Rifiuti e repressione
Il governo impone, tramite norme di emergenza, nuove discariche e nuovi
inceneritori [ 1 | 2 | mappa ]. Scioglie incostituzionalmente i comitati popolari che si battono contro la loro apertura e impone il vincolo militare alle aree rescelte. Nemmeno i magistrati potranno più ficcare il naso e sequestrarle.
Gioiscono le imprese di costruzione e la Impregilo, i cui vertici sono sotto inchiesta a causa dell’utilizzo di impianti non a norma.
A Chiaiano, dove la discarica sorgerà a un km da abitazioni e ospedali, la gente è in piazza da giorni per impedirne l’apertura subendo indiscriminate cariche a freddo. Bambini di 10 anni e anziani, tornano in piazza dopo le cure mediche in seguito alle manganellate [1 | 2]. Due ragazzi sono tutt’ora ricoverati in ospedale per una caduta di 10m da un muretto, dovuta alla deliberata spinta della polizia.
E' preoccupante il ricorso a misure straordinarie (fino al 31/12/09): le aree individuate per la costruzione di discariche verranno dichiarate "aree di interesse strategico nazionale"; il sottosegretario Bertolaso (la cui nomina è stata la moneta con cui il governo ha pagato l'appoggio dato da Bertolaso stesso a Berlusconi nel 2006) avrà la facoltà di sequestrare (dietro indennizzo) ogni bene mobile giudicato funzionale allo svolgimento del suo compito; potrà avvalersi delle forze armate sia per la raccolta dei rifiuti, sia per la costruzione delle discariche che per la difesa delle stesse; potrà richiedere dalle autorità l'adozione di provvedimenti di pubblica sicurezza; potrà precettare i lavoratori impegnati nella gestione dei rifiuti. Dure anche le pene per chi si oppone alla costruzione di discariche: fino ad un anno di galera per chi impedisce o ostacola la complessiva gestione dei rifiuti, fino ai cinque anni per gli organizzatori. Da 3 mesi ad un anno (o una multa da 51 a 309€) a chi si introduce nelle aree dichiariate di “interesse nazionale” o renda difficoltoso l'accesso alle stesse.
Tutti i procedimenti penali riguardanti la gestione dell'emergenza vengono affidati alla Direzione Distrettuale Antimafia (DIA) di Napoli. Le misure cautelari possono essere decise da un tribunale collegiale appositamente nominato... Un vero e proprio tribunale speciale. Tutte le controversie, anche legate ai diritti costituzionali e alle misure cautelari vengono decise da un giudice amministrativo e devono essere approvate entro un mese dalle autorità giudiziarie: insomma la possibilità di carcere amministrativo. Il decreto dispone, inoltre la costruzione di tre inceneritori (eufemisticamente chiamati termo valorizzatori): Acerra (già in costruzione), Salerno, Santa Maria La Fossa e Napoli.
150 milioni di euro sono i soldi stanziati per le spese dovute all'applicazione del decreto.
Tramite questo decreto legge il governo ha affidato la gestione dell'emergenza ad un uomo di fiducia della stessa compagine governativa, che era già stato commissario straordinario per l'emergenza, senza che fosse riuscito a risolvere niente.
Vengono fatte saltare le più elementari norme del diritto e vengono cancellati di fatto i diritti della popolazione coinvolta nella costruzione di veri e propri ecomostri in un territorio già sconvolto e devastato da discariche abusive e legali. Discariche intorno alle quali girano enormi interessi economici gestiti dalle cosche camorriste e dalle imprese da loro controllate in combutta con imprese legali e pezzi dello stato.
Lo stato di emergenza decretato da questo decreto apre la strada alla dichiarazione di uno stato permanente di eccezione, eccezione non solo dai più elementari diritti umani ma anche dagli stessi paletti posti dalla costituzione (il che dimostra quanto lo stato se ne freghi delle sue leggi).
Stati di eccezione che servono a favorire i grandi interessi economici e giochi di potere sulle spalle dell'ecosistema e delle popolazioni locali.
Lo stato e il capitalismo mostrano il loro vero volto: di devastatori e saccheggiatori impegnati nel conseguimento del profitto a tutti i costi.
Approfondimenti: leggi la feature di Indy Napoli con gli aggiornamenti | resoconti audio su Radiolina e Radiossina | approfondimenti video su insu^tv
Appello per la manifestazione nazionale a Chiaiano il primo giugno





