Sull'omicidio squadrista di Verona
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da Zic.it/Acabnews
http://www.zic.it/zic/articles/art_2599.html
Era necessaria una morte "per caso" perchè l'Italia vedesse la realtà
Sull'omicidio squadrista di Verona
Nicola è morto dopo alcuni giorni di coma, picchiato a morte da un gruppo di giovani fascisti veronesi. Indetto a Verona per sabato 17 maggio un corteo nazionale antifascista. Nel frattempo, il fascismo è "improvvisamente" sbarcato sui giornali. In campo il meglio della retorica nazionale, con in testa chi sostiene che la vita di un ragazza vale meno di una bandiera.
8 maggio 2008 - nca Malabocca
Non sono bastati i pestaggi, gli accoltellamenti, gli agguati, gli attentati che in questi anni si sono susseguiti ininterrottamente in tutta Italia. Non sono bastati i morti: Dax, Renato...Finché ad essere colpiti erano migranti o militanti dei centri sociali, evidentemente nemmeno l'omicidio rappresentava un gran problema. Evidentemente: con tutta l'evidenza di un assordante silenzio da parte dei media e della cosiddetta "politica". Era necessario che morisse qualcuno "per caso", affinché il dibattito pubblico si accorgesse della inquietante e aggressiva presenza nazi-fascista nelle città italiane. Purtroppo il qualcuno di troppo è arrivato: Nicola, 29 anni, unica colpa il rifiuto di una sigaretta. Ucciso dalle bastonate di cinque fascisti, la notte del 1 maggio, a Verona.
Adesso, improvvisamente, i giornali hanno scoperto i fascisti. Pontificazioni sociologiche, inchieste e interviste, demenziali dichiarazioni politiche: sembra che questa volta non ci sia stato risparmiato proprio nulla del consueto armamentario retorico sfoderato nelle grandi occasioni. Tutto questo rumore colpisce davvero non perché ci sia, ma perché di fronte a casi analoghi non c'è stato. Anzi: tutto liscio come l'olio quando muoiono migranti e compagni, con il terribile sospetto che vada quasi bene. Un po' di pulizia e sicurezza, infondo, richiede qualche deprecabile incidente.
Oggi il cuore nero dell'Italia democratica per un attimo sembra dubitare di se stesso. Forse le ronde non sono la soluzione ma il problema. Forse i linguaggi della paura diffusi da media e politici per quindici anni, hanno devastato la società italiana invece di interpretarne i "legittimi bisogni". Forse i muri e i ghetti stanno imprigionando le intelligenze, invece di proteggere i corpi. Ma è un attimo. Ci pensano le Istituzioni a ricordare a tutti gli italiani democratici che è molto peggio bruciare una bandiera che uccidere un uomo.
Siamo ancora in tanti, per fortuna, a non avere paura. Dopo il grande presidio spontaneo che ha riempito le strade di Verona la sera della morte di Nicola, un nuovo corteo è previsto per sabato 10. Sabato 17 maggio, sempre a Verona, è stato convocato un corteo nazionale che partirà alle ore 15 dalla stazione di Verona Porta Nuova. Sarà l'occasione per far sentire la voce degli antifascisti e delle antifasciste, per alzare un argine di corpi e intelligenze all'onda nera che minaccia le nostre città. Noi non abbiamo paura, solo rabbia e desideri. E non dimentichiamo la differenza tra una vita e una bandiera.



