Il danno e la beffa: come spremere un immigrato come un limone.
Nel 2009 c'è stata la famosa sanatoria, il cui scopo sarebbe stato quello di fare emergere il lavoro sommerso di decine di migliaia lavoratori domestici extracomunitari, che svolgono un lavoro fondamentale in una società sempre più demograficamente vecchia.
Ovviamente dei truffatori hanno pensato di approfittarne, nella consapevolezza che degli immigrati senza permesso di soggiorno difficilmente avrebbero sporto denuncia. Nella trappola sono caduti circa 350 immigrati nella sola provincia di Reggio Emilia, piu' altri centinaia nel resto della regione Emilia Romagna.
Ma come ha funzionato, nella pratica, il raggiro?
Un manipolo di truffatori, quasi tutti già pregiudicati per reati quali truffa o usura, ha "gentilmente offerto" la propria disponibilità a figurarecome datore di lavoro ad extracomunitari senza permesso di soggiorno o a coloro che non sarebbe stato rinnovato in seguito ai licenziamenti dovuti alla crisi economica.
Ovviamente i favori non si fanno gratis e i truffatori hanno chiesto dai 3000 ai 10.000 euro er ogni persona da regolarizzare. Che se per chiunque sono tanti soldi per un immigrato rappresentano i risparmi di anni di lavoro in italia. Alcuni immigrati addirittura si sono dovuti fare spedire i soldi dal paese d'origine.
Contro i lager della democrazia. Il 19 giugno corteo a Modena

I Cie, ex Cpt, sono luoghi di detenzione amministrativa sottoposta all’autorità di polizia quindi, da un punto di vista giuridico, propriamente equiparabili ai Lager nazisti. Istituiti dal governo di centro-sinistra nel 1998 con la legge Turco-Napolitano e condotti a compimento dalla destra, sono parte integrante e costituente di un meccanismo perfettamente oliato che alimenta il circuito dello sfruttamento.
Attualmente in Italia ci sono 13 Cie, ma il governo vorrebbe costruirne altri 10 entro breve.
Lo stato razzista rinchiude nei Cie, per poi espellere coercitivamente, donne e uomini immigrati senza il permesso di soggiorno, persone che hanno richiesto l’asilo politico, chi ha lavoro e carte in regola ma con vecchi decreti di espulsione sulle spalle, chi ha finito di scontare una pena in carcere e tante donne che spesso sono vittime della tratta. Gente che è sfuggita da persecuzioni, violenze e prostituzione, da guerre e fame che il capitalismo occidentale produce per continuare indisturbato a dominare e a razziare il mondo.
Nel 2004 è stata istituita Frontex - l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne. Finora Frontex, per gestire il sistema dei rimpatri a livello europeo, ha avuto a disposizione voli charter per le deportazioni di massa. Ma nelle scorse settimane il governo italiano, per voce di Maroni, ha sostenuto che Frontex deve diventare “una struttura veramente operativa", aggiungendo ai compiti di controllo dei confini terrestri e marittimi dell'Unione europea e ai voli di rimpatrio anche la gestione dei Centri di identificazione ed espulsione mediante l'istituzione di Cie europei.
Quotidianamente dai Cie arrivano notizie di soprusi e maltrattamenti. Il cibo è pessimo, scarso, condito con psicofarmaci e perfino avariato . Le forme di protesta vengono spesso represse con feroce violenza(VIDEO) e le per chi reagisce sono sempre alte. I ricatti sessuali nei confronti di donne e trans sono all’ordine del giorno; molestie e stupri da parte delle guardie (dossier PDF) sono un rischio costante e troppe volte una realtà. Se una donna reagisce a questo stato di cose le ritorsioni sono terribili.
La crescente esasperazione di chi è rinchiuso/a in questi lager della democrazia porta a pesantissime forme di autolesionismo fino ad arrivare in alcuni casi al suicidio. La propaganda razzista sostenuta dall’ossessione securitaria alimenta le paure eliminando il “rischio” che qualcuno manifesti repulsione per metodi così spietati e disumani.
Dall’approvazione del nuovo Pacchetto Sicurezza nell’agosto 2009 – che ha introdotto il reato di clandestinità e il prolungamento fino a sei mesi del periodo di detenzione nei Cie (che Maroni vorrebbe portare a 18 mesi entro fine anno!) – le lotte all’interno di questi lager non si sono mai fermate. In alcune occasioni la determinazione e la rabbia hanno portato a coraggiose rivolte e fughe.
All’esterno queste lotte sono sostenute in molteplici forme: presidi, sostegno agli scioperi della fame, iniziative nelle città per informare e rompere le complicità con i responsabili e gli speculatori che si
ingrassano con l’affare Cie: Croce Rossa, Misericordia, Sodexo, Concerta, Lega Coop, …
I Cie di Modena e Bologna, gestiti dalla Misericordia di Daniele Giovanardi e diretti da Anna Maria Lombardo, sono carceri speciali per immigrati ed immigrate: condizioni interne particolarmente dure e disumanizzanti, regolamenti totalmente arbitrari, contatti con l’esterno difficoltosi quando non impossibili. In particolare, il Cie di Modena rappresenta la sperimentazione di un modello di isolamento per i lager del futuro. Non per nulla lì dentro è stata portata Joy, nel tentativo di isolarla dalla rete solidale che l’ha sostenuta per il suo coraggio nel non tacere sul tentativo di violenza sessuale da parte dell’ispettore capo del Cie di Milano, Vittorio Addesso.
L’internamento degli immigrati è un lucroso business. La Confraternita delle Misericordie guadagna 75 euro al giorno per ogni persona reclusa nel Cie di Modena e 72 per quello di Bologna. I responsabili della gestione di questi lager non sono entità astratte ma collaboratori e approfittatori concretamente esistenti e contro i quali è possibile indirizzare le nostre lotte. L’opposizione ai Cie si alimenta, infatti, delle proteste e delle rivolte interne e dei contributi solidali di chi lotta al loro esterno.
Per tutte queste (PDF) un coordinamento di compagni e compagne che lottano attivamente contro i Cie ha indetto un corteo comunicativo – e senza bandiere di partititi o sindacati – a Modena per il 19 giugno prossimo
* contro i Cie e contro i responsabili di queste strutture, in primis contro la Misericordia di Daniele Giovanardi
* per far conoscere alla città le nefandezze che quotidianamente avvengono dentro questi lager
* contro la vergogna delle deportazioni
Appuntamento alle 15.30 nel parcheggio sul retro della stazione ferroviaria
Al fianco dei reclusi e delle recluse che si rivoltano!
FestAntifa 2.0
Dopo il grande successo dell'anno scorso torna il Festival Sociale delle Culture Antifasciste, incontro autorganizzato, autogestito e autofinanziato sulla lotte ai fascismi vecchi e nuovi.
Questa edizione del festival si terrà presso il parco di viale Palmiro Togliatti [mappa] dal 28 maggio al 6 giugno e sarà caratterizzato da un denso programma di incontri, mostre fotografiche, proiezioni, spettacoli teatrali e musicali.
Le tematiche affrontate spaziano per tutto il fronte di opposizione alle pratiche autoritarie, dalla resistenza al fascismo sui territori all'antisessismo, dalla necessità di curare la memoria storica alla questione dell'informazione, dalle autoproduzioni alla resistenza al razzismo.
Durante tutto il festival saranno garantiti pranzi e cene (anche vegetariane e vegane) a prezzi popolari. Inoltre sarà garantita la possibilità di campeggio.
Buon festival a tutt*!
17: MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO INCENERITORE
Che piaccia o no, i "No Inceneritore", al secolo Cordinamento Gestione
Corretta dei Rifiuti , sono l'unico
movimento reale che si aggira oggi nelle strade di Parma.
Gli oltre 1500 partecipanti al corteo di ottobre
[LEGGI],
il successo della fiaccolata pre natalizia, le oltre 10000 firme raccolte ma soprattutto gli adesivi sulle auto, le bandiere alle finestre ed un sano entusiasmo popolare sono tutti segnali che non si vedevano da qualche tempo.
E il bello, speriamo, deve ancora venire.
Dopo aver vinto la battaglia sulla metropolitana, la città si appresta ad affrontare un'altra sfida, che pare ancora più densa di insidie e difficoltà ma, come abbiamo constatato, tutto può succedere quando una città decide di scendere in campo per difendere il proprio futuro.
Sabato 17 aprile si terrà Parma il primo corteo nazionale contro gli inceneritori e in favore della strategia "Rifiuti Zero".
Qualche mese fa, in occasione del primo corteo cittadino contro
Il 12 febbraio tutti a Como!
da noinonsiamocomplici.noblogs.org

Col pretesto della "sicurezza", le donne migranti vengono rinchiuse in lager in cui ricatti e abusi sessuali sono all'ordine del giorno. Col pretesto della "sicurezza" in Italia stanno verificandosi, nel silenzio generalizzato, abusi degni d'un regime fascista.
Chi non intende essere complice di questo sistema basato sullo stupro e la violenza deve impedire che Joy ed Hellen vengano rimesse nelle mani dei loro aguzzini.
Appuntamento il 12 febbraio alle 6.30 di mattina davanti alla stazione di Albate Camerlata Fs (Como). Dalle ore 7 in poi davanti al carcere di Como – in via Bassone 11 – per aspettare Joy!
Per info: 327 2029720 Per contatti: complici@anche.no
Negli ultimi giorni l'attenzione sulla vicenda di Joy ed Hellen sta crescendo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare una sintesi dei fatti che renda chiara – anche a chi non l'ha seguita dall'inizio – la gravità della situazione e l'importanza di non mancare all'appuntamento del 12 febbraio sotto il carcere di Como.
Contro la crisi e contro i divieti
Sabato 23 gennaio avrà luogo il corteo contro la politica padronale che fa pagare pagare ai lavoratori la crisi del sistema capitalistico e contro i divieti che lo stato impone a chi vuole dimostrare in piazza la sua contrarietà a queste logiche.
In tutta la regione la crisi economica sta colpendo duro con migliaia di disoccupati e cassaintegrati ed altre migliaia di posti di lavoro a rischio. Ed oltre ai dati ufficiali ci sono anche i migliaia di immigrati clandestini che hanno perso il posto di lavoro (in nero) senza rientrare nella casistica e che si trovano senza una fonte di reddito da un lato e perseguiti come criminali dall'altro.
A Bologna da circa un anno è in vigore divieto di
manifestare in centro storico il sabato pomeriggio
in centro storico il sabato pomeriggio (sia mai che venga disturbato il santo shopping!). Questa decisione è stata presa dalla scorsa giunta comunale in accordo con prefettura e questura e mai abolita (quindi de facto appoggiata) dall'attuale.
Concentramento: Sabato 23 Gennaio, ore 17 piazza dell'Unità
Report e immagini da Copenhagen
Notizie, report e immagini dal NoCop15 di Copenhagen
11 dicembre - No Corporate Day
[Foto]
12 dicembre - Global Day of Action
[report] dalla manifestazione
[Report] Oltre 900 fermi di polizia - [foto]
[Video]: 1 - 2 - (((i)))
13 Dicembre:
a) La Via Campesina against the meat industry:[foto]
b) Hit the production: [report] - [video]
14 dicembre - No borders, no nation!
[report] dalla manifestazione - [foto],[1] - [video]
[report] Irruzione della polizia a Cristiania
[report] arresti di massa a Christiania - [foto],[1],[2]
[Video]: Difesa delle barricate - (((i))) - gli arrestati dalle prigioni
15 dicembre - Agricultural day of action
[Foto]
16 dicembre - Reclaim power! Pushing for a climate Justice
a) Blue block:
[Report] 3.000 sotto al Bella Center [foto]
b) Green Block: [video]
Audio:
interventi di associazioni di donne al Cop 15
Corrispondenze da ROR: [1][2][3]
Ora indy è un'agenzia? Il Giornale, Indymedia e il sesso
Notiamo che un post senza firma e senza fonte, pubblicato su indymedia, viene citato dal Giornale [ 1 | 2 ] (poi ripreso da Repubblica, Corriere, Unità) come possibile fonte della notizia su un presunto video di sesso tra la Mussolini e Fiore.
Vi chiederete: il Giornale chi?
L'autorevole quotidiano delle minacce targate BR autospedite? Quello diretto da Vittorio Feltri [ 1 | 2 ] ?
Esatto. A questo giornale, e al suo simpatico direttore diciamo: Indymedia tutta, utenti e amministratori del sito, ha cose un pò più serie da seguire.
E' molto facile sfruttare l'open pubblishing per pubblicare sciocchezze a cui dare parvenza di verità. Tanto più che per proteggere la privacy non conserviamo i log di chi accede al sito.
Chi vive questo media sa bene come funziona e non si lascia ingannare da un post senza firma, senza fonte e senza alcun riscontro, che chiunque può avere pubblicato con i più disparati intenti: satira, disinformazione, ecc.
CAMBIA IL SISTEMA NON IL CLIMA

Uno spettro si aggira per l'Europa ed il mondo intero: è il fantasma del climattivista.
A pochi giorni ormai dall'inizio della conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, sale l'attenzione mediatica e sale anche la mobilitazione. Il COP15 (Conference Of Parties) è il 15° incontro delle nazioni firmatarie del protocollo di Kyoto.
Già molti anni fa gli Stati iniziarono a capire che qualcosa non andava nell'ecosistema (dopo che il primo forum intergovernativo sul mutamento climatico nel 1988 dichiarò che non c'era molto tempo), ma inesorabilmente nulla è stato fatto. oggi la temperatura del globo è salita di 2 gradi, il numero di rifugiati climatici vittime di cataclismi ambientali come inondazioni e desertificazioni cresce, diverse isole sono state sommerse, i ghiacciai continuano a sciogliersi rapidamente e lo scenario non sembra essere in miglioramento. Dopo il protocollo di Kyoto le emissioni di CO2, responsabili del surriscaldamento, sono aumentate invece di diminuire. Questo grazie ad un meccanismo di commercio di CO2 ed all'offsetting. In questo modo e' aumentato il profitto degli stati del nord del mondo e delle multinazionali, mentre il debito ecologico del sud del mondo sembra sempre più lontano dall'essere ripagato.
Day of action internazionale contro i CIE

Il 14 novembre ci sarà la giornata di azione internazionale contro i CIE, i famigerati lager in cui vengono rinchiusi i migranti trovati privi di permesso di soggiorno. Dopo le rivolte di quest'estate la situazione continua ad essere incandescente:
in diversi centri continuano scioperi della fame, rivolte, tentativi di evasione, violenze contro i reclusi.
Ordinaria amministrazione quando si va a creare una vera e proprio struttura concetrazionaria, in cui gli internati (come tutti gli internati) sono privati di tutti i diritti.
Per dire no a questa società che condanna uomini e donne alla deportazione perchè privi di pezzi di carta:
Sabato 14 Novembre Presidio in Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri) a Bologna.
Domenica 15 Novembre a Parma, in Piazzale Matteotti, presidio dalle 10
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