Salta navigazione.

Fascisti NAR: malavita Boxe a Milano e Roma e le strane conoscenze.

Rileggendo questo articolo apparso su Indy qualche anno fa:
http://italy.indymedia.org/news/2006/11/1189339.php

Non si può fare a meno di pensare quanto siano contigue certe strane conoscenze e le loro piacevoli "amicizie" con ambienti che provengono palesemente dalla così detta "malavita romana" e dei quali si fanno promotori personaggi come l'ex terrorrista Nar Mario Corsi (ora riciclato a conduttore radiofonico tifoso) il quale sponsorizza beatamente l'antica nobile arte "capitolina" con "virtuosi" boxere del Clan dei Casamonica Di Silvio e Spada. Rinomato clan famigliare che si è fatto conoscere nell'ambiente cittadino per aver avuto contatti con la banda della magliana e con Pippo Calò (il cassiere) e per le loro attività "impreditoriali" sul territorio laziale e non solo.
Coincidenze che devono far pensare

http://www.mondoboxe.com/index.php?Itemid=2&id=3118&option=com_content&t...
http://archiviostorico.corriere.it/2004/luglio/01/Arresti_sequestri_deca...
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDCat...
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/06_Giugno/30/casamonica...

Average rating
(1 vote)

Mario Corsi detto Marione

Mario Corsi detto Marione,è uno degli indiziati per l'omicidio di Fausto e Jaio. Il giudice delle indagini preliminari Clementina Forleo ha archiviato la sua posizione per insufficienza di prove. Nel '77, faceva parte del gruppo "Prati" aderente ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Nel'79 riceve il primo avviso di garanzia per l'omicidio di Fausto e Jaio. Viene arrestato nel 1981 nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna, poi rilasciato insieme ad altri neofascisti romani. L'indagine parte dalle scoperte del giudice Mario Amato, assassinato dai Nar nel 1980. Amato aveva ereditato un dossier realizzato dal giovane esponente dell'autonomia operaia anche lui ucciso nella sua abitazione, davanti ai genitori. Il 20 aprile 1982 il Tribunale di Roma lo condanna insieme a Massimo Morsello, Emanuele Appio e Maurizio Catena per l'assalto alla scuola romana "Fratelli Bandiera" avvenuto nel '79. Il 28 maggio 1982 è rinviato a giudizio insieme ad altri 55 neofascisti dei Nar.Al gruppo il giudice istruttore contesta 220 capi di imputazione che vanno dalla strage alla rapina, omicidio, violazione della legge sulle armi, danneggiamento doloso. Il 17 maggio 1984 arriva per Corsi un'altra condanna. Il Tribunale lo ritiene responsabile degli incendi nei cinema "Induno" e "Gardena", avvenuti a Roma tra il '79 e l'80. E' condannato a cinque anni. Nel dicembre dell'84 viene accusato dell'omicidio del giovane simpatizzante del Pci, Ivo Zini. Il 2 maggio 1985 c'è la sentenza denominata "Nar 1" . Corsi riceve una condanna a 9 anni ma per il delitto Zini viene prosciolto per non aver commesso il fatto. Il 19 aprile c'è il secondo grado. In appello Corsi viene condannato per l'omicidio di Ivo Zini. 23 anni di carcere. Per lui la Corte d'Assise di Appello di Roma emette un mandato di cattura. Il 9 aprile dell'87, la Cassazione dispone un nuovo processo per Corsi relativo sempre a Zini. Intanto le inchieste su Fausto e Jaio a Milano proseguono con nuovi accertamenti. Il processo Zini torna nuovamente in appello e Corsi viene assolto. Nell'89, la Cassazione ratifica e Corsi viene prosciolto in via definitiva. Nel 1991, il giudice Guido Salvini gli invia un nuovo avviso di garanzia per Fausto e Jaio. Siamo nel '96. Corsi si mette a capo della tifoseria romanista. Il 27 settembre viene arrestato. Con lui finiscono in manette Fabio Mazzei, di 33 anni; Giuseppe De Vivo, di 36 anni; Daniele De Santis, di 30 anni; Guglielmo Crisera', di 35 anni; Giuliano Castellino, di 19 anni, e Fabrizio Carroccia, di 22 anni. I sette sono accusati di aver organizzato estorsioni a funzionari della societa' giallorossa, pretendendo trattamenti di favore e facilitazioni per entrare allo stadio in occasione delle partite della Roma. In caso contrario, minacciavano i funzionari avvertendoli che sugli spalti ci sarebbero stati problemi di ordine pubblico. Quattro di loro fanno parte del gruppo dei ''Boys''; gli altri tre di ''Frangia ostile, cuore di Curva''. Arrivano altre accuse. Irruzioni in radio private per imporre la loro partecipazione alla trasmissione e far leggere i loro comunicati; minacce a giornalisti sportivi, tra cui due cronisti di altrettanti quotidiani romani; striscioni esposti allo stadio con intimidazioni mirate. Il Gip del Tribunale di Roma emette per questi tifosi altri provvedimenti per violenza privata, dopo ulteriori indagini svolte dalla Digos della questura di Roma, diretta da Domenico Vulpiani. In particolare, per Mario Corsi, e Fabrizio Carroccia, 32, ''er mortadella'' il Gip disposto gli arresti domiciliari. Il 24 settembre 1999,il Pm di Milano Stefano Dambruoso chiede l'archiviazione per Fausto e Jaio. Oltre all' estremista di destra Massimo Carminati, riguarda anche i neofascisti Claudio Bracci e Mario Corsi, accusati di quel omicidio. Chiedendo l' archiviazione, il Pm Stefano D'Ambruoso sostiene che non sono state trovate sufficienti prove a carico degli indagati. Quando Mario Corsi fu arrestato nel '78 a Roma per l'aggressione ad alcuni militanti della nuova sinistra, nella sua casa vennero trovate le fotografie di Fausto e Iaio e dei loro funerali, che Corsi dice di aver preso dall'archivio di uno zio giornalista a Cremona. La presenza di quelle foto, per il Pm, e' del tutto ingiustificata. Altre ipotesi del coinvolgimento di Corsi e del suo gruppo vengono da alcuni pentiti dell'estrema destra, tra cui Angelo Izzo, uno dei quali parlo' anche di una sorta di confessione ricevuta da Corsi al telefono. Il 18 marzo 2000, il consigliere di Rifondazione Comunista Umberto Gay, denuncia pubblicamente Corsi. ''Io accuso Mario Corsi di essere nella migliore delle ipotesi la 'spalla' e nella peggiore il killer di Fausto e Iaio. Mi assumo le mie responsabilità - spiega Gay, che per rendere pubblica la sua denuncia ha incontrato i giornalisti nel palazzo di giustizia di Milano - e per la prima volta siete di fronte ad un soggetto privato che sceglie di accusare una persona con nome e cognome per quel delitto. Tu, Mario Corsi, sei l'assassino di Fausto e Iaio. Il mio obiettivo e' che ci sia una risposta da parte dell' interessato e soprattutto che il giudice Clementina Forleo, che deve decidere se archiviare l' inchiesta, valuti invece l'opportunità di disporre nuove indagini. Anche perché la Procura di Milano, tranne le prime indagini compiute dal pm Armando Spataro, se n'é sempre fregata di questo omicidio''. Poche ore dopo la denuncia di Gay arriva la risposta di Corsi. ''E' assurdo che si facciano affermazioni del genere - ha detto Corsi - quando ci sono stati tantissimi giudici che non mi hanno ritenuto responsabile del duplice omicidio. A quest'ora non sarei libero. Oltretutto non sono protetto da nessuno, ne' da gruppi politici, Fini e gli altri non mi stanno per niente simpatici, ne' da clan mafiosi, ne' da lobby. Non vedo perche' un giudice onesto come Salvini avrebbe dovuto aver timori ad arrestare una persona come me. Non sono certo Sofri, che tra l'altro ritengo innocente, che viene difeso dall'intera sinistra''. Corsi annuncia una querela nei confronti di Gay ma al consigliere di Rifondazione Comunista non è ancora giunto nulla. Poi c'è la definitiva archiviazione per insufficienza di prove del giudice Clementina Forleo del 14 dicembre 2000.
http://www.faustoeiaio.org/html/corsi.htm

LA CATENA DEI DELITTI

Vendette ed esecuzioni nella malavita “del mare”

di GIULIO MANCINI

Forze dell’ordine e amministratori a rapporto stamattina dal Prefetto Achille Serra. Per la quinta volta negli ultimi tre anni il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico si occuperà di questioni legate alla criminalità a Ostia e sul litorale romano. Un segnale evidente della percezione diffusa, netta, preoccupante di quella che appare sempre più un’emergenza sociale. Le infiltrazioni malavitose per le località costiere romane, infatti, non sono un rischio bensì una certezza. Evidenza ribadita dai risultati dell’operazione ”Appia/Mytohos” ma sancita prima ancora dalla cronaca e dagli allarmi lanciati a più riprese dalle comunità economiche locali. Il ricordo del confinato di lusso Frank ”tre dita” Coppola, costretto a vivere negli anni Settanta in quel di Ardea, è ormai leggenda suggestione rispetto alle più pericolose famiglie segnalate a più riprese nei rapporti antimafia. Oggi per l’Antimafia la criminalità organizzata che ha messo radici sul litorale è sempre più ”camorra”: orizzontale, caotica, sanguinaria. Spezzoni di antistato pronti a uccidere con modalità spietate e sempre uguali. Era il 9 luglio del 2002: Ferdinando Di Silvio, capo di un clan imparentato con i Casamonica, esce da casa a Latina, apre lo sportello dell'auto e salta in aria. Tre mesi dopo, il 18 ottobre, un killer in motocicletta a Ostia spara in faccia a Paolo Frau, un passato criminale di taglio elevato, nella banda della Magliana dove era riuscito a portare con sé nell'ala testaccina quel Danilo Abbruciati. Abbruciati diventò l'anello di collegamento nella banda tra eversione, crimine, mafie e colletti bianchi. Un omicidio, quello di Frau, avvenuto sulla strada, davanti a diversi testimoni. Identico per modalità d’esecuzione con quello di Edoardo Toscano, ”operaietto” della banda della Magliana, freddato da due assassini in moto il 18 marzo del 1989 su via della Marina.
Sempre sulle due ruote e sempre con pistolettate andate a segno tra decine di spettatori, l’azione del killer di Gianluca Riva, sorpreso in coda su via del Pescatori in una domenica balneare, e di Ottorino Addis, ucciso all’uscita di un ristorante. Per entrambi il sospetto che fossero ”continuatori” in affari di una costola del gruppo di ”bravi ragazzi” della Magliana. Ci sono poi, le ”frequentazioni” di alto lignaggio. A Enrico Nicoletti, cassiere della banda, vengono sequestrati beni e barche nella zona dell’Isola Sacra. Nel 1998, il ”padrino” Pasquale Cuntrera, re del narcotraffico e del riciclaggio in mezzo mondo, trova a Ostia non solo ospitalità ma anche il ”corridoio” per la fuga all’estero, favorita da un disguido giudiziario. Sarà rintracciato e arrestato a Malaga. Lillo Lauricella, allievo di Pippo Calò e cassiere delle gang del narcotraffico romane, a ottobre di due anni fa è stato assassinato a raffiche di mitra a Caracas. E prima di raggiungere il Sudamerica il suo quartier generale era a Ostia.

(Dal giornale Il Messaggero -Giovedì 23 Settembre 2004)

La Mafia Bianca

Peraltro, la conferma che lo ‘scudo fiscale’ sia stato agevolmente utilizzato dalle organizzazioni criminali per riciclare i profitti illeciti, viene dal sequestro operato dalla DIA di Roma il 30 giugno 2004 a carico del clan Casamonica che aveva riciclato proventi illeciti per milioni di Euro facendo rientrare i capitali con la dichiarazione prevista dalla legge 409/2001 e depositandoli presso una banca d’affari di Milano , alla quale era stato dato incarico di investire in fondi comuni. Tutto ciò senza che l’intermediario ritenesse sospetta l’operazione e ne facesse oggetto di segnalazione.
Qualora ve ne fosse stato bisogno, non è la prova che lo strumento in questione è servito ad attrarre anche i capitali illeciti e tra questi, quelli mafiosi?
In tutto questo la Commissione ha taciuto, non ha inteso fornire al Governo ed al Parlamento la benché minima valutazione in ordine al rischio corso dall'intero sistema di prevenzione antiriciclaggio per effetto dell'entrata in vigore della norma sullo scudo fiscale che ha favorito l'ingresso nel sistema economico nazionale di capitali frutto di attività illegali e mafiose, acquisiti attraverso il narcotraffico, il contrabbando di sigarette e delle armi, di cui mai più nessuno potrà conoscere l'origine, proprio perché ripulito e legittimato da una legge dello Stato.

http://www.terrelibere.org/index.php?x=completa&riga=214

Ma quello che a Roma davvero preoccupa, dice il Procuratore Nazionale
Antimafia Pietro Grasso, sono < e la sottoscrizione di patti con holding <.Secondo la Relazione <.Assieme a storiche famiglie malavitose come quelle dei Nicoletti e deiCasamonica, gli ambasciatori dei clan sfruttano nella Capitale le <.Soprattutto sul sistema delle infrastrutture portuali sono in corso <.

http://www.fondazionecesar.it/uploads/tx_useregidoc/Ricerca_lavoro_nero_...

t

grazie