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[bo] Ci autorganizziamo, senza il vostro permesso

http://www.zic.it/zic/articles/art_2417.html

CI AUTORGANIZZIAMO, SENZA IL VOSTRO PERMESSO
Con queste parole comuni i centri sociali bolognesi inaugurano un
nuovo percorso di mobilitazioni: rispondono così alla minaccia di
porre i sigilli all'Officina dei media indipendenti di via Paolo
Fabbri, alla revoca della convenzione del Livello 57 e alla volontà
dell'amministrazione di non garantire uno spazio a Crash. Occupati
simbolicamente gli uffici dell'assessore Patullo.

Tutti i comunicati, i report, le foto e gli audio su www.zic.it

Segue il comunicato dei centri sociali:

Il Comune vuole mettere i sigilli l'Officina dei media indipendenti
Vag61 per carenza di autorizzazioni, il rischio di un sequestro
continua ad aleggiare sul Laboratorio Crash, mentre il Livello 57
riceve la notifica della disdetta della convenzione (l'accusa è di
morosità: non ha pagato l'affitto dal giorno in cui è stato chiuso
fino ad oggi). La Bologna partitodemocratica mostra sempre di più la
duplice realtà di cui si compone: una la mappa, due le città.

C'è la forma e c'è la sostanza. La forma è quella di chi sta uccidendo
questa città, muovendosi al riparo di formule che parlano di legalità
e sicurezza, ma che in realtà esprimono esclusione e violenza. La
forma è quella di chi crede che gli spazi autogestiti siano una
minaccia. E come una minaccia vadano cancellati, e dopo dimenticati. A
questo scopo tutto è utile. Anche uno scontrino o un pezzo di carta.
La forma, appunto.

Poi c'è la sostanza. È quella di chi inceppa gli ingranaggi, e fa in
modo che Bologna valga ancora la pena di essere vissuta. La sostanza è
quella che anima i centri sociali. Non spazi per feste e bevute, non
solo. Laboratori politici. Cuori della comunicazione. Motori
culturali. Terreni di aggregazione. Dispositivi solidali. Linfa
dell'autodeterminazione. Territori liberi. Vie di fuga percorse ogni
giorno da un flusso continuo di corpi e menti. Sacche di vita.

Ci sfidate sul terreno della forma, perché su quello della sostanza
avete perso. Credete che le regole vi salveranno. Ci tenete sotto tiro
ma noi ci muoviamo veloci. Ci multate ma noi moltiplichiamo le
risorse. Ci denunciate ma non ci spaventate. Ci sgomberate ma noi
rioccupiamo. Ci controllate ma non ci tenete sotto controllo. Ci
sbattete in faccia verbali e regolamenti, ma noi ci sentiamo
autorizzati: ad autorganizzarci. Alla vostra tolleranza zero
rispondiamo con i nostri desideri a mille.

Dalle nostre mura dipinte vi mettiamo i bastoni tra le ruote. Con le
nostre note copriamo le vostre parole vuote. Con la nostra socialità
demercificata ed i nostri saperi, liberi di circolare, sabotiamo il
vostro mercato. Con la nostra memoria riproduciamo esperienze e vi
facciamo sentire sempre più vecchi.

Voi lo sapete, e ne avete paura. Ci combattete. Ad ogni cellula del
nostro corpo collettivo riservate un'offensiva diversa. Credete così
di dividerci e renderci più deboli. Ma attaccare uno spazio significa
attaccarli tutti. E farlo significa stimolare la nostra fame di
riappropriazione, la nostra sete di tempo e di spazio, la nostra
voglia di attraversare la città strada per strada.

Noi ci siamo, perché dobbiamo esserci.

Vag61 , XM24 , cs TPO , Laboratorio Crash! , Open the Space Ass. Livello 57

Autore:
da Zic.it

se bologna si autorganizza o

se bologna si autorganizza o lo fa di nascosto o non lo fa su indy. gli articoli sono pochi e per lo + su tematiche non emiliane. le poche cose che si vedono sono proclami, parole parole parole.
stiamo morendo.

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