per il presidente Napolitano 'occorre coltivare un dovere della memoria' sottolineando in un messaggio il significato di democrazia, liberta' e giustizia. Berlusconi in una nota al sindaco parla di 'guardia alta' contro il terrorismo. 'Non mi disturbano i fischi'', ha commentato dal palco Rotondi. 'Sono i soli che mi considerano un ministro', ha aggiunto scherzando dopo le critiche dell'assessore bolognese Libero Mancuso, con il quale stamani c'e' stata una stretta di mano. Napolitano ha ricordato che il 9 maggio, in occasione del 'Giorno della Memoria', ha promosso una pubblicazione con i volti e le biografie di tutte le vittime del terrorismo in segno, da parte del Parlamento, di 'riconoscenza e di omaggio'. Schifani precisa che 'il valore di una nazione, la sua stabilita', la sua solidita' morale e civile risiedono nella capacita' della societa' di reagire dinanzi a queste terribili vicende'. Per Fini e' necessaria chiarezza nell' accertamento della verita''. In tal senso Rotondi ha ricordato che oltre al tavolo tecnico ce n'e' uno politico istituzionale per individuare i mandanti della strage.(ANSA).

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http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/strage-bologna/strage-b...

Stretta di mano tra Cofferati e Rotondi dopo la bufera di ieri
La piazza contesta il sindaco e il ministro. Molte persone se ne vanno
Strage, Bologna chiude la polemica
Ma fischi contro Rotondi e Cofferati
Il monito di Napolitano: "Coltivare il dovere della memoria"
Il premier: "Tenere alta la guardia contro il terrorismo"

Strage, Bologna chiude la polemica Ma fischi contro Rotondi e Cofferati

Una foto della stazione di Bologna dopo la strage del 2 agosto 1980
BOLOGNA - Si aprono le celebrazioni per ricordare le 85 vittime della strage di Bologna di ventotto anni fa. Torna il sereno tra il governo e il Comune, dopo la bufera di ieri e gli scontri per l'assenza del guardasigilli Angelino Alfano. Ma la contestazione non si fa attendere: dalla piazza si levano i fischi. Prima contro Cofferati e poi, più forti, contro il ministro Rotondi. E mentre il rappresentante dell'esecutivo continua a parlare, alcune centinaia di persone se ne vanno.

La stretta di mano Cofferati-Rotondi. Stamattina una calorosa stretta di mano tra il sindaco Sergio Cofferati e il ministro per l'Attuazione del programma ha messo la parola "fine" sulle polemiche innescate da una frase dell'assessore comunale agli Affari istituzionali Libero Mancuso, che aveva spinto Rotondi a mettere in discussione la sua presenza. "Grazie di esserci", sono le prime parole del presidente dell'Associazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi. Che prima della commemorazione aveva invitato, invano, a "evitare le polemiche, i fischi e fare in modo che oggi sia un giorno del ricordo in cui tutte le forze politiche sono unite per ricordare le vittime".

Il chiarimento con l'assessore. "Mi dispiace che sia avvenuto questo incidente, sono convinto che non avrà nessuna conseguenza su questa manifestazione". Queste le parole di Mancuso, che aveva definito Rotondi "incolore". Prima, l'ironia del ministro, che sottolinea di avere tutti i colori, il bianco della Dc e l'azzurro del Pdl a cui ha aderito. "Nella mia tavolozza mi manca solo il rosso", aveva scherzato.

La contestazione della piazza. "Non mi disturbano i fischi, che ringrazio, sono i soli che mi considerano un ministro". Gianfranco Rotondi allude proprio a Mancuso quando, dal palco in piazza Medaglie d'oro, commenta le contestazioni contro di lui. "Io non rappresento una parte politica, ma il governo di questo paese, il governo di una repubblica nata dalla Resistenza". Cerca di placare gli animi Rotondi, ma i fischi continuano insistenti e cominciano le defezioni. "Ci rivediamo in autunno": le Rappresentanze sindacali di base alzano lo striscione rosso. Rifondazione comunista se ne va. Così come alcune centinaia di persone. Smorza invece i toni Cofferati, che commenta: "Una cosa molto contenuta. Io sono molto contento anche delle cose che ha detto il ministro". Anche Bolognesi non nasconde di ritenere tutto sommato positivo l'intervento di Rotondi e parla di "parole equilibrate".

"Richieste legittime, risponderemo". Prima della commemorazione il ministro aveva assicurato che il governo affiancherà la magistratura per individuare i mandanti della strage di Bologna. "Il governo è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, che dovrà corrispondere alle legittime richieste ancora purtroppo attuali dei parenti delle vittime, un tavolo politico-istituzionale che intende corrispondere esattamente a queste aspettative".

Le parole del capo dello Stato. Il presidente della Repubblica stamattina ha inviato un messaggio all'Associazione familiari delle vittime, dove ricorda "gli ottantacinque morti e gli oltre duecento feriti della strage nella stazione di Bologna il 2 agosto 1980". "Occorre coltivare un dovere della memoria" e utilizzarlo per difendere i "valori di democrazia, libertà e giustizia", è il monito. Poi aggiunge: "Il 9 maggio scorso, in occasione del 'Giorno della Memoria' dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, ho ritenuto opportuno promuovere una pubblicazione nella quale compaiono i volti e sono descritti i percorsi di vita di tutte le vittime innocenti dei diversi episodi di matrice terroristica".

I messaggi di Fini, Schifani e Berlusconi. Il presidente della Camera dei deputati, nel messaggio inviato al sindaco e a Bolognesi, auspica che "dopo tanti anni si dissolvano le zone d'ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno all'accertamento della verità sulla strage". Questo, sostiene Fini, "sarebbe un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese". Il premier Berlusconi invita a "tenere alta la guardia contro il terrorismo", mentre il presidente del Senato Schifani osserva che "il valore di una nazione, la sua stabilità, la sua solidità morale e civile, risiedono proprio nella capacità della società di reagire dinanzi a queste terribili vicende".

(2 agosto 2008)

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Strage Bologna/ Manifestazione conclusa, poche contestazioni
Rotondi: le istituzioni rispondano insieme al terrorismo

Milano, 2 ago. (Apcom) - Si è conclusa senza incidenti a Bologna la manifestazione per ricordare la strage alla stazione del 2 agosto 1980 nella quale morirono 85 persone. Le annunciate contestazioni dell'estrema sinistra ci sono state ma non hanno disturbato la cerimonia. Gruppi di Rifondazione Comunista e del Pdci, in particolare, hanno lanciato dei fischi all'indirizzo del sindaco Cofferati e del ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. "I fischi non mi disturbano affatto - ha detto il ministro - lo fanno perché sono un ministro e va bene così. Almeno mi hanno preso sul serio", ha poi scherzato Rotondi riferendosi alle polemiche dei giorni scorsi di Libero Mancuso, che lo aveva definito un personaggio incolore.

Rotondi ha ricordato di essere a Bologna non come esponente di una parte politica, ma come rappresentante di un Paese nato dalla Resistenza. "L'importante - ha aggiunto il ministro - è che le istituzioni rispondano insieme a chi mette in discussione la coesistenza democratica. Oggi come mai le forze politiche devono stare dalla stessa parte".

Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha ricordato che il terrorismo ha colpito più volte la città, che però non si è fatta piegare dalle ferite. "Ci sono le condizioni - ha detto il sindaco - per esercitare il diritto dovere alla memoria senza polemiche". E a chi chiede la revisione del processo sulla strage, Cofferati risponde: "Deve decidere la magistratura, come sempre in piena autonomia e libertà", ma per il sindaco non ci sono i presupposti per una riapertura del processo.

I rappresentanti delle vittime del terrorismo hanno denunciato il mancato riconoscimento dei loro diritti da parte di vari governi, di tutte le parti politiche. Ma quando alle 10.25 un minuto di silenzio ha ricordato il momento della strage, tutti i presenti si sono uniti in un unico grande applauso.

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STRAGE BOLOGNA: PER ROTONDI IN PIAZZA FISCHI MA ANCHE APPREZZAMENTI

(ASCA) - Roma, 2 ago - Che non fosse facile prendere la parola a Bologna, in piazza Medaglie d'Oro, per commemorare la strage alla stazione del 2 agosto 1980, il ministro Gianfranco Rotondi se lo immaginava. Ma oltre ai preventivati fischi - che hanno accompagnato in parte il suo intervento - per il titolare dell'Attuazione del programma di governo ci sono stati l'apprezzamento sia del sindaco, Sergio Cofferati (''Sono molto contento delle cose che ha detto''), che del presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime, Paolo Bolognesi (''Le sue sono state parole equilibrate'').

Buona parte dei contestatori (per lo piu' esponenti di Rifondazione comunista e delle Rappresentanze sindacali di base) hanno in verita' cominciato ad abbandonare la piazza durante il discorso di Rotondi il quale, da parte sua, ha cercato di svelenire il clima con una battuta (''Non mi disturbano i fischi, che ringrazio, sono i soli che mi considerano un ministro'').

lpe/mcc/ss

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MILANO (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione delle manifestazioni per il 28esimo anniversario della strage di Bologna, ha inviato oggi un messaggio al presidente dell'associazione delle vittime della strage in cui morirono 85 persone e ne vennero ferite altre 200, in cui sottolinea la necessità di "coltivare un dovere della memoria".

Alla manifestazione di oggi a Bologna per il governo partecipa il ministro per l'Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, che ha dichiarato che il governo "è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, un tavolo politico istituzionale" per l'individuazione dei mandanti della bomba che esplose alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980.

Il ministro è stato fischiato da alcune decine di persone durante il suo discorso nella piazza della stazione di Bologna, mentre altre persone hanno lasciato il luogo della commemorazione.

"Occorre coltivare un dovere della memoria - si legge nella nota inviata dal presidente della Repubblica - che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni".

Fra i messaggi inviati dalle istituzioni, quello del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al sindaco di Bologna Sergio Cofferati conferma che il governo mantiene "alta la guardia" contro il terrorismo.

"Signor sindaco, le sono vicino, come italiano e come presidente del Consiglio, nel mesto anniversario di una delle pagine più tristi e dolorose della nostra storia - si legge nella nota - La sua città, Bologna, ha pagato un duro tributo al terrorismo e l'Italia intera non dimentica e condivide il suo dolore".

"Voglio confermarle che il governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l'aggressività delle nuove".

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2 Agosto, a Bologna fischi per Cofferati e Rotondi

http://www.dire.it/HOME/2_agosto.php?c=13107&m=3&l=it

BOLOGNA - Fischi all'indirizzo del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e del ministro Gianluca Rotondi in piazza Medaglie d'Oro, durante le celebrazioni per il 28^ anniversario della strage della stazione di Bologna. Appena il primo cittadino prende la parola, dalle fila delle Rdb, il sindacato di base, partono alcuni fischi, a cui si aggiungono diversi insulti gridati dai rappresentanti dell'Assemblea antifascista permanente.

STRETTA DI MANO COFFERATI-ROTONDI - E' bastato poi annunciare il nome del ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presente a Bologna in rappresentanza del governo, che da piazzale Medaglie d'oro si sono levati i fischi. La contestazione, per la quale dunque non sono bastati gli appelli ad evitarla, è scattata quando Rotondi stava per prendere la parola dal palco per il suo intervento alla commemorazione della strage alla stazione di Bologna ed è proseguita nelle prime battute del suo intervento. I fischi erano ancora piu' forti di quelli indirizzati poco prima al sindaco Cofferati, che aveva stretto la mano a Rotondi, ieri definito "ministro incolore" dall'assessore comunale Libero Mancuso, parole subito condannate da Cofferati.

"Non mi disturbano i fischi, che ringrazio, sono i soli che mi considerano un ministro". Cosi' il ministro Rotondi commenta dal palco in piazza Medaglie d'orole contestazioni a lui riservate. Il riferimento e' appunto alle parole di Mancuso.

I FISCHI DELLA PIAZZA - Di fronte ai fischi della piazza, Rotondi chiama in causa la Resistenza dicendo che "l'antifascismo non e' un'opinione", ma e' un caposaldo della Costituzione. "Io non rappresento una parte politica- avvisa il ministro- ma il governo di questo Paese, il governo di una repubblica nata dalla Resistenza".

Ma tutto il discorso di Rotondi viene accompagnato da fischi insistenti.

COFFERATI - "Una cosa molto contenuta. Io sono molto contento anche delle cose che ha detto il ministro". Questo il primo commento del sindaco Cofferati sulla contestazione che, anche stavolta, non e' mancata in piazzale Medaglie d'oro in occasione della cerimonia di commemorazione della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

LA GENTE LASCIA LA PIAZZA - "Ci rivediamo in autunno": le Rappresentanze sindacali di base alzano lo striscione, rosso, e lasciano piazza Medaglie D'Oro. E' cosi' che protestano non appena prende la parola il ministro Rotondi.

Con le Rdb si allontana Rifondazione comunista ma anche tanta gente: la piazza, quando sono le 10.43, comincia a svuotarsi e l'impressione e' che le presenze si dimezzino in modo netto. E mentre Rotondi continua a parlare ("Applaudire o fischiare, sono opinioni"), alcune centinaia di persone se ne sono gia' andate. Tra quelle che rimangono non mancano i fischi.

2 agosto 2008

STRAGE 2 AGOSTO

http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2008/08/02/108906-roton...

Rotondi: "Governo con i famigliari per individuare i mandanti"
Fischi per ministro e sindaco

Dopo gli attacchi di Rifondazione che hanno costretto Alfano alla rinuncia e l'offesa di Mancuso al 'sostituto' Rotondi, il ministro per l'Attuazione del programma è arrivato a Bologna per partecipare, fin dall'inizio, alla commemorazione

Bologna, 2 agosto 2008 - Si è conclusa senza incidenti a Bologna la manifestazione per ricordare la strage alla stazione del 2 agosto 1980 nella quale morirono 85 persone. Le annunciate contestazioni dell'estrema sinistra ci sono state ma non hanno disturbato la cerimonia. Gruppi di Rifondazione Comunista e del Pdci, in particolare, hanno lanciato dei fischi all'indirizzo del sindaco Cofferati e del ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.

"I fischi non mi disturbano affatto - ha detto il ministro - lo fanno perché sono un ministro e va bene così. Almeno mi hanno preso sul serio", ha poi scherzato Rotondi riferendosi alle polemiche dei giorni scorsi di Libero Mancuso, che lo aveva definito un personaggio incolore.
Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha ricordato che il terrorismo ha colpito più volte la città, che però non si è fatta piegare dalle ferite. "Ci sono le condizioni - ha detto il sindaco - per esercitare il diritto dovere alla memoria senza polemiche". E a chi chiede la revisione del processo sulla strage, Cofferati risponde: "Deve decidere la magistratura, come sempre in piena autonomia e libertà", ma per il sindaco non ci sono i presupposti per una riapertura del processo.

PRESIDENTE NAPOLITANO: "NON DIMENTICHIAMO"

"Le immagini di quel crimine cosi' barbaro e vile, che scosse e scuote tuttora nel profondo la coscienza degli italiani, rimangono impresse in modo indelebile nella memoria dell'intero Paese". A dirlo e' il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, in occasione del 28^ anniversario dell'attentato del 2 agosto 1980 che fece 85 morti e 200 feriti.
Napolitano ricorda anche che il 9 maggio scorso, in occasione del "Giorno della Memoria" dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, "ho ritenuto opportuno promuovere una pubblicazione nella quale compaiono i volti e sono descritti i percorsi di vita di tutte le vittime innocenti dei diversi episodi di matrice terroristica. Si e' cosi' voluto, innanzitutto da parte del Parlamento, esprimere un segno di riconoscenza e di omaggio delle istituzioni repubblicane e della nazione tutta nei confronti di coloro che hanno pagato con la vita la violenza cieca e disumana di quegli anni". Ma su questa strada si deve proseguire: "Occorre coltivare- avverte il Capo dello Stato- un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilita' per la difesa dei valori di democrazia, liberta' e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni". Con questi "sentimenti di commossa solidarieta'", Napolitano rivolge il suo "cordiale e partecipe saluto alla coraggiosa citta' di Bologna e ai familiari delle vittime, indelebilmente segnati nel loro dolore".

BERLUSCONI: "ALTA LA GUARDIA CONTRO IL TERRORISMO"

«Signor Sindaco, Le sono vicino, come italiano e come Presidente del Consiglio, nel mesto anniversario di una delle pagine più tristi e dolorose della nostra storia.
La Sua città, Bologna, ha pagato un duro tributo al terrorismo e l'Italia intera non dimentica e condivide il Suo dolore. Voglio confermarLe che il governo tiene alta la guardia contro il riemergere di vecchie minacce e contro l'aggressività delle nuove». Lo afferma il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel messaggio inviato al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, in occasione del XXVIII anniversario della strage di Bologna.

SCHIFANI: " REAGIRE CONTRO TERRORISMO E L'OBLIO"

«Il valore di una nazione è nella capacità di reagire a queste terribili vicende». Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, in occasione del XXVIII anniversario della strage alla stazione di Bologna che ricorre oggi.
«Desidero rivolgere un sentito e partecipe pensiero alla memoria di quanti hanno subito un'inaudita e assurda violenza - si legge nel messaggio del presidente Schifani - ma anche a coloro, i familiari delle vittime, che continuano quotidianamente a subirla nel ricordo drammatico dell'assenza dei loro cari, un ricordo vivo nei loro cuori e nei nostri. La commemorazione rappresenta un'occasione indispensabile, perchè tutti, ma le nuove generazioni in particolare, continuino la lotta contro l'oblio e contro il terrorismo».
«Il valore di una nazione, la sua stabilità, la sua solidità morale e civile - afferma ancora il presidente del Senato - risiedono proprio nella capacità della società di reagire dinanzi a queste terribili vicende. Più un paese è forte, più è in grado di dare risposte concrete: perchè ciò si avveri, è necessario che il concetto di democrazia, inteso come vera partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, sia reale e concreto e non rimanga lettera morta. Con questa convinzione - conclude Schifani - rivolgo un cordiale saluto a quanti per questa celebrazione hanno profuso il loro impegno e a tutti gli intervenuti, con uno speciale pensiero ai familiari delle vittime».

FINI: "SI DISSOLVANO LE ZONE D'OMBRA"

Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha inviato un messaggio al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, per esprimere la sua «vicinanza e solidarietà» nel giorno del ventottesimo anniversario della strage alla stazione.
L'auspicio di Fini è che «dopo tanti anni, si dissolvano le zone d'ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno all'accertamento della verità sulla strage. Sarebbe - sostiene il presidente della Camera - un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese».

IL MINISTRO ROTONDI : "AFFIANCO ALLE VITTIME PER INDIVIDUARE I MANDANTI"

Il Governo si impegnerà a fianco dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 per individuare i mandanti dell'attentato terroristico. «Il Governo - ha detto il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, a margine della commemorazione della strage presso il Palazzo del Comune di Bologna - è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico che dovrà corrispondere alle legittime richieste dei parenti delle vittime un tavolo politico istituzionale che intende corrispondere esattamente a questa aspettativa». Rotondi ha poi ribadito il valore dell'unità delle istituzioni dopo le polemiche dei giorni scorsi: «L'unità delle forze politiche ha inginocchiato la belva nella storia d'Italia. A questa unità - ha spiegato il ministro - non si rinuncia mai, come fortunatamente avviene oggi. Se una presenza è motivo di divisione è meglio che non ci sia. L'importante - ha continuato - non è la comparsa del Governo ma sempre l'unità di tutte le istituzioni e di tutte le forze politiche democratiche. Questo ha sempre fermato la belva». A proposito di possibili fischi della piazza durante la commemorazione del 28esimo anniversario della strage, il ministro per l'Attuazione del programma ha detto: «In un Paese libero il Governo è sempre destinatario di una sofferenza, qualunque essa sia. Qui c'è una sofferenza altissima, dopo 28 anni, e un interrogativo infinito. Quindi il fischio non spaventa. Spaventerebbe una disunità delle istituzioni, questo abbiamo voluto evitare».

PAOLO BOLOGNESI "NIENTE FISCHI"

Dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto, Paolo Blognesi, arriva l'invito a "evitare polemiche e fischi e a fare in modo che oggi sia il giorno del ricordo". Nel suo intervento nel corso della cerimonia che si e' tenuta in Consiglio comunale, Bolognesi esordisce dicendo: "Deludero' quelli che pensano che io interverro' sulle polemiche di questi giorni". Quindi, l'appello alle "forze politiche di qualsiasi colore a ricordare i parenti delle vittime".
Il presidente dell'associazione dei familiari sottolinea la "notevole partecipazione dei parenti che hanno voluto essere qui in modo massiccio" e "l'importante presenza delle autorita' e delle istituzioni e del governo", rappresentato dal ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, seduto accanto al sindaco Sergio Cofferati tra i banchi della Giunta comunale.

Protesta sì, ma per avere tutta la verità

Protesta sì, ma per avere tutta la verità

Non è stata "plateale" come in altri anni, con fischi e slogan. Ma metà dei manifestanti lascia la piazza in segno di dissenso contro le tesi "revisioniste"

di Luca Domenichini

http://www.emilianet.it/Sezione.jsp?idSezione=19633&idSezioneRif=2

BOLOGNA, 2 AGO. 2008 - Quando l’onorevole Gianfranco Rotondi ha preso la parola, in qualità di rappresentante del governo, centinaia di militanti di Rifondazione comunista, insieme ai rappresentanti dei sindacati di base Rdb e Cub e a moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime, hanno girato le spalle e hanno lasciato la piazza. È stata questa la maggiore protesta della manifestazione, espressa nei confronti del ministro per l’Attuazione del programma (ex-segretario della Dc post-Tangentopoli e leader del movimento politico della Dc per le autonomie). Coloro, infatti, che aspettano da 28 anni (!) che venga fatta luce completa anche sui famosi ignoti (mandanti?) in concorso di reato con Fioravanti e Mambro (così recita la sentenza definitiva), non hanno gradito che “uno sconosciuto personaggio incolore che non valeva neanche la pena di fischiare” (come l’Assessore comunale alla Sicurezza Libero Mancuso - ex-magistrato in prima linea nelle inchieste sulle stragi - ha definito il ministro Rotondi, prima delle “scuse” dello stesso Mancuso) si presenti in veste ufficiale sul palco delle commemorazioni con le solite promesse della solita “legge sui risarcimenti ai parenti delle vittime” e “la rimozione di tutti i segreti di Stato”.
Ma la protesta non ha risparmiato neppure il sindaco Cofferati, che quando è intervenuto sul palco è stato accompagnato dai fischi di un gruppetto di una decina di persone dell’Assemblea antifascista permanente rimasta sul piazzale a contestare. La scena che si ripete ogni 2 Agosto a ogni commemorazione, insomma, non è stata smentita seppure in forma più contenuta rispetto agli anni passati. Forse, perché ormai pochi si illudono che “gli armadi saranno aperti” per fare piena luce su tutti i colpevoli e mandanti e per fare piena giustizia delle 85 vittime della bomba alla stazione, che è la più grave strage nella storia della Repubblica.
Il motivo più forte della protesta, più ancora della richiesta di verità, sta nella rabbia di coloro che da sempre questa verità chiedono e si sono trovati quest’anno davanti a forze politiche che al contrario di quello che loro chiedono, vorrebbero rimettere in discussione anche le poche verità accertate. “Vogliamo fare conoscere la nostra protesta contro la parte politica che non ha mai accettato le verità delle sentenze definitive contro i terroristi neri Mambro e Fioravanti riconosciuti colpevoli come autori materiali della strage”, ci dice con rabbia uno dei militanti, che hanno riposto bandiere e stendardi, e hanno abbandonato la piazza. Così come tutti coloro che se ne sono andati in polemica. A quel punto Rotondi ha concluso il suo intervento in un clima dimesso e in una piazza dimezzata.

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