Riccardo Rasman: una morte dimenticata
Every cop is a criminal
And all the sinners saints
(da "Sympathy for the Devil", the Rolling Stones)
E' la sera del 27 ottobre 2005 quando, a Trieste, Riccardo Rasman si trova nella sua casa per festeggiare,
con una radiolina e qualche petardo, il nuovo lavoro che avrebbe dovuto cominciare il giorno seguente.
Alcuni vicini, infastiditi, chiamano la polizia e questa giunge nel giro di poco tempo. Tuttavia Riccardo, che è assistito da un Centro di salute mentale, alle richieste degli agenti si rifiuta di aprire la porta perché spaventato da quelle divise che alcuni anni prima, durante il servizio militare, lo avevano reso oggetto di abusi ed atti di nonnismo. Abusi successivamente riconosciuti dalla legge: i suoi problemi psichici dipendevano da "cause inerenti al servizio". Abusi che hanno causato i suoi problemi.
Nel frattempo si era calmato e aveva smesso di far scoppiare i petardi. La polizia però continua ad insistere e butta giù la porta: in un attimo Riccardo è
immobilizzato, legato mani e piedi e imbavagliato, ripetutamente colpito al viso e nel resto del corpo con oggetti di varia natura. Le testimonianze dei poliziotti a questo punto si fanno confuse e contradditorie, ma sta di fatto che Riccardo non uscirà vivo da quell'incontro.
Il referto medico accerterà che la morte è avvenuta per asfissia da posizione, la stessa sorte toccata a Federico Aldrovandi
all'incirca un mese prima e, come nel caso del giovane ferrarese,
anche per questo omicidio gli imputati fanno parte del corpo incaricato di effettuare le indagini per risalire alle circostanze della morte, cioè la polizia di Stato.
Il 28 febbraio di quest'anno, un giorno dopo l'interrogazione parlamentare di Heidi Giuliani in merito alla vicenda, il giudice del Tribunale di Trieste, Paolo Vascotto, ha accolto favorevolmente le richieste del pm Pietro Montrone che chiedeva la riapertura del caso per via di alcuni indizi recentemente emersi che vanno approfonditi.
La famiglia, i legali che la seguono nella vicenda processuale e le persone che stanno rispondendo agli appelli su internet, chiedono che sia fatta
giustizia e che la verità sulla morte di Riccardo venga finalmente alla luce: quando un omicidio viene commesso dai tutori della legge, siamo di fronte ad un crimine che pesa come un macigno su tutta la comunità.



