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La banalità di un vivisettore

Autore:
animale

Gian Luigi Gessa è un farmacologo cagliaritano, nonché esponente regionale del PD, viene da tutti definito come un grande scienziato, un grande orgoglio della sardegna e dell'Italia.
Ebbene cosa ha scoperto questo illustre scienziato nel corso di tutta la sua carriera? Ha scoperto che le droghe non sono tutte uguali, che le droghe generano dipendenza, che è dififcile uscire dalla dipendenza, che gli effetti possono essere nefasti e che la marijuana non può essere equiparata alla cocaina e all'eroina. Capito che cervellone?Ma quale prezzo ha ottenuto queste illuminanti scoperte? Queste scoperte sono costate la sofferenza e la morte a migliaia e migliaia di esseri viventi.
In un intervista comparsa oggi ne L'Unione Sarda il cervellone dice: La cocaina fa parte delle magnifiche cinque, le top five che l'uomo (e non solo l'uomo) predilige».
G-Quali sono?
«Il succo fermentato di frutti e cereali (alcol), il lattice della capsula di papavero (morfina), le foglie del tabacco e quelle della coca, le infiorescenze e la resina della cannabis».
G-È vero che disintossicarsi del tutto è impossibile o quasi?
«Diciamo che è difficile. C'è sempre un luogo, un odore, una situazione o un momento particolare che possono far ricadere in tentazione».

Ma le sua perla è questa:
G-La droga piace anche alle cavie. Che c'entra dunque il movente sociale?
«Cartesio diceva che commette peccato mortale chi crede che gli animali abbiano un'anima come l'uomo. Sarà. I ratti e le scimmie però ci somigliano molto. Tanto è vero che amano drogarsi».
G-Piacere per il piacere, insomma.
«Sicuro. Un tempo il drogato veniva catalogato come vizioso. Si può dire lo stesso di un ratto o di una scimmia che si fanno di cocaina azionando una levetta per l'erogazione? Se li mandiamo in astinenza, si scatenano: batti e ribatti sulla leva finché non arriva la droga. Avete presente quando si scuote la macchinetta automatica dei caffé perché funziona male? Succede qualcosa del genere».
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Commento:
Innazittutto è il vivisettore che le ha obbligate a drogarsi e non sono spontaneamente andate a farsi, poi si sarebbe dovuto domandargli, in base a cosa lui si arroga il diritto di torturare alcuni esseri viventi che lui stesso mette sullo stesso piano degli uomini, visto che entrambi provano a piacere nel drogarsi?
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E poi:
Il ratto non ha l'incubo dell'Ici, non lo bocciano a scuola e una fidanzata gliela mettiamo in gabbia. Cosa voglio dire con questo? semplice: la causa prima è la droga e non la società».

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Commento:

Capito? Lui induce con la forza un animale a drogarsi e poi ne deduce che i fattori ambientali non c'entrano..conterebbe solo il piacere della droga in sé......

Ma davvero sono questi i cervelli italiani?Davvero il settore pubblico finanzia a suon di soldi simili banalità? Sarebbe questo un grande scienziato?

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